La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha storicamente promosso iniziative volte a garantire il sostentamento dei sacerdoti diocesani e il supporto alle attività pastorali. Queste campagne sono essenziali per sensibilizzare i fedeli sul valore della donazione e sulla missione della Chiesa.
La Campagna #UNITIPOSSIAMO 2022
Nel mese di novembre 2022 è ripartita la nuova campagna CEI #UNITIPOSSIAMO, ideata per sensibilizzare i fedeli sul valore della donazione e sul sostegno alla missione dei preti diocesani. Questa iniziativa, che ha posto la comunità e il suo valore al centro, ha l'obiettivo di dare spazio e visibilità non solo ai sacerdoti, ma anche alle realtà che, grazie ai loro pastori, sono sempre più unite nei valori cristiani e che senza di essi non potrebbero sopravvivere.
La campagna è stata veicolata attraverso diversi canali: non solo video, ma anche carta stampata, con messaggi incisivi come "Ci sono posti che esistono perché sei tu a farli insieme ai sacerdoti" o "Ci sono posti che non appartengono a nessuno perché sono di tutti", pubblicati su testate cattoliche e generaliste. Il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni, ha sottolineato l'importanza di questi messaggi che ricordano i valori dell'unione e della condivisione.
Sul web e sui social sono state diffuse delle "pillole video" intitolate “Perché dono”, brevi filmati in cui alcuni donatori spiegano le motivazioni della loro scelta di sostenere i sacerdoti e il rilievo che questi assumono nelle loro vite.
Il Meccanismo delle Offerte per il Sostentamento del Clero
L’Offerta è nata come strumento per garantire alle parrocchie più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della “Chiesa-comunione” delineata dal Concilio Vaticano II. Le donazioni volontarie integrano la quota destinata alla remunerazione del parroco, che proviene dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni sacerdote, infatti, può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il proprio sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. Questo sistema evidenzia che, nella maggior parte delle parrocchie italiane con meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario.
Le offerte, destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, permettono di garantire, in modo omogeneo in tutto il territorio italiano, il sostegno all’attività pastorale dei sacerdoti diocesani. È fondamentale precisare che il sostentamento del clero non è un diritto acquisito, bensì è dovuto a fronte della "missione che si svolge nella Chiesa e su indicazione della Chiesa, sotto il discernimento del vescovo".

Analisi e Criticità del Sistema di Contribuzione
Il segretario generale della CEI, monsignor Nunzio Galantino, ha in passato proposto un'analisi senza mezzi termini sul sistema di sostentamento del clero, riconoscendo il "fallimento del sistema di contribuzione volontaria, legato alle offerte deducibili". Durante un convegno nazionale degli Istituti Diocesani di Sostentamento del Clero (IDSC) sul tema “Seminare fiducia per crescere insieme. No alla “deresponsabilizzazione” del clero”, Galantino ha messo in guardia dalla deresponsabilizzazione che tale sistema potrebbe generare, ponendo sullo stesso piano chi lavora e chi preferisce fare altro.
Ha chiarito che il sostentamento non è un diritto acquisito in quanto membri del clero, ma è dovuto a fronte di un "servizio alla diocesi in forma non occasionale, ma a tempo pieno". I dati disponibili del 2013 quantificavano le offerte deducibili in 11.252.000 euro, con un decremento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Questi dati, sebbene influenzati dalle difficoltà economiche delle famiglie italiane, creano sconcerto non tanto per l'aspetto economico, quanto per la mancata espressione e promozione dell'appartenenza ecclesiale che questa forma di solidarietà intendeva veicolare. La contribuzione volontaria, ha rimarcato, "è un segno concreto della sensibilità della gente, dei fedeli verso un servizio che la Chiesa e i sacerdoti compiono".
Il Nodo Critico degli Istituti Diocesani di Sostentamento del Clero (IDSC)
Un'altra criticità evidenziata da Galantino riguarda la gestione degli stessi IDSC. Almeno un centinaio di questi Istituti, dal punto di vista economico e "aziendale", non si giustificano, avendo costi che non coprono i ricavi o che li intaccano in maniera sostanziale. Essi gestiscono un patrimonio scarso o non sufficiente per un’adeguata redditività, presentando risultati negativi o non soddisfacenti, diventando così una spesa anziché un apporto per il sistema.

Proposte per un Rilancio del Sostentamento del Clero
Per affrontare le sfide, Galantino ha delineato una ripartenza basata sulla "buona amministrazione", con parametri di puntualità, precisione e trasparenza perseguiti con responsabilità e costanza. Non si può chiedere il contributo liberale del fedele, se prima non si è agito responsabilmente nell'amministrazione dei beni affidati.
Razionalizzazione e Collaborazione Interdiocesana
L'orizzonte verso cui muoversi richiede di "ragionare per comunione d’intenti e non per autarchie". È necessario razionalizzare le risorse e accorpare uffici troppo piccoli per produrre frutti da soli. Gli obiettivi sono "riduzione razionale delle spese, federazione di servizi comuni" ed "efficienza", perseguibili creando Istituti a carattere interdiocesano, come già esistono in alcuni casi. L’autonomia giuridica degli Istituti diocesani è un valore, ma non deve essere una giustificazione per frenare i passi verso una loro diversa impostazione, un’organizzazione meno frazionata e un riassetto che sul territorio faciliti un loro accorpamento, perlomeno nella parte gestionale. Si tratta di attivare quelle forme di collaborazione che, in un contesto di Chiesa, dovrebbero essere normali.
Trasparenza e Opinione Pubblica per l'8 per mille
Un aspetto cruciale è l'importanza dell’opinione pubblica, specialmente per far conoscere ciò che la Chiesa realizza grazie ai contributi che le arrivano con l’8 per mille. La previsione per il 2015 indicava una significativa riduzione della percentuale delle firme a favore della Chiesa (dall’82,28% all’80,27%). Questa realtà impegna la CEI a trovare modalità per accrescere nell’opinione pubblica - a partire dagli stessi sacerdoti - una nuova sensibilità e consapevolezza sull'uso e l'importanza di questi fondi (377 milioni di euro nel 2014 per "superare l’impossibilità dei singoli Istituti a dare una congrua remunerazione ai propri sacerdoti").