La Cattedrale di Sant'Emidio e le Attività della Diocesi di Ascoli Piceno

Ascoli Piceno, città ricca di storia e arte, ospita la maestosa Cattedrale di Sant’Emidio, fulcro spirituale e artistico della Diocesi. Oltre alla sua imponente presenza architettonica, la Diocesi di Ascoli Piceno è un centro dinamico di attività pastorali, formative e comunitarie, spesso in stretta collaborazione con la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

Veduta panoramica di Piazza Arringo con la Cattedrale di Sant'Emidio in Ascoli Piceno

La Cattedrale di Sant'Emidio: Cuore Storico e Artistico di Ascoli Piceno

La Cattedrale di Sant’Emidio, duomo di Ascoli Piceno e sede della diocesi, sorge sulla medievale Piazza Arringo, dominando il centro storico e incorniciando uno dei principali centri della vita cittadina. Intitolata a S. Emidio, il primo vescovo di Ascoli Piceno, patrono della città e protettore dai terremoti, rappresenta una tappa turistica imperdibile per gli amanti della storia e dell'arte e una delle chiese più affascinanti delle Marche da un punto di vista storico, architettonico ed artistico.

Storia e Architettura del Duomo

La storia di questa chiesa è molto antica e di non facile ricostruzione, essendo un edificio composito di tipo basilicale, risultato di molti adattamenti e sovrapposizioni tra l’VIII e il XVI secolo. La sua prima costruzione, sottoposta a modifiche nel corso dei secoli, avvenne tra il IV e il V secolo su un edificio preesistente di epoca romana, forse un antico luogo di culto pagano dedicato ad Ercole o alle Muse. Secondo alcune ipotesi, fu edificata utilizzando i resti dell’antica basilica civile del foro romano, ancora visibili nelle parti più antiche della costruzione come il transetto, le absidi e la cupola risalenti alla fine dell’VIII o all’inizio del IX secolo.

Ricostruzione schematica dell'evoluzione architettonica della Cattedrale di Sant'Emidio

Nell’XI secolo, alla pianta a croce latina della chiesa paleocristiana furono aggiunte le due torri sui lati della facciata. Queste torri, in seguito all’ampliamento delle dimensioni del duomo nel corso del Quattrocento, furono inglobate all’interno della nuova facciata. Alcuni ritrovamenti archeologici rinvenuti tra il 1882 e il 1883 hanno contribuito a delineare meglio le origini della struttura.

L'Esterno: La Facciata di Cola dell’Amatrice e la Porta della Musa

L’elegante facciata, realizzata tra il 1529 e il 1539 su progetto di Cola dell’Amatrice, è caratterizzata da un ordine unico affiancato dalle due torri laterali romaniche di travertino. Presenta un solo ordine architettonico e al centro un portale d’ingresso con ai lati colonne dimezzate verticalmente, complete di basi, capitelli e cornici. Su un fianco laterale si apre la rinascimentale Porta della Musa, unico accesso laterale del Duomo. Questa porta cinquecentesca deriva il suo nome da un’epigrafe murata nella vicina parete destra del transetto, un distico di fattura umanistica. Il portale ligneo, decorato da rose intagliate e figure zoomorfe, è firmato dal maestro Francesco di Giovanni, che operò ad Ascoli fino al 1518.

Dettaglio della facciata di Cola dell'Amatrice e della Porta della Musa della Cattedrale

L'Interno: Un Viaggio tra Stili e Capolavori

L’altrettanto affascinante interno della cattedrale si presenta come un’ampia aula di sapore romanico-gotico, con una pianta a croce latina, divisa in tre navate da pilastri ottagonali e volte a crociera, e con sottostante cripta dove sono custodite le reliquie di S. Emidio.

Le Navi, il Coro e gli Affreschi di Cesare Mariani

L'altare maggiore del XIII secolo risulta dal reimpiego di splendide lastre di marmo intarsiato che in origine formavano il parapetto (pluteo) dell’accesso alla cripta. Alle sue spalle è collocato il magnifico coro gotico intagliato in legno di noce, realizzato nel 1448, opera di Mastro Giovanni di Matteo da Maltignano e di suo figlio Paolino d’Ascoli. Nel 1546 vennero aggiunte altre parti provenienti dalla chiesa di S. Pietro Martire. Gli affreschi ottocenteschi di Cesare Mariani, eseguiti tra il 1884 e il 1894, raccontano il martirio di Sant’Emidio nel tamburo della cupola, sulle volte e sull’abside.

Interno della Cattedrale di Sant'Emidio con affreschi e altare maggiore

La Cappella della Madonna delle Grazie

Ai lati dell’altare maggiore si aprono diverse cappelle. A sinistra, si trova la Cappella della Madonna delle Grazie, interamente rivestita di mosaico su disegno del parmense Carlo Mattioli, eseguito dalla Bottega del mosaico di Ravenna nel 1961 su commissione del vescovo Marcello Morgante. Il mosaico rappresenta papa Giovanni XXIII e la proclamazione della Madonna delle Grazie a patrona della città di Ascoli. Vi si conserva una tavola dipinta da Pietro Alamanno (XV sec.) raffigurante la Santa a cui la cappella è dedicata. A pochi passi si apre la Sagrestia, costruita tra il 1415 e il 1425, che ha l’aspetto di una grande sala sormontata da un soffitto a crociera e spicca per bellezza e forma l’armadio in noce composto da 14 sportelli e dai sovrastanti 12 specchi, opera di Moise D’Anversa.

La Cappella del Santissimo Sacramento e il Polittico di Carlo Crivelli

Sempre sul lato destro della Cattedrale, scendendo i gradini del Presbiterio, si entra nella Cappella del Santissimo Sacramento. Consacrata nel 1838, ha una pianta a croce greca mentre il suo perimetro esterno è un ottagono. L’altare è rivestito da un pregevole Paliotto in argento, diviso in 27 formelle disposte su tre ordini, che racconta la vita di Cristo. Questa opera orafa, tra le più importanti delle Marche, fu eseguita dall’ascolano Pietro Vannini, attivo in città dal 1414 al 1464, il quale realizzò anche la statua in argento di S. Emidio (conservata nel vicino Museo Diocesano), la cui copia è situata a sinistra in fondo alla navata centrale. All'interno della Cappella è inoltre presente un ciborio ligneo di Giuseppe Sacconi (1895) e un prezioso tabernacolo cinquecentesco in legno dorato e dipinto di attribuzione incerta.

Dettaglio del Paliotto in argento di Pietro Vannini nella Cappella del SS. Sacramento

Addossato alla parete di fondo spicca lo splendido Polittico di Sant’Emidio di Carlo Crivelli, uno dei tesori più preziosi della Cattedrale di Sant’Emidio e di tutta la storia dell’arte marchigiana. Commissionato nel 1472 dal vescovo Prospero Caffarelli, questo imponente lavoro è l’unica opera realizzata dal celebre pittore veneziano ad essersi conservata integra in tutte le sue parti, compresa la complessa cornice, sfuggendo alle spoliazioni napoleoniche e alle vendite ottocentesche. Il polittico reca la sua firma “OPUS KAROLI CRIVELLI VENETI 1473” ed è suddiviso in tre differenti ordini. La predella presenta al centro un Cristo benedicente a cui fanno da contorno dieci apostoli. Il registro centrale è composto da quattro santi a figura intera: San Pietro e San Giovanni Battista a sinistra, la Madonna in trono con bambino e a destra Sant’Emidio e San Paolo.

Carlo Crivelli - Le Relazioni Meravigliose - Palazzo Buonaccorsi Macerata e Polittico di sant’Emidio

La Vita e le Iniziative della Diocesi di Ascoli Piceno

Le Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto si preparano costantemente a vivere giornate di profonda comunione e riflessione, promuovendo un vivace cammino pastorale e formativo per clero e laici.

Messaggi e Insegnamenti del Vescovo Gianpiero Palmieri

Il Vescovo Gianpiero Palmieri rivolge regolarmente messaggi significativi alle Diocesi Picene per le festività e i tempi liturgici. Tra questi, si annoverano il messaggio del Vescovo Gianpiero per la Santa Pasqua 2026, il suo messaggio per il Tempo di Quaresima e il messaggio alle Diocesi Picene per il Santo Natale, oltre alla presentazione e all'invito alle Assemblee sinodali delle Diocesi del Piceno.

Ritratto di Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo di Ascoli Piceno

Assemblee Sinodali e Cammino Pastorale

Prosegue l’Itinerario Formativo Interdiocesano “Per una Chiesa più missionaria e più sinodale”, promosso dalle due Diocesi, con nuovi appuntamenti di formazione condivisa tra clero e laici. Il cammino è tracciato nelle Linee pastorali diocesane 2024-2025 della Diocesi di Ascoli Piceno, dentro la prospettiva del “rombo”, un tempo di speranza dedicato al discernimento. Tra gli appuntamenti futuri, sono previsti due eventi molto significativi che caratterizzeranno la vita delle due Diocesi del Piceno nei prossimi 23 e 24 agosto. Inoltre, è stata annunciata la Seconda Assemblea sinodale diocesana per l'11 e 12 ottobre 2025.

Rappresentazione grafica delle linee pastorali diocesane o di un evento sinodale

La Diocesi ha avuto l'onore di ospitare Mons. [nome non specificato nel testo originale] giovedì 19 marzo 2026, in un evento che sottolinea l'importanza delle relazioni interdiocesane e della formazione continua.

Iniziative per la Comunità e l'Ecumenismo

Numerose sono le iniziative rivolte alla comunità e al dialogo interreligioso:

  • Anche quest’anno la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani diventa un’occasione preziosa per ritrovarsi, ascoltare la Parola e testimoniare insieme il desiderio di comunione tra le diverse confessioni cristiane.
  • Progetti dedicati alla famiglia, come il tema "Crescere come genitori è il regalo più grande che possiamo fare ai nostri figli". Essere padre o madre oggi significa mettersi in cammino, imparare a conoscersi, confrontarsi e non sentirsi soli nelle sfide quotidiane dell’educazione.
  • La città di Ascoli Piceno ospita periodicamente la Biennale di arte sacra contemporanea, un evento culturale che unisce fede e espressione artistica moderna.
  • Un evento culturale significativo ospitato dalla parrocchia di San Giacomo della Marca a Porto d'Ascoli è stato "Il Cantico di Frate Sole", che ha visto la partecipazione di S.E.R. Mons. [nome non specificato nel testo originale] in una Domenica del 17 Maggio.

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