A poca distanza dalla città di Chieti, fuori porta Pescara, in località Tricalle, è posta una piccola chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie. La struttura, piuttosto semplice, è priva di particolari elementi architettonici che richiamino l’attenzione del passante, eppure è custode di una ricca storia e di una profonda tradizione popolare.

La Leggenda Miracolosa dell'Icona Sanguinante
L'Edicola Votiva Originaria
In tempi assai lontani, lungo la via che da Chieti scende verso il Tricalle, sorgeva un’edicola nella quale era dipinta un’immagine della Madonna col Bambino, oggetto di venerazione popolare.
Il Fatto Prodigioso
La leggenda narra che un giorno, dopo una pioggia dirotta che aveva lasciato ovunque fango e acquitrini, un carrettiere passava per quella via. Il suo carro, giunto presso l’edicola, s’infossò tanto da perdere quasi ogni possibilità di uscita. Il carrettiere spronò più volte, invano, i suoi cavalli, poi, spazientito e colmo d'ira, raccolse un sasso e lo scagliò contro l’immagine della Madonna che aveva di fronte. L’immagine, colpita sul viso, rimase sfregiata, e dallo sfregio cominciò a sgorgare sangue vivo.
Il carrettiere si fermò a guardare, sbigottito, ma sull'istante, sotto di lui, si formò un gorgo che lentamente lo inghiottì con tutto il carro e i cavalli. Era il 2 luglio.
Un'altra cronaca dell'epoca, tramandata da Girolamo Nicolino nella sua Historia della città di Chieti del 1657, descrive un episodio simile avvenuto nel rione di Terranova, sempre alla porta di Pescara. Qui, una devota Chiesa di Santa Maria delle Grazie era legata a un'immagine scolpita in una pietra di marmo, anticamente posizionata sopra un arco vicino alla strada. La leggenda racconta che un "malvagio mulattiero", per rabbia a causa del mulo caduto, colpì l'immagine sacra sulla fronte con una pietra, e da essa uscì subito sangue, visibile ancora oggi, segnato anche sul collo e sulla veste. L'infelice e sacrilego mulattiero, al passar del fiume Pescara, restò col mulo sommerso e non fu più visto. Si narra che questo miracolo fosse avvenuto circa cento anni prima della narrazione e che continuasse a produrre eventi prodigiosi.

Conseguenze e Memoria
Dopo il fatto, molta gente accorse sul posto; l’immagine fu coperta di doni, e l’edicola venne, a mano a mano, ingrandita sino a divenire una chiesa. Da allora, alla Madonna furono dedicate due feste annuali: l’una ricorrente il 2 luglio e l’altra il martedì di Pasqua. La breve zona di terreno dove il carrettiere si sprofondò, nonostante il forte pendio della strada, presenta ancora oggi un leggero ripiano, e la leggenda vuole che il 2 luglio di ogni anno, dal fondo della terra, riecheggino i rumori del carro inabissato e le bestemmie del carrettiere, che sprona invano i suoi cavalli.
L’icona, allora, venne sempre più venerata dai contadini per ingraziarsi la Vergine offesa, e vennero elargite delle somme per edificare una chiesa in suo onore.
Fondazione e Architettura dell'Edificio Sacro
Dall'Edicola alla Chiesa Barocca
La chiesa della Madonna delle Grazie venne eretta nel 1624 per volontà di Monsignor Maesilio Peruzzi, e fu costruita dall’architetto Andrea Scarcia. L'icona miracolosa, in origine collocata su un arco vicino alla strada, fu levata e posta sopra l'altare, inglobata nell'edificio barocco, come testimoniava il clero processionale durante la cerimonia.
Caratteristiche Architettoniche Generali
L’architettura della chiesa è tipica di molte chiese rurali teatine, presentando una pianta rettangolare con la facciata a capanna. L’ingresso è preceduto da un portico a edicola con un solo fornice monumentale. Questo schema architettonico è riscontrabile anche in altre chiese della regione, come quelle della Madonna delle Piane, di San Salvatore e della Madonna del Freddo.
La Facciata e i Suoi Rimaneggiamenti
La facciata della chiesa è stata ristrutturata nel primo Novecento. Durante questo intervento, venne aggiunto intonaco bianco e furono realizzate decorazioni in rilievo presso il coronamento dell’architrave a timpano triangolare, riproducendo motivi cari al romanico toscano.