Infanzia e Formazione
Gesualdo Bufalino nacque a Comiso, in provincia di Ragusa, il 15 novembre 1920. I suoi genitori erano la madre Maria Elia, casalinga, e il padre Biagio, un fabbro ferraio istruito e con una profonda passione per i libri. Fin da bambino, Bufalino dimostrò una notevole dimestichezza con il mondo della parola e della scrittura, rimanendo affascinato dai dizionari e dalle antologie poetiche presenti nella piccola biblioteca paterna.
Gli studi liceali ebbero inizio a Ragusa, ma dopo due anni fece ritorno a Comiso, che nel frattempo era divenuta sede di liceo classico. Qui ebbe come insegnante d'italiano Paolo Nicosia, un valente dantista e allievo di Giovanni Alfredo Cesareo. Nel 1939, Bufalino vinse per la Sicilia un premio di prosa latina con un'orazione ispirata al Pro Archia di Cicerone, bandito dall'Istituto Nazionale di Studi Romani. Questi furono gli anni in cui scoprì la letteratura europea, dedicandosi alla lettura dei grandi classici francesi e russi, sviluppando una particolare passione per Baudelaire e tentando una retroversione dei Fiori del male dall'italiano in francese, non possedendo un'edizione in lingua originale.
Nel 1940, Bufalino si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Catania.
Anni della Guerra e della Malattia
Nel 1942, Gesualdo Bufalino fu costretto a interrompere gli studi a causa della chiamata alle armi. Di stanza a Campobasso, venne successivamente trasferito a Fano, nelle Marche, per un corso di allievi ufficiali. Qui strinse amicizia con Angelo Romanò, scrittore e intellettuale milanese di formazione cattolica.
Nell'autunno del 1944, Bufalino si ammalò di tisi e fu ricoverato presso l'ospedale di Scandiano. Durante la degenza, un medico colto gli mise a disposizione una vasta biblioteca. Fu in questo periodo, recandosi nello scantinato del sanatorio, che Bufalino scoprì e lesse per la prima volta, in francese, la Recherche di Proust. Dopo la fine della guerra, si trasferì in un sanatorio nella "Conca d'Oro" a Palermo.

Ritorno in Sicilia e Carriera di Insegnante
A Palermo, Bufalino riprese gli studi, iscrivendosi all'Università del capoluogo siciliano. Nel marzo del 1947, appena guarito, si laureò in Lettere e fece ritorno a Comiso, dove decise di stabilirsi definitivamente. Nel 1949, superò i concorsi di Stato e ottenne l'abilitazione per l'insegnamento. La sua prima nomina fu presso l'Istituto Magistrale di Modica, dove insegnò per due anni. Successivamente, ottenne il trasferimento a Vittoria, dove continuò la sua carriera di docente fino al 1975, presso l'Istituto Magistrale "G.".
L'Esordio Letterario e il Riconoscimento
Nel 1950, Bufalino iniziò una lunga elaborazione del romanzo Diceria dell'untore, che tuttavia non andò oltre l'abbozzo in quel periodo. Continuò, intanto, a dedicarsi alla traduzione di Les Fleurs di Baudelaire e di Les Contrerimes di Toulet. La stesura completa di Diceria dell'untore fu raggiunta solo nel 1971, dando il via a una decennale fase di revisione dell'opera.
Nel 1976, coordinò gli interventi confluiti nella miscellanea Comiso viva, un volume pubblicato dalla Pro Loco per il quale stese la prefazione e tre sezioni della raccolta. Nello stesso anno, scoprì in una dimora patrizia di campagna di un amico un gruppo di vecchie fotografie scattate tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento dai notabili comisani Gioacchino Iacono e Francesco Meli. Organizzò una mostra a Comiso e scrisse la prefazione per un piccolo catalogo.
Nel 1978, le fotografie furono pubblicate in volume da Enzo ed Elvira Sellerio con il titolo Comiso ieri. Immagini di vita signorile e rurale, accompagnato da una lunga introduzione di Bufalino. Questo testo catturò l'attenzione di Elvira Sellerio e Leonardo Sciascia, che lo sollecitarono a pubblicare altre sue opere. Fu solo nel 1981 che Bufalino si decise a pubblicare il suo primo romanzo, Diceria dell'untore. Il libro riscosse un enorme successo di critica e di pubblico, culminato con la vittoria del prestigioso Premio Campiello. Nel 1988, vinse il Premio Strega con il romanzo Le menzogne della notte, edito da Bompiani.
Gesualdo Bufalino - L'altro 900 - Documentario
Vita Privata e Collaborazioni Giornalistiche
Il 1981 fu anche l'anno della morte del padre Biagio, dopo una lunga agonia. Nel dicembre del 1982, Bufalino contrasse "prudentissime nozze" con una sua ex allieva, Giovanna Leggio, dopo un lungo fidanzamento. In questo periodo, iniziò una collaborazione continuativa con "Il Giornale" di Indro Montanelli, affiancata da contributi occasionali per diverse testate nazionali come "La Stampa" di Torino, "Corriere della Sera", "La Repubblica", "Il Messaggero", "L'Espresso", "La Sicilia" e "Giornale di Sicilia".
Opere Principali
Tra le numerose opere di Gesualdo Bufalino, oltre ai già citati Diceria dell'untore e Le menzogne della notte, si ricordano:
- Museo d'ombre (Sellerio 1982)
- L'amaro miele (Einaudi 1982)
- Dizionario dei personaggi di romanzo da don Chisciotte all'Innominabile (Il Saggiatore 1982)
- Argo il cieco ovvero I sogni della memoria (Sellerio 1984)
- Cere perse (Sellerio 1985)
- L'uomo invaso e altre invenzioni (Bompiani 1986)
- Il malpensante. Lunario dell'anno che fu (Bompiani 1987)
- La luce e il lutto (Sellerio 1988)
- Saldi d'autunno (Bompiani 1990)
- Qui pro quo (Bompiani 1991)
- Calende greche. Ricordi di una vita immaginaria (Bompiani 1992)
- Il Guerrin Meschino. Frammento di un'opra dei pupi (Bompiani 1993)
- Bluff di parole (Bompiani 1994)
- Il fiele ibleo (Avagliano 1995)
- Tommaso e il fotografo cieco ovvero il Patatrac (Bompiani 1996)