La Quaresima è un periodo di quaranta giorni che, per i cristiani, serve a preparare alla morte e alla resurrezione di Gesù Cristo, celebrate a Pasqua. Questa è una delle ricorrenze più significative che la Chiesa cattolica e altre Chiese cristiane celebrano lungo l'anno liturgico, caratterizzato dall'invito alla conversione a Dio e dal ricordo dei quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico.
Origine e Significato del Nome
Il termine Quaresima deriva dal latino quadragesima e significa "quarantesimo giorno". Nelle lingue parlate nei paesi in cui il cristianesimo si è affermato in precedenza, come il greco e il latino, il termine indica proprio il periodo che va dal quarantesimo giorno prima della Pasqua. Nel greco moderno, ad esempio, è Σαρακοστή (Sarakostí), che significa "quarantesimo".
In altre lingue, il nome si riferisce all'attività associata alla stagione, ovvero il digiuno. Per questo è chiamato "periodo di digiuno" in ceco (postní doba), tedesco (Fastenzeit) e norvegese (fasten/fastetid). In arabo è "Il Grande Digiuno" (الصوم الكبير - aṣ-Ṣawm al-Kabīr), così come in siriaco (Ṣawmā Rabbā), polacco (wielki post), russo (великий пост - velikij post), ucraino (великий піст - velykyy pist) e ungherese (nagyböjt). Il rumeno utilizza sia una versione basata sul termine latino che si riferisce ai 40 giorni, sia la denominazione "grande digiuno" (postul mare). In olandese esistono tre opzioni: vastentijd (periodo di digiuno), veertigdagentijd e quadragesima (entrambi riferiti ai 40 giorni). In India, è chiamato Charam Chalisa, che significa "culmine quaranta", mentre in maltese si usa il termine Randan, che lo distingue dai dialetti arabi.
La parola inglese Lent è una forma abbreviata dell'antica parola inglese lencten, che significa "stagione primaverile", riferendosi all'allungamento delle giornate tipico di questa stagione.
Il Concetto di "Carnevale"
Il "carnevale" è così chiamato perché è l’ultimo giorno in cui si può mangiare carne (dal latino carnem levare, ovvero "togliere la carne"), secondo un'antica usanza in cui, dopo questo giorno, non era più lecito consumare carne. Nell'occidente cristiano, la Quaresima è tradizionalmente preceduta dalla celebrazione del Carnevale.
Il Simbolismo del Numero Quaranta
Il numero quaranta riveste un ruolo centrale nel determinare la durata della Quaresima e fa riferimento a numerosi avvenimenti nell’Antico e nel Nuovo Testamento, ricorrendo frequentemente nelle Scritture:
- I quaranta giorni del diluvio universale.
- I quaranta giorni trascorsi da Mosè sul monte Sinai.
- I quarant’anni dell’esodo degli ebrei nel deserto prima di entrare nella terra promessa.
- I quaranta giorni che Gesù trascorse nel deserto osservando uno stretto digiuno, tentato da Satana.
- I quaranta giorni in cui Gesù restò tra i suoi discepoli dopo la sua resurrezione e prima della sua ascensione al cielo.

L'Inizio della Quaresima: Il Mercoledì delle Ceneri
La Quaresima inizia con il Mercoledì delle Ceneri. Il nome deriva dal rito liturgico in cui il celebrante sparge delle ceneri sul capo del fedele o ne segna la fronte con una croce. Questo rito è in uso dall'anno Mille e simboleggia la brevità della vita terrena se confrontata con l'eternità nell'aldilà.
Fino al 1962, il sacerdote recitava in latino la formula "ricordati che eri polvere e che polvere ritornerai". Dopo il Concilio Vaticano II, la formula è cambiata: ora il sacerdote dice "convertitevi e credete al Vangelo", a cui i fedeli rispondono "amen". Un sacerdote impone le ceneri sulla testa del fedele, segnandone la fronte con una croce o spargendole sul capo, simboleggiando l'umiltà e l'invito alla penitenza.

Durata della Quaresima e Riti Liturgici
Secondo le nuove disposizioni del Concilio Vaticano II, il tempo della Quaresima ha oggi la durata di 40 giorni esatti, e va dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì Santo, giorno della Messa in Coena Domini. La domenica precedente al Giovedì Santo è la Domenica delle Palme, che dà inizio al tempo di Passione, la Settimana Santa. Nel Rito Ambrosiano, quest'ultima è chiamata Settimana Autentica.
Differenze tra Rito Romano e Rito Ambrosiano
Nel Rito Romano, i giorni di Quaresima sono in realtà quarantaquattro, includendo i giorni precedenti la prima domenica. Storicamente, alla fine del V secolo, l'inizio della Quaresima venne anticipato al mercoledì precedente la prima domenica (aggiungendo quattro giorni) e furono inclusi il Venerdì Santo e il Sabato Santo nel computo, arrivando così a quarantasei giorni.
Per i milanesi, che seguono il Rito Ambrosiano, i giorni della Quaresima sono veramente quaranta. La Quaresima ambrosiana inizia di domenica (la sesta prima di Pasqua), dura cinque settimane complete e si conclude il Giovedì della Settimana Santa, per un totale di quaranta giorni esatti. Questo era il computo originale della Quaresima in tutti i riti. Il rito romano, invece, nel Medioevo sostituì l'idea di quaranta giorni di penitenza con quella dei quaranta giorni effettivi di digiuno in preparazione alla domenica di Pasqua.
Vi sono differenze anche nella concezione dei venerdì di Quaresima: per il rito ambrosiano, il venerdì è una feria aneucaristica, durante la quale non possono essere celebrate messe, per vivere in modo radicale la privazione da Cristo, come avviene nel Sabato Autentico, per accoglierlo pienamente con la Pasqua.
Spiritualità e Pratiche Quaresimali
Il tempo di Quaresima è, secondo il Codice di Diritto Canonico, un periodo di penitenza e di rinnovamento per la Chiesa intera. Il Catechismo della Chiesa cattolica chiarisce che si tratta di un tempo particolarmente adatto "per gli esercizi spirituali, le liturgie penitenziali, i pellegrinaggi in segno di penitenza, le privazioni volontarie come il digiuno e l'elemosina, la condivisione fraterna (opere caritative e missionarie)."
Le pratiche tipiche della Quaresima includono il digiuno ecclesiastico, altre forme di penitenza, una preghiera più intensa e la pratica della carità. Il significato del digiuno è quello del cammino di conversione. La Quaresima rappresenta quindi un tempo di impegno comune di tutto il popolo di Dio. La penitenza ha sempre come effetto la riconciliazione non solo con Dio, ma anche con i fratelli, che a causa del peccato subiscono un danno.
Digiuno e Astinenza
In particolare, il giorno di Quaresima in cui è richiesta l’astensione dalla carne è il venerdì, in ricordo del fatto che proprio di venerdì Gesù Cristo "si fece obbediente fino alla morte e ad una morte di croce", come scrive San Paolo nella seconda lettera ai Filippesi. L'astinenza dalle carni (mangiare di magro) il venerdì era al principio segno di povertà, essendo nell'antichità il pesce più economico della carne. È segno dell'abbandono del lusso per vivere una vita più essenziale.
Preghiera e Carità
La Quaresima è tempo di più assidua e intensa preghiera, legata molto strettamente alla conversione, per lasciare sempre più spazio a Dio. È anche un tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli.
Tra i pii esercizi più consoni al tempo quaresimale, la Via Crucis è particolarmente favorita e impregnata di spirito liturgico, per condurre più facilmente gli animi dei fedeli alla celebrazione del mistero pasquale di Cristo. Il cammino di penitenza quaresimale in tutti i suoi aspetti è diretto a porre in più chiara luce la vita della Chiesa locale e a favorirne il progresso. Per questo si raccomanda di conservare e favorire la forma tradizionale di assemblea della Chiesa locale sul modello delle "stazioni" romane.

La Tentazione di Gesù e la Difesa della Chiesa
La tematica della Quaresima è evidenziata dal Vangelo della prima domenica, che racconta le tentazioni di Gesù nel deserto. Questo evento è preceduto dalla tentazione originale di Adamo e culmina nella "tentazione vinta da Cristo nel deserto [che] ritorna con estrema violenza nell’ora suprema che si avvicina col grande viaggio verso Gerusalemme, con la ribellione di Pietro, dopo l’annunzio della passione: “Lungi da me satana! Tu mi sei di scandalo” (Mt 16, 23), fino alle tenebre del Venerdì Santo: “Dio mio Dio mio, perchè mi hai abbandonato” (Mt 27, 46)".
La Chiesa, cosciente di questa misteriosa realtà della tentazione, difende i suoi figli con particolari riti e preci, orientati alla liberazione dall'influsso del demonio. La tradizione conosce tre esorcismi maggiori, detti "scrutini", celebrati nelle tre ultime domeniche di Quaresima, e altri esorcismi minori, fino a sette, da celebrare nelle ferie quaresimali.
Evoluzione Storica della Quaresima
Nella Chiesa primitiva, la celebrazione della Pasqua era anticipata da uno o due giorni di digiuno, orientato inizialmente all'amministrazione del Battesimo, che era riservata alla veglia pasquale. Questa prassi del digiuno era indirizzata innanzitutto ai catecumeni e poi estesa al ministro del Battesimo e a tutta la comunità ecclesiale.
A Roma, in questo periodo, la domenica precedente la Pasqua era denominata "Domenica di Passione", e nel Venerdì e Mercoledì di questa stessa settimana non si celebrava l'Eucaristia. Questa preparazione prolungata fu motivata dalla prassi penitenziale: coloro che desideravano essere riconciliati con Dio e con la Chiesa iniziavano il loro cammino di preparazione nella prima di queste Domeniche (più tardi anticipata al Mercoledì immediatamente precedente) e lo concludevano la mattina del Giovedì Santo, giorno in cui ottenevano la riconciliazione. In tal modo, i penitenti si sottoponevano a un periodo di preparazione di quaranta giorni, da cui il termine latino Quadragesima.
Lo Sviluppo del Catecumenato
Sant'Ambrogio e Sant'Agostino furono tra i primi autorevoli testimoni della celebrazione di un Triduo Santo di Cristo crocifisso, sepolto e risuscitato. Fu allora che, con il profilarsi della Pasqua annuale, cominciò a prendere forma anche un itinerario di preparazione ad essa: la Quaresima. Uno dei modi più antichi per chiamare la Quaresima è "sacramento", a indicare che questo tempo santo rinvia al clima della penitenza, ma le sue specificità rituali rimandano sempre all’intero mistero di Cristo.
La Quaresima è stata intesa dalla Chiesa come legata alla storia della salvezza, facendone la metafora del passaggio (significato del vocabolo Pesach, Pasqua) dalla schiavitù alla libertà. Ciò valeva sia per i battezzati che erano caduti nel "peccato che conduce alla morte", i quali dovevano fare un esodo di penitenza per essere assolti dalle colpe e riammessi nella Chiesa, sia per i non-cristiani che si preparavano al Battesimo.
Dopo Costantino, il numero di coloro che chiedevano il Battesimo divenne enorme, e la Quaresima divenne la sede più opportuna per il catecumenato. Questo percorso si essenzializzava rispetto all’originaria durata triennale, assumendo la forma di un corso accelerato in cui i catecumeni venivano aiutati a conoscere il Vangelo, la Chiesa, la sua dottrina e le Scritture. Ricevevano anche una cura attraverso consegne e restituzioni delle preghiere del Padre Nostro e del Credo, scrutini per illuminare le coscienze e unzioni che li rendevano forti contro le tentazioni, pronti ad accogliere la novità di Cristo. In questo periodo fiorirono le grandi catechesi mistagogiche di figure come Agostino, Ambrogio e Cirillo di Gerusalemme.
Abolizione del Tempo di Settuagesima
Nel corso del VI secolo, tutta la settimana che precede la prima domenica di Quaresima fu dedicata alla preparazione pasquale. La domenica con cui ha inizio questa settimana è la Quinquagesima, perché è il cinquantesimo giorno prima di Pasqua. Tra il VI e il VII secolo si costituì un ulteriore prolungamento con altre due domeniche (Sessagesima e Settuagesima). Il Tempo di Settuagesima, che comprendeva queste tre domeniche ed era detto anche tempo di Carnevale, è stato abolito nel rito romano riformato dopo il Concilio Vaticano II, in cui la Quaresima si inizia direttamente con il Mercoledì delle Ceneri.
Liturgia Quaresimale e Simbolismo
La liturgia del tempo quaresimale è caratterizzata da umiltà, penitenza e morigeratezza. Il viola è il colore liturgico del periodo quaresimale, spesso associato alla penitenza e al distacco.

Durante le messe di Quaresima, e fino alla Veglia Pasquale:
- Non si canta l'Alleluia (sostituito dal Tratto).
- Non si recita il Gloria in excelsis, eccetto nelle feste e nelle solennità (come San Giuseppe e l'Annunciazione).
- È proibito ornare gli altari con fiori, eccetto che nelle feste, nelle solennità e nella domenica Laetare.
- L'organo tace se non per accompagnare il canto.
- Vengono tolti i fiori e le reliquie dall'altare.
Il Venerdì Santo e il Sabato Santo è proibita la celebrazione dei sacramenti, compreso quello del matrimonio, con eccezione di quelli della Penitenza e dell'Unzione degli infermi. Il Codice di Diritto Canonico del 1917 proibiva i matrimoni solenni dal Mercoledì delle Ceneri fino alla Domenica di Pasqua. Per la Chiesa latina intera, la celebrazione dei matrimoni durante la Quaresima non è proibita, ma scoraggiata, e in certi giorni le rubriche non permettono la messa per gli sposi.
In Quaresima, tutte le Messe, anche quelle feriali, hanno lettura, Vangelo e parti salmodiche proprie, in quanto in questo tempo si istruiscono i fedeli sulla Storia della Salvezza e si forniscono loro preziosi insegnamenti morali contenuti nelle Scritture. Particolarmente importanti, il mercoledì, venerdì e sabato della I settimana di Quaresima, sono le cosiddette ferie delle Quattro Tempora di Quaresima, caratterizzate da ancor più forte penitenza e da numerose letture durante la Messa, residuato di consuetudini dell'antica liturgia romana.
La Devozione Mariana in Quaresima
Sebbene la liturgia romana non abbia tradizionalmente espliciti richiami a Maria Santissima durante la Quaresima, il popolo ha sempre intuito la sua presenza, sviluppando la devozione all’Addolorata. Anche la recente raccolta delle "Messe in onore della Beata Vergine Maria" prevede dei formulari relativi al tempo di Quaresima. Per questo periodo, si può suggerire l’antifona mariana "Alma Redemptoris Mater", che esprime in modo eminente il ruolo di Maria Santissima, "Stella del mare, che soccorre il suo popolo, che cade, ma anela a risorgere".
Norme Storiche sul Digiuno e Astinenza
Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che, per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo. Vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendono in modo speciale alla preghiera, fanno opere di pietà e di carità, sacrificano se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l'astinenza.
Il Catechismo di San Pio X e il Codice di Diritto Canonico del 1917 indicavano una forma di digiuno allora in vigore, secondo la quale, chi non era dispensato aveva l'obbligo di osservare:
- L'astinenza dalle carni: il Mercoledì delle Ceneri, tutti i venerdì dell'anno e tutti i sabati di Quaresima.
- Il digiuno (consumazione di un solo pasto, anticamente dopo il Vespro e poi sempre più anticipato sino al mezzogiorno, con liceità di una colazione di circa 60 grammi al mattino e una refezione di circa 250 grammi la sera, escluse da queste ultime la carne) tutti i giorni, eccezion fatta per le domeniche. Era consentito invertire il pasto principale e le due refezioni, purché si compissero nell'arco delle ventiquattro ore.