La Chiesa Parrocchiale e la Figura di San Lorenzo da Brindisi

Un Omaggio Artistico nella Chiesa Parrocchiale

Nel 1960, in occasione del 25° anno della parrocchia, l’allora parroco Padre Agatangelo da Cuneo propose la realizzazione di due opere artistiche che, affiancate all’affresco di S. Ippolito, completassero l’abside della chiesa.

Si pensò a due personaggi francescani: Santa Chiara di Assisi e San Lorenzo da Brindisi, figura eminente dell’ordine, poco conosciuta ma che fu proclamato da Papa Giovanni XXIII dottore della chiesa l’anno precedente. Furono scelti i bozzetti di Franco Casetti, realizzati poi su tela. Queste opere vennero benedette il 23 ottobre 1960 dal Cardinale.

Abside della chiesa con gli affreschi di San Lorenzo da Brindisi e Santa Chiara d'Assisi

San Lorenzo da Brindisi: Profilo di un Dottore della Chiesa

San Lorenzo da Brindisi è una figura eminente dell’Ordine Francescano dei Cappuccini. La completezza della sua personalità, sia umana che spirituale, fu alimentata da particolari doti quali la memoria, l’oratoria, la sensibilità e la preparazione culturale. Egli presenta così un equilibrio esemplare tra le numerose attività diplomatiche e il rigoroso rispetto delle regole francescane. Tale equilibrio, unito ad un’alta spiritualità, lo rese capace di cose eccezionali. Poiché la sua fama di santità era ben nota prima della sua morte, i superiori decisero di intraprendere i processi di canonizzazione ad appena quattro anni dalla scomparsa.

Vita e Formazione

Infanzia e Vocazione

San Lorenzo da Brindisi, al secolo Giulio Cesare Russo, nacque a Brindisi il 22 luglio 1559. Figlio di Guglielmo Russo ed Elisabetta Masella, rimase orfano di padre ancora fanciullo e successivamente anche della madre, il che gli causò notevoli difficoltà economiche, senza ricevere aiuto dai parenti, nemmeno da Giorgio Mezosa, suo insegnante presso i Conventuali.

Iniziò gli studi umanistici nelle scuole esterne dei Francescani Conventuali di San Paolo Eremita a Brindisi. Tra il 1565 e il 1567, prese l'abito dei Conventuali, passando così alla scuola per oblati e candidati alla vita religiosa. L'usanza dei Conventuali di far predicare i fanciulli in alcune solennità fece iniziare la sua predicazione pubblica.

All'età di quattordici anni, il ragazzo si trasferì a Venezia presso uno zio sacerdote, direttore di una scuola privata e curatore dei chierici di San Marco, potendo così proseguire gli studi e maturare la vocazione nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Nel 1575, nonostante la sua gracile costituzione, fu ammesso a Verona al noviziato dei Padri Cappuccini. Era così devoto, più modesto e osservante degli altri novizi, e così puro e semplice, che pareva un angelo.

La sua costituzione gracile e un violento mal di stomaco nei primi giorni di permanenza nel convento rischiarono di farlo rimandare a casa. Chiese la guarigione alla Vergine e, in riconoscenza dell'aiuto ricevuto, fece voto di digiunare in suo onore tutti i sabati fino alla morte.

Studi e Acquisizioni Linguistiche

A Padova iniziò gli studi, li proseguì e concluse a Venezia tra il 1576 e il 1582, favorito da un’intelligenza acuta e da una memoria prodigiosa. Divorò tutti i libri che gli vennero a portata di mano, volendo approfondire la conoscenza delle Sacre Scritture nel testo originale, studiò l'ebraico e l'aramaico. Con un intervento eccezionale della grazia, riuscì a padroneggiare dette lingue così bene che i rabbini lo scambiarono per un ebreo, disputando con lui nella stessa lingua dei profeti. Dopo il noviziato, gli studi filosofici, teologici e scritturistici, fu ordinato sacerdote il 18 dicembre 1576.

In breve tempo, sia per la scienza sacra che per le doti oratorie, nonché per il fervore mistico e per la rigidezza ascetica, si guadagnò la stima dei dotti e dei confratelli. Per l'eccessiva tensione e le continue penitenze, dovette sospendere gli studi. Ritenuto affetto da tubercolosi, fu ricoverato d'urgenza nell'infermeria del Convento di Oderzo. Un giorno, d'improvviso, fu visto dare in uno scoppio incontenibile di singhiozzi, rivelando al Padre Guardiano che la Madonna lo aveva guarito.

A qualche mese dall'ordinazione diaconale, il futuro santo cominciò a predicare. Da allora, per quasi tutta la vita, la semina della parola di Dio fu l'occupazione più importante e impegnativa per padre Lorenzo. La maggior parte degli scritti che ci lasciò hanno avuto origine dalla sua infaticabile attività di predicatore. Alla bella presenza che s'imponeva al pubblico, univa una voce potente, un gesto esuberante, doti intellettuali e morali superiori. Egli stesso affermava: "Quand'io comincio la predica è come se avanti a me si aprisse un libro; io leggo tutto in quel libro."

Ritratto di San Lorenzo da Brindisi

Carriera e Incarichi nell'Ordine Cappuccino

Numerose furono le cariche alle quali venne eletto all’interno dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini:

  • Guardiano e Maestro dei novizi (1586)
  • Vicario Generale dell'Ordine in Toscana (1589) e Ministro Provinciale della Toscana (1590-92)
  • Ministro Provinciale del Veneto (1594-96)
  • Secondo Definitore Generale (1596) e Definitore Generale più volte (ad esempio, 1599)
  • Vicario Provinciale in Svizzera (1598)
  • Commissario Generale in Boemia e Austria (1599-1602; 1606-10)
  • Ministro Generale dell’Ordine (1602-05), con l'impegno di visitare tutte le province dell'Ordine
  • Commissario Generale in Baviera-Tirolo (1611-13)
  • Ministro Provinciale della Liguria (1613-16)
Mappa delle province visitate da San Lorenzo da Brindisi

Missioni Diplomatiche e Militari in Europa

Tale fu la stima che lo circondava da procurargli incarichi di grande responsabilità in tutta Europa:

  • Dal 1592 al 1594, fu chiamato dalle autorità pontificie all’ambito ufficio di predicatore degli Ebrei a Roma.
  • Nel 1599, su richiesta dell'arcivescovo di Praga, Zbyněk Berka z Dubé a Lipé, all'imperatore Rodolfo II e a Papa Clemente VIII per la restaurazione e la difesa della fede contro le sette protestanti, ebbe l’incarico di stabilire a Praga, allora capitale del Sacro Romano Impero, i primi missionari cappuccini. Diresse il primo drappello in Austria-Boemia, di cui fece parte anche il beato Benedetto da Urbino, e fondò i conventi di Vienna, Graz e Praga, centro della sua attività apostolica. Nella grande città boema, che aveva una importante comunità ebraica oltre a molti riformati e credenti ussiti, dal pulpito padre Lorenzo, che padroneggiava egregiamente la lingua tedesca, seppe rinfrancare le coscienze dei credenti e ottenne la conversione di molti.
  • Nel 1601, quando i Turchi, guidati da Maometto III, invasero l'Ungheria, padre Lorenzo fu eletto cappellano capo dell'esercito imperiale, notevolmente inferiore di numero. Nella battaglia di Alba Reale trascinò i soldati a una strepitosa vittoria brandendo come arma il crocifisso con le reliquie della croce, oggi conservato dalle Francescane del monastero degli Angeli di Brindisi, da lui fatto costruire nel 1604 con gli aiuti del Duca di Baviera, della principessa di Caserta e di altre personalità conosciute durante i suoi viaggi in Europa. Grande fu la sua fama, perché a lui fu attribuito in gran parte il merito del trionfo.
  • Nel 1606, per incarico di Papa Paolo V, tornò a Praga, in difesa della Chiesa cattolica contro l’eresia luterana.

Numerosi furono anche gli incarichi diplomatici che non cercò, ma nei quali fu trascinato dalle circostanze e dagli avvenimenti:

  • Presso il duca di Mantova, Vincenzo Gonzaga (1602).
  • Presso la corte di Spagna a favore della Lega Cattolica di Germania (1609).
  • Presso la corte di Baviera come rappresentante della Santa Sede (1610-1613).
  • Presso il governatore di Milano Pietro di Toledo (1616 e 1618).
  • Presso la corte di Spagna a favore dei napoletani (1619).

ECCO CHI È SAN LORENZO DA BRINDISI

Gli Ultimi Anni e la Morte

Quest'ultimo incarico lo portò a Belém, presso Lisbona. Nel 1618, a Napoli, venne convinto dai patrizi napoletani a recarsi in Spagna per esporre al re Filippo III le malversazioni del viceré don Pietro Giron, duca di Ossuna. Il 26 maggio 1619, evitati agguati di sicari e ostacoli di varia natura, padre Lorenzo venne ricevuto alla corte di Filippo. Al termine del colloquio col sovrano, a conferma delle sue parole, profetizzò la propria morte imminente e che, se lo stesso sovrano non avesse provveduto ai propri sudditi, sarebbe morto entro due anni.

Il 22 luglio 1619, probabilmente avvelenato, il frate brindisino morì all’età di sessanta anni. Il 31 marzo 1621, come profetizzato, si spense anche il re spagnolo, che aveva ignorato le richieste napoletane e aveva favorito il viceré don Pietro Giron.

Beatificazione, Canonizzazione e Proclamazione a Dottore della Chiesa

La Chiesa riconobbe l'eccezionale santità e dottrina di San Lorenzo da Brindisi attraverso diversi passaggi:

  • Nel 1783, fu dichiarato beato da Papa Pio VI.
  • Nel 1881, fu canonizzato da Papa Leone XIII.
  • Nel 1959, fu proclamato Dottore della Chiesa da Papa Giovanni XXIII con il titolo di "Doctor Apostolicus".

La Personalità e le Doti di San Lorenzo da Brindisi

San Lorenzo da Brindisi era un uomo di straordinarie doti intellettuali e spirituali. La sua memoria prodigiosa e la sua acutezza d'ingegno gli permisero di padroneggiare numerose lingue, tra cui l'ebraico e l'aramaico, essenziali per la sua attività di predicatore e studioso delle Sacre Scritture. La sua oratoria era potente ed efficace, capace di toccare le coscienze e ottenere conversioni. Egli non amava parlare di sé e delle meraviglie che Dio operava in lui, mostrando una grande ripugnanza per la vanagloria, l'ipocrisia e la doppiezza.

La sua personalità si distingueva per un equilibrio esemplare tra l'intensa vita contemplativa e l'impegno in numerose attività pratiche, siano esse diplomatiche o militari, sempre mantenendo un rigoroso rispetto delle regole francescane. Questo equilibrio, unito a una profonda spiritualità e a una rigidità ascetica, lo rese capace di cose eccezionali, guadagnandogli la stima di dotti e confratelli e la fama di santità ben prima della sua morte.

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