La Certosa di Bologna: Un Museo a Cielo Aperto tra Storia, Arte e Memoria

La Certosa di Bologna si erge come il più grande complesso monumentale della città, configurandosi come un immenso museo a cielo aperto, costantemente pronto ad essere scoperto e riscoperto. Questo vasto sito ospita innumerevoli monumenti distribuiti tra chiostri, loggiati, sale, corridoi, aree interrate, porticati e zone verdi.

Dalle Origini Etrusche al Cimitero Monumentale

Anticamente, il sito della Certosa era una necropoli etrusca. La sua storia più recente prende forma intorno al monastero certosino di San Girolamo del 1334. Fu dal 1801, sotto il dominio giacobino di Napoleone Bonaparte, che l'area venne destinata a divenire il cimitero unificato della città. Questo ampliamento, avvenuto per successive addizioni attorno all'antico monastero, rispondeva alla necessità di creare un'ampia zona extraurbana a poca distanza dal centro storico da dedicare al culto della memoria, superando la tradizione delle tombe aristocratiche all'interno delle chiese e dei piccoli cimiteri esterni per i meno abbienti. L'Entrata Monumentale accoglie i visitatori in questo luogo di grande significato storico e artistico.

Veduta aerea della Certosa di Bologna

I Chiostri e le Loro Opere

La Certosa è scandita da diversi chiostri, ognuno dei quali custodisce opere di notevole interesse e memoriali:

  • Il Chiostro V, noto anche come ‘Maggiore’ o Viale di Tassi, ospita tra l'altro la Tomba della cantante Isabella Colbran, prima moglie di Gioachino Rossini, insieme a quella del padre violinista e dei genitori del compositore. Il Verismo di Sarti presente in questo chiostro già prelude al Liberty. Altre sepolture notevoli includono quella di Dall’Ara, imprenditore e dirigente sportivo, che fu per trent’anni presidente del Bologna-calcio.
  • Il Chiostro VII accoglie la Tomba Montanari (1891), la Tomba Berselli e la Tomba Beretta.
  • Il Chiostro III è il luogo di riposo per diverse personalità, tra cui il pittore bolognese Vincenzo Martinelli (1737-1807), la Tomba Uttini (1818, di G. Putti). Nel 1801, Uttini, docente di Anatomia all’Università di Bologna, fu tra i medici favorevoli all’uso dei primi vaccini contro il vaiolo. Qui si trovano anche la Tomba del Principe Galitzin, diplomatico presso la Santa Sede, e accanto a essa, la Tomba di Michele Galitzin, commissionata per il fratello Teodoro tredici anni prima. Vi si trova anche la Cella Gregorini-Bingham.
  • La Galleria del Chiostro IX rappresenta un'area aggiunta sul lato est, verso la città. Un tratto di portico la unisce al Colle di San Luca e al centro storico.
  • Il Colombario ospita la Tomba Malvezzi-Angelelli, un gruppo iniziato per Elisa Bonaparte e poi acquisito dal marchese Malvezzi Angelelli. Qui si trova anche la Cella Pepoli, ammirata per l'ardita tecnica che raffigura due anime sospese a mezz’aria. Si ricorda anche la presenza del monumento a Gioacchino Murat: la figlia Letizia volle sulla propria tomba il monumento al padre, Re di Napoli fucilato dai Borboni e seppellito in una fossa comune.

La Galleria degli Angeli e l'Evoluzione Artistica

Tra gli spazi più suggestivi della Certosa si annovera la Galleria degli Angeli, dove spicca la Tomba Bisteghi. Quest'opera fu oggetto di critiche per l’eccessivo "verismo" dei dettagli, testimoniando un'epoca in cui l'arte funeraria ricercava una rappresentazione quasi cruda della realtà, come si evince anche dalle opere dagli anni ’30 ai ’50.

Dettaglio della Tomba Bisteghi nella Galleria degli Angeli

Nel corso del tempo, l'arte alla Certosa si è modificata, passando dalla minuziosa cura per il dettaglio del Verismo - così ben espresso nelle opere di Carlo Monari (scultore, 1831-1918), protagonista assoluto della corrente verista bolognese, come nel Monumento ai Caduti per l’Indipendenza del 1883 - a una più asciutta rappresentazione del sentimento. Questo passaggio è visibile anche nel realismo romantico di Vincenzo Vela (scultore, 1820-1891). Esempi splendidi dell'evoluzione verso il Liberty si trovano nel Chiostro VI, con la Cella Magnani, capolavoro di Pasquale Rizzoli (1871-1953), e la Tomba Saltarelli, splendido esempio Liberty di Giuseppe Romagnoli.

Gustav Klimt opere dal 1883 al 1918 - 'Art Nouveau - Stile Liberty - Loreto Arte

Memoriali e Omaggio ai Caduti

La Certosa di Bologna è anche un luogo di profonda memoria collettiva, con diversi spazi dedicati ai caduti:

  • Il Chiostro VI ospita le tombe dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, con un piazzale e un ossario interrato.
  • Il Campo Ospedali accoglie l'Ossario dei Caduti partigiani del 1959. Questo progetto dell’architetto Pietro Bottoni include sculture in rame realizzate da Stella Korczynska e Jenny Wiegmann Mucchi, con una composizione centrale in cemento sempre di Bottoni.
  • Nella Sala delle Tombe si trova il Monumento ai Caduti per l’Indipendenza del 1883, opera di Carlo Monari.

Personalità Illustri Riposate alla Certosa

Molte figure di spicco della storia e della cultura italiana riposano alla Certosa, testimoniando la ricchezza del patrimonio locale e nazionale:

  • Nel Campo Carducci si trova la tomba del celebre poeta, accademico e premio Nobel, Giosuè Carducci. Qui riposa anche Ottorino Respighi con la moglie, oltre ad opere complesse in bronzo per la famiglia Zironi. Tra le tombe significative, vi è anche quella di Gnudi, noto per il suo impegno a sostegno delle lotte per i diritti dei lavoratori.
  • Nel Campo Ospedali, oltre ai memoriali, si trovano la Tomba Frassetto padre e figlio (1950) e la Tomba Saetti, accanto a quella di Giorgio Morandi.

L'eco di personaggi come Lucio Dalla, la cui silhouette è tratta dalla copertina dell’LP “DallAmeriCaruso” e le cui parole «Buonanotte, anima mia, adesso spengo la luce e così sia…» (“Cara”) risuonano in questo luogo, testimonia il profondo legame della Certosa con l'identità culturale della città.

Mappa schematica del Campo Carducci con le principali sepolture

Il Progetto Certosa: Valorizzazione e Recupero

Il "Progetto Certosa", nato nel 1999 con l'obiettivo di valorizzare e recuperare il più grande complesso monumentale di Bologna (come descritto nella "Guida Certosa di Bologna", ed. Minerva, 2016), ha avviato molteplici iniziative che hanno suscitato un interesse e un consenso crescenti. Dal 2009, il progetto promuove numerose attività, tra cui visite guidate diurne e notturne, spettacoli itineranti, rappresentazioni teatrali e visite guidate a tema. Queste iniziative rispondono all'esplicita richiesta di uno strumento utile a quanti intendano visitare la Certosa in autonomia, come evidenziato nell'introduzione alla "Guida Certosa di Bologna, Arte Storia Memoria".

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