Il Santuario della Madonna della Neve: Storia e Architettura

Origini e sviluppo storico

Il Santuario della Madonna della Neve, situato nella frazione di Prandaglio, nel comune di Villanuova sul Clisi, rappresenta un elemento di profondo legame identitario con la popolazione locale. La sua storia affonda le radici nel XVI secolo: il santuario è infatti menzionato negli atti della visita pastorale del vescovo Bollani del 1566, dove viene indicato come “S. Mariae Nivis”. Nel corso dello stesso secolo, fu oggetto di una visita degli incaricati di San Carlo Borromeo, che lo descrissero come situato su un'altura e dotato di un altare. Accanto ad esso esisteva un piccolo oratorio, probabilmente la struttura originaria, nel quale però non si celebravano funzioni.

Mappa storica dell'area morenica del Garda e posizione del Santuario a Prandaglio

L'evoluzione architettonica

Gli interventi di manutenzione di inizio XVIII secolo si rivelarono presto inadeguati, poiché il flusso dei pellegrini aumentava e la chiesa risultava insufficiente ad accoglierli. La delibera del Consiglio del 26 dicembre 1752 propose di eleggere come deputati alla fabbrica della nuova chiesa il rev. don Giacomo Cozzandi e il sig. Lorenzo Adami. Il rettore don Stefano Raineri rivolse la domanda al vescovo di Brescia, cardinale Angelo M. Querini, al quale consegnò pure una riproduzione del quadro dell’Apparizione.

La comunità di Adro e il rettore Raineri scelsero l’architetto Gaspare Turbini (1728-1802) per il progetto del nuovo Santuario. Grazie al suo intervento, il tempietto del 1520 cedette il posto a un capolavoro d’arte, infuso del genio dell'architetto e del calore della pietà. La costruzione presenta una pianta centrale con una cupola ottagonale illuminata da otto finestre, sorretta da due vele che si aprono ai fianchi, scendendo verso le due cappelle laterali dedicate a S. Carlo Borromeo e ad altri santi.

Schema architettonico della cupola ottagonale e pianta centrale del Santuario

Dettagli strutturali e interni

L'edificio attuale si presenta con un impianto ad aula unica, riccamente decorata, con copertura a botte e altari laterali. Dal vano chiesa si aprono quattro porte: quelle di sinistra immettono nella sacrestia e in un locale di servizio, mentre quelle di destra comunicano con le due entrate laterali e con la cantoria.

  • Elementi decorativi: Bellissimi intagli lignei, espressione del livello artistico raggiunto dai “Boscaì”, celebre famiglia di intagliatori locali.
  • Opere d'arte: Il Santuario ospita la preziosa opera del Moretto, intitolata “Sant’Antonio Abate”.

Originariamente, il disegno del Santuario escludeva pulpito, cantoria e confessionali, in quanto erano vietate le funzioni religiose eccetto quelle concordate. Nel 1808, quando il Santuario passò dalla proprietà del Comune a quella della fabbriceria della parrocchia come «chiesa sussidiaria», cessarono gli impedimenti e la struttura fu dotata di pulpito e cantoria.

Restauro e protezione culturale

Negli anni Ottanta del XX secolo furono avviati importanti interventi di restauro conservativo. Al termine dei lavori, venne inaugurato il nuovo impianto elettrico e fu apposto lo scudo blu di protezione. Questa tutela rientra nel progetto ‘Scudo per la cultura’, nato in occasione della nomina di Bergamo e Brescia a Capitale Italiana della Cultura 2023, con l'obiettivo di preservare i beni culturali come collante tra i popoli e punto di ripartenza dopo le crisi.

Informazioni Utili Dettagli
Accessibilità Accessibile ai disabili
Ingresso Libero
Apertura Dalla domenica dopo Pasqua all'ultima domenica di ottobre, ogni sabato sera dalle 19 alle 20 (durante le funzioni)

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