Le reazioni del crocifisso nella persona posseduta

L'esperienza dello spirito del male rientra nella crescita spirituale della persona, se convertita in positivo. Sappiamo che il demonio esercita una duplice azione sugli uomini: una ordinaria e una straordinaria. La prima, quella che a lui preme di più, è la tentazione. In odio a Dio, i demoni tentano l'uomo al male, ossia cercano di allontanare gli uomini da Dio portandoli a vivere in uno stato di peccato, in modo poi da trascinarli dove loro si trovano: all'inferno. A questa azione ordinaria del demonio siamo tutti soggetti, dalla nascita alla morte. Il suo esempio ci indica che se noi non vogliamo, il maligno non può vincerci: noi siamo in grado di non lasciarci sedurre, soprattutto con la vigilanza e la preghiera. Se poi, nella nostra debolezza, ci capita di cadere nel peccato, il Signore è sempre pronto a perdonarci.

Il demonio può anche esercitare un'azione straordinaria sugli uomini, così facendo è l'uomo che si allontana da Dio per darsi a Satana. Tra le forme più gravi di questa azione vi è la possessione diabolica. Mai il demonio può impadronirsi dell'anima; per cui una persona può essere posseduta dal demonio ma essere spiritualmente santa e benemerita a Dio, anche se non lo dimostra con le sue azioni esterne.

Si ha vessazione diabolica quando il demonio, senza entrare nel possesso della persona, le infligge i disturbi più vari, i cui fenomeni possono essere di una varietà grandissima. Si possono tradurre in vessazioni i postumi di divinazione attraverso le carte o attraverso i fondi di caffè, talvolta con disturbi lievi ma seccanti: eruttazioni ed emissioni di aria, per esempio.

L'ossessione diabolica si ha quando il demonio colpisce una persona nella mente, con pensieri ossessivi invincibili, influendo anche attraverso i sogni e in ogni momento della giornata.

Infine parliamo delle infestazioni diaboliche. È possibile che una casa sia infestata, e lo si capisce dalle cose strane che accadono: colpi alle porte e ai soffitti, specie di notte; finestre e porte che si aprono e chiudono da sole, senza che nessuno le tocchi; luci che si accendono e spengono, così pure il televisore e tutti gli strumenti collegati alla luce elettrica. Vi è poi il caso di un oggetto che può essere stato maleficiato da un mago. Ad esempio, facce strane di legno che uno compra in Egitto o in India per ricordo; regali che vengono fatti da parenti o falsi amici, dopo averli resi malefici. È più raro il caso di animali resi malefici, i più colpiti sono i gatti e i rospi. Spesso è colpita tutta la famiglia: la fattura viene fatta a un membro, ma la finalità è di fare fallire l'intera famiglia. Spesso un altro segno dell'opera del maligno è la sterilità, poiché il demonio vuole soprattutto la nostra sterilità spirituale, ma anche la nostra sterilità fisica.

Il Crocifisso: un potente strumento di liberazione

Il crocifisso non è un semplice oggetto religioso, ma il “libro più bello, più autentico, più luminoso della sapienza di Dio”. È il tormento dei demòni, il rimedio contro le tentazioni, la sconfitta della nostra natura ribelle, il canale della grazia e la via verso il cielo. La croce di Gesù è il segno della vittoria sul male. I demòni sanno che con la risurrezione, la croce è diventata per loro il terribile ricordo della giustizia divina, un simbolo di liberazione definitiva dal male e dalla morte.

Illustrazione di un crocifisso con raggi di luce

Altri sacramentali e oggetti di fede

  • L'acqua benedetta: Riveste un ruolo fondamentale nei riti liturgici. La preghiera di benedizione invoca il Signore per ottenere il perdono dei peccati, la difesa dalle insidie del Maligno e la protezione divina. La preghiera di esorcismo sull'acqua chiede che ogni potere demoniaco sia messo in fuga, sradicato e cacciato via.
  • Il sale esorcizzato: Ha una lunga storia con un significato religioso speciale. La formula sacramentale della benedizione del sale trae origine dal miracolo del profeta Elisèo. Il sale esorcizzato è un veicolo di risanamento e purificazione per chi lo usa con fede.
  • L'olio esorcizzato: Usato con fede, ha il potere di mettere in fuga la potenza dei demòni e i loro assalti. Giova anche alla salute dell'anima e del corpo.
  • La Medaglia di san Benedetto: Le sue origini sono antichissime. Papa Benedetto XIV ne ideò il disegno nel 1742. Sul diritto è raffigurato san Benedetto con una croce e la santa Regola. Numerosi sono gli effetti benefici attribuiti alla medaglia, tra cui guarigioni e protezione contro il demonio.
  • Lo scapolare del Carmelo: È l'abito dei carmelitani, chiamato anche “Abitino” per le sue piccole dimensioni. Ad esso è legata una grande promessa fatta dalla Vergine Maria a san Simone Stock nel 1251: chi morirà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno.
  • La Medaglia Miracolosa: Nata dalle apparizioni della Vergine Maria a santa Caterina Labouré nel 1830, la medaglia, coniata secondo le indicazioni della Santa, è un “microcosmo mariano”. Indossare la Medaglia può essere un valido aiuto per vivere in grazia di Dio e godere della protezione della Vergine Immacolata.

Questi sette oggetti, carichi di significato spirituale e benedizioni, non sono formule magiche, ma potenti segni della fede e strumenti di protezione offerti dalla tradizione cristiana.

Possessione diabolica: definizione e sintomi

Con l'espressione possessione demoniaca si indica la presenza del demonio in un corpo umano che, pertanto, non è più libero nelle sue azioni poiché diventa uno strumento cieco, docile, obbediente al potere di satana. La persona posseduta può attraversare periodi di crisi in cui l'azione diabolica si manifesta con maggiore evidenza e periodi di relativa calma dell'attività diabolica in essa. In ogni caso, non essendo cosciente, tale persona non è moralmente responsabile delle azioni che compie. Essendo il diavolo essere spirituale, può contemporaneamente essere in più persone o ve ne possono essere diversi in una sola persona.

Tra le azioni che compie l'indemoniato è facile osservare, prima di tutto, una forte e violenta avversione al sacro, che insorge improvvisa e immotivata in individui anche pii, resa più spettacolare da atteggiamenti ed espressioni duri e rabbiosi. Più spesso l'individuo vive con doppia personalità.

I sintomi associati alla "possessione demoniaca" variano significativamente da un esorcismo all'altro. Questa condizione può produrre sintomi difficili da distinguere da quelli di malattie che sono semplicemente il risultato della vita in un mondo caduto, come l'incapacità di parlare, sia essa menzionata da sola (Matteo 9:32-33/Luca 11:14), insieme alla cecità (Matteo 12:22-23) o accompagnata da convulsioni intermittenti e incapacità di sentire (Marco 9:14-29). I sintomi della "possessione demoniaca" possono essere molto diversi. Il rimedio più comune per la "possessione demoniaca" è la semplice applicazione dell'autorità spirituale che il Signore ha delegato ai seguaci di Cristo, che si ottiene dando un comando allo spirito nel nome di Gesù di lasciare la persona.

I SINTOMI DELLA POSSESSIONE DIABOLICA

Un altro approccio per discernere se una condizione sia derivata dalla Caduta o dalla presenza di una diretta influenza demoniaca può essere rilevato nell'esorcismo del ragazzo con lo "spirito muto e sordo" in Matteo 17:14-21/Marco 9:14-29/Luca 9:37-43a. In questo racconto, il padre afferma direttamente che il figlio ha uno "spirito muto", cioè uno spirito che lo ha privato della parola. Più avanti nel racconto, Gesù si rivolge allo spirito come "spirito muto e sordo", il che suggerisce che esso ha derubato il ragazzo non solo della sua capacità di parlare, ma anche della sua capacità di sentire. Il padre del ragazzo aveva notato un indizio dell'origine demoniaca della condizione del figlio, vale a dire che le convulsioni tendevano a verificarsi quando era intorno al fuoco o all'acqua, il che gli suggeriva uno scopo malevolo, cioè "distruggerlo".

La possessione nel Vangelo

Gesù ha distinto le condizioni derivanti dalla Caduta dell'umanità (che sono state affrontate con miracoli di guarigione) da quelle causate dall'influenza demoniaca diretta (che hanno richiesto un esorcismo). L'evidenza nei Vangeli sinottici (soprattutto Luca) suggerisce che Gesù sia guidato dallo Spirito nel fare questa importante distinzione. Quando Gesù citò Isaia 61,1-2 nella sinagoga di Nazareth, fu la sua "unzione" con lo Spirito che gli permise di portare il messaggio di libertà e di liberazione nel Giubileo escatologico che fu inaugurato nel suo ministero. È con lo Spirito che ha potuto "... annunciare ai poveri una buona notizia, la libertà per i prigionieri, il recupero della vista per i ciechi e la liberazione degli oppressi" (Lc 4,18-19).

Dopo aver rimproverato il popolo di Nazareth, Gesù si recò immediatamente a Cafarnao, dove con le sue azioni iniziò a svolgere i ministeri menzionati in Isaia 61,1-2. Liberò un uomo che era "posseduto dal demonio" nella sinagoga (Luca 4:33-35), guarì la suocera di Simone dalla febbre e, terminato il sabato, guarì "tutti coloro che avevano varie malattie" (Luca 4:40). Inoltre, si afferma che attraverso il suo ministero "i demoni sono usciti da molte persone" (Luca 4:41).

Un esempio significativo è l'esorcismo dell'indemoniato di Gerasa. Mentre Gesù risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato» (Marco 5:18-19).

Dipinto raffigurante Gesù che scaccia i demoni da un uomo

L'esorcismo e il ruolo della Chiesa

L'esorcismo è quell'insieme di varie pratiche e riti di origine antica, che in ambito religioso vengono utilizzati per scacciare e combattere le presenze malefiche. In genere le cosiddette possessioni colpiscono persone "ereditarie" ovvero individui con antenati che nel loro passato hanno avuto contatti diretti con il mondo spiritico. C'è da precisare che anche senza il fattore ereditario, una persona dedita alla magia è direttamente considerata un potenziale bersaglio del Maligno. In questo contesto, il ruolo da protagonista e di conseguenza di antagonista del male, spetta all'esorcista, che attraverso gesti, preghiere, simboli e oggetti benedetti, si adopera per liberare la persona posseduta.

Il rituale non ha una durata ben precisa. La definitiva liberazione dal male può durare diversi mesi o addirittura anni, questo a seconda di quanto gli spiriti maligni si siano radicati nel corpo della persona posseduta. L'esorcismo, come già detto in precedenza, è una pratica che spetta solo ai membri preposti del clero (in alcuni casi aiutati anche da gruppi di preghiera e laici), ma anche un semplice laico può effettuare la cosiddetta preghiera di liberazione, sia per se stesso che per altre persone. Per l'effettiva efficacia del rituale di esorcismo e per la liberazione del posseduto, anche la persona in questione deve essere convinta, esprimendo la sua volontà di liberarsi attraverso i vari Sacramenti e la preghiera costante. Al demonio non si chiede di andarsene. L'essenza dell'esorcismo, detta scongiuro, è l'ordine, il comando, dato al maligno in nome di Cristo Gesù.

Sintomi comuni durante l'esorcismo

I sintomi più comuni che caratterizzano i casi di possessione includono l'avversione al sacro, anche a livello fisico, infatti in genere il posseduto ha difficoltà ad entrare in luoghi Sacri. Ma sono anche altri i sintomi, spesso più spettacolari ed eclatanti, come ad esempio il parlare lingue sconosciute e antiche e l'improvvisa materializzazione di oggetti di diverso tipo all'interno della bocca della persona da liberare. Questi in genere sono i principali sintomi visibili, ma la persona posseduta, durante il rituale di esorcismo può avere la sensazione di sentirsi tirare i capelli e accusare anche dolorosi bruciori alla testa. Non è raro infatti assistere alla caduta dei capelli delle persone durante e dopo il rituale.

Le ricadute e la liberazione

La liberazione non avviene mai al termine degli esorcismi. Mai bisogna aspettarsi una liberazione totale dagli esorcismi. Le ricadute non si verificano spesso, ma possono accadere. Contro i pregiudizi di chi dice che il demonio non esiste, che è solo nel pensiero dell'uomo, è importante affermare che il demonio esiste e vuole la nostra sofferenza, vuole la nostra morte. La Chiesa non vuole che soffriamo, ma ci offre gli strumenti per accettare con rassegnazione la croce: le parole di Gesù e la fede in Lui.

Possessione demoniaca e disturbo psichiatrico

Nel contesto delle anomalie del comportamento, è importante distinguere tra possessione demoniaca e disturbo psichiatrico. Monsignor Balducci, ad esempio, cercò di definire la possessione demoniaca con dei “criteri clinici”, un po' come fanno i medici per diagnosticare i disturbi. I criteri erano tre: il primo erano manifestazioni “inspiegabili” secondo le leggi della fisica, chimica etc, come ad esempio la levitazione; il secondo criterio era l'avversione per il sacro, e cioè se la persona mostrava una particolare agitazione, ostilità e dolore quando messa a confronto con oggetti sacri, luoghi consacrati etc; il terzo criterio era il giudizio dell'esorcista in base alla sua esperienza.

L'unico dei tre criteri che si può affrontare in termini medici è il secondo, l'avversione per il sacro. Il primo in realtà non è un criterio, perché ritenere un fenomeno inspiegabile non significa spiegarlo in maniera “religiosa”, poiché in quel caso non di spiegazione, ma di credere si tratta. I fenomeni inspiegabili non sempre si sono manifestati e quelli considerati inspiegabili da altri, a volte avevano spiegazioni banali o semplicemente non erano chiari.

Molti pazienti psichiatrici manifestano slanci mistici, in quel caso vissuti positivamente, con grandiosità, necessità di comunicare al mondo di essere illuminati, di diffondere la parola per conto di Dio o chi per lui. In altri casi i pazienti invece hanno temi religiosi di tipo negativo, e cioè essere indemoniati, dannati, dover finire all'inferno, o che lo siano persone vicine o circostanti. In tali circostanze la persona può avere iniziative anche violente, contro sé e gli altri, poco prevedibili secondo logica. Si riconosce in questo la para-logicità della psicosi, in cui il ragionamento è questo: poiché sono Satana, mi devo comportare da Satana. Deduttivamente cioè si prende un pensiero come realtà, dopo di che ci si adegua logicamente ad esso, senza una coerenza emotiva, di solito con angoscia o indifferenza.

Essere Satana anziché vedere Satana in un altro è quindi più indicativo di una psicosi “umorale”, e quindi una depressione psicotica o una psicosi bipolare. I casi in cui da sintomi di malattia mentale si arriva a pratiche esorcistiche con esito infausto sono diversi. Un episodio psicotico ha cure assodate, e anche prima di chiarire la diagnosi esistono comunque cure standard che bersagliano allucinazioni e deliri. Il ragionamento con la persona delirante è impossibile e rischia di sfociare in liti, fughe, o il sospetto che le persone siano parte di un complotto. La persona psicotica può però esprimere, anche se non si accorge del delirio, un disagio generale per una sensazione di estraneità, di perdita di identità, di umore instabile, di insonnia, che devono essere prese come punto di partenza per il rapporto con un medico.

La possessione nelle culture e nella religiosità popolare

L'espressione "possessione demoniaca" è spesso usata nelle traduzioni inglesi del Nuovo Testamento, in particolare nei Vangeli sinottici, per rendere il significato del termine greco daimonizomai. Inoltre, i paralleli tra Matteo 8,28, Marco 5,2 e Luca 8,27 suggeriscono che i termini "con uno spirito impuro" (en pneumati akathartō) e "avere un demone" (echōn daimonizomai) sono considerati simili nel significato, tra loro e al daimonizomai.

Una definizione di possessione è quella che descrive il fenomeno in cui una entità culturale (Dio, angelo, diavolo, spirito) si impadronisce dell'interiorità e del corpo di un soggetto, sostituendosi a lui, in modo da mutare radicalmente la sua personalità. L'entità “cavalca” il soggetto che possiede: il posseduto, nel momento in cui è preso dal diavolo, nel caso della possessione diabolica, assume caratteristiche e mutazioni corporee che lo rendono assimilabili al diavolo o finisce con l'assumere un mimetismo animale legato alle bestie che simbolicamente hanno a che fare con il demoniaco. Il posseduto scalpita e nitrisce come un cavallo, si esprime in lingue sconosciute, assume atteggiamenti di repellenza verso oggetti sacri, bestemmia e si esprime con un eloquio sconcio. In molti casi possiede una forza straordinaria e scomposta.

La possessione è spiegata a livello popolare all'interno di un quadro in cui il disagio psicofisico è causato da un intervento esterno, soprannaturale. La possessione si traduce nell'occupazione del corpo e della mente del soggetto, lascia possibili soltanto due scelte: o si accetta la possessione, trasformando in senso positivo, con strumenti culturali, il rapporto con lo spirito invasore (adorcismo), o la si nega ritenendola responsabilità del Diavolo e la si espelle (esorcismo). Nel primo caso è definita una possessione benigna, e lo spirito invasore è creduto un Dio, un angelo o un'anima buona. In epoche pre-cristiane gli spiriti invasori sono di norma spiriti buoni o anime perse, ossia anime di morti vaganti senza pace sulla terra; mentre in un contesto cattolico fortemente controllato dalla gerarchia ecclesiastica la forza esterna è identificata sempre e soltanto col diavolo e la possessione non può essere che di natura diabolica e pertanto rifiutata e dunque sottoposta al necessario esorcismo.

Nella possessione lo spirito maligno opera dall'interno, disponendo sia del corpo che della mente della persona. Nel linguaggio demonologico si ha la “vessazione” quando lo spirito maligno danneggia l'uomo nei suoi familiari o nella sua salute e “l'infestazione” quando i luoghi, la casa, il letto portano i segni della presenza dello spirito o demone. Questa distinzione è importante nella teoria cattolica della possessione, nella misura in cui è funzionale alla pratica esorcistica e ai suoi precisi rituali. A differenza di quanto è avvenuto ed avviene in altre culture, in cui l'invasore può essere uno spirito positivo, il cattolicesimo ufficiale non ha mai tollerato le possessioni benigne che vengono accettate nel cattolicesimo popolare. Nonostante le repressioni, le possessioni benigne hanno accompagnato tutta la storia del cristianesimo fino ai giorni nostri. Nell'area campana si sono trovate anche tracce di possessione miste, ossia insieme benigne e diaboliche. Nella stessa persona del posseduto, al diavolo, proiezione delle proprie tentazioni e dei sensi di colpa, si oppone l'angelo, incarnazione della parte buona della persona, che lo contrasta e contiene.

I SINTOMI DELLA POSSESSIONE DIABOLICA

Tipologie di aggressione spirituale

Le tipologie dell'aggressione sono varie: di solito lo spirito o il diavolo di propria iniziativa s'impadroniscono della persona, altre volte l'iniziativa parte dallo stregone o strega che provocano l'invasione spiritica o diabolica per mezzo della fattura, altre volte il nemico personale si serve dello stregone, per provocare la possessione. Quest'ultima può anche essere determinata da un'esperienza allucinatoria, provocata dall'impatto casuale con l'extranaturale.

Anche nella dottrina cristiana la possessione si radica in una definizione generale della malattia e la spiega come effetto dell'intervento di forze demoniache, l'associa alla trasgressione individuale e collettiva e al peccato e conseguentemente alla guarigione e grazia: il percorso della malattia ripeterebbe la prima vicenda fondante, l'errore di Adamo ed Eva e la loro punizione, implicante la perdita dell'incorruttibilità del corpo. La distinzione tra possessione diabolica e malattia naturale individuale è una concezione che ha il suo fondamento nella Bibbia, e si è andata poi radicando nella cultura cattolica nel corso del Medioevo, secondo la quale il malessere era simbolo dello stato in cui si trova l'uomo peccatore.

La Chiesa cattolica riconosce dunque nella sua teologia solo la possessione diabolica e la necessità di praticare l'esorcismo, qualora sia accertata la presenza del demonio, secondo un rituale preciso che fu definito nel 1614 e che con alcune recenti modifiche resta sostanzialmente invariato. Solo i preti possono praticare l'esorcismo e non tutti indistintamente. I laici, e in particolare le donne, sono esclusi da questa pratica ma nei culti della religiosità popolare le cose stanno diversamente. Le guarigioni e il ripristino della ‘normalità’ possono essere portati a termine da donne e uomini “toccati” da un'eccezionalità e da un potere extraumano ovvero posseduti da entità benigne che aiutano le guarigioni, annunciano palingenesi spirituali e denunciano i mali dell'umanità peccatrice.

Si tratta di lasciare invadere il proprio corpo e la propria mente da un'entità con cui il soggetto condivide la sua esperienza di vita, la sua marginalità e diversità che diventano sintomi e simboli di potere. La religiosità popolare si affida dunque ai guaritori/guaritrici toccati da una entità extraumana (che sia angelo o diavolo questo è da definire) e in tal senso diventa labile il discrimine e, a volte, poco definito tra possessione benigna e diabolica.

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