Il Campo Sacro Cuore di Foggia: Storia di Rinascita e Impegno Sociale Salesiano

Il quartiere Candelaro di Foggia, con la sua parrocchia del “Sacro Cuore”, l'oratorio, la comunità per minori e l'associazione “Sacro Cuore aps”, è un esempio di come l'impegno costante di salesiani e laici possa trasformare un'area periferica e socialmente complessa. Le origini del rione risalgono all'epoca post fascista, negli anni '50. Nonostante sia stato spesso considerato una zona difficile, soprattutto dal punto di vista sociale, possiede importanti luoghi di culto che sono punti di riferimento fondamentali per i foggiani.

Veduta aerea del quartiere Candelaro di Foggia con evidenziati i punti di riferimento

L'Oratorio Sacro Cuore: Un Baluardo contro il Disagio Sociale

L'oratorio Sacro Cuore è da sempre un luogo dove scorrono storie difficili, con giovani tirati fuori dalla malavita, adolescenti alle prese con droga e spaccio, e piccoli furti. In questo contesto, l'azione di sensibilizzazione e prevenzione è cruciale. Il Questore Ferdinando Rossi aveva impiantato qui un simbolico quartier generale, consegnando di persona tanti palloni da calcio per far giocare questi giovani. Questa iniziativa simboleggiava la presenza, l'attenzione e l'affetto delle istituzioni verso la comunità. Rossi ha inoltre portato avanti un messaggio tenace e costante nelle scuole e Università, con azioni di sensibilizzazione sui temi del femminicidio e del bullismo, sottolineando l'importanza di seminare per contrastare la criminalità.

La Nascita della Parrocchia e l'Arrivo dei Salesiani

La parrocchia del “Sacro Cuore” di Foggia fu eretta nel 1956. Il primo parroco fu il sacerdote diocesano don Mario Checchia, che si distinse per il suo spirito salesiano e l'attesa gioiosa dell'arrivo dei salesiani. I salesiani arrivarono a Foggia nel 1968, e il 1° ottobre fu nominato il primo parroco salesiano della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Foggia, don Alfonso Ruocco.

Foto storica dei primi sacerdoti salesiani a Foggia

L'Impegno dei Salesiani per il Riscatto Sociale

I primi sacerdoti salesiani trovarono un quartiere periferico povero e isolato, ma abitato da persone desiderose di superare la marginalità. Con la passione educativa di don Bosco e la loro generosità, si misero al servizio dei giovani e delle loro famiglie. Grazie al loro impegno e a quello di tanti laici, oggi si possono osservare progressi nel riscatto sociale del quartiere.

Le Iniziative dei Primi Salesiani

I primi salesiani, tra cui don Alfonso Ruocco, don Angelo De Vito, don Lucio Mastrilli, don Pio Del Pezzo, e i coadiutori salesiani Nino Punzi e Gabriele Panunzio, riuscirono a coinvolgere un folto numero di giovani organizzando:

  • Feste
  • Tornei di pallavolo in serie C nazionale
  • Scuole di foto e traforo
  • Campi scuola
  • Attività teatrali
  • Gite

L'Amplificazione dell'Impegno Sociale (Dal 1973 in poi)

Dal 1973, con l'arrivo di don Nicola Palmisano, don Gerardo Russo, don Michele Mongello, e successivamente don Michele de Paolis e don Giorgio Pratesi, le iniziative assunsero un carattere fortemente sociale. La parrocchia, situata in un ambiente popolare e di povertà con un'alta percentuale di giovani, divenne un centro nevralgico per:

  • Iniziative di catechesi sui documenti conciliari della Chiesa
  • Scuola popolare
  • Formazione sociale e politica dei giovani
  • Accoglienza di nuclei familiari senza casa nell'abitazione dei salesiani
  • Condivisione con i poveri

Questo impegno ha generato un fermento di impegno sociale e politico ancora oggi presente sul territorio cittadino.

La Nascita del Villaggio "Emmaus" e la "Piccola Comunità"

Nel 1978, da una significativa esperienza di Chiesa nello spirito di don Bosco, nacque il Villaggio “Emmaus” a pochi chilometri dalla casa salesiana. Una “Piccola Comunità” di sacerdoti salesiani e un gruppo di giovani della parrocchia Sacro Cuore decisero di intraprendere una vita comunitaria condivisa al servizio di giovani in difficoltà, tossicodipendenti e alcolizzati, offrendo loro un'esperienza di vita alternativa.

Dall'anno 1984, da un lato si riprese una vita parrocchiale tipica, fatta di evangelizzazione, liturgia e carità, mentre i salesiani e i laici che seguivano l'associazione Emmaus, diedero vita a una nuova esperienza di “piccola comunità” alla periferia di Foggia.

Sviluppi dell'Oratorio e della Comunità (Dagli anni '90 in poi)

Nella parrocchia-oratorio nacquero i gruppi Amici Domenico Savio (ADS) e si sviluppò un'intensa vita feriale oratoriana, accompagnata da teatro, musica e campi scuola per la preparazione dei futuri animatori. Un forte impegno fu dedicato a far conoscere la figura di don Bosco nelle scuole. I gruppi di preghiera mariana e vari movimenti ecclesiali diedero un impulso nuovo e rigenerativo.

Negli anni '90, la parrocchia accolse il Rinnovamento nello Spirito. Prese vigore la Famiglia Salesiana con la nascita dell'Associazione Devoti Maria Ausiliatrice (ADMA) nel 1995 e dell'Associazione dei Salesiani Cooperatori (ASC) nel 1996. L'oratorio, con i cambiamenti degli incaricati, subì diverse impostazioni. Iniziò il post-cresima con il gruppo “Amico del povero” e continuarono i gruppi di formazione per giovani animatori e genitori. Nacque il Consiglio della Comunità Educativa Pastorale (CEP) per favorire maggiore comunicazione tra Liturgia, Catechesi e Carità, aree pastorali della Parrocchia.

"Piccoli Passi Grandi Sogni": Innovazione e Apertura

Gli anni 2000 furono caratterizzati da un rinnovamento in ogni settore, con attenzione alle origini e alla storia, e una maggiore apertura al territorio, grazie anche all'associazione “Sacro Cuore aps”, nata nel 2007, e a una fattiva collaborazione in tutti i settori della vita ecclesiale locale. Gli spazi angusti della struttura e la mancanza di sale portarono, nel 2006, dopo anni di lavori e grazie a tante famiglie, alla costruzione e inaugurazione della nuova struttura dell'oratorio, dotata di aule, sale multimediali, sala giochi e cappella.

Nel 2017, attraverso una riprogettazione degli spazi all'aperto, furono realizzati nuovi campi da gioco: calcio e calcetto in erba sintetica, volley, basket e calcetto, per rendere più attraente l'oratorio e ampliare le offerte sportive per ragazzi e ragazze.

La Nascita della Comunità per Minori “Casa Gio”

Nel 2021, con il desiderio di accogliere, educare e avere cura secondo i principi educativi di don Bosco, nacque la Comunità per minori “Casa Gio”. Questa Comunità Famiglia, gestita dall'associazione salesiana “Piccoli Passi Grandi Sogni aps”, è in grado di accogliere 10 minori in difficoltà, rispondendo alla consapevolezza di Don Bosco che "per molti ragazzi tornerebbe inutile ogni fatica se loro non si dà un posto dove alloggiare".

Il Diario di un Educatore: Le Prime Accoglienze a Casa Gio

Giovedì 26 Maggio 2022, la Comunità di Brindisi contattò Casa Gio per l'accoglienza di due minori stranieri. Il giorno dopo, al CARA di Brindisi, gli educatori incontrarono i primi due ospiti: Ibrahima e Aliou, entrambi diciassettenni provenienti dalla Guinea. Nonostante la preparazione, l'incontro fu denso di domande e dubbi. Grazie a una mediatrice linguistica, i ragazzi poterono raccontare le loro storie, i loro viaggi durati due o tre anni, la durezza del percorso via terra ("ci siamo sentiti come pecore" disse Ibrahima) e del viaggio per mare, su un'imbarcazione con circa 470 persone, dove Ibrahima e Aliou si incontrarono per la prima volta.

Raccontarono dello sbarco e delle tappe in Italia, della quarantena e dei controlli medici e militari. Espressero il timore di sentirsi reclusi e la necessità di comunicare con le loro famiglie. Il loro desiderio è imparare l'italiano, andare a scuola, trovare un lavoro, ottenere i documenti e visitare l'Italia. Tutto ciò che viene fatto con loro e per loro a Casa Gio ha come unica finalità l'inserimento nella società e una formazione alla vita che affronteranno in autonomia.

Rigenerazioni e la Rinascita Sportiva dell'Oratorio

I salesiani sono anche tra i promotori del progetto sociale "Rigenerazioni", un'opera imponente e significativa nella zona. Uno dei maggiori protagonisti e organizzatori è Massimo Marino, presidente dell'APS Sacro Cuore, partner capofila del Progetto che mira a creare una comunità educante per il quartiere Candelaro a favore degli adolescenti e delle loro famiglie.

Nell'ambito di questo progetto, sono stati effettuati diversi lavori di ristrutturazione e riqualificazione, dalla recinzione dell'Oratorio (ormai pericolante) al rifacimento dei campi di gioco con fondi propri. Il progetto "Rigenerazioni" è generativo e infonde speranza e coraggio nei suoi partner per rispondere ai sogni e ai bisogni del quartiere. In quest'ottica, è in fase di realizzazione una casa famiglia per aiutare i ragazzi meno fortunati.

Rendering dei nuovi impianti sportivi dell'Oratorio Sacro Cuore

L'8 dicembre scorso, sono stati inaugurati i nuovi impianti sportivi dell'Oratorio Sacro Cuore. Una mattinata storica per la Comunità Salesiana e per il Rione Candelaro, resa ancora più importante dalla presenza del Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana Don Angel Fernandez Artime. L'inaugurazione rientra in un anno molto significativo per la Comunità Educante del Sacro Cuore. Il complesso sportivo ospiterà numerose attività di "RiGenerAzioni", un progetto selezionato da Impresa Sociale con i Bambini nell'ambito del Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile. Proprio grazie a "RiGenerAzioni" è stato possibile uno degli interventi strutturali che hanno riguardato il complesso sportivo. Le attività di "RiGenerAzioni", partite da qualche mese, puntano alla creazione di una comunità educante permanente per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni di Rione Candelaro. Diciotto sono i partner coinvolti, tra cui l'Aps Sacro Cuore, che opera quotidianamente nel contesto dell'Oratorio Salesiano del Sacro Cuore ed è soggetto capofila di "RiGenerAzioni".

La Chiesa di Sant'Alfonso Maria de Liguori

Nel rione Candelaro si trova anche la Chiesa di Sant'Alfonso Maria de Liguori, costruita per volere di Monsignor Farina in occasione del bicentenario dell'apparizione della Madonna dei Sette Veli. Al suo interno è stato allestito un dormitorio per i meno fortunati, grazie alla disponibilità del parroco, della comunità e dei volontari. La chiesa è situata in Piazza Sacro Cuore di Gesù, all'incrocio tra via Lucera e viale Candelaro, due arterie importanti della città.

In questo contesto, un'opera imponente e significativa è il murale di San Giovanni Bosco, il Santo dei giovani, realizzato dal famoso artista internazionale di street art Jorit, che ricorda l'azione centrale degli oratori nella formazione dei ragazzi e nel salvarli dalla devianza giovanile.

Altre Chiese e la Storia Religiosa di Foggia

La nostra città possiede grandi ricchezze dal punto di vista delle tradizioni e della cultura, e negli ultimi tempi è nata una forte volontà civica di valorizzare adeguatamente gli spazi cittadini, anche tramite la street art. Le chiese di Foggia sono 47 e la loro storia si intreccia con la storia religiosa, sociale ed artistica della città. Tra esse, da segnalare:

  • La Cattedrale di Foggia
  • La Chiesa delle Croci o di Monte Calvario (monumento nazionale)
  • La Chiesa di San Tommaso (la più antica della città)
  • La Chiesa di San Giovanni Battista

La Colleggiata di Santa Maria Assunta (Cattedrale)

La nascita della città di Foggia è sempre stata posta in relazione al ritrovamento miracoloso e al culto dell'Iconavetere o Madonna dei Sette Veli, rinvenuta in un pantano nel 1062. Secondo la tradizione, l'attenzione di alcuni pastori fu richiamata da un bue genuflesso dinanzi a tre fiammelle risplendenti sull'acqua melmosa di uno stagno. Sotto le fiammelle trovarono l'icona della Madonna avvolta dai sette veli. Studi basati su una rara fotografia datano l'icona tra l'XI e il XII secolo, con propensione per l'XI. La Vergine Sedes Sapientia è ben riconoscibile, con la Madre seduta frontalmente in abiti sontuosi, reggendo sulle ginocchia il bimbo benedicente. Le tracce di lapislazzuli e d'oro e le impronte lasciate dalle pietre ornamentali scomparse testimoniano l'originaria preziosità del dipinto.

La costruzione della Colleggiata ebbe inizio durante il regno di Guglielmo II, nel 1172. I foggiani desideravano una chiesa di nobile fattura che interpretasse la crescente importanza della città. Oggi si presenta come una fabbrica a navata unica voltata a botte con coro poligonale, cappelle laterali e cupola all'incrocio, innalzata sulla cripta medievale e, in corrispondenza dell'asse longitudinale, su un lungo succorpo realizzato alla fine del Seicento. In origine, la chiesa era divisa in tre navate da un duplice colonnato; nel corso del XVII e XVIII secolo, una serie di demolizioni e rifacimenti trasformarono l'assetto in forme barocche. Devastata dal terremoto del 1731, fu nuovamente ricostruita secondo un progetto volto al recupero delle parti medievali.

Il cornicione attraversa come un nastro la facciata, piegandosi per un breve tratto sul lato nord e simmetricamente sul lato sud; qui si conclude con una massiccia figura di bovino che sporge direttamente dalla parete. A intervalli regolari si susseguono venti mensole, delle quali alcune hanno perduto le immagini scolpite. Dalle mensole angolari si proiettano nello spazio due gruppi costruiti simmetricamente: un uomo barbato aggredito da coccodrilli alati ed un giovane imberbe azzannato da due serpenti.

La cripta triabsidata corrisponde nel disegno al coro medievale distrutto e all'ampio transetto. Lungo l'asse principale e lungo l'asse trasversale è scandita in tre navate mediante pilastri cruciformi e semipilastri a parete, con quattro tozze colonne in breccia corallina poste ad enfatizzare l'incrocio. La decorazione scultorea risale alla prima metà del XII secolo, documentata dalle numerose donazioni registrate in questo periodo.

Schema della Colleggiata di Santa Maria Assunta con le sue trasformazioni nel tempo

La Chiesa di Sant'Agostino

La Chiesa di Sant'Agostino, di forma rettangolare con abside semicircolare e una cappellina con ricco altare marmoreo, risale al 1714. Danneggiata interamente dalla guerra del 1943, venne completamente restaurata nel 1954. Inizialmente, a metà del Duecento, dipendeva dal Monastero di San Leonardo di Siponto, prima intitolata allo stesso e poi ribattezzata chiesa di Sant'Agostino per la presenza a Foggia dei Monaci Osservanti e poi degli Agostiniani. Successivamente, il tempio fu riedificato nel 1599, subito dopo l'erezione della Confraternita di Santa Monica (1597). La costruzione è per lo più in tufo, con colonne esterne di pietra garganica. All'interno vi è una sola navata suddivisa in sette altari, uno dei quali, arricchito da marmi pregevoli con intarsi policromi, è dedicato a Maria Santissima della Cintura. La chiesa custodisce un ostensorio d'argento del 1325, un parato bianco con ricami che richiamano momenti della vita della Madonna e antiche lapidi. Presenta anche una cripta sotterranea. La facciata è in puro stile barocco, con la statua di Sant'Agostino al centro in alto e ai lati del finestrone due nicchie con le statue di San Leonardo e di San Nicola da Tolentino. Le statue marmoree sono tipiche dell'epoca in cui la chiesa fu realizzata.

La Chiesa dell'Addolorata

La Chiesa dell'Addolorata si affaccia sulla piazzetta omonima, nel centro storico di Foggia, ed è introdotta da un arco suggestivo. Nel 1711 venne fondata ed eretta la confraternita di Maria dei Sette Dolori da Mons. Emilio Giacomo Cavalieri, zio materno di Sant'Alfonso dei Liguori e Vescovo di Troia. Costruita tra il 1739 e il 1742 su un'area di vecchie case distrutte dal terremoto del 1731, l'edificio presenta pregevoli motivi architettonici e decorativi in stile barocco. Dal 1741 vi si stabilirono i confratelli della Congregazione dedicata ai Sette Dolori della Beata Vergine Maria. Nel 1871 fu abbellita con fregi d'oro, pitture, marmi e ornamenti preziosi. La facciata, originale e armoniosa, è in stile barocco ottocentesco. Il campanile, ricostruito nel 1833 e sopraelevato nel 1954, è incompleto e supera di poco l'altezza del tetto della chiesa. L'interno, di forma ellittica, riprende uno dei motivi ricorrenti dell'architettura religiosa barocca: la fusione tra pianta centrale e assetto longitudinale. Sull'altare maggiore è posta la statua della Madonna Addolorata. La chiesa custodisce importanti dipinti, tra cui il Cristo morto portato al sepolcro di Vincenzo De Mita (1805) e la Sacra Famiglia di Francesco De Mura. Pregevole l'organo, opera di un artigiano locale.

La Chiesa di Sant'Anna (Ex Convento dei Cappuccini)

La chiesa venne aperta ai fedeli nel 1891, dopo che, nel 1882, i cappuccini del vecchio convento di santa Maria di Costantinopoli tornarono a Foggia e si stabilirono nel quartiere delle Croci, edificando la chiesa con l'aiuto dei “terrazzani”. Nel 1916 Padre Pio soggiornò nel convento. La chiesa, dal prospetto classicheggiante, ha navata unica e una cappella sul lato sinistro. È realizzata in mattoni e fu quasi completamente ristrutturata dopo i danni subiti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nel 1943. Originariamente, presentava cinque altari marmorei, quattro dei quali furono demoliti nel 1969 a seguito della riforma del Concilio Vaticano II. La chiesa è sempre stata legata all'Ordine dei Cappuccini sin dal loro arrivo a Foggia nel 1579. Alcuni nobili e facoltosi della città realizzarono per i Frati un Convento fuori della Città, ai margini del Tratturo Regio Foggia-San Severo, per accogliere i fedeli, soprattutto Abruzzesi, che scendevano a Foggia per la transumanza. La chiesa sorge vicino a quell'antico convento. All'interno della chiesa troviamo la statua di S. Anna, appartenente al periodo barocco con risentimenti rinascimentali; nella Cappella sorge un Crocifisso artistico che prima era nella chiesa distrutta di S. Maria di Costantinopoli; nella volta della chiesa troviamo i dipinti di N. Penati, raffiguranti S. Anna, S. Michele Arcangelo e S. Francesco orante. All'ingresso del convento si trovano due tele: L'Angelo custode e S. Antonio di Padova, forse provenienti dalla chiesa distrutta. Nel convento troviamo anche un dipinto della Pietà, opera settecentesca.

Il desiderio dei Cappuccini di tornare a Foggia era molto grande, in particolare quello di padre Donato Pontonio da S. Marco in Lamis. Dopo vari tentativi per riavere il vecchio convento nei pressi di Porta San Severo, i frati acquistarono una palazzina per £. 7.000, che fu trasformata in convento. La chiesa fu consacrata il 16 maggio 1916 da mons. Salvatore Bella, vescovo di Foggia, e intitolata a S. Anna.

La Chiesa dell'Annunziata

La Chiesa dell'Annunziata è posizionata alle spalle della Cattedrale. La sua edificazione venne fatta affinché, qualora la Cattedrale fosse impossibilitata a celebrare messe, fosse essa a farlo. Costruita forse nel XIV secolo, fu ampliata nella seconda metà del XVII secolo. La sua facciata è molto semplice e lineare, mentre il suo interno è in stile barocco.

La Chiesa del Carmine o del Carmine Vecchio

La Chiesa del Carmine o meglio conosciuta come Chiesa del Carmine Vecchio venne costruita nel 1648 da alcuni devoti muratori dopo un'epidemia di colera. Nel 1740 fu costruita una sacrestia e un oratorio per la Confraternita, costituitasi nel 1702. Danneggiata dal terremoto, fu riparata e ristrutturata. La chiesa ha una facciata barocca tipica del seicento, con un portale d'ingresso in brecciato rosso e una ceramica policroma della Madonna. L'interno è a navata unica absidale, completato da ricche decorazioni a stucco e tre altari marmorei. Sull'altare maggiore vi è una statua della Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, che a sua volta regge il globo con la mano sinistra. La chiesa è situata nei pressi di Via Arpi, nel cuore del centro storico di Foggia.

La Chiesa di Santa Chiara

La chiesa venne eretta nel 1500 ma il terremoto del 1731 la distrusse quasi completamente, per poi essere ricostruita nel 1742. La chiesa è chiusa ai fedeli a causa di gravi lesioni nella volta e, dopo l'aggravamento dei danni delle incursioni aeree del 1943, non venne più restaurata fino all'ultima progettazione e riapertura. Oggi è in concessione al Comune di Foggia ed è adibita ad auditorium e centro espositivo. È caratterizzata dalla facciata barocca, con ali laterali introflesse e finestre sagomate. La chiesa ha un piccolo campanile con tre campane, dedicate a Santa Chiara, all'Immacolata e a San Francesco Saverio. Nel giugno 1866 le religiose furono espulse per le leggi eversive, ed il monastero fu adibito a usi diversi. La chiesa era stata spogliata dei preziosi arredi sacri e di moltissima argenteria a causa dell'incameramento dei beni ecclesiastici. La facciata è di stile rococò, caratterizzata dalla introflessione delle ali laterali e da un'alta cornice marcapiano, interrotta in asse col portale da una finestra con fastigio sagomato. Nell'interno la struttura è a pianta ellittica, con copertura a volta, quattro cappelle delimitate da vari arconi addossati alle pareti: il maggiore dedicato a Santa Chiara, uno all'Immacolata, l'altro a San Francesco Saverio. L'altare maggiore di marmo fu demolito e ricostruito nella chiesa di San Luigi, ma oggi si presenta ridotto nelle sue proporzioni. Il quadro di Santa Chiara, opera di Francesco Solimena, è esposto nella Pinacoteca comunale. La statua dell'Immacolata è custodita nella vicina chiesa dell'Addolorata.

La Chiesa delle Croci o del Real Tempio di Monte Calvario

La chiesa risale al 1693, anno in cui arrivò a Foggia il padre cappuccino Antonio da Olivati, che piantò sette croci fuori le mura della città. Così nacque il complesso monumentale del “Real Tempio di Monte Calvario sotto il titolo della santa Croce”. La zona venne spontaneamente recintata dal popolo e sulle croci si costruirono cinque cappelle di stile composito, una chiesa e un monumentale arco trionfale. La chiesa chiude il suggestivo percorso. La costruzione è di stile tardo barocco, con due cappelle laterali. Sulla volta una grande tela rappresenta la “Salita al Calvario”. Sotto la chiesa si trova la cripta, ricordata come luogo di riunioni segrete durante il Risorgimento. Nella parte inferiore del portale, diviso da quattro fusti a pianta rettangolare (lesene), ci sono un finto capitello con sopra riportati alcuni strumenti della crocifissione: chiodi, tenaglie e martello. Sotto ciascuna nicchia vi è un riquadro vuoto. Sull'arco, al centro, sorge una colomba di pace e di lato vi è l'effige del Sole e della Luna. Il portale presenta un'altana, un riquadro sovrastato da due angeli appena abbozzati e sgrossati e al centro una croce di ferro. Nel riquadro doveva esserci un affresco, andato completamente distrutto, che con molta probabilità doveva rappresentare la Pietà. Ai lati dell'altana compaiono due statue e due pinnacoli. Subito dopo il portale d'ingresso troviamo le cinque croci con le cinque cappelle.

Le Cinque Cappelle del Monte Calvario

  1. Prima Cappella: La più povera strutturalmente ma la più ricca di decorazioni, ha una cupola a forma di trullo. Su ciascuno dei quattro archi si notano i simboli della passione e morte di Cristo: la corona di spine, il gallo appollaiato sulla colonna, il lino della Veronica con il volto sofferente di Gesù.
  2. Seconda Cappella: Simile alla prima, ha una cupola più definita e il fregio è adorno di fogliame e rosette.
  3. Terza Cappella: La più elaborata e complessa, ha un fregio liscio e dai quattro pilastri emergono due lesene lavorate a colonna con base e capitello corinzio.
  4. Quarta Cappella: Di stile barocco.

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