Il Crocifisso è un sacramentale di grande potenza, che non solo ci ricorda l'immenso amore di Dio per l'umanità, ma funge anche da forte deterrente contro i nemici spirituali. Rappresenta la rovina dell'esistenza di Satana e il segno di tutto ciò che egli disprezza.
San Benedetto da Norcia e la sua eredità
San Benedetto da Norcia (circa 480 - 543/560) è considerato il patriarca del monachesimo occidentale. Dopo un periodo di vita eremitica, abbracciò la vita cenobitica, prima a Subiaco e poi a Montecassino. La sua Regola, frutto di una saggia e discreta adattazione della tradizione monastica orientale al mondo latino, aprì un nuovo cammino per la civiltà europea dopo il declino dell'Impero Romano. In questa scuola di servizio al Signore, la lettura meditata della parola di Dio e la lode liturgica, alternate al lavoro e alla carità fraterna, occupano un posto centrale. Sotto l'influenza di San Benedetto, sorsero in Europa e nelle isole numerosi centri di preghiera, cultura e promozione umana, che offrivano ospitalità a poveri e pellegrini. Si stima che due secoli dopo la sua morte, più di mille monasteri fossero guidati dalla sua Regola.

La Medaglia o Croce di San Benedetto: un sacramentale riconosciuto
La Medaglia o Croce di San Benedetto è un sacramentale riconosciuto dalla Chiesa Cattolica. I sacramentali, come spiegato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, sono "segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali".
Iconografia e Simbolismo della Medaglia
L'iconografia della Medaglia presenta, da un lato, la figura di San Benedetto da Norcia in abiti monastici. Nella mano destra regge la Croce, simbolo cristiano per eccellenza e segno di salvezza. Nella mano sinistra, tiene un libro aperto, che rappresenta la sua Regola. Ai lati del santo sono raffigurati due episodi significativi della sua vita, simboleggiati da una coppa e da un corvo, riconducibili a due tentativi di avvelenamento. Ai piedi del santo si trova la scritta "ex S.M. Casino MDCCCLXXX", che commemora il 1400° anniversario della nascita di San Benedetto (480) nell'anno giubilare del 1880. Nei quadranti attorno alla croce si trovano le iscrizioni preliminari (CSPB) che ne definiscono la natura. La scansione delle lettere segue l'asse verticale della croce (CSSML), quello orizzontale (NDSMD) e infine le lettere lungo il bordo (VRS, NSMV, SMQL e IVB). Queste lettere costituiscono una guida per una delle più note preghiere di esorcismo, il comando "Vade retro, satana!", un compendio di ogni esorcismo sacerdotale, riconducibile ai Vangeli.
Le lettere compongono la seguente preghiera:
- C.S.P.C.S.S.M.N.D.S.M.V.R.S.: Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce.
- N.S.M.S.M.Q.I.V.: Va indietro Satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno.
La formula completa recita: "Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro Satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +."

Diffusione e rinnovato fervore per la Medaglia di San Benedetto
La fama della Medaglia di San Benedetto si diffuse notevolmente a seguito di un processo per stregoneria in Baviera nel 1647. A Natternberg, alcune donne giudicate streghe dichiararono di non aver potuto danneggiare l'abbazia benedettina di Metten perché protetta dal segno della Santa Croce. Questo evento contribuì alla crescente diffusione della Medaglia in diverse dimensioni e forme. Le iscrizioni inizialmente misteriose furono decifrate grazie a un manoscritto del 1414 conservato nella Biblioteca Statale di Monaco, che raffigurava San Benedetto con le parole in questione.
Nel XIX secolo si assistette a un rinnovato fervore per la Medaglia, specialmente in Francia, grazie all'opera di Léon-Papin Dupont. Dom Guéranger, nella sua opera, riporta grazie e miracoli attribuiti all'invocazione di San Benedetto e alla Medaglia. La prima edizione del suo scritto risale al 1862, ma è anteriore un'opera del 1849 di Dom Francesco Leopoldo Zelli Iacobuzzi, pubblicata in francese per iniziativa di Dupont e utilizzata da Guéranger. Quest'opera ripercorre la storia della Medaglia basandosi su autori autorevoli.
La Medaglia subì un'ultima modifica nel 1880 per ordine del Priore di Montecassino, Bonifacio Krug. La versione attuale, disegnata dal monaco Desiderio Lenz, fu coniata per il Giubileo Benedettino del 1880, celebrando il XIV centenario della nascita di San Benedetto da Norcia. In quell'occasione, gli abati di tutto il mondo si riunirono a Montecassino, da dove la medaglia si diffuse globalmente.
Il significato della Croce e del Crocifisso
La croce, storicamente uno strumento di tortura crudele per rappresentare pena di morte e punizione, è stata trasformata dalla Chiesa in un simbolo di redenzione e vita eterna grazie alla crocifissione di Gesù Cristo. Esistono diversi tipi di croci, tra cui la crocifissione di Gesù, il crocifisso, la croce di Gerusalemme e la croce celtica.
La crocifissione di Gesù è un'icona che commemora l'evento accaduto duemila anni fa. Essa non solo ricorda Cristo, ma simboleggia anche il suo sacrificio per i peccati dell'umanità e rappresenta un profondo atto d'amore. La presenza della crocifissione nelle chiese e durante le messe sottolinea la sua importanza centrale nella fede cristiana.
Come potente mezzo di esorcismo, il crocifisso di Gesù, sia che venga baciato, abbracciato o tenuto in mano, permette di invocare la protezione divina contro gli spiriti maligni. L'uso di immagini sacre, come il crocifisso, è comune tra i cattolici e viene considerato una reliquia protettiva. Possono essere indossate al collo, appese in casa o poste accanto ai malati per protezione e guarigione.

Sacramentali e oggetti di devozione
Oltre al crocifisso, altri oggetti di devozione cristiana includono:
- Grani (Rosario): Sebbene usati per la preghiera, i grani del rosario sono una potente reliquia per allontanare il diavolo e offrire protezione. La Vergine Maria stessa ha raccomandato di tenerli sempre con sé. Possono essere indossati al collo, appesi in casa o in auto.
- Statue e icone: Statue di Gesù Cristo, della Vergine Maria, dei santi, o ritratti sono destinati all'adorazione, alla meditazione e alla preghiera. Dovrebbero essere collocati in luoghi puliti e appropriati, accompagnati da fiori, acqua santa e candele.
- Acqua santa: Considerata un tesoro sacro della Chiesa, l'acqua santa ha numerosi usi, tra cui bagni purificatori, guarigione ed esorcismo. Può essere spruzzata nelle case per purificare gli ambienti e bevuta in caso di malattia.
- Cera (Candele): Le candele vengono accese di fronte alle immagini sacre o durante le preghiere, offrendo pace mentale e favorendo uno stato spirituale in Cristo. La cera è simbolo di luce e gioia.
I materiali più comuni per la realizzazione di oggetti sacri oggi sono metallo, resina, ceramica e legno. Tra questi, il legno d'ulivo, specialmente quello proveniente dalla Terra Santa, è considerato particolarmente significativo e prezioso. Nella Bibbia, il ramo d'ulivo portato dalla colomba a Noè simboleggia la pace. Il legno d'ulivo è associato all'albero della vita e ha un forte significato culturale come simbolo di pace, bellezza, guarigione, tenacia e persistenza.
Il Crocifisso del Perdono: significato e indulgenze
Il Crocifisso del Perdono è un antico sacramentale cattolico, approvato da papa San Pio X nel 1905 e arricchito di numerose indulgenze, tanto da essere conosciuto anche come "Crocifisso delle indulgenze". Viene definito una "spina nel fianco di Satana", simile ad altri sacramentali come la Medaglia Miracolosa o la Croce-Medaglia di San Benedetto.
Antefatto storico e approvazione
Il Crocifisso del Perdono fu presentato al Congresso Mariano di Roma nel 1904 con il supporto del Cardinale Coullié di Lione. Grazie a un discorso di Fr. Léman, ottenne l'approvazione generale. Il progetto di creare un'unione attorno a questo Crocifisso fu presentato a Sua Santità dall'Eminentissimo Card. Vivès.
Analisi del Crocifisso del Perdono
Il Crocifisso del Perdono è un simbolo profondamente cattolico. Sulla parte frontale, sopra il capo di Gesù, si trova il Titulus Crucis (I.N.R.I. - Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum), che testimonia la regalità di Cristo. L'iscrizione, ispirata alla reliquia della Santa Croce conservata a Gerusalemme, ribadisce che di fronte alla regalità di Cristo ogni altra scompare.
Sulla parte posteriore, al centro, è raffigurato il Sacro Cuore di Gesù, circondato da due iscrizioni che richiamano la sua misericordia:
- "Pater dimitte illis" (Padre, perdona loro - Lc 23,34): Le parole pronunciate da Gesù sulla Croce, chiedendo al Padre di perdonare i suoi crocifissori.
- "Ecce Cor quod tantum homines dilexit" (Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini): Le parole di Gesù, riferite nelle visioni a Santa Margherita Maria Alacoque, contro l'ingratitudine umana nonostante il suo immenso amore.
Nella parte inferiore posteriore si trova il monogramma mariano (A+M), sormontato da una stella. Questo monogramma rappresenta "Auspice Maria" (sotto la protezione di Maria) e richiama il saluto "Ave Maria" dell'arcangelo Gabriele. La stella simboleggia "Maria stella del mattino", attributo che annuncia la luce e la fine delle tenebre.

Le Indulgenze
Le indulgenze sono la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa. Il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, può acquistarle per intervento della Chiesa, che dispensa il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.
Norme generali per le Indulgenze
- È capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato e in stato di grazia.
- È necessaria l'intenzione almeno generale di acquistarle e l'adempimento delle opere prescritte.
- Le indulgenze si distinguono in parziali (che liberano in parte dalla pena temporale) e plenarie (che liberano totalmente).
- Ogni fedele può lucrare indulgenze per sé o per i defunti.
Come lucrare l'Indulgenza Plenaria
Per ottenere l'indulgenza plenaria è necessario:
- Esclusione di qualsiasi affetto al peccato.
- Adempimento delle tre condizioni generali:
- Confessione sacramentale (nei giorni precedenti o seguenti).
- Comunione eucaristica (preferibilmente nello stesso giorno).
- Preghiera secondo le intenzioni del Papa (un Padre nostro e una Ave Maria, preferibilmente nello stesso giorno).
- Compiere una delle opere indulgenziate, come l'adorazione del Santissimo Sacramento per almeno mezz'ora, la pia lettura della Sacra Scrittura per almeno mezz'ora, o la recita del Santo Rosario in chiesa, in oratorio o in famiglia (con meditazione dei misteri).
Se manca la piena disposizione o non si compie totalmente l'opera richiesta, l'indulgenza sarà solo parziale.
Come lucrare l'Indulgenza Parziale
L'indulgenza parziale si può acquistare più volte al giorno. La remissione della pena temporale è proporzionale al fervore e al distacco dal male del fedele. Esempi di atti che concedono indulgenza parziale includono:
- Innalzare l'animo a Dio con umile fiducia nel compiere i propri doveri o sopportare le avversità.
- Mettere sé stessi o i propri beni a servizio dei fratelli in necessità, con spirito di fede e animo misericordioso.
- Privarsi spontaneamente e con sacrificio di qualcosa di lecito (es. digiuno).
- Rendere spontaneamente aperta testimonianza di fede davanti agli altri in particolari circostanze della vita quotidiana.
Indulgenze legate all'uso degli oggetti di pietà
Il fedele può lucrare un'indulgenza se usa devotamente un oggetto di pietà convenientemente benedetto (crocifisso, corona, scapolare, medaglia).
- Si concede l'indulgenza plenaria nell'uso di un oggetto di pietà benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo, nelle solennità degli Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo la professione di fede.
- Si concede l'indulgenza parziale nell'uso di tale oggetto di pietà benedetto da un sacerdote o diacono.
Indulgenze specifiche del Crocifisso del Perdono
- Chiunque porta sulla propria persona il Crocifisso del Perdono ottiene un'indulgenza.
- Baciando il Crocifisso con devozione, si ottiene un'indulgenza.
- Recitando una delle seguenti invocazioni innanzi a questo Crocifisso si ottiene un'indulgenza ogni volta: "Padre nostro, che sei nei Cieli, rimetti a noi i nostri debiti così come noi li rimettiamo ai nostri debitori"; "Supplico la Beata Vergine Maria di pregare il Signore...".
Chiunque indossi, baci o preghi il Crocifisso del Perdono, otterrà subito l'indulgenza
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