Il Cammino del Salento è un itinerario di straordinaria bellezza che si snoda lungo il tacco della nostra penisola, offrendo un'immersione profonda in una terra ricca di storia, natura e cultura. Questo lembo estremo della Puglia, che si protende verso le acque del Mediterraneo, è amatissimo dai viaggiatori per lo straordinario connubio tra la natura selvaggia e il mare cristallino, arricchito dalle splendide architetture e dai monumenti storico-artistici dei luoghi attraversati.
Il percorso attraversa un territorio pieno di meraviglie e paesaggi unici, preziosi tesori di questa terra generosa. I camminatori saranno rapiti dalle bellezze che incontreranno lungo i sentieri: le baie, le torri a protezione della costa, le distese marine, i faraglioni e i tanti borghi. Il Cammino del Salento è uno scrigno straordinario dai caldi colori e dagli accesi toni mediterranei.

Gli Itinerari Principali: Via del Mare e Via dei Borghi
Il luogo di partenza comune per entrambi gli itinerari è il centro storico di Lecce, città barocca conosciuta in tutto il mondo per la sua storia e per il suo coinvolgente patrimonio artistico-culturale. L'inizio è fissato a Porta Napoli a Lecce, un arco di trionfo che segna l’entrata nel centro storico della città, dove è possibile ammirare il Palazzo dei Celestini, la Basilica di Santa Croce, Piazza Sant’Oronzo, l’Anfiteatro romano e il Castello. Qui i pellegrini possono apporre il primo timbro sul loro Passaporto del Pellegrino.
Da Lecce si diramano due itinerari distinti:
- La Via del Mare: L'itinerario più breve, si sviluppa attraverso 115 chilometri da suddividere in 5 tappe. Già alla fine del primo giorno di cammino si giunge a lambire la costa e si arriva al mare Adriatico, che non si abbandona più per il resto del tracciato. Connette le località di Lecce, San Foca, Otranto, Santa Cesarea Terme, Marina Serra e Santa Maria di Leuca.
- La Via dei Borghi: Questo percorso presenta una giornata in più di viaggio, è costituito da un totale di 6 tappe e si sviluppa lungo 135 chilometri. Rappresenta un’immersione integrale nei centri urbani che si incontrano lungo il tragitto. A passo lento si cammina lungo strade sterrate e campestri che collegano piccoli nuclei agricoli con monumenti e palazzi storici interessanti. Passa per Lecce, Sternatia, Corigliano d’Otranto, Otranto, Santa Cesarea Terme, Marina Serra e Santa Maria di Leuca.
Via del Mare: Tappe e Punti di Interesse
Tappa 1: Da Lecce a San Foca
Da Porta Napoli a Lecce, superato il Castello e la Fontana dell’Armonia, si procede verso la rotatoria in direzione Via S. Lazzaro. Tramite Via Merine si esce da Lecce, raggiungendo il piccolo borgo di Merine e la sua caratteristica piazza. Attraverso strade vicinali di campagna si arriva al borgo di Acaya, un bellissimo esempio di città fortificata, dove è consigliabile visitare la piazza con la torre dell'orologio.
Uscendo dalla porta d’accesso al borgo, si prosegue verso sinistra seguendo la freccia arancio. Costeggiando un campo da golf, si giunge alla Riserva Naturale delle Cesine, un’oasi di 348 ettari gestita dal WWF che racchiude quel che è rimasto delle paludi costiere. L’area è preziosa per la presenza di habitat diversi, con boschi di leccio e di pini d’Aleppo mescolati a stagni e paludi.
Successivamente si raggiunge la spiaggia e si prosegue lungo la costa, con il mare sulla sinistra. Dopo il chiosco “Mediterraneo”, si continua sulla strada sterrata fino a Torre Specchia Ruggeri, per poi arrivare al lungomare di San Foca, termine della prima giornata. San Foca è un pittoresco villaggio di pescatori, con vicoli stretti, case bianche, grotte marine e la genuina ospitalità salentina.

Tappa 2: Da San Foca a Otranto
Da San Foca si prosegue sulla pista ciclabile fino a una piccola spiaggia. Attraversandola, si continua su un sentiero retrodunale, arrivando a Roca. Qui si può ammirare la torre sull’isoletta e visitare il Parco Archeologico di Roca Vecchia e la Grotta della Poesia (ingresso gratuito con Passaporto del Pellegrino). Dopo la grotta, il sentiero conduce a Torre dell’Orso, una delle spiagge più belle d’Italia con acque cristalline e sabbia finissima.
Il panorama è straordinario, con le Due Sorelle, i faraglioni di Torre Sant’Andrea, che devono il loro nome a una leggenda. Il percorso costiero prosegue, ben visibile, fino ai faraglioni di Torre Sant’Andrea. Si raggiunge poi una piccola baia con lo scoglio Tafaluro, conosciuto come “la sfinge”. All’altezza di Conca Specchiulla, si rientra nella pineta percorrendo uno sterrato con staccionata in legno.
Si arriva quindi alla via degli Alimini, e camminando sul marciapiede, quasi alla fine del viale, quando si intravedono i laghi, si procede a sinistra su un sentiero attrezzato con percorso ginnico e area picnic. Un breve tratto sulla spiaggia porta al ponte dei laghi Alimini. Proseguendo nella pineta, dopo un’altra area picnic, si giunge alla Baia dei Turchi. Seguendo il percorso segnalato, si raggiunge il Castello di Otranto e scendendo dal fossato si arriva al porto.
A Otranto, nonostante la stanchezza, è possibile visitare la Cattedrale, che nasconde un bellissimo pavimento in mosaico, una cripta e un luogo in cui sono conservati i teschi dei martiri di Otranto. Anche il Castello di Otranto al tramonto offre uno spettacolo magico.
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Tappa 3: Da Otranto a Santa Cesarea Terme
Appena fuori Otranto, inizia il tratto più selvaggio del Cammino del Salento, un trekking spettacolare lungo la costa. Il percorso conduce prima alla Torre del Serpe, situata su una falesia a picco sul mare, alla Masseria dell’Orte, e poi al celebre laghetto formatosi nell’antica cava di bauxite. Proseguendo, si raggiunge il Faro Palascìa, il punto più orientale d’Italia, da cui godere di una vista panoramica senza eguali sull'Adriatico, specialmente all'alba.
Si arriva quindi a Porto Badisco, il primo approdo di Enea descritto nell’Eneide di Virgilio, celebre per le sue acque cristalline e per la Grotta dei Cervi. Dalla sabbia, sul lato sinistro, si nota un singolare fenomeno: affiora acqua dolce che si trasforma in un piccolo rigagnolo prima di finire in mare, una sorgente che è uno degli ultimi rami del fiume sotterraneo in cui confluiscono le acque della Valle dei Cervi. Il mare di Porto Badisco è ricco di gustosi ricci marini e altre prelibatezze.
Questo tratto costiero, che la Via dei Borghi e la Via del Mare percorrono insieme, conduce a torri, a masserie e alla straordinaria cava di bauxite fino a giungere a Porto Badisco. La tappa termina a Santa Cesarea Terme, un luogo particolare con le sue cupole moresche e le ville costruite tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Tappa 4 e 5: Da Santa Cesarea Terme a Santa Maria di Leuca
Da Santa Cesarea Terme, seguendo le indicazioni, si arriva alla baia di Porto Miggiano, caratterizzata da acque cristalline e roccia bianca. Si prosegue poi verso Castro, la perla del Salento, nel cui cuore si innalza il Castello Aragonese, dove i pellegrini possono ricevere un timbro sul Passaporto. Dopo aver visitato il centro storico del piccolo borgo, si scende verso Castro Marina.
Da Punta Correnti inizia un tratto di 2 km su scogliera, che può essere un po' difficoltoso con lo zaino; in alternativa è possibile percorrere la strada asfaltata parallela. Si giunge così alla Cala dell’Acquaviva di Marittima, un’insenatura ricca di sorgenti d’acqua fredda circondata da una vegetazione lussureggiante. Si prosegue tramite il Sentiero Natura Belvedere, il Sentiero Serra del Mito, passando la Torre del Sasso e le Sette Pajare, arrivando a Tricase Porto, premiata con le 3 Vele di Legambiente.
Tramite il Sentiero del Nemico e strade vicinali si arriva a Marina di Novaglie, con le sue torri costiere e grotte accessibili dal mare. Qui inizia lo spettacolare Sentiero delle Cipolliane, sospeso sulla linea di confine tra la terra e il mare, che conduce all’insenatura del Ciolo. Ad unire le due sponde più alte delle rocce c’è un grande ponte (Ponte Ciolo), a 40 metri dal livello del mare. Tramite delle scalinate si raggiunge la piccola spiaggia (è importante fare attenzione in caso di pioggia eccessiva, evitando il canyon del Ciolo e proseguendo sulla litoranea asfaltata). Dal Ciolo si raggiunge Gagliano del Capo tramite un percorso disseminato di grotte e falesie.
La tappa finale della Via del Mare e della Via dei Borghi è lunga quasi 22 chilometri e fa arrivare i viandanti fino al Santuario di Santa Maria di Leuca de Finibus Terrae, cioè ai confini della terra. Qui si trova il faro bianco che fissa il mare e, al suo interno, è custodita la Madonna raffigurata da Jacopo Palma il Giovane, discepolo del Tiziano.
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Via dei Borghi: Tappe e Punti di Interesse
Tappa 1: Da Lecce a Sternatia
Da Porta Napoli a Lecce, il percorso per la Via dei Borghi si inoltra lungo la strada che conduce a San Cesario, con le sue distillerie e il Palazzo Ducale ricco di statue mitologiche. Prima di raggiungere San Donato si incontra la cappella della Madonna della Giggiola, situata nel bel mezzo della strada! Il cammino prosegue con Soleto e la Chiesa di Santo Stefano, esempio del legame tra il Salento e l’Oriente. Si passa poi da Galatina, celebre per il "pasticciotto" e per la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria.
La prima tappa si conclude nel borgo di Sternatia, paese conosciuto per il particolare idioma (Griko) parlato dai suoi abitanti. La Via dei Borghi è un’immersione integrale nei centri urbani, camminando lungo strade sterrate e campestri che collegano piccoli nuclei agricoli con monumenti e palazzi storici interessanti.

Tappa 2: Da Sternatia a Corigliano d’Otranto
Seguendo il percorso segnalato con frecce arancio, si arriva a Corigliano d’Otranto, dove è possibile apporre il timbro di fine tappa nell’imponente Castello de’ Monti e visitare la chiesa madre di San Nicola con il mosaico pavimentale dell’albero della vita.
A pochi chilometri da Corigliano d’Otranto, nel Comune di Castrignano De’ Greci, si trova il Parco delle Pozzelle, una delle aree più estese e ben conservate di tutta la regione, coprendo circa 8000 metri quadrati vicino al centro abitato. Questo parco ospita circa un centinaio di pozzelle, conosciute in lingua grika come “ta fréata”, che sono serbatoi d'acqua profondi dai quattro ai sei metri, con una forma simile a un imbuto rovesciato. Le pozzelle sono state scavate nella roccia friabile in un avvallamento naturale del terreno e sono coperte con pietre di calcare permeabile, un sistema che permette alle acque piovane di filtrare e riempire le cavità sottostanti. Sulla sommità di ogni pozzella, un blocco lapideo forato al centro, chiamato ”uccale”, consente di calare i secchi per prelevare l'acqua. Accanto alle pozzelle si trovano anche alcune pile in pietra utilizzate per abbeverare gli animali. L'usanza di scavare questi pozzi risale al periodo della dominazione bizantina e oggi il Parco delle Pozzelle è utilizzato per attività ricreative, eventi e concerti.

Tappa 3: Da Corigliano d’Otranto a Otranto
Seguendo la freccia arancio si raggiunge Melpignano, con la Chiesa e Convento degli Agostiniani, il Palazzo Marchesale e i Portici di Piazza San Giorgio. Si prosegue poi, passando vicino alle cave dove si estrae la famosa pietra leccese, verso Cursi. Qui si può ammirare il Palazzo Maramonte, castello baronale oggi sede del Municipio, e visitare un frantoio ipogeo, reso ancora più interessante grazie all'uso di speciali visori VR (realtà virtuale) per un’esperienza immersiva.
Proseguendo il cammino e superato Bagnolo del Salento, si incontra il Santuario di Montevergine a Palmariggi, la cui origine, nel 1595, si deve all’apparizione della Madonna a un pastorello. Successivamente il percorso conduce a Otranto, dove la Via dei Borghi si ricongiunge con la Via del Mare per il tratto finale del cammino.
Tappe 4, 5 e 6: Da Otranto a Santa Maria di Leuca
Da Otranto in poi, la Via dei Borghi segue il medesimo percorso costiero e i punti di interesse della Via del Mare, attraversando le stesse località e giungendo infine al Santuario di Santa Maria di Leuca de Finibus Terrae.
Consigli Pratici per il Cammino
- Segnaletica: I segnali sul percorso non sono sempre molto chiari e a volte sono del tutto assenti. Si raccomanda l'uso di tracce GPS per una navigazione più sicura e per evitare di perdersi.
- Terreno: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il cammino non è totalmente in piano e presenta salite e discese che richiedono una buona preparazione fisica.
- Trasporto Bagagli: È disponibile un servizio di trasporto bagagli, che permette di camminare senza lo zaino pesante. Gli organizzatori provvederanno a far trovare i bagagli all’hotel a fine tappa, rendendo l'esperienza più agevole.

Altri Itinerari di Trekking nel Capo di Leuca
Una vacanza nel Capo di Leuca offre ben più che solo bellissime coste e mare pulito. Chi visita periodicamente il Salento ha imparato a conoscere tutti gli aspetti di questa terra, che ha sempre qualcosa di nuovo da offrire. Da anni proliferano gruppi e associazioni che invitano a camminare, seguendo il proprio ritmo e le esigenze di ciascuno. Nel programmare una vacanza a Leuca è fondamentale tenere conto anche di tutte le escursioni disponibili per non perdere nulla delle cose da vedere.
Il Sentiero delle Cipolliane
Il Sentiero delle Cipolliane è un percorso adatto a tutti che segue il costone in prossimità del Ponte Ciolo e risale fino ad arrivare a Novaglie. Offre una vista mozzafiato e un tripudio di colori e profumi. Si può imboccare il sentiero direttamente dalla piazzetta adiacente il ponte e seguire il percorso guidato da una comoda staccionata. Ad un certo punto si arriva alle bellissime grotte costiere delle Cipolliane.
A Spasso tra i Canaloni del Ciolo
Un altro percorso che sbocca al mare ma interamente nell’entroterra è quello che da Gagliano del Capo conduce al Ponte del Ciolo. Si parte dal centro di Gagliano, imboccando prima Via Novaglie e poi Via Ciolo. Lungo la strada è possibile fare una sosta alla chiesetta della Madonna di Leuca per poi proseguire seguendo un sentiero di circa 4 km lungo un suggestivo canalone all’interno di un fiordo millenario. L’intero itinerario è seguito da una staccionata che fa da guida attraverso un paesaggio di ulivi che lascia il posto alla macchia mediterranea, tra muretti a secco e "paiare". Camminando nella storia si arriva alla caletta del Ciolo, un piccolo guado dalle acque color smeraldo, specchio dei suggestivi costoni che circondano l’approdo.
Le Vie del Sale a Corsano
Questo percorso si snoda attraverso piccoli tratturi tra muretti a secco e carrubi. Prende il nome dalle strade che un tempo si percorrevano per arrivare alle scogliere dove si raccoglieva il sale depositato nelle conche, mantenendo viva un'antica tradizione.
Il Sentiero dei Fani
Si tratta di un trekking leggero che ripercorre i sentieri all’interno di ampi canaloni con resti di flora fossilizzata. Si cammina su antichi tratturi alla scoperta di tombe e grotte preistoriche. La bellezza della collina dei Fani ha origini molto antiche, un ampio territorio che digrada verso il mare e sulla cui sommità i nostri antenati trovarono riparo all’interno di piccoli e grandi anfratti, lungo le sponde di un piccolo ruscello naturale. Si possono trovare molti resti di antichi villaggi, di città leggendarie e antichi tumuli che raccontano di riti e ataviche sepolture, camminando sulla storia di ieri mentre sullo sfondo si illumina il mare di Torre Vado fino a Pescoluse, le spiagge dall’aspetto tropicale conosciute del Salento.
Trekking nella Natura del Parco Naturale di Punta Pizzo
Il litorale di Punta Pizzo è uno dei più belli itinerari di trekking in assoluto. Un’immersione nella natura incontaminata a due passi dalle spiagge, nel territorio compreso nell’area Parco Naturale regionale Isola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo. Si cammina lungo un percorso unico caratterizzato da una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo.
Trekking sui Sentieri agli Albori della Civiltà: Porto Selvaggio
Il sentiero di Porto Selvaggio è un trekking alla scoperta delle meraviglie naturalistiche più importanti del Salento, un'esperienza che porta a contatto con la natura incontaminata.
Trekking alla Scoperta delle Cripte Bizantine
Un bellissimo itinerario nell’entroterra salentino che porta alla scoperta di un paesaggio molto ricco. Alle bellezze naturalistiche delle grotte, dei boschi e delle "serre", si aggiungono i resti archeologici del più importante centro messapico nel promontorio iapigio. Il trekking si snoda tra i resti delle antiche mura che circondavano Bastae (l’attuale città di Poggiardo), della necropoli, e include la visita al Museo degli Affreschi della Cripta di Santa Maria degli Angeli e alla vicina cripta bizantina dei Santi Stefani.