Una voce eterea, impalpabile, quasi irreale, un violoncello vibrante e parole che scavano in profondità caratterizzano l'arte di Irene Buselli. Accompagnata dal violoncellista Pietro Martinelli, Irene intreccia atmosfere rarefatte e testi visionari, dando forma a un racconto intimo e surreale.

Irene Buselli: Tra Musica, Scrittura e Scienza
Nata a Genova nel 1996, Irene Buselli si muove tra scrittura, musica e scienza. Laureata in Matematica e impegnata nel campo dell’intelligenza artificiale, affida alla canzone il compito di esplorare la parte più fragile e poetica dell’esistenza.
Carriera e Riconoscimenti
- Dal 2019 si è esibita in contesti originali e festival nazionali, condividendo il palco con artisti come Jack Savoretti, Marina Rei, Paolo Jannacci e Samuel.
- Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Premio Bindi, il Premio Nilla Pizzi, e il Premio della Critica e Miglior Testo al Bianca d’Aponte.
- Nel 2024 è stata ospite al Premio Tenco, sul palco del Teatro Ariston.
- È stata tra gli artisti selezionati di Musicultura 2024.
- Dal 2021 fa parte del collettivo di cantautrici “Canta fino a dieci”.
- Il suo primo album, Io, io, io (Pioggia Rossa Dischi, 2023), è una prova d’autore intensa e personale, seguita nel 2024 dal singolo Scegli con cura.
Pietro Martinelli: Contrabbassista, Polistrumentista e Collaboratore
Pietro Martinelli è un contrabbassista, bassista, polistrumentista, compositore e arrangiatore genovese.
Collaborazioni e Progetti
- Attualmente è in tour con Elio nel nuovo spettacolo “Quando un musicista ride”.
- Dal 2024 collabora come violoncellista con la cantautrice genovese Irene Buselli.
- Dal 2021 prende parte allo spettacolo teatrale “Ci Vuole Orecchio - Elio canta e recita Enzo Jannacci”, con oltre 170 repliche nei principali teatri italiani.
- Ha registrato circa 60 dischi come sideman e ha suonato dal vivo e registrato con artisti internazionali come Phil Woods, Scott Hamilton, Sir Waldo Weathers (sassofonista di James Brown), Tony Coleman (batterista di B.B. King) e Otis Grand.
- Ha collaborato con importanti musicisti italiani tra cui Tullio De Piscopo, Rosario Giuliani, Vittorio De Scalzi, Zibba, Riccardo Arrighini, Alessio Menconi, Armando Corsi, Giua, Roberta Alloisio, Marta Del Grandi, Elio Rivagli, Mario Arcari, Marco Fadda, Roberto Izzo, Stefano Cabrera e Henry Carpaneto.
Altri Artisti e Progetti Musicali Menzionati
Il Quartetto di Beatrice Gatto
Il progetto nasce dall’incontro tra Beatrice Gatto, cantante del quartetto, con Federico Buccini, Guglielmo Molino e Simone Lanzillotti. Il gruppo propone cover rivisitate e interpretate in modo unico e personale da ogni componente del progetto.
Daahoud Salim Quintet
Si propose al Jammin’ anno 2018 il quintetto del pianista spagnolo Daahoud Salim, fondato ad Amsterdam nel 2015. Da allora, la band ha suonato in alcuni dei più importanti festival in Europa e pubblicato due album. Vincitore del 40° Getxo Jazz Festival e del B-Jazz International Contest, l’ensemble presenta un repertorio formato da composizioni di Daahoud e del padre Abdu Salim, sassofonista e compositore texano, fonte di ispirazione per la band.
Martin Salemi Trio
Fondato dal pianista belga Martin Salemi, il trio ha pubblicato il suo primo album “Short Stories” nel 2017 sotto l’etichetta Igloo Records. Una collezione di composizioni ispirate dove si alternano ballad, swing, groove asimmetrici e ritmi avvolgenti.
Open Letter (Lorenzo Taddei)
Altra proposta al Jammin’ anno 2018, Open Letter è un progetto musicale guidato da Lorenzo Taddei, compositore e chitarrista del gruppo. Il progetto, nato nell’autunno del 2017, ha iniziato a farsi strada nella scena musicale romana e non, definendo il proprio genere come nujazz. Il primo lavoro discografico “Bonsai” è uscito a maggio 2018.
Emanuele Righini e Giacomo Tagliaventi
Progetto nato da un’idea di Emanuele Righini e Giacomo Tagliaventi, il cui mantra concettuale è l’interazione musicale. La musica come lingua raffinata ed efficace, come dialogo, una “conversazione” collettiva che tocca aspetti introspettivi della natura umana.
Federico Proietti
Cantautore romano, Federico Proietti esordisce con il suo primo singolo “Regina delle tenebre” nel dicembre 2017.
Davide Valeri
Giovane pianista e compositore di 21 anni, Davide Valeri si è già distinto come autore e interprete.
Charles Burchell Orchestra
Il nuovo progetto di Charles Burchell, polistrumentista, produttore, compositore, insegnante di New Orleans, vede un’orchestra completa cimentarsi nell’improvvisazione sul palco con sonorità Neo Soul ed Hip Hop, un mix di creatività ed improvvisazione su un genere musicale innovativo, nuovo, fresco, che riesce a coinvolgere l’ascoltatore con i ritmi urbani e lo spirito di denuncia sul quale questo genere si è affermato negli anni.
Sofia Buscema (Tamyla)
Sofia Buscema, in arte Tamyla, scrive i testi dei suoi brani nelle diverse lingue che parla da quando è bambina: spagnolo, francese, inglese e italiano.
Jasper, Jesse e Jarno
Jasper, Jesse e Jarno si sono conosciuti al Royal Conservatoire di Antwerp, in Belgio. Ispirati dagli stessi artisti come Herbie Hancock, Oscar Peterson, Bud Powell, Bill Evans, Chick Corea, questi tre giovani musicisti hanno trovato una intesa profonda nel suonare insieme.
Super Bad
I Super Bad hanno collezionato numerosi concerti e partecipazioni a festival e rassegne jazz, tra cui Grey Cat Jazz Festival, Andora Jazz, Giotto Jazz, Arno Vivo e JAZZMI. Il primo disco è stato registrato presso l’House Of Glass di Gianni Bini, editato al LEP Studio di Cento da Luca Leprotti, mixato e masterizzato al Green Brain Studio da Stefano Bechini. Composizioni, arrangiamenti e produzione artistica sono interamente della band.
Mopoke
Mopoke è un trio elettrico in volo sugli opposti: dolcezza e potenza, roccia e velluto, poesia e cinismo convivono ma non si scontrano, separati nella sospensione tra i fusi orari del post-rock e quelli del jazz europeo.
Pier (Guignol)
Dal ’99, frontman, musicista e autore dei versi degli storici Guignol di Milano (8 album e 2 EP). Esordisce come solista nel 2022 con l’album “La bottiglia blu” (Orzorock Music) preceduto dal suo primo romanzo “Epifania in Via Campania” (Europa Edizioni). Pier presenterà alcuni brani del suo album appena uscito in apertura a Mick Harvey.
Matteo Paggi (GIRAFFE)
Matteo Paggi, trombonista al fianco dell’icona del jazz Enrico Rava nel gruppo “Fearless Five”, e vincitore del Top Jazz nel 2025, presenta il suo progetto GIRAFFE. La giraffa, nel mondo del simbolismo, simboleggia la “lungimiranza”: avendo la testa lontana dal cuore, la mente è libera di volare liberamente, ma allo stesso tempo anche il fuoco che risiede nel petto, le passioni, sono libere di infuocarsi senza ostacoli. Con questo concetto Matteo ha visualizzato la performance della band, che alterna brani scritti in modo intellettuale che richiedono passione e dinamismo per essere suonati, con improvvisazioni di “instant composing” che coinvolgono un uso importante dell’elettronica, e un’atmosfera più ambient. L’obiettivo di Matteo è rendere la musica contemporanea digeribile e intrigante anche per una persona che passa di lì per caso. Vincitori del premio “Next Jazz Generation 2025” di I-Jazz, hanno pubblicato il loro primo album per la Jam/Unjam nel 2025, distribuito dalla Universal.
Arcidosso Street Band
Nasce ad Arcidosso nel 1824 come Società Filarmonica. Dal dicembre 2006 si è trasformata in “Arcidosso Street Band” sotto la guida del Maestro Marco Pericci. Formata quasi interamente da giovani con un nuovo repertorio musicale, aggiungendo nuovi strumenti elettronici come chitarra, basso e tastiera, nuove divise, coinvolge subito e riscuote successo. Si esibisce in provincia ed anche nel territorio nazionale.
Zastava Orkestar
La Zastava Orkestar è una street band composta da elementi provenienti dalle migliori orchestre dell’Alta Maremma. Non esistono musicisti più balcanici di questi irriducibili maremmani! Le esibizioni sono piuttosto movimentate e uniscono alla musica teatro e giocoleria: sono una sorta di festa-spettacolo in musica, di fronte alla quale il pubblico non può che rimanere coinvolto (e sconvolto). Questo è il vero spirito della musica dell’Est e della musica di tradizione Rom.
Charlie Parker: L'Uomo e l'Icona del Jazz
A settant’anni dalla morte - e a oltre cento dalla nascita - questo libro diventa l’occasione per riprendersi la figura di Charlie Parker, sequestrata da troppi cliché. Parker attraversa la storia americana del Novecento e tutte le arti: la musica, certo, ma anche letteratura, cinema, teatro, pittura, scultura, graphic novel, danza, moda. La storia di Parker va riletta come uno scrigno di tesori “culturali” dove si trovano capolavori di creatività: romanzi di Julio Cortázar, Percival Everett e James Ellroy, graphic novel di Muñoz & Sampayo, dipinti di Basquiat, il teatro di Leo de Berardinis, il cinema di Clint Eastwood, le coreografie di Alvin Ailey e l’opera di tanti altri artisti. Lo sfruttamento dell’icona prevede anche la comparsa come “santino” nei testi di canzoni dal punk all’hip-hop, dai Red Hot Chili Peppers agli Steely Dan. Dietro la “maschera” di Bird si cela la dicotomia tra l’artista e l’uomo, il maledetto e il borghese. Charlie “Bird” Parker (1920-1955) occupa un posto speciale nella short list di chi ha cambiato il corso del jazz. Insieme a Dizzy Gillespie è stato il maggior artefice di un linguaggio avanzato, ribelle, cool come il bebop. La sua brillantezza solistica ha generato una schiera infinita di imitatori, la vita dissoluta ha segnato le cronache del Dopoguerra. Il primo bootleg della storia ha catturato il suono del suo sax alto. Parker è un modernista della statura di Picasso, dirompente come Hendrix: una figura ancora pulsante per i contemporanei. Origina un vortice culturale che tiene insieme Jack Kerouac e Langston Hughes, Miles Davis e Igor Stravinskij, Sonny Rollins e Stefan Wolpe, Bob Dylan e i Manhattan Transfer, Leonard Feather e Lester Bangs, Walter Winchell e Lenny Bruce, Popeye e i film western, i manganelli e la benzedrina. In questo libro, “Bird” è riletto in tutti i modi possibili e anche in quelli impensabili: viene ripercorsa la sua vita da romanzo tramite fonti alternative (e qualche raro documento d’epoca), con chicche da parkerologi inserite in una lettura per tutti.
Franco Bergoglio, Saggista e Scrittore
Franco Bergoglio, saggista, scrittore, curatore artistico, è nato a Chivasso nel 1973 e risiede a Torino. Da oltre vent’anni si occupa di musica e cultura. Ha scritto articoli, studi, racconti brevi, recitativi, pièce teatrali, reading. Suoi contributi appaiono su Alias/Il Manifesto. Tra i suoi libri: Sassofoni e pistole. Storia delle relazioni pericolose tra jazz e romanzo poliziesco (Arcana, 2015) e I giorni della musica e delle rose. Rock, pop, jazz, soul, blues nel vortice del ’68 (Stampa Alternativa, 2018). Collabora da tempo con Torino Jazz Festival e Università degli Studi di Torino.
Roy Paci
Roy Paci è cantante, trombettista, compositore, produttore discografico, fondatore della label e casa di produzione Etnagigante.
Seun Kuti e Egypt 80
Seun Kuti è un musicista, cantante e autore nigeriano rinomato per le sue performance coinvolgenti e la sua musica socialmente impegnata. Figlio più giovane del pioniere dell’Afrobeat Fela Kuti, Seun ha trascorso gran parte della sua vita preservando ed estendendo l’eredità politica e musicale del padre come leader della sua storica band Egypt 80, con la quale ha pubblicato altri quattro album con gli Egypt 80: “Many Things” (2008), “From Africa with Fury: Rise” (2011) per Knitting Factory Records, coprodotto da Brian Eno e John Reynolds, “A Long Way Beginning” (2014) e il già citato “Black Times” (2018), nominato ai Grammy e con la partecipazione di Carlos Santana. Nel 2022, Seun ha collaborato con il frontman dei The Roots, Black Thought, nell’EP “African Dreams”.
Shantel
L’analogico incontra il digitale. L’Oriente incontra l’Occidente. Un crogiolo di stili, uno spettacolo vibrante in cui l’acustico viene remixato con elettronica e beat dal vivo sul palco. Con il suo mega hit internazionale Disko Partizani, Shantel è diventato il volto sonoro di una nuova cultura musicale e della danza a livello globale. È stato il primo a dare alla cultura pop contemporanea un suono cosmopolita, grazie alle sue radici familiari stratificate e internazionali. Con Shantel, la migrazione diventa udibile e ballabile.
I Nomadi
I Nomadi nascono nei primi anni ’60 tra Modena e Reggio Emilia per iniziativa di Beppe Carletti e Augusto Daolio, con esordio nel 1963. Il gruppo è ancora attivo dopo oltre 60 anni, con molti concerti ogni anno e un pubblico molto ampio. Dal 1966 collaborano con Francesco Guccini, da cui nascono canzoni importanti come “Dio è morto” e “Noi non ci saremo”. Nel 1972 esce “Io Vagabondo”, scritta da Alberto Salerno e Damiano Dattoli, che diventa il loro brano più rappresentativo. Negli anni partecipano a programmi e festival come il Festival di Sanremo, ottenendo successo e riconoscimento. Nel 1993 nasce il Nomadincontro per ricordare Daolio, con premi assegnati ad artisti e persone impegnate nel sociale.
Kenny Wheeler
Kenny Wheeler ha lasciato una traccia indelebile nel Jazz contemporaneo forgiando, insieme ad alcuni altri musicisti, una estetica squisitamente europea che, a tutt’oggi, costituisce un riferimento imprescindibile anche per le nuove generazioni. Il suo innato talento nel costruire melodie distese, cantabilissime, di una logica disarmante ed intrise di una malinconia gioiosa scolpisce una vera e propria “idea del Nord” in cui l’armonia, prevalentemente modale, non funziona solo da cornice ma ha un ruolo strutturale.
Piero Umiliani e il Conservatorio Luigi Cherubini
Nel centenario della nascita di Piero Umiliani, il Conservatorio Luigi Cherubini celebra uno dei suoi allievi più visionari e internazionali, protagonista di un percorso musicale capace di fondere jazz, cinema, sperimentazione ed eleganza orchestrale. Umiliani è stato tra i primi in Italia a dare al jazz una voce autonoma e moderna, portandolo nel cinema, nella televisione e nella produzione discografica con uno stile riconoscibile, sofisticato e insieme profondamente comunicativo. Le sue partiture, attraversate da groove, libertà improvvisativa e ricerca timbrica, hanno aperto nuove strade tra scrittura colta e cultura pop. Questa produzione nasce con l’intento di restituire quell’energia creativa, rileggendo il suo linguaggio attraverso l’interplay di un gruppo di studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio Cherubini di Firenze, sotto la guida di Dario Cecchini.
Fatoumata Diawara
Fatoumata Diawara è pura energia. La sua voce vibrante racconta la storia dell’Africa, le sue sofferenze e le sue gioie ritrovate, cantate nella sua lingua nativa, il bambara. Spirito libero prima di tutto, usa l’arte come mezzo e come percorso. Attraverso le sue canzoni, affronta i temi cruciali delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni forzati, prove personali che trasforma in un messaggio universale di speranza e resilienza.
Ensemble Interazione Creativa (Scuola di Musica di Fiesole)
L’Ensemble Interazione Creativa del Dipartimento di Jazz della Scuola di Musica di Fiesole è un’attività che coniuga l’aspetto didattico con l’aspetto professionale. Gli arrangiamenti vengono fatti di volta in volta in base all’insieme dei musicisti che frequentano il Corso nell’arco dei tre anni, con l’intento sia di enfatizzare le singole personalità musicali degli studenti, sia di colmarne le eventuali lacune dal punto di vista della futura professione di musicista. Per questa sua natura intrinseca, anche la scelta delle musiche varia di anno in anno, avendo come unico riferimento musicale la totale apertura a qualsiasi tipo di repertorio. Si possono quindi sentire, oltre a brani standard del Jazz storico, anche reinterpretazioni di musiche da film, brani classici, brani popular e brani originali.
Raphael Gualazzi
La band è l’astronave musicale di Gualazzi. Lui scrive le sue canzoni, le arrangia, le dirige e interagisce con i musicisti attraverso pianoforte, voce e ukulele. L’ultima creazione di Raphael, Dreams (CAM Sugar), presenta una fusione di stili musicali, dalla musica classica e funk Africana vintage, al new soul e al jazz. Raphael Gualazzi è un cantautore, pianista, compositore, arrangiatore, musicista e produttore acclamato a livello internazionale per il suo modo unico e personale di suonare e fondere le tradizioni di diverse culture musicali.
Yellowjackets
Ben oltre il quinto decennio di attività, gli Yellowjackets non mostrano alcun segno di rallentamento. Anzi, tutt’altro - come suggerisce il titolo della loro ultima uscita, Fasten Up, il 27° album della lunga carriera del quartetto e il settimo per Mack Avenue Records. L’espressione curiosa, tratta dall’esuberante brano omonimo del bassista Dane Alderson, incarna l’etica della band fatta di slancio inarrestabile, ma porta con sé anche un velato avvertimento: preparatevi, allacciate le cinture, gli Yellowjackets sono tornati e il piede è premuto sull’acceleratore. Gli Yellowjackets pubblicarono il loro album di debutto omonimo nel 1981, nel pieno dell’era fusion. Da allora hanno abbracciato la mentalità trasversale del genere, rifiutando però di restare legati a un unico stile o periodo. C’è una gioia collettiva che anima tutta la musica degli Yellowjackets. L’entusiasmo della scoperta condivisa vibra nei groove funk muscolari, approfondisce l’emozione delle ballad, scava alle radici del loro energico senso dello swing.
Bobo Rondelli e Nico Gori Swing 10tet
La grande canzone italiana incontra lo swing. Un incontro speciale tra due personalità forti e riconoscibili della scena musicale italiana. Da un lato Bobo Rondelli, cantautore anticonformista, attore, poeta e performer che con la sua voce intensa e la sua scrittura disincantata si muove tra ironia, malinconia e racconto con una presenza scenica autentica e teatrale. Dall’altro Nico Gori, tra i più apprezzati clarinettisti e sassofonisti jazz italiani, alla guida del suo Nico Gori Swing 10tet, formazione che da ormai dieci anni celebra l’eleganza e l’energia dello swing orchestrale. Una reinterpretazione inedita e contemporanea di alcune delle pagine più raffinate della canzone italiana degli anni ‘50 e ‘60: Fred Buscaglione, Fred Bongusto, Sergio Endrigo, Mina, Umberto Bindi, autori e interpreti che hanno raccontato l’amore, l’eleganza e il disincanto con uno stile unico.
Ibrahim Maalouf
Dopo due prestigiose nomination ai GRAMMY®, Ibrahim Maalouf torna con il suo 19° album, altamente innovativo. Dal punto di vista filosofico, storico e musicale, T.O.M.A. Nato a Beirut nel 1980, Ibrahim Maalouf è riconosciuto internazionalmente come lo strumentista più popolare della scena musicale francese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto due Victoires du Jazz e due Victoires de la Musique, rispettivamente per il miglior album di musica mondiale e per lo spettacolo musicale e il concerto dell’anno. Questi premi lo hanno reso il primo musicista a ricevere questo riconoscimento nei 33 anni di storia dei Victoires de la Musique.
