Dopo la Santa Messa e la Liturgia delle Ore, la preghiera del Rosario è la più gradita a Gesù e alla Madonna. Essa costituisce un mezzo potente per la salvezza dei peccatori e fu proprio attraverso l'umile preghiera del Rosario che Bartolo Longo riuscì a fondare il Santuario di Pompei e le Opere annesse.
Bartolo Longo, nato nel 1841 a Latiano, ebbe un percorso di vita segnato da profonde crisi spirituali. Inizialmente attratto dallo spiritismo e divenuto sacerdote spiritista, visse un periodo di sbandamento. Tuttavia, il Signore e la Madonna vegliavano su di lui. Un amico del suo paese natale divenne per lui l'angelo della salvezza, consigliandogli di ricorrere spesso a lui, poiché la Provvidenza divina lo aveva posto al suo fianco.

La Conversione e la Nascita della Devozione al Rosario
La conversione di Bartolo Longo fu un evento decisivo. Egli comprese che il miglior modo per riempire la propria vita di Dio era attraverso la Carità. Dopo aver vissuto a Napoli, dove si dedicò alle opere di carità, e aver rifiutato offerte mondane, il suo cammino lo condusse a Pompei. Qui, nel 1872, il quadro della Madonna del Rosario fece il suo ingresso nella valle, sebbene fosse in condizioni precarie: mancante di pezzi di tela e colore, tutto screpolato.
L'arrivo di Bartolo Longo a Pompei non ebbe valore solo per i credenti. Grazie a lui, quella terra si trasformò anche sotto l'aspetto sociale, economico e civile. Tutto ebbe inizio quando, in Località Arpaia, sentì una voce sussurrargli: "Se cerchi salvezza, propaga il Rosario. È promessa di Maria. Chi propaga il Rosario è salvo!". Questo evento segnò l'inizio della sua missione come apostolo del Rosario.
Bartolo Longo comprese che il Signore sceglie le cose più umili per realizzare grandi opere, proprio come scelse gli umili e disprezzati pastori per annunciare la nascita del Salvatore. Questa umiltà si riflette anche nell'offerta di Maria e Giuseppe al Tempio: offrono Gesù Bambino all'Altissimo e, come offerta materiale, due tortore, in linea con la prescrizione religiosa.
La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei
La "Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei" fu scritta nel 1883 dallo stesso Bartolo Longo. È una preghiera conosciuta in tutto il mondo e recitata solennemente due volte l'anno, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre. Essa rappresenta la preghiera simbolo di Pompei e guida della devozione alla Madre celeste, con un respiro universale e impetrazioni attuali.
La supplica inizia con un'invocazione alla Vergine Maria affinché volga il suo sguardo pietoso su di noi, le nostre famiglie, l'Italia, l'Europa e il mondo. Si chiede compassione per gli affanni e i travagli della vita, implorando misericordia dal Figlio divino e la vittoria della clemenza sul cuore dei peccatori. Si riconosce la meritevolezza dei castighi, ma si ricorda il testamento del Redentore moribondo sul Golgota, che dichiarava Maria Madre nostra, Madre dei peccatori. La Vergine è invocata come Avvocata e speranza, con la fiducia che il suo cuore di Madre non permetterà la perdita dei suoi figli.
La supplica prosegue chiedendo la benedizione per il Sommo Pontefice, per i Vescovi, i Sacerdoti e tutti coloro che si adoperano per l'onore del Santuario. Si conclude con la richiesta del trionfo della Religione e della pace per la società umana, invocando la benedizione su Maria, Regina delle Vittorie, oggi e sempre, in terra e in cielo.
Supplica alla Madonna delle grazie per chiedere una grazia - Padre Pio
La Vita di Bartolo Longo: Tribolazioni e Beatificazione
La vita di Bartolo Longo fu caratterizzata da numerose tribolazioni e calunnie. Dovette affrontare difficoltà economiche, l'inganno e il tradimento. Nonostante le sofferenze, portò la sua croce quotidiana con fede, paragonabile alla preghiera di Gesù nell'orto degli Ulivi, sofferta fino al punto di fargli sudare sangue. Egli insegnò che dobbiamo pregare sia nella gioia che nel dolore, anche nelle aridità, e che la preghiera è il vero modo per affrontare le difficoltà.
Bartolo Longo dovette portare la sua croce fino alla fine. Nel 1905, ricevette lettere calunniatrici indirizzate al Papa. Egli stesso fu accusato di essere pazzo e dovette affrontare insulti. Tuttavia, come Gesù sulla croce, rispondeva con il silenzio e la rassegnazione, dando gloria al Padre Celeste.
Nonostante le avversità, Bartolo Longo fu un esempio di carità e fede. Fu nominato erede l'ingegnere Bartolino, figlio del fratello Alceste. Dopo il ritiro a Napoli, continuò a occuparsi delle Opere, in particolare del villino.
Il 31 gennaio 1906, Bartolo Longo pose le fondamenta per il futuro del Santuario, donando ogni proprietà nella Valle di Pompei al Papa. Fu un vero esempio di distacco da ogni cosa di questo mondo, cercando le cose di lassù e gustando le cose di lassù.
Nel 1905, arrivarono delle lettere calunniatrici al Papa S. Longo. Le offerte di Messe venivano passate nelle mani dei figliastri. Il Beato confessò: "Improvvisamente...". La corona di spine, gli insulti, la croce quotidiana, tutto ciò fu parte del suo cammino.
Nel 2001, Piazza San Pietro fu teatro della Beatificazione di Bartolo Longo, riconosciuto come l'avvocato della Madonna, fondatore del celebre Santuario, uomo di carità che trasformò Pompei attraverso tribolazioni e calunnie, passando attraverso un lungo Getsemani.
La Madonna del Rosario e il Dogma dell'Assunzione
La figura della Madonna del Rosario è centrale nella devozione promossa da Bartolo Longo. Egli insegnò che la Madonna, dopo la sua vita terrena, venne assunta in anima e corpo in Paradiso. Il suo corpo, concepito senza peccato originale e immacolato, non poteva corrompersi in un sepolcro, ma fu assunto subito in cielo. Bartolo Longo fu apostolo del Movimento Assunzionistico in Italia e nel mondo, promuovendo la recita della novena composta da lui stesso.
La Vergine Maria, assunta in cielo, viene da Dio incoronata Regina del Cielo e della terra, diventando la nostra Celeste Regina. Ella è il capolavoro di Dio, la creatura più grande dell'universo dopo Gesù.
La recita quotidiana del Santo Rosario è un proposito fondamentale per i fedeli, come insegnato da Bartolo Longo e dalle sue Figlie, le Suore Domenicane di Pompei. La promessa di Maria è chiara: chi propaga il Rosario è salvo.
Nel 1950, il Papa Pio XII proclamò il dogma dell'Assunzione di Maria Vergine. Questo evento fu la ricompensa più alta per la Vergine nel più alto dei Cieli.

Il Legame con lo Spirito Santo e la Chiesa
Bartolo Longo fu un uomo guidato dallo Spirito Santo. La sua opera si inserisce nel contesto dei tempi, e con gli Apostoli, nel Cenacolo, c'era la Madonna, pronta a ricevere il dono dello Spirito Santo. Questo Spirito agisce ancora oggi nelle Opere di Pompei, nelle opere caritative e nel mondo intero.
La sua fede era forte e coraggiosa, pronta a morire per Gesù. Egli vedeva nel Rosario una difesa potente contro il peccato, un mezzo per riparare i peccati contro la purezza che devastano le anime e i corpi. La mortificazione è necessaria per vincere le passioni della carne, e Bartolo Longo stesso viveva con grande povertà, cibandosi in fretta e parcamente per riprendere il suo lavoro.
La sua vita fu un continuo esempio di fede, carità e speranza, un vero apostolo del Rosario che trasformò Pompei e lasciò un'eredità spirituale inestimabile.