I Simboli e l'Ispirazione degli Evangelisti

Tra i vari simbolismi che caratterizzano le Sacre Scritture, quello di tipo teriomorfo ha suscitato particolare fascino nel corso del tempo. Una delle immagini più rappresentative si incontra dapprima nel Libro di Ezechiele, un celebre profeta veterotestamentario, per poi essere ripresa in varie altre opere, in particolare nel Libro dell'Apocalisse di Giovanni.

L'Origine dei Simboli Teriomorfi

La Visione di Ezechiele e l'Apocalisse di Giovanni

La visione profetica di Ezechiele (Ez 1, 4-10) descrive quattro "esseri animati" che possiedono sembianze umane e animali. Egli racconta: "Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente era simile a un vitello; il terzo vivente aveva l'aspetto come di uomo; il quarto vivente era simile a un'aquila che vola." Le loro ali erano spiegate verso l'alto; ciascuna aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. Quanto alle fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila.

Rappresentazione artistica del tetramorfo dalla visione di Ezechiele o Giovanni

Successivamente, Giovanni, nel libro dell'Apocalisse, descrive quattro esseri pieni d'occhi davanti e dietro che si trovano accanto al Trono dell'Altissimo: "I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: “Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene”" (Ap 4, 8). Queste quattro creature, ad un certo punto, prendono il libro e si prostrano davanti all'Agnello.

Il Simbolismo delle Creature: Forza, Vitalità e Nobiltà

Nel loro aspetto, queste figure sembrano incarnare il meglio del regno animale:

  • Il leone: universalmente ritenuto il più forte degli animali selvatici e spesso associato al sole. Simbolo di giustizia, nel Medioevo si riteneva che la testa maestosa e la criniera del leone simboleggiassero la natura divina, mentre il corpo e le zampe quella umana.
  • Il toro (o vitello): potente simbolo di vitalità e forza maschile. I tori erano venerati in diverse culture ed esistevano innumerevoli riti simbolici.
  • L'uomo: l'essere più nobile di tutto il regno animale.
  • L'aquila: il più forte dei volatili. Secondo la tradizione, aveva il potere di guardare direttamente il sole senza rimanerne accecato e di attraversare regioni del cielo a cui gli esseri umani non avevano accesso. Si diceva anche fosse in grado di rigenerarsi come la fenice, e uno dei processi di ringiovanimento prevedeva che l'uccello si tuffasse tre volte nell'acqua, da cui l'aquila come simbolo del battesimo.

In virtù di queste considerazioni, è plausibile che gli occhi che ricoprono i corpi delle quattro creature, e le ali, detti elementi simbolizzino la "chiara visione" e l'onniscienza, nonché la velocità divina. Le ventiquattro parti del tempo che dividono la rivoluzione del Cielo sono chiamate "ventiquattro vecchi" come il tempo stesso. Queste ore, prese sei per sei, sono pure chiamate ali, e sempre ne vennero date al Tempo, associando le sei ali ai "quattro esseri viventi" e ai "ventiquattro vegliardi" e quindi alle ore del giorno.

Le Connotazioni Cosmiche e Astrologiche

Per quanto affascinante, l'associazione dei tessara zoa (i quattro viventi) agli evangelisti non sembra conferire il giusto peso al significato simbolico del numero quattro, dotato di connotazioni cosmiche e universalistiche. Secondo le cosmogonie orientali d'ispirazione caldaica, il firmamento consisteva in una volta solida poggiante su quattro punti cardinali, rappresentati abitualmente da quattro costellazioni: il Toro, il Leone, lo Scorpione e l'Acquario, collocate ai quattro punti cardinali dello zodiaco. Tra gli otto segni restanti, quattro sono detti fissi e quattro mobili. I segni fissi seguono i segni solstiziali ed equinoziali e sono: Toro, Leone, Scorpione e Acquario.

A questo punto, quindi, è lecito connettere l'immagine dei "quattro esseri viventi" a queste costellazioni: Leone e Toro sono immediatamente riconoscibili; al vivente con "l'aspetto come di uomo" è sovrapponibile l'immagine dell'Acquario, tradizionalmente rappresentato come un fanciullo che versa acqua da una brocca; mentre l'aquila va associata allo Scorpione, essendo la costellazione dell'Aquila un paranatellon (composto di para e anatello, letteralmente "che sorge vicino a") dello Scorpione.

Mappa celeste con le costellazioni zodiacali fisse: Toro, Leone, Scorpione, Acquario

I Caldei affermano che la natura del cosmo è eterna e né ha avuto una nascita all'inizio né mai in futuro subirà distruzione; che la disposizione e l'ordinamento di tutte le cose sono avvenuti ad opera di una divina provvidenza, e che attualmente ciascuna cosa che avviene nel cielo si compie non per caso o per un impulso spontaneo, ma per una determinata e saldamente confermata decisione degli dei. Secondo la tradizione, gli astri rispecchiano il progetto della divinità: non sorprende, quindi, che questi esseri viventi/costellazioni siano "carichi di occhi", elemento che simboleggia la "chiara visione" e l'onniscienza.

L'Associazione tra i Quattro Viventi e gli Evangelisti

Il termine "evangelista" identifica le quattro persone che hanno redatto i Vangeli canonici: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Il termine è anche riferito allo specifico ministero cristiano di colui o colei che è stato chiamato a predicare l'Evangelo, come si esprime il Nuovo Testamento in Atti 21, 8 ("Ripartiti il giorno dopo, giungemmo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei sette, restammo da lui") e 2Timoteo 4, 5 ("Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio").

I simboli dei 4 evangelisti

Il Ruolo dei Padri della Chiesa

La testimonianza di Eusebio di Cesarea ci informa che la Chiesa, già al tempo di Origene, aveva riconosciuto e canonizzato i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Tuttavia, solamente a partire dal II secolo, e in particolare con Ireneo di Lione, la tradizione iniziò a mettere in correlazione i quattro esseri viventi con i quattro vangeli. Lo studioso Piotr Paciorek, raccogliendo una serie di testimonianze patristiche, ha ricostruito in ordine cronologico il percorso che ha portato all'identificazione dei tessara zoa con i quattro evangelisti, individuando tre diverse linee interpretative.

L'Interpretazione di Ireneo di Lione

Ireneo di Lione (130-202) fu il primo a leggere simbolicamente le quattro creature descritte da Ezechiele in relazione ai Vangeli. Egli vide nel leone la regalità, nel toro il sacrificio, nell'uomo l'incarnazione e nell'aquila lo Spirito che sorregge la Chiesa. Secondo Ireneo, l'associazione avveniva sulla base delle prime frasi di ciascun Vangelo, che egli evocava come un unico testo, coniando il termine "Vangelo quadriforme" (tetramorfos). Giovanni era associato al leone, Luca al bue, Matteo al volto umano e Marco all'aquila. Ireneo riteneva, infine, che i quattro vangeli e i caratteri dei quattro esseri viventi rimandassero al quadruplice modo di agire del Logos eterno: il leone all'ufficio regale e il potere effettivo del Figlio di Dio, il toro al suo carattere sacrificale e sacerdotale, la figura dell'uomo all'immagine della sua venuta nella natura umana e l'aquila che vola al dono dello Spirito che discende sulla Chiesa.

Le Visioni di Epifanio di Salamina e Girolamo di Stridone

Epifanio di Salamina e Girolamo di Stridone, sulla scia di Origene, proposero un'associazione differente: il volto umano rappresentava Matteo, il leone Marco, il bue Luca e l'aquila Giovanni. Questa associazione si delineava a partire dal contenuto di ciascun testo:

  • Il prologo di Matteo delinea la genealogia umana di Cristo.
  • Marco riporta la profezia di Giovanni Battista.
  • Luca narra del sacrificio di Zaccaria.
  • Giovanni ne fa un'introduzione dallo stile elevato e sublime.

La Posizione di Agostino d'Ippona

Agostino d'Ippona condivise l'interpretazione comune per Luca (il bue), ma offrì una posizione personale riguardo a Matteo (il leone), Giovanni (l'aquila) e Marco (l'uomo). Egli ritenne che i suoi predecessori avessero voluto fondare la loro opinione sull'incipit di ciascun vangelo, piuttosto che sull'intento generale degli evangelisti.

Chi Erano gli Evangelisti e i Loro Vangeli

Gli Evangelisti sono le quattro figure che hanno messo per iscritto i Vangeli, ognuno con una prospettiva unica sul messaggio di Cristo. I loro simboli, divenuti iconici, riflettono l'essenza dei rispettivi testi:

Mosaico o affresco con i quattro simboli degli evangelisti

Matteo e il Vangelo dell'Umanità (Angelo/Uomo)

Matteo scrisse il primo Vangelo nella lingua degli Ebrei, al tempo in cui Pietro e Paolo evangelizzavano Roma e vi fondarono la Chiesa. Il Vangelo di Matteo è quello che mette più in risalto l'umanità del Cristo (il Figlio dell'Uomo, come viene spesso indicato). Per questo è raffigurato come uomo alato o angelo (tutte le figure sono infatti alate), assimilando in sé la natura umana e quella ultraterrena.

Marco e il Vangelo della Regalità (Leone)

Dopo la partenza di Pietro e Paolo da Roma, Marco, discepolo e interprete di Pietro, mise per iscritto quello che Pietro predicava. Nel Vangelo di Marco viene maggiormente indicata la regalità, la forza e la maestà del Cristo; in particolare, i numerosi miracoli accentuano l'aspetto secondo cui Cristo vince il male. Inoltre, è proprio questo Vangelo che narra della voce di San Giovanni Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito (di un leone, appunto), preannunciando agli uomini la venuta del Cristo. Marco è raffigurato come un leone alato.

Luca e il Vangelo Sacrificale (Bue)

Luca, il compagno di Paolo, consegnava in un libro il Vangelo che il suo maestro predicava. Luca, protettore degli artisti, ci ha consegnato nel suo vangelo scene poetiche e amabili come le storie di Maria, episodi accaduti dopo la Resurrezione in Emmaus e l'Ascensione. È raffigurato come un bue alato, simbolo del sacrificio, richiamando l'aspetto sacerdotale e l'offerta di Cristo.

Giovanni e il Vangelo Teologico (Aquila)

Il Vangelo di Giovanni, secondo Girolamo, vola spiritualmente più in alto di tutti gli altri e "trascende le regioni degli angeli e va direttamente a Dio", per questo viene rappresentato da un'aquila, simbolo di forza e libertà. Il suo Vangelo ha una visione maggiormente teologica, e quindi è quello che ha la vista più acuta. L'aquila è colei che vola più in alto di tutti gli esseri e che, unica fra tutti, può vedere il sole con gli occhi senza accecarsi, ossia vedere verso i cieli e verso l'Assoluto, verso Dio.

Rappresentazione Artistica degli Evangelisti

Iconografia Tradizionale e Allegorie

Già dal II secolo i quattro esseri viventi della visione di Ezechiele e di san Giovanni vengono identificati come i simboli degli evangelisti, secondo le diverse interpretazioni dei Padri della Chiesa. Nelle opere d'arte più antiche gli evangelisti sono paragonati ai quattro fiumi del Paradiso terrestre e rappresentati come corsi d'acqua che sgorgano da una roccia, interpretata come la roccia che Mosè aveva percosso con la verga per farne sgorgare l'acqua con cui ristorare il popolo assetato. Questa iconografia è individuabile in alcuni sarcofagi e sculture altomedievali.

Le Altre Rappresentazioni degli Evangelisti

Gli evangelisti, oltre che con le immagini simboliche teriomorfe, sono stati raffigurati anche con sembianze umane. San Matteo e san Giovanni, che facevano parte dei dodici apostoli, sono spesso rappresentati come uomini anziani e saggi, mentre Luca e Marco, che erano discepoli, vengono presentati con un aspetto giovanile. Sono numerosi, inoltre, le opere in cui sono ritratti come scribi intenti a redigere il proprio vangelo, appoggiati su cattedre o seduti in sontuosi troni entro studioli. Oltre ai diversi modi di rappresentare gli evangelisti, va posta l'attenzione anche dove questi sono stati e continuano a essere rappresentati: li ritroviamo, infatti, su calici e reliquiari, sulle legature degli evangeliari e su molti altri oggetti liturgici e arredi sacri.

Foto di calice o reliquiario con incisioni dei simboli evangelici

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