Il Messaggio di Fatima: Voci, Rivelazioni e Interpretazioni nella Chiesa

I libri che trattano degli avvenimenti di Fatima spesso inseriscono la descrizione delle apparizioni e i colloqui della Madonna con i veggenti in una sequenza di fatti che includono le ripercussioni locali, gli interrogatori dei veggenti e dei testimoni, le guarigioni e le conversioni straordinarie che ne sono seguite, i particolari della crescita spirituale dei bambini privilegiati e numerosi episodi connessi.

Le Apparizioni di Fatima e i Veggenti

Le apparizioni di Fatima ebbero luogo nella Cova da Iria, una località nella freguesia di Fátima, nel comune di Ourém. I protagonisti furono tre bambini, Lucia dos Santos e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto.

Foto dei tre pastorelli di Fatima: Lucia, Francisco e Jacinta

I Tre Pastorelli

  • Lucia de Jesus Rosa dos Santos (Suor Lucia di Fátima o Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato): Nata ad Aljustrel, Fatima, il 22 marzo 1907. Era la più grande, di 10 anni al tempo delle apparizioni. Figlia di António dos Santos e Maria Rosa, ultima di sei sorelle e un fratello. La sua famiglia era molto povera, con l'unica fonte di ricchezza nel gregge. La madre, Maria Rosa, era la catechista della parrocchia e sapeva leggere. Lucia mostrò grande attenzione per la casa. La sua vita cambiò dopo le apparizioni della Madonna di Fatima. A sedici anni fu ammessa alle “Figlie di Maria” e decise di consacrarsi a Dio con il voto di castità perpetua, mantenendo sempre vivo il desiderio di farsi carmelitana. Solo nel 1948 riuscì a entrare nell’Ordine del Carmelo.
  • Francisco dos Santos Marto: Nato l'11 giugno 1908 ad Aljustrel, di 9 anni al tempo delle apparizioni. I genitori, Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù, erano contadini. Era il penultimo di cinque figli. Francesco, che amava il silenzio e suonare il flauto, cadde ammalato un anno dopo le apparizioni e morì nell’aprile del 1919 di una brutta broncopolmonite. Ricevette la prima comunione il 3 aprile del 1919.
  • Jacinta de Jesus Marto: Nata ad Aljustrel l'11 marzo 1910, di 7 anni al tempo delle apparizioni. Era l'ultima figlia di Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù. Jacinta aveva un carattere vivace ma, dopo le apparizioni del 1917, trovò mitezza e si dedicò completamente alla preghiera. Morì a Lisbona il 20 febbraio 1920, anch'ella vittima della broncopolmonite, la cosiddetta “spagnola”. Nel 1935, durante l'esumazione dei suoi resti, si trovò che il suo volto si conservava incorrotto.

I tre bambini abitavano ad Aljustrel, frazione della parrocchia di Fátima. La famiglia era semplice, profondamente radicata nei valori cristiani, ricca di umanità e aperta alle necessità del prossimo.

Le Apparizioni dell'Angelo (1915-1916)

Le apparizioni dell'Angelo, nel 1916, furono precedute da tre altre visioni, dall’aprile all’ottobre del 1915, nelle quali Lucia e altre tre pastorelle videro, sempre sul colle del Cabeço, sospesa nell’aria sull’albereto della valle “come una nuvola più bianca della neve, qualcosa di trasparente, con forma umana”. Era “una figura come se fosse una statua di neve, che i raggi del sole rendevano in qualche modo trasparente”.

Nel 1916, i bambini furono introdotti al soprannaturale con delle manifestazioni misteriose. Un giorno, mentre giocavano, un forte vento scosse le piante e fece loro sollevare lo sguardo. Distinsero un giovane dai 14 ai 15 anni, di una grande bellezza. L’Angelo si presentò dicendo: “Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace.” Inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo e insegnò loro la preghiera: “Dio mio! Credo, adoro, spero e Vi amo. Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano.” Questa apparizione avvenne nella primavera del 1916. L'atmosfera soprannaturale fu così intensa che i bambini rimasero a lungo in preghiera, sentendo la presenza di Dio. La seconda apparizione avvenne nell’estate del 1916, sul pozzo della casa dei genitori di Lucia. L’Angelo li esortò: “Che fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. In tutti i modi possibili, offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra patria la pace.”

La terza apparizione angelica, nell'autunno del 1916, avvenne nuovamente al Cabeço. L'Angelo, con un calice nella mano sinistra e un'Ostia sospesa su di esso, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue, insegnò loro la preghiera: “Trinità santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso.” Poi diede loro la Comunione, dicendo: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati.” Le apparizioni dell'Angelo ebbero l'effetto di un assorbimento quasi completo nella divina Presenza, privando i bambini dell'uso dei sensi corporali per un lungo tempo, con una pace e felicità prettamente interiori.

Le Apparizioni della Madonna (1917)

Il 13 maggio 1917, a mezzogiorno, dopo aver recitato il Rosario, i tre pastorelli videro due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa “Signora” splendente con un Rosario in mano. È la prima di sei apparizioni che i tre piccoli pastori avrebbero avuto fino a ottobre, sempre il giorno 13 di ogni mese. Solo ad agosto non vi fu un'apparizione, poiché i bambini furono "sequestrati" dal sindaco della città. Le apparizioni della Madonna producevano effetti diversi da quelle dell'Angelo: la stessa gioia intima e pace, ma con una certa agilità espansiva, un esultare di gioia e un certo entusiasmo comunicativo, pur mantenendo l'ispirazione al silenzio su alcune cose.

Il 13 ottobre 1930, il vescovo di Leiria dichiarò ufficialmente che “le visioni sono degne di fede”.

Le Testimonianze e gli Scritti di Suor Lucia

La relazione delle manifestazioni dell’Angelo nel 1916 e della Madonna nel 1917 è seguita da quella delle rivelazioni private ricevute dall’uno o dall’altro dei veggenti isolatamente, e in modo speciale quelle di suor Lucia, unica superstite delle apparizioni. Ella continuò la missione ricevuta dal Cielo: la diffusione nel mondo del Messaggio di Fatima, evento di speranza e segno di Dio per il Terzo millennio.

Manoscritto originale di Suor Lucia

L'Importanza dei Manoscritti

La fonte più autorevole per la storia di Fatima sono indubbiamente i manoscritti di suor Lucia. Nel 1973 furono finalmente pubblicate le Mémórias e Cartas da Irmã Lúcia, a cura del padre dr. Antonio Maria Martins S. J. che includono, oltre alle memorie, anche lettere della veggente, alcune delle quali al suo confessore padre José Bernardo Goncalves S. J. Tali scritti sono fondamentali per una comprensione completa degli eventi.

I Primi Scritti e le Rivelazioni

Il primo scritto di suor Lucia, su un comune quaderno a righe, è una raccolta di ricordi personali per la biografia di Giacinta, iniziata in seguito alla scoperta, il 12 settembre 1935, che il volto di Giacinta si conservava incorrotto dopo l'esumazione. Il vescovo di Leiria, mons. José Alves Correia da Silva, ricevette una fotografia scattata in tale occasione e suor Lucia, ringraziando, fece riferimento alle virtù della cugina.

Nell’aprile del 1937, padre Ayres da Fonseca fece notare al vescovo di Leiria che la prima relazione di suor Lucia lasciava supporre l’esistenza di altri dati interessanti relativi all’apparizione. In seguito a un nuovo ordine di mons. José Alves Correia da Silva, suor Lucia si mise a scrivere, tra il 7 e il 21 novembre di quell’anno, la storia della sua vita. In questo secondo scritto, parla anche, benché in modo molto succinto, delle apparizioni della Madonna, e riferisce, per la prima volta pubblicamente, le apparizioni dell’Angelo.

Diverse ragioni l’avevano spinta a tacere in proposito fino ad allora: un consiglio dell’arciprete di Olival, don Faustino José Jacinto Ferreira, confortato da una raccomandazione dello stesso tenore del vescovo di Leiria; le critiche e le beffe nate a proposito del racconto delle prime apparizioni dell’Angelo nella primavera e nell’estate del 1915; e i rimproveri severi di sua madre, che l’avevano sempre indotta a grande cautela e discrezione.

Nel 1941, il vescovo di Leiria ordinò alla veggente di scrivere tutto quanto potesse ancora ricordare a proposito della vita di sua cugina, nella prospettiva di una nuova edizione del libro su Giacinta che il canonico Galamba de Oliveira voleva pubblicare. Questo ordine, come scrisse suor Lucia, “mi cadde in fondo all’anima come un raggio di luce, dicendomi che era giunto il momento di rivelare le due prime parti del segreto”. Così, suor Lucia inizia il suo terzo manoscritto rivelando le parti attualmente note del segreto di Fátima, registrando poi le impressioni da esse causate sullo spirito di Giacinta.

Sorpreso da tali rivelazioni, il canonico Galamba de Oliveira giunse alla conclusione che suor Lucia non aveva detto tutto nei documenti precedenti, e sollecitò il vescovo di Leiria a ordinarle di scrivere una storia completa delle apparizioni: “Le ordini, Signor Vescovo […] di scrivere TUTTO. Ma TUTTO. Che deve fare molti giri in Purgatorio per avere taciuto una cosa tanto importante“. Suor Lucia si scusò dicendo di aver sempre agito per ubbidienza. Il canonico Galamba insistette con il vescovo perché le ordinasse “di dire TUTTO, TUTTO; di non nascondere nulla” (facendo allusione, sembra, anche alla terza parte del segreto). Il vescovo, tuttavia, preferì non compromettersi, dicendo: “Questo non lo ordino. Non mi metto in affari di segreti”. E ordinò semplicemente alla veggente di fare una narrazione completa delle apparizioni. Allora fu redatto il quarto manoscritto, che porta la data dell’8 dicembre 1941.

Desiderio di un'Edizione Critica Completa

È stato espresso il desiderio che venga fatta, in futuro, una edizione critica completa dei manoscritti di Suor Lucia, che contenga, oltre alle memorie e alle lettere già pubblicate, i diversi interrogatori a cui fu sottoposta, i documenti del processo canonico e tutta la corrispondenza della veggente che si riesca a raccogliere. Tra gli interrogatori si annoverano quelli fatti ai veggenti dal Visconte di Montelo, da p. H. I. da padre Joaquim da Lomba, e dal dr. J. J. Goulven. Suor Lucia concesse anche un’intervista allo scrittore Antero de Figueiredo nel 1935.

Incontri di Suor Lucia con Figure Eclesiastiche

Lucia incontrò importanti figure della Chiesa nel corso della sua vita. A Fatima, incontrò Paolo VI il 13 maggio 1967. L’11 luglio 1977, al Carmelo di Coimbra, incontrò l’allora cardinal Albino Luciani, futuro Giovanni Paolo I. Giovanni Paolo II la incontrò a Fatima nel 1982, nel 1991 e nel 2000 in occasione della beatificazione di Francisco e Jacinta. Il cardinal Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione della dottrina della fede e futuro Papa Benedetto XVI, la visitò nel Carmelo di Coimbra nell’ottobre del 1996. Suor Lucia morì in questo stesso monastero nel 2005.

La Diffusione del Messaggio di Fatima

Il messaggio di Fatima è stato diffuso in tre cicli principali:

  • 1° Ciclo Angelico: la preparazione del Cielo. I bambini sono introdotti al soprannaturale, dapprima con delle manifestazioni misteriose avvenute nell’anno 1915, quando un Angelo appare loro senza parlare. Questo fatto si ripete 3 volte.
  • 2° Ciclo Mariano: le apparizioni della Beata Vergine.
  • 3° Ciclo Cordi-Mariano: la diffusione del Messaggio e la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
Schema della diffusione del Messaggio di Fatima

Elementi Chiave del Messaggio

Fatima si manifesta come un’irruzione della luce di Dio nelle ombre della Storia umana. L’Angelo, precursore della presenza della luce di Dio, si annuncia per tre volte ai veggenti nel 1916, con una chiamata all’adorazione, atteggiamento fondamentale che li deve predisporre ad accogliere i disegni di misericordia dell’Altissimo. Questa convocazione al silenzio, abitato dalla presenza traboccante del Dio Vivo, si vede rispecchiata nella preghiera che l’Angelo insegna ai tre bambini: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo.”

La Signora del Rosario invita insistentemente i veggenti alla preghiera, in questo luogo di incontro in cui si radicherà la loro intimità con Dio. I tratti concreti della preghiera chiesta a Fatima sono quelli del Rosario, ricordato dalla Signora in ciascuna delle sei apparizioni, sotto il segno dell’urgenza. Che il rosario sia indicato come cammino per la pace è segno che l’accoglienza del Verbo riempie di grazia il cuore umano, prigioniero dell’egoismo e della violenza, e pacifica la storia con il coraggio degli umili.

Il messaggio include anche la devozione dei Cinque Sabati: la promessa della Vergine Maria di assistere nell’ora della morte tutti coloro che per cinque mesi consecutivi, nel primo sabato del mese, faranno la Comunione riparatrice e reciteranno il Santo Rosario, accompagnato da una meditazione e una confessione. L’Atto di Affidamento o consacrazione al Cuore Immacolato di Maria è un gesto filiale di amore, donazione, venerazione e richiesta di protezione verso Colei che è Madre di Dio e di ciascuno di noi.

La visione dell’inferno è un memoriale della storia che si apre su altri orizzonti e di Dio che desidera l'incontro escatologico, in cui la persona è recuperata per l’amore, quanto stima la libertà della persona stessa. Così, anche la visione della Chiesa martire - che, guidata dal vescovo vestito di bianco, attraversa le rovine della grande città, portando la sua sofferenza e la sua preghiera, per prostrarsi infine davanti alla Croce - evoca una storia umana soffocata nei conflitti e negli egoismi, e una Chiesa che porta queste rovine, quale via crucis, per offrirsi infine a Dio in dono totale.

L’avvenimento di Fatima fuoriesce dai confini della Cova da Iria. Il Cuore Immacolato di Maria, che già si era offerto come «rifugio e cammino che conduce a Dio», si dà, ancora una volta, come grembo materno disposto ad accogliere i drammi della storia degli uomini e ad affidarli al Cuore misericordioso di Dio.

Fatima e la Chiesa: Interventi e Interpretazioni

Il Processo Canonico e l'Ammissione del Culto

Il processo canonico sulle apparizioni di Fatima, che si protrasse per otto anni, durante i quali suor Lucia fu interrogata diverse volte, si concluse in modo favorevole alle apparizioni. Il vescovo di Leiria, mons. José Alves Correia da Silva, permise ufficialmente il culto della Madonna di Fátima.

Figure Chiave nella Documentazione

Per la redazione di studi su Fatima, ci si basa spesso su opere molto note. Tra queste, i lavori di padre Giovanni De Marchi I.M.C., che passò tre anni a Fatima interrogando i principali testimoni, e di William Thomas Walsh, che fece indagini e interviste in Portogallo nel 1946. Le loro opere sono molto fededegne e concordano fondamentalmente tra loro. Sono state confrontate anche con quelle di altri autori, che completano certi fatti e illuminano alcuni particolari.

Papa Francesco e Fatima

In diverse occasioni, Papa Francesco ha espresso le sue riflessioni su Fatima e sul ruolo della Vergine Maria.

Gmg 2023, Papa Francesco al Santuario di Fatima – Discorso integrale

Il Messaggio di Accoglienza e l'Indicazione di Gesù

Durante un suo discorso a Fatima, Papa Francesco ha sottolineato che la Chiesa è la casa della gioia, accogliente e senza porte. Ha descritto la Madonna come “premurosa” e “apressada” (come si dice in portoghese), che accoglie tutti e indica sempre Gesù, invitando a “Fare quello che vi dirà”. Ha invitato a riflettere su questi due gesti di Maria: accogliere e indicare Gesù. Il Papa ha incoraggiato a chiedere alla Madre cosa ci sta indicando nella nostra vita, affinché Gesù possa venire nel nostro cuore.

Dubbi sulle Apparizioni Attuali e la Commissione Ruini

Di ritorno dalle celebrazioni per il centenario delle apparizioni di Fatima, nella consueta conferenza stampa sull’aereo, Papa Francesco ha rivelato dubbi sul fenomeno Medjugorje, pur riconoscendo il fatto spirituale e pastorale delle conversioni. Ha svelato che la relazione della commissione Ruini, istituita da Benedetto XVI per indagare sul fenomeno Medjugorje, distingue le prime apparizioni (quando i veggenti erano ragazzi), per le quali si deve continuare a investigare, dalle presunte apparizioni attuali, sulle quali la relazione presenta dubbi. Il Papa ha espresso un’opinione personale: “Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore.”

Il "Vescovo Vestito di Bianco"

Durante il suo saluto ai fedeli prima del Santo Rosario a Fatima, il Papa ha pregato parlando di sé come “vescovo vestito di bianco”, espressione contenuta nel Terzo segreto di Fatima. Ha spiegato di non aver scritto lui la preghiera, ma gli organizzatori del santuario. Ha notato il collegamento tra il vescovo vestito di bianco, la Madonna con la veste bianca, e il bianco che rappresenta l’innocenza dei bambini dopo il battesimo, credendo che col bianco si sia cercato di esprimere la voglia di innocenza, di pace, del non fare male all’altro, del non fare la guerra.

L'Invito alla Pace e la Canonizzazione dei Pastorelli

Papa Francesco ha ricordato che Fatima è un messaggio di pace portato all’umanità da tre grandi comunicatori che avevano meno di 13 anni. La canonizzazione dei pastorelli, inizialmente non pianificata a causa del lento processo sul miracolo, è stata per lui una grande felicità. Ha sottolineato che “il mondo può sperare la pace” e che con tutti parlerà di pace. Ha ribadito l'invito della Madonna a pregare il Rosario per la pace nel mondo e la fine della guerra, non come una gentilezza, ma con apprensione materna.

Padre Pio e la Peregrinatio della Madonna di Fatima in Italia (1959)

Nel 1959, la Conferenza Episcopale Italiana annunciò un anno di preghiera in preparazione al nuovo decennio. Per segnare l’evento, la statua della “Vergine Pellegrina” di Fatima fu portata in un giro delle città italiane. Padre Gabriele Amorth, sostenuto dal card. Giacomo Lercaro, organizzò questa storica “peregrinatio”, che si concluse il 13 settembre a Catania con la consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria.

Foto storica di Padre Pio che bacia la statua della Madonna di Fatima

Padre Amorth, grande estimatore di Padre Pio, rivelò nel 2007 di aver curato affinché la statua sostasse anche a San Giovanni Rotondo. Il 25 aprile 1959, quando la statua lasciò Fatima, Padre Pio cadde ammalato. L’atteso arrivo della Madonna venne preparato da una novena predicata da Padre Pio dal suo letto di infermità. La sera del 27 luglio, Padre Pio annunciò l’inizio della novena “per la visita che la Mamma celeste vuol farci” ed esortò a prepararsi con cristiano rinnovamento. Per tutte le sere, richiamò la gioia, la fortuna e la “grazia tutta speciale” di tale visita, e l’impegno ad un’accoglienza degna con la pratica di alcune virtù.

Il 5 agosto 1959, mentre il simulacro della Vergine faceva il suo ingresso solenne nella chiesa del convento, il Cappuccino stigmatizzato era a letto, in preghiera. Poco prima, aveva notificato: “fra pochi minuti la Mamma nostra è in casa nostra… Allarghiamo i nostri cuori”. Il giorno dopo, 6 agosto, verso le tredici, poco prima che la Madonna venisse spostata in Casa Sollievo della Sofferenza, Padre Pio fu accompagnato con molta cautela nella sacrestia della chiesetta antica. La statua della Madonnina venne abbassata fino al suo viso e lui, commosso e con le lacrime agli occhi, la baciò affettuosamente e mise un rosario da lui benedetto nelle sue mani. Un confratello di Padre Pio, Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi, raccontò che, dopo aver saputo che la Vergine di Fatima aveva completato il giro in tutti i reparti dell’Ospedale, Padre Pio espresse il desiderio di salutarla ancora prima della partenza. Lo trasportarono nel coro della nuova chiesa, e si affacciò all’ultima finestra a destra. L’elicottero con la statua, prima di prendere la rotta designata, fece tre giri sul convento e chiesa per salutare Padre Pio. Egli, commosso e lacrimante, disse: “Madonna mia, Mamma mia, sei entrata in Italia e mi sono ammalato; ora te ne vai e mi lasci ancora malato“. Detto questo, Padre Pio abbassò il capo, e un brivido lo scosse. In quel momento Padre Pio ricevette la grazia e il giorno dopo volle celebrare in chiesa. Il provinciale di Foggia, padre Amedeo da S. Giovanni Rotondo, informò il generale dell’Ordine il 10 agosto 1959 che “Padre Pio non esclude, anzi l’afferma decisamente, che il suo ristabilimento sia dovuto all’intercessione della Madonna di Fatima”.

Approfondimenti e Studi sul Messaggio di Fatima

"Decodificare Fatima": Un Seminario Online

Da Portogallo, Brasile, Costa Rica, Italia, Spagna e Panama, circa 200 persone si sono iscritte a “Decodificare Fatima”, la prima iniziativa online del Dipartimento di Studi del santuario mariano portoghese. Questo seminario, organizzato in 4 sessioni di un’ora ciascuna, è rivolto al grande pubblico e, in particolare, a ricercatori e studenti universitari nelle aree delle Scienze umane e sociali, insegnanti, formatori, catechisti e operatori pastorali. Il direttore del Dipartimento di Studi del Santuario di Fatima, Marco Daniel Duarte, che è anche direttore del Dipartimento dei Beni Culturali della diocesi di Leiria-Fatima, tiene l'intero corso.

Locandina del seminario online

I temi sviluppati in ogni incontro sono vari e mirano ad aiutare a conoscere meglio la storia e ad approfondire il messaggio di Fatima. Si è parlato di “Visioni, apparizioni e altri modi di dire” e dell’“immagine della Madonna di Fatima”. Altri incontri vertono sugli scritti di Lucia e i Papi e Fatima, “Segreto o segreti?” e le tre rappresentazioni della Madonna, infine i “luoghi delle apparizioni” e “Le preghiere di Fatima”.

Padre Carlos Cabecinhas, rettore del Santuario di Fatima, ha definito il webinar uno stimolo per approfondire le conoscenze su Fatima, con un format che risponde alle esigenze attuali, consentendo di partecipare comodamente da casa e da diversi luoghi.

Marco Daniel Duarte ha sottolineato che “Fatima, come ogni realtà umana, è fatta di codifiche linguistiche, di un proprio vocabolario, di un campo semantico specifico”, e che, di fronte a un fenomeno storico e religioso, sorgono sempre questioni terminologiche che esigono una classificazione razionale e intellettuale, suscitando numerose discussioni su come “codificare o decodificare” un avvenimento specifico come quello di Fatima.

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