Il racconto biblico ci porta a un momento cruciale: Abramo aveva discusso con Dio riguardo al numero dei giusti. Se almeno dieci persone virtuose fossero state trovate, avrebbero potuto salvare le città di Sodoma e Gomorra. Mentre i due discutevano, i messaggeri-angeli "andarono verso Sodoma e arrivarono sul far della sera" (Genesi).
L'Arrivo degli Angeli a Sodoma e l'Ospitalità di Lot
Secondo il resoconto biblico, gli angeli partirono da Ebron intorno alle due del pomeriggio, dopo un lauto pranzo a casa di Abramo e Sara, e giunsero a Sodoma verso sera, dopo aver percorso circa 50 chilometri a piedi attraverso un terreno impegnativo.

Ad attenderli alla porta della città c'era Lot, il nipote di Abramo, che aveva scelto di vivere in città, abbandonando la vocazione di pastore seminomade. La porta della città era un luogo centrale: di sera vi si incontravano gli abitanti, durante il giorno vi si amministrava la giustizia e nel pomeriggio vi si teneva il mercato. Qui gli angeli furono notati da Lot che, seguendo le buone usanze dei nomadi apprese dallo zio, offrì loro ospitalità con le parole: "miei signori, venite in casa del vostro servo, vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi domattina continuerete il vostro cammino". Lot riuscì a convincere i due messaggeri a seguirlo ed "entrarono nella sua casa ed egli preparò per loro un banchetto".
La Richiesta degli Uomini di Sodoma
Quella che sembrava una serata tranquilla si complicò improvvisamente. "ecco che gli uomini della città si affollarono intorno alla casa di Lot, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo". Questo indica che non erano presenti nemmeno i dieci giusti che avrebbero potuto salvare la città. Chiamarono Lot e gli dissero: "dove sono i due uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire, perché possiamo conoscerli!" (Genesi).

Il verbo ebraico "jadà" ha in questo contesto il significato di "conoscere carnalmente", come si evince da altri passi biblici come "Adamo conobbe Eva che concepì e partorì Caino" (Genesi 4,1). Fu proprio questa richiesta, considerata abominevole, a provocare la distruzione di Sodoma.
L'Intervento degli Angeli e la Condanna
Lot tentò di trattare con gli abitanti, dicendo: "no, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancor conosciuto uomo, ve le porto fuori e fate loro quello che vi piace, ma non fate nulla a questi uomini che sono miei ospiti!". Questa proposta, che a noi oggi appare ripugnante, evidenziava da un lato la sacra legge dell'ospitalità, che Lot sembrava essere l'unico a rispettare, e dall'altro il ruolo subordinato delle donne in quel tempo, considerate quasi un oggetto. Tuttavia, gli abitanti di Sodoma rifiutarono la sua offerta, dicendogli: "ma va via, sei venuto qui come straniero e vuoi fare il giudice? Ora faremo a te peggio che a loro".
A quel punto, gli angeli dall'interno "trassero in casa Lot e chiusero la porta", salvandolo. Inoltre, "colpirono di cecità gli uomini che erano fuori dalla porta", un atto simbolico che mostra come la luce, simbolo di Dio, illumini il giusto e accechi l'empio.
I 5 Grandi Peccati di Sodoma e Gomorra – Perché Dio le ha Distrutte?
La condanna di Sodoma, come di Gomorra, non si limitava all'omosessualità, come riportato nel libro del Levitico: "non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole". Secondo il biblista Card. Ravasi, l'autore biblico intendeva condannare anche i culti idolatrici cananei e babilonesi, e successivamente quelli greci, che includevano l'omosessualità sacra. In un'interpretazione più ampia, il racconto sottolinea un "gravissimo di inospitalità" (Sap. 19, 13-14) e la mancata accoglienza del "diverso". Le città furono distrutte perché "macchiate di questo peccato", un peccato di superbia, arroganza e violenza, come evidenziato anche da Ezechiele (Ez 16, 49-50).