Storia della Pieve di Santa Maria Assunta a Monteriggioni

Nel cuore del castello di Monteriggioni, lungo il tracciato duecentesco della Via Francigena, sorge la Pieve di Santa Maria Assunta. La sua costruzione viene collocata, con alta probabilità, tra il 1213 e il 1235, anno in cui furono ratificate le condizioni di pace tra senesi e fiorentini.

Mappa storica o pianta del borgo di Monteriggioni che evidenzia la posizione della Pieve di Santa Maria Assunta

Evoluzione parrocchiale e insediativa

La nuova parrocchia assorbì parte dei popoli della canonica di Stomennano e della Chiesa di S. Giovanni a Stecchi. Alla fine del Duecento, in risposta all'incremento della popolazione incastellata, vi fu trasferito il titolo di “Canonica Sanctae Marie Stemennano” e vi fu installato un fonte battesimale.

L'interno della chiesa, caratterizzato da una navata unica che termina in un'abside a pianta rettangolare (scarsella), presenta un impianto semplice. Nonostante i numerosi rimaneggiamenti abbiano alterato l'originale struttura romanica - tra cui il rialzo del presbiterio di tre gradini e l'aggiunta di due altari laterali - si conservano ancora pregevoli arredi quattrocenteschi. Murati nella parete ai lati dell'altare maggiore, si trovano due tabernacoli a tempietto scolpiti in marmo, recanti i nomi dei committenti e le date 1467 e 1477.

Foto dei tabernacoli in marmo del XV secolo presenti all'interno della chiesa

La questione di Santa Maria al Poggiolo e il castello di Porghiano

Una storia millenaria e intricata riguarda la chiesa di Santa Maria al Poggiolo, situata nelle vicinanze di Monteriggioni. Il dibattito storiografico si è concentrato a lungo sulla sua primitiva ubicazione: anticamente denominata “de Porghiano”, veniva considerata interna alle mura di un antico castello ormai scomparso, per poi essere descritta in località Poggiolo. Sebbene alcuni studiosi ipotizzino che Porghiano e il Poggiolo fossero luoghi distinti ma limitrofi, l'analisi dei numerosi atti notarili, dal XIII al XV secolo, permette di chiarire la geografia del sito.

Geografia e documenti storici

La pianura sottostante, che si estendeva fino al torrente Staggia, era nota come “plano de Porghiano”, mentre il mulino sul torrente era chiamato “molendino de Purghiano” (successivamente noto come mulino della Badessa). La comunità di Porghiano confinava con la Staggia a est, il borgo di Stomennano a nord, la chiesa di Corpo Santo a sud e Monteresi a ovest.

Periodo Documento/Evento
1275-1276 Santa Maria di Porghiano compare tra le suffraganee di Lornano
1317 Censimento della chiesa di S. Pietro con S. Martino aggregata
1409 Libro delle Visitazioni: menzione distinta delle chiese di Porghiano

Dall'incrocio dei documenti emerge che il castello di Porghiano e la chiesa di Santa Maria di Porghiano occupavano siti distinti: il castello sorgeva probabilmente più in basso, in corrispondenza dell'attuale podere di Prugliano, mentre la chiesa si trovava sul poggio. All'interno del castello esisteva un'altra chiesa, dedicata a San Pietro, alla quale fu successivamente accorpata quella di San Martino.

Trasformazioni amministrative e commende

Il passaggio di denominazione è documentato nel tempo: se nel 1270 la comunità era definita “popolo di Santa Maria a Purghiano”, verso la fine del XIII secolo, in atti come lo Statuto dei Domini Viarii, si inizia a utilizzare la dicitura “de Sancta Marie de Porghianum vel de Sancta Marie ad Poggiolum”. A partire dal 1400, nel Libro dei Censi, il sito viene indicato esclusivamente come “Comunello di Santa Maria al Poggiolo”.

La parrocchia di Santa Maria Assunta al Poggiolo ebbe un parroco inamovibile a partire dal 1380, con la nomina di Ser Niccolò d’Andrea. Nel 1406, a causa delle scarse rendite, la chiesa fu data in commenda a Pietro di Matteo, vescovo di Calcedonia, e le fu accorpata la parrocchia di Terrensano. Infine, nel 1417, Santa Maria al Poggiolo fu annessa alla vicina Pieve di San Casciano delle Masse, venendo poi riunita, nel secolo successivo, a quella di S. [San Casciano].

Santa Maria dei Laici, Gubbio. Rilievo digitale e ricostruzione virtuale, ANTEPRIMA

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