Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari a Taranta Peligna: Storia, Arte e Tradizioni

La Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari, situata nel cuore di Taranta Peligna, rappresenta un importante esempio di architettura religiosa abruzzese e un punto focale della vita comunitaria.

Storia e Architettura

Le origini della chiesa sono antecedenti al XIII secolo, come testimoniato dalla sua fondazione. L'edificio si distingue per il suo stile che fonde elementi romanici e gotici, caratterizzato da linee architettoniche semplici ma eleganti. La sua posizione è particolarmente suggestiva: la chiesa si eleva su una rupe che precipita sul fiume Aventino, dominando un vasto panorama di rara bellezza. Questo sito singolare si spiega considerando che, sebbene la chiesa esistesse prima del Trecento, fu rimaneggiata nel Settecento, recuperando parti dell'antico castello che originariamente occupava questo luogo dominante per ragioni difensive.

Per accedere all'edificio sacro si percorre una suggestiva scalinate a doppia rampa. La facciata, tripartita da lesene, presenta una struttura a salienti. Nella parte centrale si ammira l'artistico portale della fine del Cinquecento, sormontato da un timpano triangolare spezzato. Sopra il portale si apre una finestra rettangolare, mentre il coronamento della facciata, ad arco ribassato, è formato da una cornice di coppi. Nella sezione in alto a destra è collocato un orologio.

Facciata della Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari con portale e orologio

Di notevole interesse è anche il campanile, che si affianca alla chiesa nella parte posteriore. Diviso in due parti da un marcapiano, presenta la cella campanaria aperta sui quattro lati da archi a tutto sesto.

Opere d'Arte e Elementi Devoti

All'interno della chiesa, i visitatori possono ammirare diverse opere d'arte di notevole valore culturale. Tra queste spiccano un quadro del Seicento raffigurante l'Assunta e i Santi Nicola, Donato, Biagio e Ubaldo, e un pregevole Crocifisso su tavola del Quattrocento, attribuito ad Antoniazzo Romano. Un altro elemento di grande importanza è la statua di San Nicola, il santo patrono, oggetto di profonda devozione da parte della comunità locale.

Crocifisso su tavola del Quattrocento attribuito ad Antoniazzo Romano

Nella chiesa è presente anche una statua di San Biagio. Ogni primo febbraio, in suo onore, si rinnova il rito delle “panicelle”: piccoli pani sacri che raffigurano quattro dita distese, a simboleggiare la posizione della mano del sacerdote nell'atto di benedire. Questo rito è dedicato al Santo, patrono dei lanaioli e dei cardatori.

Eventi e Tradizioni

La festa di San Nicola, celebrata il 6 dicembre, è uno degli eventi più attesi dalla comunità. Durante questa giornata, la chiesa diventa il fulcro di festeggiamenti che coinvolgono l'intera cittadinanza, con processioni, momenti di preghiera e manifestazioni culturali. Il Santo patrono di Taranta Peligna è in realtà Sant'Ubaldo, festeggiato il 16 maggio.

Taranta Peligna: Tradizione Laniera e Patrimonio Culturale

Taranta Peligna, situato a 460 metri s.l.m. nella Valle dell'Alto Aventino, alle pendici della Maiella orientale, è un borgo la cui storia è strettamente legata alla sua antica tradizione laniera. Il nome stesso del paese, Taranta (Tarantola fino al 1881), è correlato alle "Tarantole", famosi panni in lana pesante che costituivano la principale produzione locale.

Il paese era noto per la presenza di numerosi lanifici dove venivano lavorati tessuti e realizzate coperte di lana molto colorate. A Taranta Peligna venivano svolte tutte le fasi produttive dell'industria laniera, dal pascolo dei greggi sulla Majella, alla tintura delle stoffe, alla realizzazione delle frange, fino al commercio del prodotto finale. La fortuna del paese è ruotata per secoli attorno ai suoi lanifici, che sfornavano tessuti e coperte rinomate in tutta Italia.

Coperta tradizionale in lana

Oltre alla Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari, tra i monumenti spiccano la Chiesa della Santissima Trinità, il Santuario della Madonna della Valle, la Chiesa di San Biagio (rovine) e la chiesetta della Madonna del Carmine.

Altre strutture di interesse includono il Palazzo “Malvezzi”, che ospita il Museo delle Grotte del Cavallone, un geomuseo UNESCO con un museo virtuale che offre un'esperienza immersiva nelle grotte, e il Sacrario della Brigata Maiella. Il borgo antico, risalente all'età longobarda, era situato su una rupe, parte della quale fu occupata dalla Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari. Dell'antico castello sono ancora leggibili alcuni tratti di muratura di età medievale.

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Taranta Peligna, definito un delizioso borgo d’arte, d’acqua, natura incontaminata e della lana, si presenta come un raccolto museo diffuso, ricco di luoghi inediti da valorizzare e conoscere.

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