Il Rifugio Eremo dei Romiti, situato sulla cima del Monte Froppa (1170 m), rappresenta una meta unica nel panorama dolomitico. Si tratta dell'unica struttura di questo tipo mai esistita in Cadore, un luogo dove la spiritualità del passato incontra la calda accoglienza montana odierna. Situato a Domegge di Cadore, in provincia di Belluno, l'Eremo offre un'esperienza che unisce escursionismo, storia e panorami spettacolari.

Informazioni pratiche e accesso
L'escursione per raggiungere l'Eremo è accessibile, con un dislivello inferiore ai 500 metri e nessuna difficoltà tecnica rilevante. Il punto di partenza ideale è il parcheggio in località Navarre (720 mslm), superato il Lago di Centro Cadore.
Una volta oltrepassato il torrente Saceido, si giunge a un bivio (783 mslm) che permette di scegliere tra due itinerari principali:
- Sentiero della Via Crucis: il percorso più caratteristico, che si snoda nel bosco passando davanti alle 15 stazioni devozionali fino a una cappella affrescata.
- Strada forestale: il tracciato che sale per Malauche e la Val Filippo, più lungo ma con una pendenza più dolce.
Per chi cerca una variante più avventurosa, dopo aver superato la malghetta di Malauche (dove è possibile vedere cavalli e capre), si può imboccare il Troi de Maricono, una scorciatoia che si ricollega alla Via Crucis in corrispondenza delle ultime stazioni.
Consigli per l'escursione invernale
Se state pianificando una ciaspolata o un'escursione invernale, è bene considerare le condizioni del terreno. La strada sterrata, utilizzata dai gestori per i rifornimenti, è ampia ma spesso soggetta a ghiacciate. In assenza di neve fresca, sono vivamente raccomandati i ramponcini per affrontare il fondo ghiacciato in sicurezza. In caso di abbondanti nevicate recenti, l'uso delle ciaspole renderà il cammino agevole e suggestivo.

Cenni storici: da convento a rifugio
La storia dell'Eremo inizia tra il 1720 e il 1721 per volere di Giovanni Maria Pinazza, che fondò qui una comunità di frati francescani del Terz'ordine dei Romiti. Per circa novant'anni, i frati vissero in isolamento, coltivando patate e verdure e rispettando rigide regole, inclusa quella di non intrattenere conversazioni con le donne.
L'esperienza religiosa si concluse bruscamente con il decreto napoleonico del 1810, che portò alla soppressione del convento e al successivo abbandono. Tuttavia, il legame con la comunità locale non si è mai spezzato: ogni 24 giugno, in occasione della ricorrenza di San Giovanni Battista, gli abitanti di Domegge e del Cadore salgono all'Eremo per la Santa Messa celebrata nel piccolo capitello, che conserva ancora affreschi originali.
| Periodo | Evento principale |
|---|---|
| 1720-1721 | Fondazione dell'eremo e costruzione della chiesa |
| 1810 | Soppressione napoleonica e abbandono |
| Oggi | Rifugio attivo e centro di attività culturali |
Cosa offre il Rifugio oggi
Oggi il romitorio è un accogliente rifugio che mantiene viva la sua vocazione originaria. I gestori lavorano per rendere il luogo un punto di riferimento culturale, organizzando sfilate di abiti storici, sessioni di forest bathing e attività di psicoterapia nel bosco. Gli escursionisti possono trovare:
- Un ristorante con ottimi piatti tipici di montagna.
- Una camerata per il pernottamento e il progetto di recupero delle antiche cellette dei frati.
- Un larin (focolare) dove sostare in compagnia di libri e racconti.
La vista dal rifugio è impareggiabile: da qui si domina il panorama su Domegge, Pieve di Cadore e Calalzo, con l'imponente sagoma dell'Antelao e la sagoma inconfondibile della Civetta a fare da sfondo.