I preparati a base di Aloe Arborescens realizzati dalle suore rappresentano un connubio tra antica tradizione e modernità, spesso finalizzati a sostenere le opere di beneficenza e solidarietà dei monasteri. Questi prodotti, che includono creme, bevande, sciroppi e altri derivati dell'aloe, sono apprezzati per le loro proprietà benefiche e la cura artigianale con cui vengono realizzati.
La diffusione dei preparati di aloe dai monasteri
In Italia, diversi monasteri si dedicano alla coltivazione dell'aloe e alla produzione di preparati. L'interesse per questi prodotti è cresciuto grazie anche alla divulgazione di ricette come quella di Padre Romano Zago, che ha contribuito a far conoscere le proprietà dell'Aloe Arborescens. Molti fedeli e consumatori si rivolgono direttamente ai conventi per acquistare i prodotti, cercando l'autenticità e il supporto a cause benefiche.
Monastero di San Giacomo di Veglia (Vittorio Veneto)
Le suore di clausura di Vittorio Veneto (Treviso), presso il monastero di San Giacomo di Veglia, si sono aperte al mondo del web, lanciando il sito www.gervasioeprotasio.it. Questo progetto, ideato e realizzato da Stefano Notturno e Amedeo Zanardo, permette l'acquisto online di vari prodotti, tra cui creme, miele, bevande all’aloe e persino il prosecco Vendemmia Notturna Docg.
Il ritiro dei prodotti ordinati avviene direttamente al monastero, favorendo uno scambio diretto con le suore. Questa iniziativa, promossa anche in memoria della sorella di Amedeo Zanardo, suor Maria Alba, è stata pensata per aiutare le monache a continuare la loro opera di bene e solidarietà. Nel messaggio di benvenuto sul sito, le suore esprimono gratitudine per il sostegno ricevuto attraverso questo strumento.
La produzione include bevande all'aloe coltivata nelle loro serre e miele prodotto da api locali, creando una "filiera" circolare e solidale. Il motto "Ora et Labora" guida le suore, dimostrando come la clausura non significhi isolamento, ma apertura al mondo in modo creativo, promuovendo connessioni e solidarietà a trecentosessanta gradi.
Monastero delle Benedettine di Senigallia
Le suore Benedettine di Senigallia, in via delle Caserme, sono note per la ricca coltivazione dell'aloe nel loro orto, da cui ricavano prodotti molto ricercati, in particolare uno sciroppo utile per la salute. L'orto, che produceva anche frutta e verdura, era una preziosa fonte di sostentamento per le suore stesse e la piantagione di aloe esisteva da 30 anni.
Purtroppo, un'alluvione ha distrutto gran parte dell'orto, sommergendolo di fango. Le monache hanno lanciato un appello per raccogliere fondi per la rimozione del fango e la ricostruzione della piantagione di aloe. Chi desidera sostenere le suore può effettuare una donazione sul conto del Monastero Benedettine S. Caterina (IBAN: IT79H0306909606100000008929) indicando come causale "per la ricostruzione dell'orto".
Il monastero delle Benedettine è un punto di riferimento per i fedeli e si è distinto anche per iniziative innovative, come la "Culla per la vita", una culla termica inaugurata nel 2013 per accogliere neonati in sicurezza.
Altri monasteri e punti di riferimento
- Un convento di suore in provincia di Cuneo è noto per la vendita di aloe già pronta, in particolare la versione concentrata.
- Le suore benedettine di Castellana Grotte (Bari) producono aloe arborescens utilizzando foglie provenienti dalla Palestina, coltivate lontano da luoghi inquinati, offrendo prodotti di alta qualità anche con polpa di mele al posto del miele.
- L'orto botanico di Cagliari offre gratuitamente foglie di aloe ai malati che ne fanno richiesta, grazie alla competenza di chi lo gestisce. Analogamente, l'orto botanico di Palermo le distribuisce con un piccolo contributo.

La ricetta di Padre Romano Zago per il preparato di Aloe Arborescens
La ricetta di Padre Romano Zago è una delle più diffuse e seguite per la preparazione casalinga dell'aloe. Il frate francescano ha appreso e divulgato questa ricetta, sottolineando le proprietà dell'Aloe Arborescens, originaria delle regioni centro-meridionali dell'Africa e caratterizzata da un'alta concentrazione di principi attivi.
Ingredienti:
- 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens
- Mezzo chilo di miele d'api (preferibilmente biologico, di acacia o castagno)
- 40-50 ml (circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, Whisky, ecc.)
Preparazione:
- Pulire le foglie da polvere o impurità con uno straccio asciutto o umido, evitando di bagnarle eccessivamente.
- Rimuovere le spine lungo il bordo con un coltello affilato o spezzarle con le mani (alcuni evitano il contatto con il metallo, preferendo coltelli in ceramica o plastica).
- Tagliare le foglie a pezzi (senza togliere la buccia) e metterle nel frullatore insieme al miele e al distillato.
- Frullare il tutto fino a ottenere una crema verde omogenea. Non filtrare né cuocere il preparato.
- Conservare il frullato ottenuto in un barattolo scuro ben chiuso, in frigorifero, avvolto in carta stagnola per proteggerlo dalla luce.
Consigli per l'assunzione:
- Assumere un cucchiaio da tavola 20-30 minuti prima dei tre pasti principali.
- Una volta iniziata la cura, è importante consumare tutto il contenuto del barattolo.
- Dopo il primo ciclo, è consigliabile consultare un medico per valutare i risultati.
- Se non ci sono miglioramenti dopo il primo barattolo, si può ripetere l'operazione dopo una pausa di 10 giorni.
- Solo dopo i primi quattro tentativi senza esito positivo, si può ricorrere a una dose doppia (due cucchiai prima di ogni pasto).
Importanti accorgimenti:
- La pianta di Aloe Arborescens utilizzata dovrebbe avere almeno quattro-cinque anni di vita.
- Il distillato è fondamentale non solo come conservante, ma anche per la sua funzione vasodilatatrice, che facilita l'assorbimento dell'aloina da parte dell'organismo.
- Il miele deve essere puro e naturale.
- È sconsigliato raccogliere le foglie subito dopo la pioggia, poiché la loro porosità assorbe l'acqua, diluendo i principi attivi.
- Il preparato va assunto a stomaco vuoto prima dei pasti per permettere alle pepsine, enzimi del succo gastrico, di dedicarsi interamente all'assimilazione dei principi attivi.
- Prima dell'assunzione, agitare bene il barattolo per mescolare gli ingredienti.
- Alcuni utenti consigliano di preparare e assumere il frullato al buio o in condizioni di scarsa illuminazione, e di evitare il contatto delle foglie con utensili metallici, preferendo plastica o ceramica, per preservare al meglio le proprietà.
Questi consigli non sostituiscono le indicazioni mediche, ma sono una testimonianza del metodo descritto nel libro di Padre Romano Zago "Di cancro si può guarire".
Domande frequenti sulla preparazione e conservazione
Durata del preparato di aloe
Una volta aperta la confezione o preparato in casa, l'aloe tende a perdere freschezza nel tempo. Molti utenti riportano che un preparato fatto in casa si conserva bene in frigorifero per circa un mese, specialmente se suddiviso in più barattoli. È consigliabile consumarlo uno alla volta e scartare il prodotto se il sapore non è più fresco.
Sostituzione tra Aloe Arborescens e Aloe Vera
L'Aloe Arborescens e l'Aloe Vera sono diverse per concentrazione di principi attivi. L'Aloe Arborescens contiene circa un terzo in più di sostanze benefiche rispetto all'Aloe Vera. Pertanto, per ottenere gli stessi benefici, potrebbe essere necessario un dosaggio maggiore di Aloe Vera.
Qualità del miele
È preferibile utilizzare miele biologico, come quello di acacia o castagno, evitando il miele millefiori o prodotti con conservanti e processi di pastorizzazione.
Utensili per la preparazione
Molti esperti e appassionati suggeriscono di evitare il contatto delle foglie di aloe con metalli, come i coltelli in acciaio, durante la preparazione. Si consiglia l'uso di coltelli in ceramica o plastica e frullatori a bassa velocità per evitare il surriscaldamento del preparato, che potrebbe danneggiarlo.