La Cappella delle Reliquie nel Duomo di Spoleto: Un Tesoro di Fede e Storia

Il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto, che include la Cattedrale, il Museo Diocesano e la Basilica di Sant’Eufemia, è stato recentemente presentato con un nuovo progetto denominato “Arte dello Spirito - Spirito dell’Arte”. Questa iniziativa dell'Archidiocesi, in collaborazione con Civita Opera, mira a offrire una lettura più ampia e unitaria dei monumenti cittadini, riportando la Cattedrale al suo ruolo di fulcro spirituale e artistico. Come ha rilevato l’Arcivescovo di Spoleto, Renato Boccardo, la storia del Complesso Monumentale è “una lunga storia, una storia di fede, di arte e di cultura, una storia che si può leggere attraverso le pietre, ma è necessario anche andare al di là di quello che si vede immediatamente e di trovare “dentro” tutto ciò che racconta”.

In questa prospettiva, il Duomo non si limita a custodire capolavori artistici, ma è soprattutto un luogo di eccellenza per la spiritualità. Un esempio preminente di ciò è la Cappella delle Reliquie, che conserva al suo interno la preziosa lettera autografa di san Francesco d’Assisi a frate Leone.

Esterno del Duomo di Spoleto con la scalinata e il mosaico della facciata

Storia e Origini della Cappella delle Reliquie

Dalla Sacrestia della Cona al Santuario delle Reliquie

La Cappella delle Reliquie fu eretta intorno al 1540 dai maestri lombardi Francesco, Matteo, Bernardino di Mastro Daniello, Giacomo e gli scalpellini Caterino e Salvatore. Originariamente era conosciuta come "Sacrestia della Cona" (dove "Cona" sta per Icona), essendo il luogo destinato a conservare la Santissima Icona, prima del suo spostamento nella Cappella Mauri, oltre ai paramenti e alle suppellettili più preziosi. Questa costruzione avvenne sull'area in cui in precedenza si trovava l'abside di San Primiano, che sopravvisse al rifacimento del Duomo fino al 1540, prima di essere sostituita dalla Cappella delle Reliquie.

I Preziosi Contenuti della Cappella

All'interno della cappella è custodito un documento di inestimabile valore risalente al 1224 circa: la lettera autografa di San Francesco a Frate Leone. Dopo le sacre spoglie, conservate ad Assisi, gli autografi di Francesco rappresentano le sue reliquie più preziose. Ne esistono soltanto due, e quello di Spoleto è un piccolo foglietto rettangolare di pergamena, ricavata da pelle di capra, che misura 13×6 cm. È composto da diciannove righe e si presenta perfettamente conservato. Oltre a questo, la cappella ospita anche il "reliquiario del legno della Croce", donato da Barbarossa nel 1185 insieme alla SS. Icona. Questo reliquiario contiene un frammento del legno della Croce, uno della veste di Cristo, alcune gocce del suo sangue e due spine della corona. L'intero tesoro è racchiuso in una teca donata nel 1669 da Gaudenzio Poli, Arcivescovo di Amelia.

Dettaglio della lettera autografa di San Francesco a Frate Leone

Architettura e Decorazioni Artistiche

Gli Intarsi e gli Affreschi

Per la sua funzione di scrigno, furono creati armadi riccamente decorati e addossati alle pareti. Questi "armari", molto elaborati, furono realizzati dai mastri legnari spoletini Giovanni Andrea di Ser Moscato e Damiano di Mariotto, tra il 1545 e il 1554, e successivamente da Mastro Lorenzo, detto “Ciampichetto”. Le casse che un tempo contenevano le reliquie della cappella, intarsiate dagli stessi Giovanni Andrea di Ser Moscato, Damiano di Mariotto e Lorenzo Ciampichito, furono smantellate negli anni '30 del secolo scorso, e i loro pannelli frontali furono utilizzati per rivestire le pareti della cappella. Questo intervento incluse anche l'ornato tabernacolo ligneo dorato che ospitò la SS. Icona fino al 1668. Gli altorilievi sui pilastrini raffigurano scene della Passione di Cristo e della vita della Vergine, sebbene siano poco visibili da lontano.

Le decorazioni pittoriche sono opera di Francesco Nardini da Sant’Angelo in Vado (Urbino), detto “Santagnolo”. Nardini realizzò figure di profeti e sibille, anch'esse legate al culto mariano, in quanto prefigurano la salvezza dell’umanità ad opera della Vergine. Questi lavori furono iniziati nel 1546 e completati nel 1554. La volta della cappella è decorata con affreschi raffiguranti storie della Vergine e grottesche: al centro si trova la “Discesa dello Spirito Santo”, circondata da scene come la “Natività della Vergine”, la “Visitazione di Santa Elisabetta”, “l’Annunciazione”, la “Purificazione” e due evangelisti.

Interno della Cappella delle Reliquie con gli armadi intarsiati e gli affreschi

Modifiche Strutturali e Adattamenti nel Tempo

La Cappella delle Reliquie ha subito numerose modifiche nel corso del tempo. In origine era più ampia, estendendosi sulla destra dove oggi è conservata la lettera di San Francesco. Tuttavia, nel 1640 fu ristretta per permettere l'ampliamento del transetto. La cappella possedeva anche una porta che conduceva all'esterno, la quale è stata successivamente chiusa.

La Cappella nel Contesto del Complesso Monumentale

Il Duomo di Spoleto, con la sua scalinata che si apre improvvisamente tra i vicoli, è un edificio la cui bellezza impressiona tutti i visitatori. La costruzione della Cattedrale di Santa Maria Assunta ha attraversato i secoli, con le sue origini tra l'VIII e il IX secolo, durante la fine della dominazione longobarda, e significative modifiche nel XII secolo. L'interno della chiesa, radicalmente trasformato nella prima metà del Seicento per volere del cardinale Francesco Barberini, è in stile barocco e a croce latina.

Il nuovo itinerario di visita del Complesso Monumentale parte dal fianco destro della chiesa, dalla Cappella degli Eroli, dedicata all’Assunta con affreschi di Jacopo Siculo. La visita conduce poi agli affreschi di Filippo Lippi nell'abside, culminando nel percorso estetico e religioso. Nel fianco destro della Cattedrale sarà predisposto il punto di accoglienza per l’ingresso alla Cattedrale e ai vari siti del Complesso, dove sarà possibile ritirare l'audioguida multilingue e trovare una libreria con materiale editoriale tematico.

In questa prospettiva, il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto mira a divenire il luogo principe della spiritualità e dell’offerta culturale della città, promuovendo la bellezza divina e terrena e l'unicità di questo luogo sacro. L'obiettivo è raccontare la città attraverso un’esperienza consapevole e profonda da parte del visitatore. L'Arcivescovo Boccardo ha espresso l'auspicio che il contatto con queste opere, che narrano la vita di un popolo, possa costituire un arricchimento interiore per continuare con forza, speranza e determinazione il cammino quotidiano.

Sabato Santo, Duomo di Spoleto 11 aprile 2020

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