Espropriazione e Valorizzazione al Santuario Italico di Pietrabbondante

La Sentenza della Cassazione sull'Espropriazione in Aree Protette

Con l’Ordinanza 8079/2024, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in tema di espropriazione. Qualora un bene sia incluso in un’area di protezione di una riserva naturale o di un piano paesaggistico istituito con legge regionale, e in tale ambito sia consentito solo l’esercizio di attività agricola, non è dovuto alcun indennizzo per la perdita dello ius aedificandi. Questo perché non si tratta di un vincolo preordinato all’esproprio o avente analoga natura, bensì di un vincolo ambientale imposto per legge, con carattere ricognitivo e confermativo delle caratteristiche paesaggistiche e ambientali già possedute dal bene.

Tale principio si ritiene giustificato alla luce dell’equilibrio costituzionale, il quale, in attuazione della funzione sociale della proprietà, vede alcune facoltà dominicali recedere di fronte alle esigenze di salvaguardia dei valori culturali ed ambientali di interesse generale, e alla stregua dell’articolo 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Il Santuario Italico di Pietrabbondante: Un Patrimonio da Tutelare

Il Santuario Italico di Pietrabbondante, riconosciuto come uno dei principali luoghi simbolo della civiltà sannita, non era solo un centro religioso, ma anche uno spazio politico e amministrativo di grande rilevanza.

Veduta panoramica del Santuario Italico di Pietrabbondante con i resti del teatro e del tempio

Interventi di Restauro e Scavo nella Domus Publica

Nel 2020, è stato presentato il restauro del Portico delle offerte votive nella domus publica del santuario. La domus publica di Pietrabbondante, rinvenuta nel 2002 e scavata negli anni successivi, è stata predisposta per essere inserita nel percorso di visita aperto al pubblico. Le strutture ritrovate sono state consolidate, ma la ricomposizione degli elementi lapidei smembrati giacenti al suolo dovrà continuare nei prossimi anni.

Il restauro del Portico delle offerte votive è stato completato con la ricomposizione della duplice fila di colonne, per la parte conservata. Molti rocchi di colonna furono trovati, durante lo scavo, ancora in posizione di caduta. Altri sette, asportati in passato e riutilizzati nell’abitato di Pietrabbondante, sono stati recuperati con la collaborazione del Comune e della Parrocchia e rimessi in opera nella loro posizione originaria. I lavori di restauro sono stati affidati in appalto dal Comune all’Impresa Favellato di Fornelli (IS).

Alle ricerche, eseguite in concessione ministeriale all’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, hanno partecipato 67 archeologi, restauratori e studenti nel 2014, e 66 nel 2015, per due mesi in ciascuna annualità.

La Domus Publica: Un Unicum Archeologico

Mentre la domus publica a Roma era la residenza ufficiale del pontefice massimo annessa al santuario di Vesta, di cui si conservano solo alcuni muri mal conservati e se ne ignora la planimetria, Pietrabbondante offre il primo esempio di domus publica ben riconoscibile per il carattere sacrale dell’edificio. Esso era direttamente comunicante con l’area di culto del Tempio B e del Teatro tramite un grande varco.

La domus di Pietrabbondante afferisce alla tipologia architettonica della casa ad atrio con impluvio, caratteristica delle domus aristocratiche italico-romane di III-I secolo a.C., con la particolarità del tutto originale del portico rettilineo a due navate in luogo del peristilio quadrangolare che nelle abitazioni private racchiudeva il giardino. La prima fase dell’edificio di Pietrabbondante si data alla fine del II secolo a.C. o agli inizi del I, come il grande tempio retrostante il teatro.

Nel portico è stata trovata una dedica in lingua osca a Ops Consiva, la dea dell’opulenza, alla quale si può quindi attribuire il sacrarium, un piccolo ambiente di culto ubicato all’estremità del portico, con un altare posto all’interno dinanzi a una statua di culto. Il sacrarium che si trova nel portico di Pietrabbondante, chiuso e isolato dalla restante area del portico, è coerente con gli aspetti cultuali di questa divinità a Roma, anche se ciò non implica una derivazione romana per il culto di Ops presso i Sanniti. Sappiamo che al sacrarium di Ops Consiva nella (domus) regia di Roma, l’edificio che precedette la domus publica di età repubblicana, potevano accedere per esigenze rituali solo il pontefice massimo e le vergini vestali.

Per il prossimo anno è previsto e progettato, ma non ancora finanziato, il restauro dell’atrio della domus publica, dove è possibile ricomporre l’impluvio e rialzare otto colonne interamente conservate con i relativi capitelli.

Chiusura Temporanea e Nuove Prospettive di Valorizzazione

Il Santuario Italico di Pietrabbondante ha chiuso al pubblico fino al 7 aprile per importanti lavori finanziati dal PNRR. Questa chiusura temporanea è finalizzata a una riapertura primaverile con servizi potenziati, maggiore accessibilità e nuove prospettive di valorizzazione. Entro l'anno è prevista l'ultimazione dello spazio espositivo in paese.

Enrico Rinaldi, direttore del Parco archeologico di Sepino e dei Musei del Molise, ha spiegato in un’intervista le ragioni e gli obiettivi di questi interventi. I lavori in corso riguardano innanzitutto la sicurezza e l’accessibilità: i percorsi interni, oggi giudicati non più adeguati, saranno completamente ripensati per garantire una fruizione più agevole e inclusiva. Accanto all’accessibilità fisica, il progetto interviene anche su quella cognitiva, con l’introduzione di strumenti e pannelli tattili pensati per ipovedenti e categorie fragili, oltre a nuovi percorsi dedicati.

Videoclip Parco archeologico di Sepino

Riqualificazione e Incremento di Visitatori

Nel quadro degli interventi rientra anche la riqualificazione della biglietteria, destinata a diventare uno spazio più accogliente e il primo punto informativo per i visitatori. Questo è considerato un passaggio strategico, anche alla luce dei dati in crescita registrati negli ultimi anni: i visitatori di Pietrabbondante sono passati da 14mila a 18mila in quattro anni, con un incremento di circa il 30 per cento. Un dato che colloca il sito come secondo più visitato del Molise, subito dopo Sepino. Al termine dei lavori, il costo del biglietto resterà invariato.

Progetti Futuri: Museo e Nuovi Scavi

La chiusura temporanea si inserisce in una fase di rilancio più ampia, che guarda anche al futuro del sito. Tra i progetti in campo c’è la realizzazione di un museo dedicato a Pietrabbondante, oggi ancora in fase di progettazione. L’obiettivo è colmare una carenza storica: l’assenza di uno spazio espositivo stabile in grado di ospitare e raccontare al pubblico l’enorme quantità di reperti custoditi nei depositi. Questa è una necessità condivisa con il Comune e la Regione, che potrebbe trovare risposta grazie all’arrivo di nuovi finanziamenti.

Sul fronte della ricerca, sono già stati stanziati 5 milioni di euro di fondi regionali per lo Sviluppo e la Coesione, destinati a nuove attività di scavo, studio e valorizzazione sia a Pietrabbondante sia a Sepino. Una parte delle risorse sarà impiegata anche per ampliare l’area archeologica fruibile, superando l’attuale frammentazione del sito e consentendo l’accesso al settore del cosiddetto santuario orientale, dove da anni emergono strutture di grande rilevanza.

Mappa schematica del Santuario di Pietrabbondante con indicazione dei settori di scavo

Riconoscimento e Dediche

Le ricerche che si svolgono da molti anni nel santuario di Pietrabbondante hanno dato corpo e carattere alle conoscenze del mondo sannitico nei suoi aspetti culturali, religiosi, istituzionali e linguistici. Il lavoro di Pietrabbondante è dedicato a Khaled al-Asaad, archeologo di 82 anni, ucciso a Palmira il 18 agosto, e a Kassim A. Yehya, archeologo di 37 anni.

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