Le Direttive della Diocesi di Alife-Caiazzo sulla Musica e gli Addobbi nei Matrimoni

La celebrazione del sacramento del Matrimonio è un momento di profonda importanza spirituale e, come tale, richiede un'attenzione particolare alla liturgia, al decoro e al significato intrinseco. Negli ultimi anni, diverse diocesi in Italia hanno intensificato gli sforzi per assicurare che le cerimonie nuziali mantengano il loro carattere sacro e non siano trasformate in eventi puramente estetici o mondani. La Diocesi di Alife-Caiazzo, guidata da monsignor Valentino Di Cerbo, ha emanato direttive precise in merito alla musica, agli addobbi floreali e ad altri aspetti della celebrazione matrimoniale, con l'obiettivo di promuovere una maggiore sobrietà e coerenza con la fede cristiana.

La Musica nella Liturgia del Matrimonio: Canti Permessi e Vietati

Il canto e la musica sono considerati elementi rituali essenziali, che "fanno un tutt'uno con la celebrazione liturgica, la servono e la integrano", esprimendo il Mistero che si celebra e manifestando "l'aspetto ecclesiale della celebrazione stessa" (Musicam sacram, 42). Per questo motivo, la scelta dei canti e della musica assume grande importanza. Essi devono contribuire a creare un'immagine festosa e, soprattutto, a favorire l'intima unione tra tutti i partecipanti, promuovendo la comunione tra i presenti. Pertanto, si raccomanda agli sposi e ai musicisti di dare priorità assoluta al canto dell'assemblea.

La lezione di musica sacra del Concilio Vaticano II

Divieto di Musiche Profane e Cinematografiche

Il vescovo di Alife-Caiazzo ha deciso di porre un freno alla musica leggera e alle colonne sonore dei film suonate nel corso dei matrimoni. Secondo monsignor Di Cerbo, "la scelta del repertorio fondata su musiche di kolossal cinematografici, o film d’animazione, nonché testi di musica leggera - nonostante il riconosciuto spessore estetico - priva la celebrazione del Sacramento della dimensione della preghiera, del decoro e del significato spirituale che esso racchiude". Questo divieto si estende anche ai funerali, poiché l'utilizzo di tali musiche "tende a dare spazio a gesti ed emozioni che negano ogni valore alla speranza cristiana e alla fede nella Vita futura".

Recentemente, in alcune chiese della diocesi di Alife-Caiazzo, sono state eseguite musiche profane come "Nuovo cinema Paradiso" di Ennio Morricone, "Alleluia" di Cohen, "Rivers flow in you" di Yiruma, "How long" di Roberto Cacciapaglia, "C’era una volta il West" di Ennio Morricone e "Now we are free" di H. Zimmer. Queste esecuzioni sono state oggetto di richiamo, ribadendo il divieto di brani non legati all'azione liturgica.

Canti e Brani Specificamente Vietati

Tra i canti specificamente proibiti figurano sia l’Ave Maria di Gounod che quella di Schubert. Monsignor Antonio Parisi, responsabile dell’ufficio musica sacra dell’Arcidiocesi di Bari, spiega che il brano di Franz Schubert (Opus 52) è un gruppo di sette canzoni tratte dal poema epico “La donna del lago” dello scrittore scozzese Walter Scott, e che in realtà è "l’invocazione di una ragazza per la salvezza di suo padre". Nonostante le leggende popolari, la musica ha un contenuto e uno scopo religioso e pio, ma con uno stile più libero, privo della gravità che contraddistingue la musica sacra, ed è quindi assolutamente esclusa dalle funzioni liturgiche.

Il "Compendio di Liturgia Pratica" di Ludovico Trimeloni, autorizzato da papa Benedetto XVI, ribadisce che la musica religiosa, sebbene con un contenuto pio, non possiede la gravità della musica sacra e, perciò, è esclusa dalle funzioni liturgiche. Trimeloni cita tra i canti proibiti anche le marce nuziali di Mendelsshon e Wagner e i notturni di Chopin. Sono rigorosamente vietati anche i canti che appartengono al repertorio canzonettistico di festival, film, concerti pop o della musica lirica, in quanto non legati all'azione liturgica.

Un altro esempio di brano spesso frainteso è il famoso "Dolce sentire", erroneamente considerato un canto francescano solo per la sua presenza in un film su San Francesco, ma mai entrato nel repertorio nazionale dei canti liturgici.

Il Ruolo del Coro Diocesano e del Direttore

La Cappella Musicale Diocesana "S. Luigi Gonzaga", conosciuta anche come Corale Diocesana, è nata il 29 gennaio 2002 per iniziativa di Claudio De Siena (direttore e organista) e dell'allora vescovo della diocesi di Alife-Caiazzo, S. E. mons. Pietro Farina. Lo scopo principale della corale è quello di coinvolgere l’assemblea nell'animazione della Liturgia attraverso il canto, nel rispetto delle direttive liturgico-musicali della Conferenza Episcopale Italiana, un progetto che è ancora portato avanti dall'attuale vescovo, S. E. mons. Valentino Di Cerbo.

La Corale Diocesana ha animato importanti celebrazioni, tra cui:

  • 29 giugno 2009: S. Messa Solenne per il Decimo anniversario di Ordinazione Episcopale di S. E. mons. Pietro Farina (1999-2009), con l'esecuzione in prima assoluta della "Missa Sollemnis" di C. De Siena.
  • 1° maggio 2010: Roma, Basilica di S. Pietro, animazione della S. Messa di Ordinazione Episcopale di mons. Valentino Di Cerbo, presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone.
  • 8 maggio 2010: Animazione della S. Messa Solenne per l’Ingresso in diocesi del vescovo S. E. mons. Valentino Di Cerbo.
  • 9 gennaio 2011: Piedimonte Matese, Basilica di S. Maria Maggiore, animazione della S. Messa per il venticinquesimo anniversario di Ordinazione Episcopale di S. E. mons. Valentino Di Cerbo.
  • 22 febbraio 2012: Animazione della S. Messa Solenne in occasione della Festa della Divina Misericordia al Palamaggiò (CE).
  • 25 gennaio 2014: Caserta, Cattedrale, animazione della S. Messa Solenne nell’ambito del “Festival della Vita 2014” in ricordo del vescovo S. E. mons. Pietro Farina (esecuzione della “Missa Sollemnis” di C. De Siena) presieduta da S.E. mons. R. Caliandro.

Il Direttore: Claudio De Siena

Claudio De Siena (Caserta 1968) ha studiato pianoforte, organo e composizione, conseguendo diplomi in “Musica Corale e Direzione di Coro”, “Strumentazione per banda” e “Didattica della Musica”. È autore di musica vocale e strumentale, orchestrazioni, elaborazioni, trascrizioni e opere didattiche. La sua musica, pubblicata da diversi editori e apprezzata dalla critica, è stata eseguita in numerosi concerti in Italia e all’estero (Francia, Germania, Brasile, Argentina, Cina, Polonia) e durante trasmissioni televisive di emittenti nazionali (RAI 1, Canale 5, CTV).

Nel 1994 ha fondato il coro gregoriano “Laudate Dominum”, che ha diretto fino al 2004, partecipando a manifestazioni religiose ed artistiche in Italia e Germania e incidendo un florilegio di canti gregoriani. Tre delle sue composizioni per pianoforte ed orchestra figurano nel CD “Presagios”, inciso dall'Orchestra Sinfonica della Provincia di Matera per la Casa “Symphonia” di Pisa.

Repertorio Musicale Consigliato e Accorgimenti per Musicisti

Per i momenti in cui è previsto il canto, come Canto d’ingresso, Gloria, presentazione dei doni e comunione, nulla vieta che a cantare sia solo un piccolo coro o una schola cantorum. È fondamentale scegliere canti con chiaro contenuto teologico e adatti al momento rituale specifico.

Qualora la musica si limiti al suono dell’organo, è essenziale affidare l’incarico a organisti con un’adeguata formazione liturgica, spirituale e professionale, capaci di interpretare non solo brani musicali, ma anche il momento e il mistero che si celebra. Si raccomanda a tutti di partecipare con fede e professionalità, scegliendo brani che si integrino con lo spirito e i significati della liturgia cristiana del Matrimonio, esprimendo e facendo percepire la presenza e l’azione di Dio, e favorendo la vera partecipazione interiore dell'assemblea.

È importante che anche le prime note musicali, specialmente in assenza di un canto processionale d’inizio o di un canto corale, aiutino gli invitati a mettersi alla presenza di Dio e a prepararsi alla lode e alla benedizione. Per lo stesso motivo, sono da evitare durante la presentazione dei doni o durante la comunione brani operistici, colonne sonore di film o arie come il “Largo” di Haendel, nati in contesti culturali e con intenti diversi da quelli liturgici. Si suonino solo brani che accompagnino e rispettino il senso dell’azione rituale.

Il repertorio organistico offre molteplici proposte che devono essere riscoperte, studiate ed eseguite con sapienza musicale e liturgica. Si ricorda, inoltre, che, secondo il Messale Romano, l’organo e gli altri strumenti musicali devono tacere ogni qualvolta nella Liturgia si legge o proclama un testo o si pronuncia una preghiera. Durante la Preghiera Eucaristica è assolutamente proibito suonare per rispettare il carattere comunitario di questa azione.

La musica liturgica è esente dal pagamento della SIAE.

La Scelta della Chiesa per il Matrimonio Domenicale

La Diocesi di Caserta e la Diocesi di Capua vietano i matrimoni di domenica. Questa rigidità non dipende dai singoli sacerdoti, ma dalle direttive diocesane. Le diocesi di Alife e Caiazzo, invece, consentono i matrimoni domenicali, così come le diocesi di Napoli e Nola. A Calvi Risorta, che fa parte della diocesi di Teano, e a Formicola, diocesi di Alife-Caiazzo, è possibile sposarsi di domenica. Per chi cerca una chiesa nel centro di Caserta che celebri di domenica, è un problema, dato che le diocesi che lo permettono sono distanti e le chiese "non belle come quelle di Caserta".

Addobbi Floreali e Altri Elementi nella Celebrazione del Matrimonio

Interno di una chiesa con addobbi floreali discreti e ben posizionati

Sobrietà negli Addobbi Floreali

Monsignor Di Cerbo ha ribadito che in occasione della celebrazione del Matrimonio è proibito disporre fiori sui banchi e nel corridoio della navata centrale. Questa direttiva è intesa come segno di evangelica sobrietà e di rispetto verso i poveri. Il vescovo considera questi atteggiamenti come "forme di spreco e di inutile esibizione che stridono con il Vangelo e la fede professata". Già due anni prima, in nome della sobrietà, il prelato aveva vietato ai sacerdoti di intascare più offerte per la stessa messa di suffragio.

La decorazione floreale è un arredo che deve adattarsi strettamente al luogo e allo stile della chiesa. Deve essere sempre rispettosa dell'arte della chiesa e, qualora siano presenti fioriere o altri luoghi predisposti per piante o fiori, va privilegiata la loro utilizzazione per non moltiplicare gli spazi di decorazione. È importante sapere dove collocare gli addobbi per evitare di spargerli indistintamente o di concentrarli sul presbiterio. I fiori devono valorizzare i luoghi della celebrazione senza mai nasconderli; quindi, altare, ambone, tabernacolo, fonte battesimale (nelle chiese parrocchiali) e l’immagine della Madonna o del santo patrono non devono essere trascurati.

L’Ordinamento Generale del Messale Romano chiarisce che nel tempo di Avvento è consentito ornare di fiori la chiesa in modo sobrio, mentre in Quaresima è proibito, fatta eccezione per la IV domenica (Laetare), le solennità e le feste.

Presentazione dei Doni e Processioni Offertoriali

Secondo le norme del Rito, alla presentazione dei doni, lo sposo e la sposa possono portare all’altare il pane e il vino per la celebrazione della Messa, insieme ad alcuni doni per particolari situazioni di povertà. La norma è chiara: nei segni del pane e del vino è presente tutta l’attività umana che, messa nelle mani di Cristo, viene trasformata in cibo e bevanda di vita eterna.

Non è opportuno allestire processioni offertoriali "simboliche" portando all’altare oggetti di ogni tipo, alcuni dei quali del tutto fuori luogo come la Bibbia e il crocifisso, che nella celebrazione hanno già un loro spazio e ruolo preciso. È inoltre deviante allestire cortei con quadri, chiavi, mattoni o pietre, palloncini, colombe, torte e quant’altro che ognuno si porta gelosamente a casa.

Damigelle, Paggetti e Animali Domestici

Per quanto riguarda la presenza di damigelle o paggetti incaricati di portare gli anelli nuziali, si deve evitare qualsiasi spettacolarizzazione. Per questo motivo, non è assolutamente consentito l’utilizzo di animali domestici.

Il Significato Spirituale del Matrimonio

Aurelio Porfiri, compositore, direttore di coro e scrittore, esperto di musica liturgica, sottolinea che l’introduzione nella messa di musiche profane mira a "solleticare il sentimentalismo delle persone". Il problema è che nella stragrande maggioranza dei casi, gli sposi non partecipano alla vita della Chiesa e, di conseguenza, non hanno una cultura della messa e della liturgia. Questo rende difficile rifiutare richieste come l'Ave Maria di Schubert, anche se bisognerebbe educare maggiormente il gusto dei fedeli.

Il cammino di preparazione alla celebrazione del sacramento del Matrimonio dovrebbe aiutare gli sposi a comprendere come celebrare il Rito e organizzare la propria famiglia in coerenza con la fede cristiana. Il Rito del Matrimonio non è solo il culmine dell’itinerario del fidanzamento, ma anche un imprescindibile punto di partenza in cui i fidanzati decidono di consacrarsi l’uno all’altra nell’amore stesso di Cristo, fedele ed indissolubile.

Papa Francesco, nell’Esortazione apostolica “Amoris Laetitia” (n. 212), esorta i fidanzati a non lasciarsi "divorare dalla società del consumo e dell’apparenza", concentrandosi sull’amore reciproco fortificato e santificato dalla grazia, e scegliendo un festeggiamento sobrio e semplice. La celebrazione del matrimonio cristiano è "realtà evangelizzante perché celebrazione sacramentale", un segno che costituisce una proclamazione della parola di Dio e una professione di fede della comunità dei credenti. Gli sposi sono invitati a prepararsi adeguatamente, affinché possano partecipare con fede e spirito di servizio, manifestando il "mistero grande" (Ef. 5, 32).

In forza della dimensione propriamente ecclesiale del matrimonio, "il luogo normale delle nozze è la comunità della parrocchia nella quale i fidanzati sono inseriti e alla cui vita e missione prendono parte" (documento della CEI Evangelizzazione e Sacramento del Matrimonio, 84). La scelta di altre parrocchie o chiese non parrocchiali dovrebbe essere dettata da validi motivi di necessità o di convenienza pastorale, piuttosto che da semplici gusti estetici o pseudo-romantici.

Aspetti Liturgici Essenziali

Il Rito del Matrimonio offre una maggiore elasticità celebrativa rispetto al passato, aumentando le possibilità di scelta tra diverse formule del consenso.

Letture e Salmi

Quando si scelgono tre letture, la prima con il rispettivo salmo deve essere tratta dall’Antico Testamento (tranne nel tempo di Pasqua, quando è presa dagli Atti degli Apostoli o dall’Apocalisse), la seconda dalle lettere degli Apostoli. Quando invece si scelgono due letture, la prima con il rispettivo salmo deve essere tratta dall’Antico Testamento o dal Nuovo Testamento. Nel caso in cui il matrimonio si celebra in una Solennità, le letture sono quelle proprie della Solennità, senza alcuna variazione.

Preghiera dei Fedeli e Litanie dei Santi

Di grande rilievo è il ruolo dell’invocazione dei santi inclusa nella preghiera dei fedeli, detta anche preghiera universale, che non può mai essere incentrata solo sugli sposi o sui propri familiari, ma deve sempre conservare il suo aspetto comunitario e universale. Così come alle Litanie dei Santi vanno aggiunti i soli patroni degli sposi, se non sono già presenti nell’elenco del rito, conservando la struttura proposta.

Canti Rituali Essenziali

Pur tenendo conto della composizione atipica dell'assemblea, spesso problematica dal punto di vista della "partecipazione attiva, cosciente e responsabile" alle liturgie cristiane, si deve garantire almeno i canti rituali essenziali, cioè il ritornello del salmo responsoriale (o anche tutto il salmo, da non sostituire con una canzone popolare), l’Alleluia al Vangelo, il Santo e le successive acclamazioni (Mistero della fede, l’Amen della dossologia) e infine il canto allo spezzare il pane (Agnello di Dio, da non sostituire con un canto sulla pace). Qualora si decidesse di cantare anche il Padre nostro, non è lecito sostituirlo con parafrasi o rifacimenti arbitrari.

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