La Chiesa Scismatica Palmariana e il Conclave per l'Elezione Papale

Questo articolo esplora due distinti, ma rilevanti, argomenti nel panorama religioso: l'emergere di una chiesa scismatica, la Chiesa Cattolica Palmariana, e il complesso cerimoniale del Conclave per l'elezione del Romano Pontefice.

La Chiesa Cattolica Palmariana: Origini e Sviluppo

La Chiesa Cattolica Palmariana è un gruppo religioso scismatico di cui non tutti hanno sentito parlare. Le sue origini sono riconducibili a presunte apparizioni mariane avvenute nel 1968 a Palmar de Troya, un piccolo paese spagnolo.

Le Apparizioni e i Primi Visionari

Nel 1968, quattro studentesse riferirono di aver visto la Madonna appoggiata a un albero presso un terreno agricolo chiamato La Alcaparrosa. In seguito, altre persone recatesi sul posto giurarono di aver visto anche loro la Madonna, in avvenimenti che furono paragonati a miracoli simili a quelli di Fatima e Garabandal. Tra le persone che ebbero queste visioni vi fu un assicuratore di Siviglia, Clemente Domínguez y Gómez, il quale divenne poi il principale sostenitore della Chiesa Palmariana. Domínguez è onorato come papa-martire dai palmariani.

Mappa di Palmar de Troya con indicazione del luogo delle presunte apparizioni

La Successione Papale Palmariana

La Chiesa Palmariana ha sviluppato una propria linea di successione papale. Attualmente, il pontefice è Joseph Odermatt, conosciuto con il nome religioso di Eliseo Maria e ora come Pietro III. Egli è subentrato a Ginés Jesús Hernández, noto come Papa Gregorio XVIII, il quale rassegnò le sue dimissioni dalla chiesa dopo essersi innamorato e aver perso la fede. La storia della Chiesa Palmariana comprende anche la consacrazione di vescovi, scomuniche e pretese del papato, che la rendono un caso di studio peculiare nel contesto delle dottrine cattoliche.

Il Conclave: Il Cerimoniale per l'Elezione del Papa

Il Conclave è il più conosciuto tra tutti i cerimoniali della Chiesa Cattolica, quello relativo all’elezione del nuovo pontefice. Quando un Papa muore o si dimette, è necessario procedere a elezioni per scegliere la nuova guida spirituale della Chiesa Cattolica.

La Sede Vacante e il Collegio dei Cardinali

Il periodo che intercorre tra la morte o le dimissioni di un Papa e la successiva elezione del nuovo rappresentante della Chiesa Cattolica è chiamato Sede Vacante. Durante questo periodo, la Santa Romana Chiesa è gestita dal Collegio dei Cardinali e, in particolare, dal Camerlengo. Questo collegio può occuparsi solo di questioni legate all'ordinaria amministrazione, analogamente a quando una città viene commissariata in assenza di un rappresentante eletto dai cittadini. Dal momento dell'inizio della Sede Vacante, tutti i cardinali - compresi il Segretario di Stato e i prefetti delle Congregazioni - cessano dal loro incarico, ad eccezione del Camerlengo, del Penitenziere e del Vicario di Roma.

Origini Storiche del Conclave

Per i primi 1.200 anni circa della storia della Chiesa, il successore di Pietro, in quanto Vescovo di Roma, veniva eletto con il coinvolgimento della comunità locale. Il clero vagliava i candidati proposti dai fedeli e il Papa veniva scelto dai vescovi. Dal IV all’XI secolo, l’elezione fu spesso contraddistinta da influenze esterne, con imperatori romani, carolingi e altri che tentarono di controllare il processo di designazione del Pontefice.

Il termine Conclave deriva dalle parole latine "cum clave", ovvero "chiuso a chiave". Nel linguaggio della Chiesa, esso indica sia il luogo chiuso dove avviene l'elezione del Pontefice sia l'insieme del Collegio dei cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa.

Illustrazione storica del primo Conclave a Viterbo con tetto rimosso

L'Istituzione e l'Evoluzione delle Norme

Lungo i secoli, si sono susseguite modifiche che hanno disegnato il tessuto del Conclave fino a quello attuale.

  • Papa Niccolò II (1059): Con la bolla In nomine Domini, stabilì che solo i cardinali potevano eleggere il Romano Pontefice.
  • Alessandro III (1179): Con la Costituzione Licet de vitanda, ratificò tale principio e introdusse la necessità della maggioranza dei due terzi dei voti, un tassello rilevante giunto fino ai giorni nostri.
  • Il Conclave di Viterbo (1268-1271): Questo fu il Conclave più lungo della storia, durato due anni e nove mesi. I 18 cardinali riuniti nel Palazzo papale di Viterbo erano in una situazione di stallo. La popolazione di Viterbo, esasperata, decise di chiudere a chiave i cardinali, murando le porte e rimuovendo parte del tetto del palazzo per costringerli a una decisione. Alla fine fu eletto Gregorio X.
  • Gregorio X (1274): Con la Costituzione Ubi periculum, istituì ufficialmente il Conclave, stabilendo che dovesse tenersi in un luogo "chiuso a chiave" dall’interno e dall’esterno. Il primo Conclave successivo a questa costituzione fu quello di Arezzo nel 1276, con l’elezione di Innocenzo V. Le norme ferree per abbreviare i tempi di elezione prevedevano che, se entro tre giorni non si arrivava a un’elezione, i cardinali ricevevano un solo piatto per pasto, e dopo otto giorni pasteggiavano solo con pane, vino e acqua.
  • Gregorio XV (1621): Introdusse l’obbligo del voto segreto e scritto.
  • Pio X (1904): Proibì il preteso diritto di esclusiva (veto) da parte di poteri esterni e introdusse l’obbligo del segreto su quanto avvenuto in Conclave, anche dopo l’elezione, con la conservazione della documentazione a disposizione solo del Papa.
  • Pio XII (1945): Con la Costituzione Vacantis Apostolicae Sedis, stabilì la cessazione degli incarichi per la maggior parte dei cardinali all'inizio della Sede Vacante.
  • Paolo VI: Con il Motu Proprio Ingravescentem Aetatem, decise che i cardinali possano essere elettori solo fino al compimento degli 80 anni.
  • Giovanni Paolo II (1996) e Benedetto XVI (2013): La legislazione oggi in vigore è la Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI nel 2013. Essa stabilisce che il Conclave si debba tenere nella Cappella Sistina, definita "Via Pulchritudinis", la via della bellezza capace di guidare la mente e il cuore verso l’Eterno.

Lo Svolgimento del Conclave Moderno

Prima dell’inizio del Conclave, viene celebrata una particolare messa nella Basilica di San Pietro, chiamata pro eligendo, alla quale segue lo spostamento dei cardinali nella Cappella Sistina, che viene strutturata per accoglierli. Qui un Maestro delle Cerimonie, non cardinale elettore, recita la frase “Extra Omnes”, invitando tutti gli estranei non addetti all’elezione a lasciare la Cappella Sistina. Da questo momento in poi, i cardinali non possono più avere contatti esterni per tutta la durata del Conclave, un principio che mira a garantire l'elezione senza condizionamenti esterni. In passato, invece, sovrani europei potevano esercitare il proprio veto su un cardinale, come accadde a Ippolito II d’Este, che subì il veto dell’imperatore Carlo V.

Interno della Cappella Sistina durante un Conclave, con i seggi dei cardinali

La Votazione

Per votare, si costituisce un seggio elettorale composto da:

  • 3 cardinali scrutatori (estratti a sorte)
  • 3 cardinali che ritirano i voti di eventuali cardinali con disabilità motorie
  • 3 cardinali revisori

A ogni cardinale viene distribuita una scheda rettangolare con la scritta Eligo in Summo Ponteficem, dove va inserito il nome del cardinale prescelto. Successivamente, il foglio viene piegato a metà e depositato in un piatto. Al termine della raccolta dei voti, i cardinali scrutatori eseguono il conteggio delle schede e comunicano il risultato. Se nessun candidato raggiunge il quorum di due terzi dei voti, si procede a un nuovo scrutinio. Le schede vengono bruciate: il fumo nero indica l'assenza di un accordo, mentre il fumo bianco annuncia l'elezione.

Esempio di scheda di votazione del Conclave con la scritta

Di solito, si effettuano quattro scrutini al giorno, due la mattina e due il pomeriggio, a parte il primo giorno di Conclave in cui si fa un solo scrutinio. Il Motu Proprio di Benedetto XVI De Aliquibus Mutationibus in Normis de Electione Romani Pontificis prevede che, dopo 34 scrutini senza elezione, i cardinali siano chiamati a votare i due nomi che hanno ricevuto più voti nell'ultimo scrutinio, mantenendo la regola della maggioranza dei due terzi anche al ballottaggio. Nei tempi recenti, non si è comunque mai arrivati al 34° scrutinio; ad esempio, Papa Benedetto XVI fu eletto alla 4° votazione, mentre Papa Francesco dopo la 5°. L’elezione di Papa Leone XIV è avvenuta in tempi rapidi, con soli quattro scrutini, rendendo questo Conclave uno dei più brevi, insieme a quello che ha eletto Papa Ratzinger.

L'Elezione e l'Annuncio

Una volta che il cardinale eletto accetta la votazione e comunica il nome pontificale, si passa alla vestizione con gli abiti pontificali. Questi abiti sono disponibili in diverse taglie per potersi adattare al meglio al futuro Papa. Nella Stanza delle Lacrime (la sagrestia della Cappella Sistina), il cardinale viene spogliato dei suoi abiti cardinalizi e vestito con quelli da pontefice.

Una volta che il nuovo Pontefice è pronto, il protodiacono (il cardinale diacono) si affaccia alla finestra e annuncia ai fedeli la celebre frase “Habemus Papam”. A questo punto, il nuovo Pontefice benedice la folla e pronuncia alcune parole che caratterizzeranno la sua "presentazione" alla comunità cristiana.

Fumo bianco che esce dal camino della Cappella Sistina

Requisiti per l'Elezione Papale

Per essere eletto Papa, il diritto canonico impone tre requisiti fondamentali: essere uomo, celibe e battezzato. Teoricamente, tutte le persone che rientrano in questa categoria (anche persone che non sono sacerdoti) possono essere elette Papa, sebbene nella pratica solo i cardinali presenti al Conclave vengano eletti.

Vita dei Cardinali durante il Conclave: Vitto e Alloggio

I cardinali non sono chiusi dentro la Cappella Sistina per tutto il tempo, ma alloggiano in un albergo sito dentro la Città del Vaticano, la Domus Sanctae Marthae, che è stata anche la residenza di Papa Francesco.

Regole di Sobrietà e Riservatezza

Il cibo offerto ai cardinali durante il Conclave è disciplinato da regole precise, in un clima di sobrietà e riservatezza. I cardinali consumano i pasti nella Domus Sanctae Marthae, dove viene allestita una cucina gestita da personale accuratamente selezionato. La clausura assoluta e la riservatezza sono i principi guida dell'intero sistema. I cardinali non possono avere contatti con l’esterno, e lo stesso vale per gli addetti ai lavori come cuochi e camerieri. Un tempo erano monaci e suore a occuparsi dei pasti, ma oggi si preferiscono cuochi laici, già attivi in Vaticano o provenienti da strutture di fiducia.

Immagine interna della Domus Sanctae Marthae

Sono banditi i telefoni e i dispositivi elettronici, e negli ultimi Conclavi sono stati installati controlli anti-spionaggio nelle aree comuni e nelle cucine. Gli ingressi e le uscite sono rigorosamente controllati dalla sicurezza vaticana. Tutti i membri del personale devono firmare un giuramento di segretezza che vieta non solo di divulgare informazioni, ma anche di intrattenersi in conversazioni con gli elettori.

I Pasti

La sobrietà è fondamentale anche a tavola, con pasti semplici ma completi:

  • Una colazione leggera con caffè, tè, pane e marmellata.
  • Un pranzo con primo, secondo, contorno e frutta.
  • Una cena più frugale, ma simile al pranzo.

Il vino è previsto in piccole quantità e solo su richiesta, mentre i superalcolici sono banditi. C’è anche attenzione ad allergie o intolleranze, considerate nei limiti del possibile. I piatti serviti ai cardinali sono spesso ispirati alla tradizione italiana: risotti, paste al forno, carni bianche, pesce al forno, verdure grigliate, frutta di stagione.

Le restrizioni severe sui pasti, come quelle introdotte dalla costituzione Ubi periculum nel XIII secolo per abbreviare i tempi di elezione, si allentarono con il passare dei secoli. Nel Rinascimento, il Conclave del 1549-1550, durato 71 giorni, vide protagonista il celebre cuoco Bartolomeo Scappi, che curò i pasti dei cardinali con grande maestria.

La Gerarchia Ecclesiastica

La gerarchia ecclesiastica è di tipo piramidale: il Papa, diretto rappresentante di Cristo sulla terra, si trova al vertice e governa tutta la Chiesa. La Chiesa è divisa in diocesi rette dai vescovi, scelti in prima persona dal Papa. I vescovi sono diretti eredi degli apostoli e, nel governo delle diocesi, si avvalgono di un consiglio presbiterale di parroci, ossia i sacerdoti che gestiscono le parrocchie. I parroci, a loro volta, possono essere coadiuvati da altri sacerdoti, i vicari parrocchiali. Per il governo della Chiesa, il Papa si avvale anche del Collegio Cardinalizio, formato da cardinali scelti dal Pontefice tra i vescovi, che costituiscono il “senato” della Chiesa. Ai diversi gradini gerarchici si accede per nomina pontificia; non si tratta infatti di una scelta che può essere fatta a priori, come accade, per esempio, nella carriera militare.

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