La Segreteria Generale del Sinodo ha inviato a tutti i vescovi ed eparchi, e attraverso di essi a tutto "il Santo Popolo di Dio" a loro affidato, una Lettera sul processo di accompagnamento della fase attuativa del Sinodo, intitolata: "Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione".
Significativi appuntamenti di valutazione del percorso attuativo si concluderanno nel 2028 con un'Assemblea ecclesiale in Vaticano. Come si legge nella lettera, diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, "Per il momento, non si procede con l’indizione di un nuovo Sinodo, optando invece per un processo di consolidamento del percorso compiuto". Viene inoltre ricordato che nel documento finale del Sinodo Papa Francesco aveva precisato che esso "fa parte del magistero ordinario del Successore di Pietro" e come tale richiede di essere accolto: "Non è strettamente normativo, ma impegna comunque le Chiese a compiere scelte coerenti".
In particolare, "le Chiese locali e i raggruppamenti di Chiese sono ora chiamati a dare attuazione, nei diversi contesti, alle autorevoli indicazioni contenute nel Documento, attraverso i processi di discernimento e di decisione previsti dal diritto e dal Documento stesso". Questi processi sono intesi non come semplice "applicazione" di direttive provenienti dall'alto, ma piuttosto come un processo di "recezione" degli orientamenti espressi dal Documento finale in maniera adeguata alle culture locali e ai bisogni delle comunità. Al contempo, "è necessario procedere insieme come Chiesa tutta, armonizzando la recezione nei diversi contesti ecclesiali", senza nulla togliere alla responsabilità di ogni Chiesa.
Il percorso costituirà, inoltre, "un’occasione per valutare insieme le scelte effettuate a livello locale e riconoscere i progressi compiuti in termini di sinodalità", grazie al quale il Santo Padre "potrà ascoltare e confermare gli orientamenti ritenuti validi per la Chiesa tutta". L'Assemblea ecclesiale del 2028, infatti, "costituirà l’occasione per raccogliere a livello della Chiesa tutta i frutti maturati", come dichiara il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, in un'intervista per i media vaticani.
"Il senso del percorso che sta proponendo la Segreteria del Sinodo alle Chiese locali non è di aggiungere lavoro a lavoro ma di aiutare le Chiese a camminare in stile sinodale", precisa Grech a proposito dell’accompagnamento della fase attuativa approvato da Papa Francesco. "Molti hanno pensato che il Sinodo si fosse concluso con la celebrazione della seconda sessione dell’Assemblea, nell’ottobre scorso", aggiunge Grech: "In realtà la costituzione apostolica Episcopalis Communio ha trasformato il Sinodo da un evento in un processo articolato in tre fasi: preparatoria, celebrativa e attuativa. Questo passaggio richiede una vera e propria conversione, un cambio di mentalità che esige tempo per radicarsi nella prassi della Chiesa. Ma questa articolazione è fondamentale: non basta la pubblicazione di un documento perché quanto è emerso nelle due fasi del processo sinodale venga attuato nella vita della Chiesa. Quel documento va ricevuto come frutto del discernimento ecclesiale e orizzonte di conversione".
Storia e Evoluzione del Sinodo dei Vescovi
Il Sinodo dei Vescovi è un'istituzione permanente del Collegio episcopale. Fu istituito il 15 settembre 1965 dal Papa Paolo VI, in risposta al desiderio dei Padri del Concilio Vaticano II di mantenere vivo l'autentico spirito formatosi dall'esperienza dello stesso Concilio. Il Sinodo dei vescovi è regolamentato dal Codice di diritto canonico nei canoni.
La normativa sinodale ha subito successivi miglioramenti nel corso degli anni, come testimoniano le diverse edizioni dell’Ordo Synodi Episcoporum pubblicate nel 1966, 1969, 1971 e 2006. Recentemente Papa Francesco, con la Costituzione Apostolica Episcopalis Communio (15 settembre 2018), ha profondamente rinnovato il Sinodo dei Vescovi, inserendolo nella cornice della sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa, a tutti i livelli della sua esistenza. In particolare, il Sinodo è compreso come un processo articolato in tre fasi: la fase preparatoria, in cui ha luogo la consultazione del Popolo di Dio sui temi indicati dal Romano Pontefice; la fase celebrativa, caratterizzata dal raduno assembleare dei Vescovi; la fase attuativa, in cui le conclusioni del Sinodo approvate dal Romano Pontefice devono essere accolte dalle Chiese.
Il Decreto conciliare Christus Dominus (28 ottobre 1965) descrive il neo-istituito Organismo in questi termini: "Una più efficace collaborazione al supremo Pastore della Chiesa la possono prestare, nei modi dallo stesso Romano Pontefice stabiliti o da stabilirsi, i Vescovi scelti da diverse regioni del mondo, riuniti nel consiglio propriamente chiamato Sinodo dei Vescovi. Tale Sinodo, rappresentando tutto l’episcopato cattolico, è un segno che tutti i Vescovi sono partecipi in gerarchica comunione della sollecitudine della Chiesa universale" (n. 5).
Assemblee Significative del Sinodo dei Vescovi
Nel corso della sua storia, il Sinodo dei Vescovi ha tenuto numerose assemblee, sia ordinarie che speciali, affrontando temi di cruciale importanza per la vita della Chiesa:
- Terza Assemblea Generale Ordinaria (27 settembre - 26 ottobre 1974): sull'evangelizzazione nel mondo moderno.
- Quarta Assemblea Generale Ordinaria (30 settembre - 29 ottobre 1977): sulla catechesi nel nostro tempo.
- Quinta Assemblea Generale Ordinaria (26 settembre - 25 ottobre 1980): sulla famiglia cristiana.
- Sesta Assemblea Generale Ordinaria (29 settembre - 29 ottobre 1983): sulla penitenza e la riconciliazione nella missione della Chiesa.
- Settima Assemblea Generale Ordinaria (1º-30 ottobre 1987): sulla vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo.
- Ottava Assemblea Generale Ordinaria (30 settembre - 28 ottobre 1990): sulla formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali.
- Assemblea Speciale per l'Europa (28 novembre - 14 dicembre 1991): "Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberato".
- Assemblea Speciale per l'Africa (10 aprile - 8 maggio 1994): sulla Chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice verso l'anno 2000.
- Nona Assemblea Generale Ordinaria (2-29 ottobre 1994): sulla vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo.
- Assemblea Speciale per il Libano (26 novembre - 14 dicembre 1995): "Cristo è la nostra speranza: rinnovati dal suo Spirito, solidali, testimoniamo il suo amore".
- Assemblea Speciale per l'America (16 novembre - 12 dicembre 1997): "L'incontro con Gesù Cristo vivo, via per la conversione, la comunione e la solidarietà in America".
- Assemblea Speciale per l'Asia (19 aprile - 14 maggio 1998): "Gesù Cristo Salvatore e la sua missione d'amore e di servizio in Asia: 'perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza' (Gv 10,10)".
- Assemblea Speciale per l'Oceania (22 novembre - 12 dicembre 1998): "Gesù Cristo: seguire la sua via, proclamare la sua verità, vivere la sua vita: un appello per i popoli d'Oceania".
- Seconda Assemblea Speciale per l'Europa (1º-23 ottobre 1999): "Gesù Cristo vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l'Europa". Frutto: l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale Ecclesia in Europa (28 giugno 2003).
- Decima Assemblea Generale Ordinaria (30 settembre - 27 ottobre 2001): "Il vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo".
- Undicesima Assemblea Generale Ordinaria (2-23 ottobre 2005): sull'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa.
- Assemblea Speciale per il Medio Oriente: comunione e testimonianza.

Il Ruolo del Cardinale Jan Pieter Schotte
Il Cardinale Jan Pieter Schotte, C.I.C.M., ha ricoperto ruoli di grande importanza all'interno della Chiesa, in particolare come Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Nato il 29 aprile 1928 a Beveren-Leie, in Belgio, entrò nella Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (C.I.C.M.) nel 1946. Fu ordinato sacerdote il 3 agosto 1952.
I suoi studi di Diritto Canonico presso l'Università Cattolica di Lovanio e l'Università Cattolica d'America a Washington D.C. lo prepararono per una lunga carriera al servizio della Santa Sede. Dal 1967 al 1972 fu Segretario Generale della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria. Successivamente, ricoprì incarichi di rilievo presso la Segreteria di Stato, la Pontificia Commissione "Iustitia et Pax", la Pontificia Commissione Migrazione e Turismo, e altre commissioni e organismi della Santa Sede.
Dal 1986 al 1994 fu consultore della Congregazione per i Vescovi e membro di varie commissioni pontificie. Fece parte di Delegazioni della Santa Sede in occasione di numerosi incontri internazionali, dimostrando un forte impegno nelle questioni sociali e globali.
Il 24 aprile 1985 fu nominato Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e promosso Arcivescovo. In questo ruolo, organizzò diverse assemblee sinodali significative, tra cui la 2ª Assemblea generale straordinaria, la VII e VIII Assemblea ordinaria, e diverse assemblee speciali per l'Europa, l'Africa, il Libano, l'America, l'Asia e l'Oceania.
Nel 1989 fu nominato Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica (ULSA). Fu creato e pubblicato cardinale da Giovanni Paolo II il 26 novembre 1994, della Diaconia di San Giuliano dei Fiamminghi.
Il Cardinale Jan Pieter Schotte è deceduto il 10 gennaio 2005 a Roma. La Messa funebre, presieduta da Papa Giovanni Paolo II, si è svolta nella Basilica di San Pietro il 14 gennaio 2005.

La Sinodalità: Un Cammino per il Futuro della Chiesa
Il concetto di sinodalità è centrale nel rinnovamento promosso da Papa Francesco. Si tratta di un modo di essere e di operare della Chiesa che enfatizza la comunione, la partecipazione e la missione. La lettera della Segreteria Generale del Sinodo sottolinea l'importanza di "dare attuazione, nei diversi contesti, alle autorevoli indicazioni contenute nel Documento, attraverso i processi di discernimento e di decisione".
Un recente libro, "Un cammino che genera un popolo. Il Sinodo sulla sinodalità spiegato a tutti" (Edizioni Messaggero, Padova 2025), scritto da Serena Noceti e Rafael Luciani, analizza questo processo. Gli autori descrivono il Sinodo 2021-2024 come "probabilmente l’evento più significativo del pontificato di Francesco" e "lo sforzo più importante e il processo globale più esteso che la Chiesa cattolica abbia avviato nel corso della sua storia per intraprendere un cammino di conversione e di riforma".
Il libro evidenzia come la prassi sinodale sia stata sperimentata durante il Sinodo, avviando "una nuova fase di sviluppo della Chiesa, capace di recuperare radici antiche ma anche di riplasmarsi in forma innovativa e adeguata alle sfide del terzo millennio". Viene inoltre sottolineata la crescente presenza e il ruolo delle donne nel processo sinodale.
La sinodalità è vista come un ulteriore passo nella ricezione del Concilio Vaticano II, promuovendo una "Chiesa popolo di Dio, soggetto storico collettivo, di cui si è tutti e tutte corresponsabili per il battesimo; una Chiesa cattolica, che è comunione di Chiese locali, che accolgono e vivono il Vangelo nelle diverse culture; una Chiesa in cammino nella storia, a servizio del regno di Dio, di pace, giustizia, armonia con il creato".
Tuttavia, il cammino verso una Chiesa pienamente sinodale presenta ancora sfide. Il libro riconosce realisticamente che "ci sono stati vescovi e parroci che non hanno coinvolto adeguatamente le loro comunità nel processo sinodale" e che, di conseguenza, molti cattolici non hanno partecipato attivamente. Pertanto, "molto resta da fare per costruire uno spazio in cui la comune dignità battesimale e la corresponsabilità differenziata nella missione evangelizzatrice della Chiesa siano non solo affermate, ma anche esercitate e praticate, nella convinzione che la sinodalità è il modo di essere Chiesa".