Santa Paolina Visintainer: Dettagli sulla Vita, la Missione e il Culto della Prima Santa Trentina

Le Origini e l'Emigrazione in Brasile

La storia umana e spirituale di Amabile Visintainer, poi conosciuta come Santa Paolina Visintainer, si intreccia profondamente con la vicenda del Trentino di metà Ottocento. Amabile nasceva a Vigolo Vattaro il 16 dicembre del 1865 in una famiglia poverissima. A circa 10 anni, emigra con la famiglia e numerosi altri trentini in Brasile, destinazione Nova Trento, un destino comune a una generazione di lavoratori travolti da una drammatica crisi economica.

La bambina arriva nello stato di Santa Catarina, dove la comunità trentina fonda due città: Nova Trento e Vigolo. È in quest’ultima cittadina, situata nella foresta, che Amabile Visintainer vive. Inizia a frequentare la scuola ma, nonostante l’impegno, non riesce a imparare né a leggere né a scrivere. Acquisisce queste competenze nel corso del catechismo, che la entusiasma così tanto da portarla a una significativa affermazione: "Vorrei appartenere soltanto a Gesù", espressa alla madre poco dopo la sua prima comunione.

Mappa dell'emigrazione trentina in Brasile nel XIX secolo

La Chiamata e la Nascita dell'Opera

L’affermazione di dedicarsi a Gesù si concretizza dieci anni dopo la sua prima comunione, quando Suor Paolina sogna la Madonna, che le dice: "è mio ardente desiderio che cominci un’opera: lavorare per la salvezza delle mie figlie". Da allora, la suora comincia a interrogarsi sul significato di quelle parole. Una delle "figlie" è l’amica Virginia Nicolodi che, alla morte della madre di Amabile, si trasferisce con lei accanto alla chiesa dedicata a San Giorgio.

Lì, il 12 luglio del 1890, le due donne accolgono Angela Viviani, un’anziana malata di cancro, nella piccola baracca di legno vicino alla chiesa di Vigolo, costruita dal papà di Amabile, Napoleone. Quel giorno nasce ufficialmente l’Ospedaletto di San Vigilio, mettendo di fatto la prima pietra di un’opera che, nei piani della Provvidenza, era destinata a diventare la Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione. Presto entra a far parte della squadra anche Teresa Maule e il "conventinho" si amplia.

La Fondazione e lo Sviluppo della Congregazione

Nel 1895, il vescovo di Curitiba, la diocesi sotto la quale cade Nova Trento, ammette le due donne ai voti religiosi, dando vita a una nuova congregazione, le Figlie dell’Immacolata Concezione. Questa, qualche anno più tardi, cambia nome e diventa le Piccole Suore dell’Immacolata Concezione. Suor Paolina, che in quel momento cambia nome, era infatti devota alla Madonna di Lourdes.

Nella congregazione, la bachicoltura riveste un ruolo molto importante per il sostentamento. Nel 1903, le due comunità di Vigolo e Nova Trento contavano già una trentina di religiose. Fu in quell’anno che a Santa Paolina venne affidata la direzione di un orfanotrofio a San Paolo del Brasile. Negli anni successivi, la Congregazione ebbe un grande sviluppo, sempre tesa alla realizzazione di opere di grande valore sociale.

Foto storica delle prime Piccole Suore dell'Immacolata Concezione al lavoro

Anni Difficili e Ultimi Giorni

Nel mese di agosto del 1909 iniziarono per Santa Paolina i giorni del calvario: venne allontanata dalla sede principale e mandata a Bragança Paulista come semplice religiosa. Dopo 10 anni, la nuova superiora generale la richiamò alla Casa Madre di San Paolo, dove collaborò al governo e alla fondazione di nuove sedi.

Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dalla malattia. Suor Paolina, che da anni soffriva di diabete, subì un’amputazione al dito - andato in cancrena - nel 1938. Negli ultimi mesi divenne cieca. Il 12 luglio del 1940, quando l’Opera da lei iniziata contava circa 40 case e più di 300 suore, Santa Paolina dettò il suo testamento spirituale, sintesi della sua vita interamente dedicata a Dio e ai fratelli bisognosi: "Siate umili. Confidate in Dio e in Maria Immacolata. Siate fedeli e avanti! Santa Carità tra di voi e con i malati delle Sante Case dei ricoveri… Amate molto la pratica della carità. La mia missione è terminata. Muoio contenta. Do a tutte di gran cuore la mia benedizione". Morì il 9 luglio del 1942 a seguito di una crisi diabetica che la portò ad avere delle complicazioni polmonari.

Beatificazione e Canonizzazione

La vicenda di Amabile Visintainer, prima persona trentina a essere proclamata santa, culminò con importanti riconoscimenti ecclesiastici. Il 18 ottobre 1991 venne celebrata la sua beatificazione da parte di San Giovanni Paolo II a Florianópolis, nello Stato di Santa Catarina. Successivamente, il 19 maggio del 2002, in Piazza San Pietro a Roma, si tenne la sua canonizzazione, sempre officiata da San Giovanni Paolo II.

ECCO CHI E' SANTA PAOLINA VISINTAINER

L'Eredità e il Culto di Santa Paolina

Il culto di Santa Paolina lega il paese sull'altopiano della Vigolana, Vigolo Vattaro, con le comunità dei discendenti di emigrati trentini in Brasile. L'anniversario della morte di Santa Paolina, il 9 luglio del 1942, viene celebrato ogni anno a Vigolo Vattaro, alla presenza dell'arcivescovo Lauro. Questa celebrazione rinnova anche il ricordo della travagliata storia di povertà e riscatto delle genti del Trentino.

Un elemento significativo del suo culto è la reliquia del suo dito, amputato a causa del diabete. Questa reliquia ha una storia particolare: era stata donata a San Giovanni Paolo II a Florianópolis il 18 ottobre del 1991, in occasione della beatificazione di Madre Paolina. In occasione della sua canonizzazione, avendo ricevuto un nuovo reliquiario della santa, lo stesso Papa la donò all’Arcivescovo di Trento. Oggi quel dito si trova nella cattedrale di Trento ed è custodito anche in una piccola nicchia in un luogo di venerazione.

Rappresentazione artistica di Santa Paolina che assiste i malati

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