Don Alfredo Fomia: il ministero pastorale a Cursolo e il ricordo di una vita dedicata alla comunità

La figura di don Alfredo Fomia rappresenta un esempio significativo di dedizione sacerdotale, culminata in un lungo e proficuo percorso pastorale che ha toccato diverse realtà italiane ed estere. Nato a Pisano il 16 settembre 1933, il suo cammino di fede ha trovato una delle sue tappe fondamentali nell'esperienza vissuta in Valle Cannobina.

Il servizio pastorale a Cursolo e Orasso

Dopo l'ordinazione sacerdotale avvenuta a Novara nel 1959 per mano di Monsignor Vincenzo Gremigni, don Alfredo Fomia ha iniziato il suo ministero come vicario parrocchiale a Pernate. Successivamente, dal 1960 al 1963, è stato nominato parroco di Cursolo e Orasso, in Valle Cannobina. Questo periodo ha segnato l'inizio di una vocazione che lo avrebbe portato a diventare, negli anni successivi, un punto di riferimento imprescindibile per le comunità che gli sono state affidate.

Mappa della Valle Cannobina, area geografica che ha visto il primo impegno di don Alfredo Fomia come parroco.

L'impegno a Baveno e la cittadinanza onoraria

Dopo un'intensa esperienza pastorale presso la missione cattolica italiana a Düsseldorf, don Alfredo Fomia giunse a Baveno nel 1975, dove rimase fino al 2014. I quasi quattro decenni trascorsi nella città lacuale sono stati caratterizzati da una profonda vicinanza sia alla comunità religiosa che a quella laica.

L'amministrazione comunale di Baveno, con deliberazione del 24 novembre 2016, ha voluto conferirgli la cittadinanza onoraria con una motivazione che ne sottolinea l'operato:

  • Capacità di essere punto di riferimento per l'intera comunità civile.
  • Visione ecumenica di grande apertura e rispetto.
  • Impegno nel ricomporre il legame tra popolo della Chiesa e popolo laico.
  • Lavoro paziente di ricerca storica e valorizzazione delle radici locali.
Foto storica della chiesa parrocchiale di Baveno, luogo centrale del ministero pluridecennale di don Fomia.

Un uomo di cultura e fede

Don Alfredo Fomia, scomparso a Colazza, dove si era ritirato nel 2014, è ricordato non solo come uomo di chiesa, ma anche come figura di spessore culturale. Durante il suo ministero a Baveno, ha attivamente contribuito al recupero del patrimonio artistico religioso locale. La sua vita, circondata dai libri e dalla costante dedizione alla preghiera, ha lasciato un segno indelebile nella memoria di coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e di beneficiare della sua guida spirituale.

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