Le Origini Storiche di Arese e della sua Comunità Religiosa
Le origini della nascita di Arese, che anticamente si chiamava Arexio, risalgono al 1188. Su terreni di proprietà di Guglielmo Grasso, suddivisi in circa centocinquanta piccoli appezzamenti, “Guarnerium Braccum” fu incaricato di misurare accuratamente ognuno di essi e di riportare nell’atto di vendita, oltre alla dimensione, l’eventuale denominazione con cui erano riconosciuti in loco e tutti i loro confini, definiti in base alla comunità limitrofa o al nome del proprietario dell’appezzamento accanto, che li delimitavano. La pergamena è dunque un documento estremamente ricco di informazioni; purtroppo però manca una mappa a corredo che consenta di localizzare i vari appezzamenti e distinguere quelli pertinenti all’una o all’altra località.
I comuni confinanti o limitrofi citati nel documento sono: Bollate, Novate, Ulcinate (località scomparsa, probabilmente nella zona di Baranzate), Tarazano (oggi Terrazzano), Garbagnate (o Garbaniate), Ladenate (Lainate), Hospitalis de Bollate (Ospiate) e Sancte Marie (forse Santa Maria Rossa). Non sono invece citate Torretta e Castellazzo. Tra i molti nomi con cui vengono identificati i poderi, esistono ancora oggi Vallera (o Valera), Oriolo, Sexa (oggi Scessa) e Siliolum (oggi Siolo). Ladanesca (che indica la strada Lainate-Rho e quindi si trova nella zona occidentale di Arese) e Tavello (l'odierna Monte Grappa) sono altre denominazioni ancora riconoscibili.

Nascita della Prima Cappella e l'Evoluzione a Parrocchia
Esattamente un secolo dopo l’atto di vendita del territorio di Arese da parte di Guglielmo Grasso e l’attribuzione del relativo feudo ai fratelli de Bexore nel 1288, lo storico della città di Milano Goffredo da Bussero compilava un dettagliato elenco delle cappelle e delle chiese della Diocesi di Milano. È così che ad Arese nasce la prima cappella intitolata ad “Arexio. Ecclesia Sancti Petri”.
Nel corso di due secoli, la cappella rurale venne elevata al rango di rettoria, sebbene non fosse ancora una parrocchia. Sembra che nel 1576, con la visita del vescovo di Famagosta monsignor Gerolamo, nella relazione alla visita la chiesa risulti intitolata ai Santi Pietro e Paolo.
Dopo l’assidua presenza ad Arese di alti prelati negli ultimi decenni del XVI secolo, il primo novembre 1605, l’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Federico Borromeo, effettuò una nuova visita pastorale. L’avvenimento rivestì un carattere particolare: l’arcivescovo dedicò alla visita due giorni, un evento che portò l’allora rettoria a diventare ufficialmente la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
Architettura e Tesori Artistici della Chiesa Parrocchiale
L'edificio della chiesa parrocchiale, risalente al XIX secolo, presenta una pianta a croce latina ed è diviso in tre navate. Al suo interno conserva un pregevole organo di Vittore Ermolli di Varese e un pulpito intagliato. Particolarmente interessante è l’altare maggiore, realizzato in marmi policromi scolpiti. È presente anche un altare in pietra rivolto verso l’assemblea e un ambone in pietra alla destra del celebrante.
L'Esterno della Chiesa
La facciata è a salienti, con la porzione centrale aggettante rispetto alle ali laterali e suddivisa in diverse specchiature da cornici e lesene. A fianco del portale di ingresso principale si trovano due targhe che ricordano i Caduti. Al centro, una nicchia ospita una statua, mentre più in alto, sotto il timpano vuoto che conclude la facciata, si trova la dedicazione “S.S. PETRO ET PAVLO DICATVM”. Nelle ali laterali, sopra ai portali, si trovano due riquadri con rilievi decorativi.

L'Interno e le sue Opere
L’interno è diviso in tre navate da pilastri compositi rettangolari. La navata principale è coperta da volte a botte lunettate, mentre quelle laterali sono coperte da volte a vela. Buona parte delle superfici interne sono ricoperte da decorazioni murarie geometriche, mentre scene decorative si trovano nel coro e nell’abside; quest’ultima ha andamento semicircolare ed è coperta da catino. All’incrocio dei bracci del transetto sorge una piccola cupola, anch’essa decorata con motivi pittorici.

La Vita Parrocchiale e i Servizi alla Comunità: Catechismo e Informazioni Utili
La vita di una parrocchia è intessuta di numerose attività e servizi volti a sostenere la comunità nelle sue esigenze spirituali e materiali. Queste iniziative sono coordinate da diversi organismi e commissioni, che coinvolgono attivamente sacerdoti, diaconi e laici.
Il Consiglio Pastorale: Cuore della Partecipazione Parrocchiale
Il Consiglio Pastorale è un organo chiave della nostra parrocchia, formato da sacerdoti, diaconi e laici. Il suo compito principale è ascoltare le esigenze dei parrocchiani, discernere i segni dei tempi e proporre soluzioni che rispondano ai bisogni spirituali e materiali di tutti. In stretta collaborazione con il parroco, il consiglio offre consulenza per decisioni importanti che riguardano la vita parrocchiale. Partecipare al Consiglio Pastorale significa vivere attivamente la fede, servire gli altri e contribuire al benessere della comunità.
Le Commissioni Parrocchiali
A supporto del Consiglio Pastorale e delle attività quotidiane, diverse commissioni si dedicano a specifici ambiti:
Commissione Liturgica
Questa commissione si occupa dell’organizzazione delle celebrazioni liturgiche, assicurando che le messe e le altre cerimonie siano ben preparate e svolte in modo significativo, promuovendo la partecipazione attiva dei fedeli.
Commissione Carità e Missione
Il compito principale di questa commissione è la promozione della carità all’interno e all’esterno della parrocchia, organizzando iniziative di aiuto per chi è in difficoltà e sostenendo progetti missionari.
Commissione Giovani
Dedicata alla pastorale giovanile, questa commissione organizza attività, ritiri e incontri specifici per i giovani della parrocchia, favorendo la loro crescita nella fede e l'integrazione nella comunità.
Commissione Comunicazione
La commissione Comunicazione si occupa della gestione della comunicazione interna ed esterna della parrocchia, utilizzando diversi canali per informare i fedeli e promuovere le attività.
Il Consiglio Affari Economici: Trasparenza e Gestione Finanziaria
Il Consiglio Affari Economici è un organismo fondamentale per la gestione finanziaria della parrocchia. Composto da laici competenti in ambito economico, affianca il parroco nella gestione delle risorse finanziarie e patrimoniali della parrocchia. Si occupa di elaborare il bilancio annuale, monitorare le entrate e le uscite e garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione economica.

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