Il Santuario di Cussanio, situato in una frazione di Fossano, rappresenta uno dei poli devozionali più significativi del Piemonte. La sua storia è indissolubilmente legata alle apparizioni mariane del XVI secolo e a una profonda tradizione di fede che richiama ogni anno, specialmente nei mesi di maggio e giugno, migliaia di pellegrini.

Le apparizioni a Bartolomeo Coppa
Nella località dove ora sorge il Santuario, era solito condurre le bestie al pascolo un povero sordomuto di volgare aspetto e bassa statura, vestito con un rozzo saio. Nessuno si curava di lui, ma l’8 maggio del 1521 Bartolomeo Coppa vide venirgli incontro una Signora vestita di bianco, che si accostò a lui con affetto materno e, benedicendolo, gli donò la parola.
La Signora gli disse di recarsi in Fossano ad annunciare la giustizia di Dio e ad avvisare che ci sarebbero stati grandi flagelli se non si faceva penitenza. Ciò detto, la Signora scomparve e Bartolomeo corse a raccontare l’avvenimento. I suoi conoscenti, udendolo parlare, rimasero sconvolti e i più buoni lo spinsero a compiere la missione che gli era stata affidata. Bartolomeo si recò per le vie della città a farsi proclamatore di penitenza, invitando i cristiani a lasciare la via del peccato e minacciando i castighi di Dio.
Il secondo prodigio e la prova del pane
Inizialmente Bartolomeo non fu ascoltato; avvilito, stanco e affamato, dopo tre giorni ritornò sul luogo del prodigio e qui cadde addormentato al suolo. In questo momento si compì un nuovo miracolo: la Signora gli apparve una seconda volta, non più vestita di bianco ma vestita di azzurro, gli donò del pane, ripeté il comando della prima volta e sparì. Bartolomeo, svegliandosi, trovò il cibo e rese grazie alla divina benefattrice. Portò parte del pane al suo padrone e ai vicini, ricordando loro le minacce del Signore, ma nuovamente non fu creduto.

La pestilenza e il voto dei Fossanesi
Secondo le fonti storiche, nell’ottobre dello stesso anno scoppiò un’orrenda pestilenza in Fossano e nei dintorni. La feroce epidemia fu interpretata come un castigo inflitto per l’indifferenza al richiamo di Maria. Decisero allora di seguire le parole del pastore e si recarono in processione sul luogo delle apparizioni; immediatamente la peste si placò. Come ringraziamento, sul luogo venne costruita una prima cappella, dando inizio al risveglio della devozione verso la Madre di Dio.
Evoluzione architettonica e storica
Nel corso dei secoli, il complesso ha subito profonde trasformazioni:
- 1617: Gli Agostiniani di Genova, su invito del vescovo, iniziarono la costruzione del loro convento a Cussanio per servire meglio la cappella.
- 1623-1634: La ricostruzione e l'ampliamento della struttura vennero affidati al giovane architetto Giovenale Boetto.
- 1802: Con l'occupazione dei Repubblicani Francesi, il convento fu chiuso, i monaci dispersi e la chiesa spogliata di ogni oggetto prezioso.
- 1875-1876: Sotto l'impulso del vescovo Emiliano Manacorda, amico di san Giovanni Bosco, iniziò la grande rinascita del Santuario.

Il progetto di Giuseppe Magni
Il progetto della ricostruzione in stile eclettico si deve all’architetto Giuseppe Magni. Il rosso del mattone e del granito di Baveno contrasta armoniosamente con la copertura in rame della cupola e con le bianche statue in marmo di Carrara poste a coronamento della facciata. Queste sculture rappresentano la Vergine con Bartolomeo Coppa, affiancata dal Beato Ancina e dal Beato Oddino Barotto. Sulla facciata spicca inoltre un peristilio con soprastante terrazzo.
Patrimonio artistico interno
L’interno del Santuario è a croce latina con sette altari in marmo. L’intera decorazione rimanda alle apparizioni miracolose del 1521. Il racconto pittorico fu affidato a Giuseppe Rollini, artista di fiducia di don Bosco, a cui si devono gli affreschi delle volte che ritraggono l’apparizione a Bartolomeo Coppa e la peste dei Fossanesi su un fondo oro a finto mosaico.
| Opera | Autore | Dettagli |
|---|---|---|
| La Madonna del Miracolo (Pala d'altare) | Giovanni Claret (1656) | Ispirata all'incisione del Boetto, raffigura la seconda apparizione. |
| Madonna con Bambino e Santi Giuseppe e Agostino | Giovanni Claret (1657) | Situata nell'altare laterale destro. |
| Madonna con Bambino e San Francesco di Sales | Attrib. a Claudio Beaumont | Situata nell'altare di sinistra. |
| Monumento a Monsignor Manacorda | Gaetano Cellini (1912) | Busto ritratto del vescovo protagonista della rinascita. |
Di grande pregio è anche il coro ligneo posto alle spalle dell'altar maggiore, scolpito tra il 1710 e il 1713. Il corridoio laterale e alcuni spazi del convento ospitano numerosi ex voto, testimonianza tangibile di secoli di devozione popolare.
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I culti del Santuario: Provvidenza e Cintura
La Madonna a cui è dedicato il Santuario è la Madonna della Provvidenza. Questa devozione risale al 1732 e onora la missione affidata da Dio alla Vergine affinché fosse madre provvida degli uomini e dispensatrice di grazia. Sotto questo titolo, Maria è celebrata come colei che, avendo generato il Salvatore, intercede per i beni del cielo.
Parallelamente, i Padri Agostiniani portarono a Cussanio il culto della Madonna della Cintura. Secondo la tradizione, questa devozione nacque dal desiderio di Santa Monica di imitare l'abbigliamento penitenziale della Vergine durante la Sua vedovanza. Maria le apparve donandole una rozza cintura in pelle e invitando i fedeli a indossarla per ricevere il Suo speciale patrocinio.
Informazioni per i pellegrini
Oggi il Santuario è meta di costanti pellegrinaggi. In particolare, per il 1 maggio 2025, è previsto un grande cammino verso la casa di Maria per lucrare il dono dell’indulgenza giubilare. Sono stati predisposti tragitti differenziati per lunghezza:
- Percorso base: 16 km in pianura, adatto a tutti.
- Percorso breve: 4 km per chi ha ridotte capacità di cammino.
- Percorso per esperti: 34 km per camminatori allenati.
L’associazione “Cammino di Sant’Anna” sarà presente per offrire ristoro lungo le tappe e all’arrivo. È possibile partecipare al pellegrinaggio anche usufruendo del servizio autobus dedicato.