Accostarsi ai Vangeli e agli altri libri della Bibbia richiede un approccio specifico per coglierne la profondità e il messaggio. Non si tratta di una lettura qualsiasi, ma di un incontro con la Parola di Dio, che può diventare il "pane della vita" per lo sviluppo spirituale.
Quattro Interrogativi Fondamentali nella Lettura del Vangelo
Davanti a un racconto o a una raccolta di sentenze del Vangelo, si possono porre quattro interrogativi legittimi e importanti, fondamentali per una corretta interpretazione:
- Come sono andate veramente le cose raccontate? Questo riguarda la ricostruzione storica degli eventi.
- Che cosa ha realmente detto o intendeva dire Gesù? Si concentra sull'intenzione originaria di Gesù.
- Che cosa intende dire l'autore del Vangelo (Marco, Matteo, Luca e Giovanni) con questa composizione? Analizza il messaggio dell'evangelista nel suo contesto.
- Che cosa dice a noi oggi il testo? Riguarda l'attualizzazione e l'applicazione del messaggio alla vita contemporanea.
È cruciale stabilire un ordine e una successione in questi interrogativi per evitare di attribuire al testo significati che sono frutto di interpretazioni successive o di nostri desideri di attualizzazione, senza prima aver compreso l'intento originale.
Il Punto di Partenza: Il Testo e il Contesto
Comprendere l'Intento dell'Autore
Il punto di partenza è sempre il testo attuale del Vangelo. Ciò che Gesù ha detto e fatto, l'avvenimento per mezzo del quale Dio si rivela Signore della storia, vicino e impegnato con la vicenda umana, si presenta come libro scritto nella seconda metà del I secolo d.C., in un determinato ambiente culturale. Il primo livello di lettura, valido per ogni libro, è capire ciò che intende dire l'autore, con il suo linguaggio e la sua concezione del mondo.
Tutto questo deve essere inserito nel suo preciso universo culturale e linguistico. In breve, si deve prima di tutto comprendere che intendono dire Marco, Matteo, Luca e Giovanni, i quali rispondevano agli interrogativi dei cristiani del loro tempo e della loro comunità.

Ricostruire la Realtà di Gesù
A questo punto, ci si può chiedere: Che cosa ha detto o intendeva dire Gesù? Che cosa ha fatto o che cosa intendeva fare? Nella misura in cui è possibile ricostruire una realtà del passato trasmessa nell'arco di una generazione - circa 40 anni - anche questa domanda deve rispettare i criteri di lettura e di interpretazione storica. Questo significa ricostruire, in base ai documenti a disposizione, l'ambiente culturale e sociale della Palestina della prima metà del I secolo d.C., con i suoi interessi, i problemi socio-religiosi, i modelli linguistici. In questa ricostruzione, una pista autorevole e privilegiata per arrivare non solo alla realtà storica di Gesù, ma all'interpretazione della sua persona e del suo messaggio, resta sempre il testo del Vangelo.
L'Attualizzazione del Messaggio
Infine, si deve tener conto della domanda che sta all'origine del Vangelo: Che cosa dice a noi oggi questa parola o fatto riportato nel Vangelo? Questa non è soltanto una domanda legittima, ma indispensabile per leggere e capire. Una lettura che non interpreti il testo in relazione alla realtà attuale e vissuta è sterile e inutile. A questo punto, si esige un lavoro attento e calibrato per far coincidere l'orizzonte di Marco e di Gesù con l'orizzonte attuale, senza riduzioni e sbavature. Non è solo un problema di traduzione del testo in termini comprensibili, ma di un confronto di esperienze, di valori vissuti e di prospettiva.
Il Ruolo dello Spirito Santo e della Comunità
Al limite si potrebbe dire che soltanto chi vive in perfetta sintonia con la linea di azione e la prospettiva di Gesù Cristo è in grado di fare un'autentica interpretazione attuale. Il criterio ermeneutico intrinseco al messaggio evangelico stesso è quello ricordato dall'autore del Quarto Vangelo: «Ho ancora molte cose da dirvi, ma ora non potete capirle. Quando poi verrà lui, lo Spirito di verità, vi guiderà in tutta la verità» (Gv 16, 12a; cf. 14,26).
All'interno della comunità delle persone che sono state coinvolte con il destino di Gesù, le sue parole e i suoi gesti sono già stati interpretati e hanno alimentato un'esperienza di fede e di impegno. Gesù, il Signore risorto, continua a essere presente nella comunità cristiana per mezzo del suo Spirito che non solo introduce i credenti nella pienezza della verità, ma fa penetrare la verità all'interno delle coscienze. Nella continuità storica dei cristiani di oggi con la prima comunità raccolta attorno a Gesù e ai testimoni della sua risurrezione, lo Spirito di Gesù fa interpretare in maniera autentica la sua parola, che oggi risuona di nuovo nella comunità.
I doni dello Spirito
Peculiarità della Lettura Biblica
La Bibbia non è un Libro Qualsiasi
La Bibbia non deve essere letta come qualsiasi altro libro, cioè dal principio alla fine. Essa è «Il LIBRO» per eccellenza, la Parola di Dio, una biblioteca, una raccolta di libri divini, nella quale si può cercare tutto ciò che ci occorre. La Sacra Scrittura non mitizza i personaggi, li presenta al naturale, come erano, con le loro virtù e i loro difetti. Chi legge la Bibbia con la giusta attitudine scoprirà che non potrà più farne a meno perché essa diventa «il pane della vita».
Leggere la Parola di Dio per il proprio sviluppo spirituale significa chiedersi con attenzione: «Che cosa vuole dirmi il Signore? Questo passo biblico cosa m'insegna?». Non bisogna leggere frettolosamente; è piuttosto buono cercare d'immedesimarsi nell'evento biblico che si sta leggendo. Bisogna sempre ricordare che eventi e personaggi non sono miti, né leggende e nemmeno il frutto della fantasia umana.
Le Sfide nell'Interpretazione dei Vangeli
Prima di cominciare la lettura, è bene tenere a mente alcune cose per evitare di rimanere disorientati. Nei Vangeli si leggono bellissime parole che fanno emozionare, ma a una semplicissima analisi letteraria possono emergere palesi contraddizioni, racconti che sanno di favole, o avvenimenti troppo straordinari per sembrare reali.
È importante considerare che Gesù non ha comandato a nessuno di scrivere ciò che lui ha detto, fatto o predicato, e nessuno, per quanto ne sappiamo, ha preso appunti. Coloro che hanno deciso di scrivere qualcosa, lo hanno fatto per obbedire a necessità precise: quelle di una comunità particolare. Quello che è stato scritto non si riferisce direttamente alla vita di Gesù ma ai racconti dei predicatori. I nomi "Marco", "Matteo", "Luca" o "Giovanni" riferiti agli apostoli sono attribuzioni della tradizione, ma non c'è alcuna certezza che gli autori fossero gli apostoli stessi. Questo spiega perché episodi simili siano raccontati in modo così differente. Le diverse versioni dei quattro Vangeli sulla vita di Gesù rappresentano qualcosa di bello: il fatto che Dio si fidi di noi per usare il nostro cervello per riflettere sulle diverse interpretazioni e vedere le diverse verità di Lui evidenziate in ciascuna. Questo può fornire un nuovo contesto che aiuta a creare collegamenti su idee che potremmo non aver visto prima.
Contesto Culturale e Traduzione
I Vangeli non furono scritti per te che adesso li hai in mano. Scritti nel primo secolo (dal 45 al 100 d.C.), il loro indirizzo non erano le singole persone, ma le comunità cristiane. Il testo veniva letto e spiegato da chi lo sapeva fare, affrontando la vicenda di Gesù in relazione ai problemi di quella particolare comunità.
Il testo dei Vangeli non è affatto facile. Sembra semplice e diretto, ma prenderlo alla lettera può portare a enormi errori di valutazione, con conseguenze talvolta drammatiche. La storia della Chiesa ne è triste testimonianza, così come le cronache attuali di confessioni religiose che prendono la Scrittura alla lettera. La Scrittura va interpretata e richiede una preparazione specialistica: bisogna conoscere l'ambiente, la cultura del tempo, la storia, le usanze, l'archeologia dei luoghi, e non è mai abbastanza, anche perché chi ha scritto non era uno sprovveduto, ma uno specialista della scrittura.
Infine, la traduzione è cruciale. I Vangeli sono stati scritti in greco antico, la Koiné, una lingua che non esiste più. Molti termini presi dall'Antico Testamento sono già una traduzione in greco dall'ebraico. Una traduzione sbagliata veicola un messaggio sbagliato; è una grandissima responsabilità. Ad esempio, laddove Gesù non ha mai invitato qualcuno a fare sacrifici o penitenza, una traduzione errata potrebbe falsarne il messaggio.
Ordine di Lettura Consigliato
Sebbene non esista un modo "giusto o sbagliato" assoluto per iniziare a leggere la Bibbia, una strategia efficace è iniziare con i racconti di Gesù, i Vangeli.
- Matteo, Marco, Luca e Giovanni: Iniziare con queste storie della vita di Gesù sulla terra offre una base solida per comprendere il suo messaggio e la sua persona.
- Atti degli Apostoli: Questo libro narra l'espansione della Chiesa primitiva dopo la resurrezione di Gesù ed è la seconda parte di un'unica opera il cui inizio è il Vangelo di Luca.
- Antico Testamento (Genesi ed Esodo): Dopo aver letto i Vangeli e gli Atti, si può passare a questi libri fondamentali che raccontano le origini del popolo di Dio e le sue prime esperienze con il Signore.
- Nuovo Testamento (Lettere paoline e altre epistole, fino all'Apocalisse): Proseguire con le lettere che approfondiscono la teologia cristiana e la vita delle prime comunità.
Durante questo percorso, i libri dei Salmi e dei Proverbi sono ottimi per un cambio di ritmo artistico e un approccio alla saggezza divina.

Gli Atti degli Apostoli: Il Vangelo dello Spirito
Gli Atti degli Apostoli costituiscono la seconda parte di un’unica opera la cui prima parte è il Vangelo di Luca. Entrambi i libri sono indirizzati a Teofilo. Il Vangelo di Luca risponde alla domanda: "come non perdere la memoria di Gesù?". Gli Atti raccontano la storia della Chiesa primitiva e furono scritti intorno al 70-80 d.C. Sono chiamati il "Vangelo dello Spirito" perché il vero protagonista è lo Spirito di Gesù, cioè l’amore tra il Padre e il Figlio. Il libro narra come l'antico paganesimo venne sconvolto dalla predicazione potente dell'Evangelo guidata dallo Spirito Santo, con l'apostolo Paolo come uno dei personaggi chiave e buona parte del libro che tratta la sua esperienza spirituale.
Criteri di Autentica Interpretazione
La Proposta del Cardinale Martini
Un'altra domanda legittima è: con quale ordine leggere i Vangeli? Una proposta interessante è quella del Cardinale Martini, il quale considera i Vangeli come dei "manuali" che presentano diversi momenti o tappe dell'iniziazione cristiana:
- Il Vangelo di Marco si può chiamare il "vangelo dell’iniziazione catecumenale" e rappresenta la prima tappa, quella di portare il catecumeno alla conversione e all'esperienza battesimale.
- Il Vangelo di Matteo, o "vangelo della Chiesa", rappresenta la seconda tappa, conducendo il neo-battezzato e il catechista ad avere una conoscenza ordinata, sistematica, organica del mistero cristiano. Così, dopo aver conosciuto e sperimentato il mistero di Cristo (1° tappa), ora il cristiano deve penetrare il mistero della Chiesa come luogo della presenza del Signore risorto.
- Il Vangelo di Giovanni rappresenta la quarta tappa, quella del "cristianesimo maturo", perché in esso è contenuto ciò che contribuisce a educare alla maturità della fede. Il quarto Vangelo non si sofferma più su precetti e comandi, ma si concentra sulla rivelazione che il Padre ha fatto di sé nel Figlio e sulla risposta del cristiano a questa rivelazione, una risposta che è abbandono a Dio nella fede e nella carità.
Fede e Ragione nella Tradizione della Chiesa
La giusta "chiave" per accostarsi alle Scritture è la fede in Cristo nella grande tradizione della Chiesa. Abbandonare lo sguardo di fede rende impossibile l’interpretazione della Scrittura, in particolar modo dell’Antico Testamento, che può sembrare incoerente al suo interno. Joseph Ratzinger insegnava che fede e ragione devono andare di pari passo: senza la ragione, la fede rischia di degenerare in un entusiasmo irrazionale, ma senza la fede, la ragione perde la sua misura e la sua umanità.
La Lectio divina non è una modalità di lettura della Bibbia il cui fine è cercare "qualcosa di sensibilmente consolatorio", ma "una lettura finalizzata a null'altro che all'incontro con la Parola eterna; o meglio è questo incontro". A differenza di altre religioni, il cristianesimo consente la traduzione dei testi sacri, in quanto "la Parola divina si è fatta carne e Dio ha voluto farsi conoscere con parole umane".
Esiste una differenza fra "Sola Scriptura" e "Solo Scriptura", due modi diversi di approcciarsi ai testi sacri in uso nel mondo protestante, che pretendono di fare a meno della Chiesa nell’interpretazione delle Sacre Scritture, in quanto "ogni credente è in grado di cogliere le dottrine essenziali della fede, mediante la propria personale lettura della Bibbia".
I doni dello Spirito
Superare le Difficoltà Interpretative
È bello immergersi nelle cose che emergono, ma soprattutto all'inizio, è saggio semplicemente "coprire il terreno" per vedere le grandi linee della storia che Dio ha dipinto. Non sarà come un fulmine che ti colpisce dal cielo, ma anche se potresti non avere un momento "a-ha" ogni volta che leggi, le Scritture inizieranno a riversarsi in altre parti della tua vita e ti ritroverai a ricordare le storie in conversazioni e situazioni che sembrano stranamente rilevanti per ciò che leggi.
L'idea moderna che Dio sia solo misericordioso è, ad esempio, in contrasto con un passo degli Atti degli Apostoli, in cui Dio punisce con la morte due coniugi che l’hanno preso in giro (l'episodio di Anania e Saffira). Questo esempio evidenzia come alcuni passi siano stati reinterpretati o persino cancellati dalle letture liturgiche, sottolineando la necessità di un approccio informato e critico.
Le critiche secondo cui certi racconti evangelici, come la chiamata dei primi discepoli, potrebbero essersi "ispirati" ad altri testi (es. investitura di Eliseo) o che la Passione sia raccontata riprendendo il Salmo 22(21) non diminuiscono la loro veridicità storica. Dire che "Marco si è ispirato al racconto dell’investitura di Eliseo" non significa che abbia inventato la storia, ma l’ha raccontata riprendendo elementi di una vicenda nota, usando uno schema presente nel patrimonio culturale e religioso di Israele. Per quanto riguarda la Passione, gli evangelisti, soprattutto Giovanni, rileggono i Salmi come profezie di quanto accaduto, non come modelli per inventare la storia. Ogni Vangelo ha accentuazioni diverse, che dipendono dalla sensibilità di ciascuna comunità riunita attorno all’evangelista.