Idee e Impegni per la Quaresima: Un Tempo di Riflessione e Trasformazione

Con l'avvicinarsi della Quaresima, molti si interrogano su come vivere al meglio questo periodo di preparazione spirituale. Il Carnevale, con i suoi dolci tipici come le chiacchiere o bugie, segna la transizione verso un tempo di maggiore riflessione e, per molti, di rinunce. La Quaresima è un periodo per pensare a quali impegni e sacrifici intraprendere per la propria crescita spirituale. Tuttavia, è importante che l'osservanza quaresimale sia vissuta in modo sano e costruttivo, soprattutto per coloro che potrebbero affrontare difficoltà personali o spirituali. Per alcuni, la migliore Quaresima potrebbe essere quella di assicurarsi un riposo adeguato o di impegnarsi a seguire un percorso di terapia.

All’inizio della Quaresima, è fondamentale porsi alcune domande chiave: cosa mi allontana dall’amare Dio, dall’amare gli altri e dall’amare bene me stesso? Come posso incorporare atti di sacrificio, atti di donazione e atti di preghiera che mi aiutino ad amare come ama Dio? Sia che si decida all'ultimo minuto o che si abbiano già chiari gli impegni, è sempre utile dedicare tempo a riflettere su come sfruttare al meglio questa esperienza annuale.

Simboli della Quaresima: croce, pane, acqua, digiuno

I Tre Pilastri della Quaresima: Preghiera, Digiuno e Elemosina

La tradizione cristiana indica tre vie principali per vivere la Quaresima: la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Questi tre pilastri ci aiutano ad approfondire il nostro rapporto con Dio e a lavorare per costruire il Suo regno sulla terra.

Il Digiuno: Non Solo Assenza, ma Presenza

Quando abbiamo fame - che sia di cibo, di tecnologia o di comodità - possiamo ricordarci che Gesù è il pane della vita. Come Lui stesso disse: “Io sono il pane della vita. Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6,35). Rinunciare a qualcosa che ci piace, ma di cui non abbiamo un bisogno reale, ci permette di reindirizzare la nostra attenzione verso ciò che è essenziale.

L'Elemosina: Rendere la Carità Concreta

L'elemosina è altrettanto importante durante la Quaresima. Come afferma un pensiero significativo: “La beneficenza ci rende più umani, mentre l’accumulo rischia di renderci meno umani, imprigionati dal nostro egoismo”. Praticare l'elemosina può significare non solo donare denaro, ma anche offrire il proprio tempo in servizi, come il volontariato o l'assistenza ai bisognosi. Gesù ci dice chiaramente in Matteo 25:40 che servendo i bisognosi, stiamo servendo Lui. Esistono doni spirituali unici nell’incontrare direttamente Cristo nelle persone che ci circondano, che non si possono sperimentare semplicemente facendo una donazione a distanza. Come ricorda p. Gustavo Gutierrez: “Quindi dici di amare i poveri? Dimmi i nomi”.

  • Permetti agli altri di passare davanti a te nella fila per il pranzo.
  • Presenta ai bambini un ente di beneficenza e spiega loro come e perché fare una donazione.

La Preghiera: Un Dialogo Costante

La Quaresima offre l'opportunità di intensificare la preghiera. Ci sono molteplici modi per farlo, adattandoli alla propria vita quotidiana. Ogni mattina, ad esempio, si può scorrere la rubrica del telefono, fermarsi a caso e recitare una preghiera per la persona che capita. Oppure dedicare qualche minuto alle Sacre Scritture ogni giorno. La partecipazione alla Via Crucis ogni venerdì è un altro modo significativo per unirsi alla passione di Cristo.

  • Scegli un parente ogni giorno e prega per lui.
  • Vai a letto cinque minuti prima e passa del tempo in più a parlare con Dio.
  • Partecipa o prega la Via Crucis ogni venerdì.
Icona della preghiera e riflessione

Idee per la Comunità e i Gruppi

La Quaresima può essere vissuta anche in modo comunitario, con iniziative che coinvolgono parrocchie, gruppi di catechismo e famiglie. Queste idee mirano a rafforzare il senso di appartenenza e a vivere insieme il cammino quaresimale.

  • Nella nostra parrocchia, la prima domenica di Quaresima ad ogni famiglia può essere consegnato un adesivo, come quello dell'immagine del logo dell'Anno Santo della Misericordia, con l'impegno di attaccarlo sullo stipite della propria abitazione. L'immagine ricorderà a chi abita in quella casa di impegnarsi a vivere quotidianamente le opere di misericordia e, a chi entra, che troverà un clima di accoglienza e di serenità.
  • Ogni domenica i bambini, durante la S. Messa, possono togliere dal poster o cartellone dei post-it di un certo colore, scoprendo pian piano il disegno che c’è sotto.
  • La strada della Quaresima può essere segnata da tappe, che sono le domeniche, ciascuna con un suo tema e abbinata a un colore. Durante il catechismo settimanale si può spiegare ai bambini il Vangelo della domenica. I temi possono includere: la fragilità, la speranza, la preghiera autentica, l’amore, l’impegno e il sacrificio, il grande amore di Gesù verso di noi e la sua fedeltà tenace alla missione affidatagli da Dio.
  • I ragazzi possono entrare singolarmente in una stanza buia dove trovano una pergamena illuminata da candele. Si possono allestire diverse stazioni:
    1. Un cartellone con all’interno la scritta "Quaresima".
    2. Ogni ragazzo trova una busta personalizzata con 3 pregi e 3 difetti riferiti alla persona, e dovrà scrivere che pregi e difetti lui ritiene di avere. Questo serve a far capire al ragazzo come gli altri lo vedono e agli animatori come si vede il ragazzo.
    3. Nella terza stazione, i ragazzi trovano una busta personalizzata con un foglio bianco all’interno, dove dovranno scrivere un peccato che non hanno mai detto a nessuno o a pochi.
    4. Una busta personalizzata con scritto un impegno da compiere per la settimana.
    5. Ogni ragazzo dovrà scegliere tra una serie di oggetti presentati dai genitori, portarselo a casa e abbellirlo per la settimana successiva.
    Alla fine del percorso, il cartellone viene visto insieme e discusso. Ogni ragazzo, inoltre, brucerà la propria busta con il peccato, a simboleggiare che a Gesù non interessa ciò che si è commesso, ma solamente il pentimento. Il foglio con i pregi/difetti verrà tenuto dagli animatori.
  • Su un cartellone si può disegnare un grosso semaforo, dove i tre colori assumono un significato: rosso corrisponde al "fermarsi" (preghiera non imparata), arancione indica che "qualcosa si dice ma non è sufficiente", verde è il "via". Ogni incontro di catechismo si verifica l'apprendimento delle preghiere, e alla fine si premia l'impegno e i risultati ottenuti.
  • Ogni volta che i ragazzi partecipano al catechismo, alle attività parrocchiali, alla messa, il parroco o i catechisti forniranno un "talento" da custodire nel proprio sacchettino. Alla fine dell'anno, si può fare una cerimonia di consegna al Signore dei sacchettini che si sono "riempiti" di buone azioni e tanti impegni portati a termine.
  • Si può utilizzare un tralcio di vite (anche selvatica) e chiedere ai ragazzi di assumere un impegno a favore del gruppo. Ogni domenica, per elementari e medie, una “parola chiave” può guidare l’incontro, offrendo una chiave di lettura e un atteggiamento da vivere e su cui riflettere. Dopo un breve commento, si propone un racconto e uno spunto per la riflessione e il dialogo.

www.ConnessiTutti.con ... Gesù e i fratelli - 5^ sett. Quaresima 2021 - Video bambini e ragazzi

Impegni per i Bambini e le Famiglie

Anche i più piccoli possono partecipare attivamente al percorso quaresimale con fioretti e attività significative che li avvicinino al senso della Quaresima.

  • Si può rivestire una scatola di scarpe e incollarci la stampa di un bancomat, spiegando ai bambini che più fioretti "versiamo", più ci avvicineremo a Gesù.
  • In una ciotola viene versata l'acqua, simbolo del battesimo. Citando poi Mt 5,13 ("voi siete il sale della terra...") si spiega l'importanza del sale, che viene colorato con i colori dei sette doni dello Spirito Santo, per evidenziare come ogni dono sia importante e possa contribuire a dare sapore e colore alla vita. Si chiede di prendere una porzione di sale in base all'importanza che si attribuisce a un dono specifico e di versarlo nella ciotola, notando come il sale fatichi a sciogliersi spontaneamente, necessitando di essere mescolato per unirsi all'acqua e colorarla. Questo può culminare in una preghiera finale che invita a compilare il "libro bianco della vita" con impegno, sacrificio e gioia.
  • Prendendo due cartelloni di diverso colore e ritagliandoli a forma di sacco, si può disegnare su uno un sorriso (simbolo del bene) e sull'altro una bocca che digrigna i denti (simbolo del male). Nella "pancia" del sacco, i bambini possono scrivere ciò che ritengono bene (pregare, aiutare i genitori, obbedire) e ciò che ritengono male (picchiare, litigare). Questo esercizio può aiutare a capire come a volte si segua più facilmente il male perché meno faticoso.
  • Ogni sera, i bambini sono invitati a colorare con tre diversi colori uno spazio apposito, a seconda che siano riusciti a mantenersi fedeli ai tre impegni assunti che riguardano la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Questo strumento può aiutare a scandire il tempo della Quaresima, ricordando che gioia e colori devono comunque caratterizzare anche i momenti di fatica.
  • Tagliando nel cartoncino dorato delle grosse stelle comete, si può incollare su ognuna un cuore con scritto: "I buoni sentimenti che coltiverai nel tuo cuore ti condurranno verso Gesù". Poi, su un foglio, si scrivono parole che riguardano il bene (pace, amore, solidarietà, amicizia, perdono) e parole che si riferiscono al male (odio, rancore, invidia). La cometa della bontà verrà poi appesa sul presepe per indicare la via che conduce a Gesù Bambino.

I Fioretti e le Piccole Mortificazioni: Il Senso del Sacrificio Quaresimale

Chi ha fatto catechismo da piccolo ricorderà i "fioretti": rinunciare alla cioccolata, ai cartoni animati, non litigare con i fratelli. Crescendo, si potrebbe sviluppare un certo scetticismo verso la piccolezza di queste rinunce, pensando che "questi minuscoli sacrifici non possono cambiare niente".

San Josemaría Escrivá, tuttavia, mette in guardia da questo pensiero: «C'è un altro nemico ipocrita della nostra santificazione: l'idea che la battaglia interiore vada sferrata contro ostacoli straordinari, contro draghi che buttano fuoco dalle fauci. È un altro tranello dell'orgoglio: vogliamo lottare, ma con grande spettacolo, tra squilli di trombe e svettare di stendardi». Tutti desiderano sconfiggere grandi nemici interiori, cambiare del tutto e subito. Ma, dalla musica allo sport, senza un minimo di disciplina non ci sono risultati. Questo vale ancora di più per un cristiano che desidera realizzare l'ideale di amare Dio e il prossimo come se stesso (cfr. Mc 12,29-31). Chi può pensare di riuscire ad amare il prossimo se non riesce a rinunciare a nulla?

Questo è il senso delle mortificazioni per i cristiani: piccoli sacrifici che migliorano, piano piano, la nostra capacità di amare il Signore e gli altri. Si tratta di mettere da parte, temporaneamente, delle cose buone, per esprimere al Signore il nostro amore e il fatto che per noi Lui è il bene più importante. Questi piccoli sacrifici si aggiungono e danno carburante al desiderio di ogni cristiano di amare il prossimo concretamente, tramite le opere di misericordia.

La sensazionale verità di questi fioretti è che, quando sono fatti con volontà e cuore, ci permettono di partecipare al sacrificio di Gesù per ciascuno di noi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica infatti afferma: “L’unico sacrificio perfetto è quello che Cristo ha offerto sulla croce in totale oblazione all’amore del Padre e per la nostra salvezza (cfr. Eb 9, 13-14). Unendoci al suo sacrificio, possiamo fare della nostra vita un sacrificio a Dio” (CCC, 2100). Alla fine, se ci saremo impegnati ad ascoltare la sua parola, ad accoglierla e soprattutto a metterla in pratica, saremo come bellissimi girasoli che "assomigliano" al nostro sole con il volto di Gesù.

60 Piccoli Atti di Amore e Mortificazioni per la Quaresima

Ecco una lista di 60 piccoli atti di amore e mortificazioni che si possono sperimentare durante la Quaresima, per trasformare le piccole rinunce in occasioni di crescita spirituale e carità:

Impegni di disciplina personale e sul lavoro:

  • Seguire le lezioni con i cinque sensi e con il telefono silenzioso in fondo allo zaino.
  • Portare a termine ogni cosa che inizio.
  • Essere puntuale con l'orario di studio o di inizio di un progetto.
  • Terminare il lavoro a un orario stabilito.
  • Andare a scuola o all’università ogni giorno, senza saltare le lezioni.
  • Non arrivare in ritardo a lezione o al lavoro.
  • Non consumare tutti i giorni nei bar vicini a scuola / università / lavoro.

Impegni nella relazione tra te e gli altri:

  • Aiutare un po' di più i colleghi.
  • Ascoltare con pazienza.
  • Non pensare male dei difetti degli altri.
  • Non lamentarsi davanti alle richieste del capo e dei colleghi.
  • Non dire la propria opinione se non richiesta.
  • Sorridere anche quando è difficile.
  • Cercare di andare incontro agli altri.
  • Non essere sempre al centro di ogni cosa.
  • Essere più paziente.
  • Essere ottimista.
  • Provare a dare soluzioni.
  • Aiutare chi ha bisogno.
  • Aiutare di più nelle faccende di casa.
  • Fare elemosina (uscendo di casa con delle monete nel portafoglio).
  • Fare volontariato.
  • Passare tempo con i nonni, ascoltando senza avere fretta anche se si ripetono.
  • Telefonare ai parenti anche quando non si ha voglia.
  • Non lamentarsi del clima avverso.
  • Non lamentarsi del traffico.

Impegni di mortificazione digitale e gestionale del tempo:

  • Non ascoltare musica quando studi, lavori o ti occupi di faccende di casa.
  • Passare un’ora in meno davanti allo schermo ogni giorno.
  • "Dimenticare" gli auricolari a casa.
  • Togliere le notifiche che non siano di lavoro.
  • Non commentare tutti i post che potresti o vorresti commentare.
  • Andare in bagno senza telefono.
  • Non farsi selfie.
  • Non accumulare immagini inutili.
  • Smettere di usare il telefono un’ora prima di andare a dormire.
  • Non usarlo durante e subito dopo pranzo e cena.
  • Dedicarsi a un hobby al posto di stare su un social.
  • Disinstallare qualche app fino alla fine della Quaresima.
  • Non fare shopping compulsivo.
  • Disinstallare i giochi.
  • Limitare l'uso dei social media durante il giorno.
Smartphone spento o gestito con moderazione, simbolo di digiuno digitale

Esempi di Rinunce Personali e Quaresimali

Nel corso degli anni, le persone hanno trovato modi creativi e significativi per vivere la Quaresima attraverso rinunce personali:

  • Rinunciare alle scarpe ogni volta che è possibile, usandole solo per impegni specifici come esami o viaggi.
  • Impegnarsi a pregare più del solito, invece di rinunciare a qualcosa.
  • Rinunciare ai cucchiai e alle forchette, imparando a mangiare con le bacchette giapponesi, per stimolare conversazioni sulla Quaresima.
  • Digiunare per tutta la durata della Quaresima, con un solo pasto al giorno, per avvicinarsi a Dio.
  • Trattare il proprio corpo come tempio dello Spirito.
  • Scrivere una lettera al giorno per quaranta giorni, ringraziando persone che hanno influenzato la propria vita e pregando per loro.
  • Rinunciare ad ascoltare la radio in macchina per focalizzarsi sulle cose che circondano e che Dio ha creato.
  • Dormire in giardino in una tenda da campeggio, anche in condizioni climatiche avverse, come forma di sacrificio.
  • Indossare canottiere di tela grezza sotto i vestiti.
  • Rinunciare a tutti i dolci e impegnarsi a pregare per una persona diversa ogni giorno.
  • Indossare ogni mattina il primo vestito che capita, senza pensarci troppo, per combattere la vanità.
  • Rinunciare all’acqua calda.
  • Destinare a beneficenza ogni monetina trovata per strada o nelle tasche.
  • Partecipare all'adorazione eucaristica quotidianamente.
  • Ascoltare solo musica cristiana durante la Quaresima.
  • Essere più coinvolti nelle attività di chiesa (tempo, talenti), aumentando le preghiere (rosario, novena).
  • Farsi aiutare per la propria depressione.
  • Rinunciare alla carne nei venerdì.
  • Adottare un prete in Cile.
  • Rinunciare alla funzione snooze sulla sveglia.
  • Rinunciare al cuscino durante la Settimana Santa.

La Quaresima è un tempo di verità, un tempo per far cadere le maschere che indossiamo ogni giorno per apparire perfetti agli occhi del mondo. Ci permette di ricordarci che il Signore è sempre accanto a noi in ogni momento della vita.

Riflessioni e Insegnamenti dei Santi sulla Mortificazione

I santi ci offrono preziosi insegnamenti sulla mortificazione e il suo significato spirituale:

  • «Convinciti che non entrerai nel sapore e nella soavità di spirito, se non ti darai alla mortificazione di tutto ciò che desideri.» (San Giovanni della Croce)
  • «Nella vita spirituale la vita del cuore, che è questo pulsare, questo impegno, è la continua mortificazione, il dialogo d'amore col Signore, il ricorso all'intercessione di Maria, di Giuseppe, degli Angeli Custodi.» (San Josemaría Escrivá)
  • «Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri.» (San Tommaso Moro)
  • «Abbiate affetto e pazienza per il prossimo. Cercare modi nuovi, iniziative nuove. L’amore aguzza l’ingegno.» (Beato Álvaro del Portillo)
  • «Vi sono alquanti che per l’astinenza si rovinano il corpo, ma poiché non hanno moderazione dispiacciono a Dio.» (Sant’Antonio Abate)
  • «Più che alla magnificenza delle opere il Signore guarda all’amore con cui si fanno.» (Santa Teresa d’Avila)
  • «La migliore mortificazione consiste nel compimento fedele dei doveri quotidiani.» (Beato Álvaro del Portillo)
  • «Le cose, le persone, gli avvenimenti… ce ne sono di mezzi per vivere mortificati!» (San Giovanni Bosco)
  • «Penitenza è sopportare con buonumore le mille piccole contrarietà della giornata, mangiare volentieri ciò che viene servito, senza importunare con capricci.» (San Josemaría Escrivá)
  • «Come l’acqua spegne il fuoco così l’elemosina espia i peccati.» (Siracide 3,29)
  • «Sappiate sopportare qualche noia allegramente e discretamente per rendere gradevole la vita agli altri.» (San Josemaría Escrivá)
  • «Mettete in pratica il consiglio dell’Apostolo: portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo.» (Beato Álvaro del Portillo)
  • «Dobbiamo cercare sacrifici che non mortifichino coloro che convivono con noi.» (San Josemaría Escrivá)

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