Eremo e Bagni di San Michele alle Formiche: un viaggio tra storia, leggende e natura

La Toscana custodisce luoghi incantevoli, e tra questi spiccano l'Eremo e i Bagni di San Michele alle Formiche, immersi nella suggestiva Valle del Diavolo. Queste antiche vestigia, dimenticate e abbandonate, sembrano quasi irreali, fuori dal tempo, capaci di lasciare il visitatore senza fiato per la loro bellezza. Le loro mura cadenti invitano alla contemplazione, mentre le storie e le leggende che le circondano trasportano in un'altra epoca, in un altro mondo.

L'Eremo di San Michele alle Formiche: un rifugio spirituale

L'Eremo di San Michele alle Formiche, oggi ridotto a pochi resti, sorgeva sul poggio di Spartacciano, lungo la via che collega Pomarance a Larderello. Fondato nel 1377 dai monaci celestini, ordine voluto da Pietro da Morrone (futuro Papa Celestino V), l'eremo era destinato a coloro che desideravano isolarsi dal mondo per espiare e purificarsi, una pratica diffusa nel Trecento.

Nonostante oggi la struttura sia ridotta a lacerti di muro, è ancora possibile individuarne la chiesa e intuire la disposizione degli ambienti di servizio circostanti. Il nome "alle Formiche" deriva da un'antica leggenda: si narra che, durante la festa di San Michele, il 29 settembre, sciami di formiche invadessero questi luoghi.

resti murari dell'eremo di San Michele alle Formiche immersi nella vegetazione

Arrivando in auto da Pomarance, i resti dell'abbazia sono chiaramente visibili sulla destra. Proseguendo lungo le indicazioni per l'Eremo di San Michele delle Formiche e Sant'Ippolito, si giunge nei pressi della meta. Dopo un tratto di strada sterrata, è possibile parcheggiare e proseguire a piedi.

I Bagni di San Michele alle Formiche: una SPA medievale

Scendendo dalla collina dell'eremo, attraverso un sentiero segnato dal CAI, si raggiunge la valle sottostante, dove si trovano i Bagni di San Michele alle Formiche. Questa struttura termale risale al XIII secolo e rappresenta una sorta di SPA medievale.

L'antico edificio termale, diviso in due parti da un torrente, conserva ancora oggi alcune vasche. Una di queste, quadrata e avvolta da mura dipinte di celeste, è alimentata da acqua sulfurea, non particolarmente calda. L'acqua sgorga da un pozzo situato in un angolo, mantenendo viva la tradizione termale del luogo.

vasca termale quadrata con pareti celesti e acqua sulfurea ai Bagni di San Michele

La leggenda narra che le acque sulfuree, note per le loro proprietà curative contro lebbra, paralisi, malattie artritiche e piaghe, siano sgorgate dalla terra a seguito della caduta della campana dell'abbazia in un buco formatosi a valle.

L'edificio è attraversato dal torrente Radicagnoli e unito da un piccolo ponte coperto, che permetteva agli ospiti di spostarsi tra le camere e le terme senza dover guadare il corso d'acqua. L'albergo annesso disponeva di otto camere e un ristorante-osteria, dove un tempo i giovani in procinto di partire per il servizio militare si riunivano per cenare dopo aver beneficiato delle acque termali.

La vasca principale presenta gradini che consentono di sedersi comodamente. L'acqua, sebbene limpida, non è eccessivamente calda, rendendo piacevole il bagno in questa suggestiva piscina dalle pareti celesti, illuminate dal sole che filtra dalla porta e da una piccola finestra.

Dopo un rilassante pediluvio, è possibile seguire il torrente per un tratto, scoprendo una piccola cascata subito dopo i Bagni. Per chi non volesse intraprendere l'intera escursione, è possibile parcheggiare più vicino ai Bagni.

La Valle del Diavolo: un paesaggio infernale e suggestivo

I Bagni e l'Eremo di San Michele alle Formiche si trovano nella suggestiva Valle del Diavolo, un'area della Toscana caratterizzata da boschi misteriosi e fenomeni geotermici. Il Granduca Pietro Leopoldo descriveva questo luogo come un "valletta tutta erbosa" con "grandissime aperture e vari fumacchi", dove si sentiva "uscire di sotto terra il vento con grande strepitio".

Ancora oggi, la valle conserva un'atmosfera "infernale" con i suoi vapordotti dai bagliori argentei e le imponenti torri di condensazione perennemente fumanti. In questo contesto si inserisce Montecerboli, un piccolo borgo il cui nome evoca Cerbero, il cane guardiano dell'Ade.

paesaggio della Valle del Diavolo con torri di condensazione e vapordotti

L'escursione in questi luoghi, organizzata da "I Camminatori Liberi", offre un'opportunità unica per esplorare angoli inaspettati e insoliti della Val di Cecina. Camminando lungo antichi sentieri, dove leggende e storia si intrecciano, si risalgono i poggi fino ai resti dell'eremo, godendo di panorami selvaggi e sorprendenti.

Il Museo di Campo Tizzoro: un tuffo nella storia industriale

Sebbene non direttamente collegato all'Eremo e ai Bagni, il Museo di Campo Tizzoro merita una menzione per la sua importanza storica e la sua vicinanza geografica. Inaugurato nel 2012, ripercorre la storia di una grande industria di munizioni, impiantata dalla famiglia Orlando nel 1910.

La fabbrica, cresciuta esponenzialmente a causa delle guerre, diede vita a un vero e proprio villaggio con servizi all'avanguardia, migliorando significativamente le condizioni di vita degli abitanti. Divenne una delle maggiori industrie italiane nella lavorazione di laminati in bronzo, ottone e alluminio, producendo anche per i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il museo espone un grande plastico del villaggio-fabbrica, reperti sulla vita operaia e sulla produzione, e macchine ancora funzionanti, fucili, proiettili e oggetti d'epoca che trasportano il visitatore negli anni '30. La visita guidata include un'esperienza suggestiva negli enormi rifugi antiaerei costruiti sotto il paese, accessibili tramite strette scale elicoidali.

Il museo è accessibile ai disabili, ma non ai passeggini nei rifugi antiaerei, per i quali si consigliano zaini o marsupi.

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