Il Crocifisso di San Damiano: Simbolismo e Storia

Il Crocifisso di San Damiano, una delle mete più popolari dei pellegrinaggi ad Assisi, è un'icona ricca di simbolismi reconditi e discussi. Dipinta nel XII secolo da un monaco siriano, questa croce non si limita a un'estetica piacevole, ma mira a rivelare il mistero profondo dell'essere, anche a scapito della fedeltà anatomica, in linea con tutte le icone bizantine.

Origini e Commissione

Il Crocifisso di San Damiano è l'icona a forma di croce dinanzi a cui Francesco d'Assisi stava pregando nel 1205, quando ricevette la richiesta del Signore di riparare la sua casa. La croce originale è attualmente appesa nella basilica di Santa Chiara ad Assisi, dove i francescani la custodiscono come simbolo della missione datagli da Dio.

Foto della Basilica di Santa Chiara ad Assisi

Iconografia del Cristo Trionfante

Nel Crocifisso di San Damiano, Gesù è rappresentato contemporaneamente ferito e forte. Egli non è morto, ma sta dritto e risoluto, incarnando l'iconografia del Christus triumphans, che trionfa sulla morte. La sua aureola include già l'immagine della croce glorificata. Il colore luminoso del suo corpo contrasta con il rosso scuro e il nero circostante, accentuando l'importanza di Gesù.

Il Cristo è rappresentato nella sua piena statura, mentre tutte le altre figure sono rimpicciolite. Gesù è raffigurato come il Cristo glorioso, il Vivente, con gli occhi aperti e lo sguardo rivolto al mondo. Il corpo, segnato dalle piaghe, si erge vittorioso sulla croce, non più emblema di morte, ma di resurrezione. Il volto, trattato secondo i canoni orientali, evoca un tempio spirituale: le arcate degli occhi come navate, la fronte come cupola, il naso come colonna centrale. Al centro della fronte, nascosto tra le linee delicate, si intravede la colomba, simbolo dello Spirito Santo. Il bordo rosso che incornicia l'icona è il fuoco dello Spirito, mentre il perizoma dorato rimanda alle vesti sacerdotali.

l'iconografia del crocifisso di san damiano

Dettagli e Simbolismi del Cristo

  • Proporzioni: Per esprimere la potenza con cui Gesù soffia lo spirito sugli apostoli, il pittore conferisce al collo di Gesù proporzioni fuori natura.
  • Delimitazione: Tutta l'immagine è delimitata da una sorta di recinto fatto di conchiglie, simbolo di bellezza ed eternità.
  • Gesù come Albero della Vita: Con la sua grandissima statura al centro dell'icona, Gesù appare come l'Albero della vita nella Città santa.
  • Gli Occhi: Gli occhi di Gesù sono aperti e smisuratamente grandi, indicando che egli è il "Vedente", l'unico che vede il Padre perché "sempre rivolto a lui". Essi sono puntati tra il cielo e la terra, a significare il ruolo di Gesù come "mediatore".
  • Il Sangue: Dalle mani stilla il sangue, guardato e in qualche modo raccolto con le mani da una coppia di angeli che si trova proprio al di sotto delle braccia.
  • La Scritta e l'Ascensione: Sopra la testa di Gesù si trova la classica scritta IHS NAZARE REX IUDEORUM ("Gesù Nazareno Re dei Giudei"). Sopra il "titulum" un medaglione mostra lo stesso Gesù sorridente nel momento dell'ascensione (simboleggiata dal movimento ascendente della gamba destra), che con la mano destra regge una croce in oro, "divenuta lo scettro della sua giustizia".

Le Figure Testimoni ai Lati della Croce

Attorno a Gesù sono raffigurate diverse figure che assistono alla crocifissione, ognuna con un proprio significato simbolico e un ruolo nella narrazione evangelica.

Maria

Maria è raffigurata all'estrema destra di Gesù, in quello che in Oriente è considerato il posto d'onore. Il suo sguardo è rivolto verso Giovanni, a cui Gesù stesso l'ha affidata. Mentre sorride al discepolo, Maria porta alla bocca la mano sinistra, un gesto di ammirazione testimoniato in molti passi della Bibbia, mentre con la mano destra indica Gesù.

  • Mantello Bianco: Esprime la vittoria per la fedeltà al Vangelo ed è anche un segno di purezza. Sul mantello si distinguono una gran quantità di pietre preziose disposte per file, simbolo dei doni dello Spirito Santo.
  • Vesti: Sotto il mantello, Maria indossa un vestito rosso scuro, segno dell'amore intenso, e una tunica viola, secondo l'associazione della Madre di Gesù con l'Arca dell'Alleanza, foderata all'interno, secondo l'Esodo, con teli di stoffa di porpora viola.

Giovanni

Quanto a Giovanni, è posto immediatamente alla destra di Gesù, come nell'Ultima Cena. Tiene il capo rivolto e inclinato verso Maria, e con la mano destra anch'egli indica Cristo.

Maria Maddalena

Maria Maddalena si trova alla sinistra di Gesù. Nella sua veste predomina il rosso vivo, segno di amore, e con il capo tocca quello di Maria, madre di Giacomo e Giovanni.

Il Centurione

Un'altra figura è il centurione a cui Gesù ha guarito il figlio a distanza. Lo stesso figlio, raffigurato molto più piccolo, compare alle sue spalle, affacciato a guardare Gesù. Ad indicare la fede del centurione, il fatto che, pur non essendo dotato (unico del sestetto) di aureola, con la mano destra indica la Trinità.

Soldato Romano (Longino)

Il personaggio sulla sinistra del dipinto (ma alla destra di Gesù) è sicuramente un soldato romano, vestito esattamente come il centurione. Lo stesso pittore ne suggerisce poi il nome: Longino. Secondo la tradizione, si tratta del soldato che ha trafitto con la lancia il costato di Gesù, da cui sono fuoriusciti sangue e acqua. A testimoniarlo c'è la lancia (appena accennata, o cancellata) che imbraccia.

Il Secondo Soldato (Ebreo o Stephaton)

Il personaggio che sta a destra assume la stessa posizione di quello di sinistra: il ginocchio levato, la mano sull'anca e lo sguardo rivolto a Gesù. "Questa posizione significa che ha svolto lo stesso ruolo del suo compagno di sinistra," commenta Picard. Non sembra però trattarsi di un romano: la lunga barba e il capo calvo ricordano infatti l'iconografia tipica dell'ebreo, anche se qualcuno lo identifica come Stephaton, il soldato romano che avrebbe offerto a Gesù la spugna imbevuta con l'aceto.

La loro modesta statura, secondo padre Picard, sta a significare "che il loro ruolo è stato piccolo. Agli occhi degli uomini è parso che abbiano ucciso Gesù, ma in realtà nessuno gli ha tolto la vita, l'ha data da sé stesso."

Il Gallo

Vicino alla gamba sinistra di Gesù, l'artista ha dipinto un gallo, probabile riferimento al rinnegamento di Pietro.

Dettaglio delle figure minori nel Crocifisso di San Damiano

Trasferimento e Custodia

Alla morte di Chiara, nel 1253, anche lei fu sepolta nella chiesa di San Giorgio. Appena cinque anni dopo, nel 1257, le monache decisero di "seguire" la propria fondatrice, trasferendo il monastero all'interno delle mura della città. Sopra la chiesetta di San Giorgio fu edificata la maestosa basilica di Santa Chiara e l'annesso monastero. Le Povere Dame presero con sé il Crocifisso, che fu quindi trasferito a Santa Chiara, in un'apposita cappella ricavata proprio dall'ex chiesetta di San Giorgio, dove si trova anche la tomba della Santa.

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