Gianfranco Angelucci e Medjugorje: Un Viaggio nella Fede

"Non so ancora bene quale, ma sono certo che a Medjugorje ho ottenuto una grazia." Con queste parole, Gianfranco Angelucci, già autore del “Diario da Medjugorje”, esprime la profonda impressione lasciata dal suo ritorno nel villaggio dei miracoli. In compagnia della sua guida e fotografa, Maria Gabriella Piccari, Angelucci ci introduce in una narrazione appassionata e trascinante, densa di dubbi e stupore, di incanto e interrogativi, ma soprattutto di un tenace e inesauribile desiderio di capire la sua nuova avventura spirituale.

Il Ritorno a Medjugorje: Motivazioni e Compagni di Viaggio

Angelucci non ha resistito alla tentazione di tornare a Medjugorje, allettato dalla prospettiva di aggiornare dopo sei anni il suo libro dedicato al luogo sacro. Un secondo motivo di forte attrazione è stato il Mladifest, il raduno mondiale dei giovani che si rinnova ogni anno nella prima settimana di agosto. L'autore avvertiva la necessità di un confronto, il bisogno di capire cosa fosse cambiato in sei anni dentro e fuori di lui, specialmente in un'occasione così particolare, con decine di migliaia di ragazzi che affluiscono nel piccolo centro della Bosnia Erzegovina, formando un "esercito di pace con le bandiere al vento".

Il viaggio, iniziato nel 2009 per la sua prima esperienza, si è ripetuto sei anni dopo, nel 2015. La guida è stata nuovamente Maria Gabriella Piccari, un "ponte infrangibile di ogni escursione verso quel lembo di terra santa", e suo marito Leo. Il viaggio in pullman, durato 15 ore in un clima di euforia e con poche soste, è stato sospinto dal desiderio di arrivare in tempo. Tra i compagni di viaggio, un amico di vecchia data: lo scultore Carmelo Puzzolo, pioniere di Medjugorje, noto per le sue formelle di bronzo che adornano la via Crucis del Križevac, il colle della Croce, e i Misteri del Rosario del Podbrdo, la collina delle Apparizioni.

Pellegrini in viaggio verso Medjugorje

Medjugorje: Da Villaggio a Centro di Fede Globale

Nel corso di trent'anni, un pugno di casette di pietra con il tetto di fieno e qualche filare di vite in mezzo ai sassi ha assunto l'aspetto di una città caotica e improvvisata, a causa della "straripante invasione delle milizie della fede". Medjugorje ha il sembiante di una metropoli tumultuosa, inghiottita da un traffico congestionato di pullman, auto e taxi, costretti a fare lo slalom tra schiere di pellegrini. Ai lati delle strade si susseguono interminabili vetrine, negozi, alberghi, fast food, agenzie turistiche, librerie specializzate e caffè all'aperto presi d'assalto. I cantieri sono incessantemente all'opera, la periferia viene fagocitata dalla costruzione di nuove strutture. Qui scorrono fiumi di denaro, la ricchezza è palpabile e l'atmosfera survoltata. C'è chi sostiene che questo, almeno, sia un miracolo innegabile, senza riflettere che in tale ironica asserzione si annida probabilmente la pura verità.

Medjugorje: panorama della città con nuove costruzioni e pellegrini

Il Fenomeno delle Apparizioni e l'Espansione della Fede

Le apparizioni, che persino la Chiesa stenta a riconoscere, hanno dato vita a questa enclave di fede sotto gli occhi di tutti, un fenomeno in costante espansione. "L’ha voluto la Gospa, la Madonna, chiamando i suoi devoti a raccolta, incitandoli a non stancarsi mai di pregare, e di confessarsi, perché soltanto su questa via potranno essere riparate le nequizie del mondo."

Il Mladifest: La Gioventù della Fede a Medjugorje

Il fenomeno di Medjugorje è amplificato in particolare dal Mladifest di agosto, che ogni anno vede migliaia di giovani di ogni provenienza e colore invadere l'immensa area basilicale dalla prima messa del mattino fino all'adorazione della sera inoltrata. Leggeri come il vento, scalano i fianchi scabrosi del Podbrdo e del Križevac, le colline dove "il Cielo si è chinato sulla terra".

L'autore osserva questi ragazzi e ragazze, in nulla dissimili dai loro coetanei nell'aspetto, nell'abbigliamento e nella disinvolta freschezza, ma armati dell'incrollabile fiducia di poter cambiare se stessi e il mondo. Sono individui che leggono, studiano con passione, si laureano a pieni voti, ricercano il senso della loro esistenza, si impegnano nel volontariato, aggrediscono la vita con curiosità e ottimismo, mostrando tenacia, consapevolezza e una fiducia incrollabile nel futuro. Angelucci è rimasto ad ammirarli incantato, sapendo che stavano disertando senza rimpianti le località turistiche del divertimento obbligato, il sole, la tintarella e i riti di massa irrinunciabili alla loro età, per approdare in folta schiera alla "Spiaggia del Signore". Si tratta di un irrefrenabile bisogno di ritrovarsi nel luogo in cui la Madonna è apparsa più di tre decenni fa a sei adolescenti, oggi chiamati "veggenti", che continuano a ricevere messaggi per la salvezza dell'umanità.

L'impatto visivo è impressionante: sul retro della gigantesca basilica intitolata a San Giacomo, una "cattedrale nel deserto" costruita nel 1931 in pieno regime comunista, un'estesissima area di prato è disseminata da migliaia di panche che fronteggiano il padiglione bianco, fulcro di ogni cerimonia e testimonianza. Lungo la fascia perimetrale della tensostruttura, l'esortazione dell'edizione 2015, "PACE A VOI", è scritta in tutte le lingue del mondo.

Festival dei giovani a Medjugorje Agosto 2018

Le Apparizioni e il Mistero della Preghiera

Il 2 agosto, alle Croci Blu, in attesa dell’Apparizione alla veggente Mirjana, l'intera collina era già presidiata fin dalla notte. Migliaia di credenti erano in equilibrio su spunzoni di roccia, alcuni arrampicati sugli alberi, in attesa del prodigio. Angelucci descrive un momento di profondo raccoglimento: un ragazzo indiano con i capelli rasta, dopo aver dormito nel suo sacco a pelo, si era riscosso dall'immobilità e aveva assunto la posizione del Loto, a occhi chiusi, per lasciare spazio al prodigio nel silenzio attonito che scende sulla folla.

Anche chi rigetta per scetticismo l’ipotesi stessa delle visioni, resta comunque immerso in una dimensione indecifrabile, al cui centro domina la preghiera. L’autore si interroga sulla natura della preghiera, su come agisca e su cosa riesca a smuovere o produrre che ad altre combinazioni di parole non è concesso. "L’enigma è tutto in quelle frasi che riecheggiano sempre uguali verso il Cielo, e che la Madonna raccomanda come unica cura a tutti i nostri malanni." Nessuno riesce a fornire risposte appropriate, né i compagni di viaggio, né l'anziano prete missionario Don Mario, che pur essendo abituato a contesti difficili, non è incline alla retorica. Una scoperta significativa di questo pellegrinaggio per Angelucci è stata la numerosa presenza di bambini, piccoli e piccolissimi, ridenti e vivaci, che recitano il rosario e ballano le orazioni cantate insieme alle loro madri.

Pellegrini in preghiera sul Podbrdo o Križevac

Gianfranco Angelucci: Scrittore, Regista e Giornalista

Gianfranco Angelucci è una figura poliedrica: scrittore, regista, giornalista e docente di Accademia. Vive a Roma, alternando l'attività letteraria a quella cinematografica. Laureato in Storia dell’Arte all’Università di Bologna con una tesi su Federico Fellini, è diventato molto presto amico e collaboratore del regista riminese, curando sulla sua opera svariati volumi nel corso degli anni. Nel 1987, ha firmato la sceneggiatura del film “Intervista”, che ha ricevuto il Premio speciale della giuria a Cannes e il Primo Premio al Festival di Mosca.

L'autore svolge regolare attività giornalistica in campo culturale e ha pubblicato diverse opere di narrativa, tra cui:

  • L’amore in corpo (Sperling & Kupfer)
  • Federico F. (Avagliano Editore)
  • Tra un anno al Caffè della Plaka (Abramo Editore)
  • Segreti e bugie di Federico Fellini (Luigi Pellegrini Editore)
  • Diario da Medjugorje (Luigi Pellegrini Editore)
  • Ritorno a Medjugorje (Luigi Pellegrini Editore)
  • Glossario Felliniano (Avagliano Editore)
  • Giulietta Masina (Edizioni Sabinae)

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