Il Rapporto tra Marito e Moglie e le Relazioni Familiari nella Bibbia

La Bibbia offre una complessa prospettiva sui rapporti familiari, con particolare attenzione al legame tra marito e moglie, alle relazioni proibite e all'evoluzione sociale e religiosa del matrimonio nel corso della storia del popolo d'Israele e nell'insegnamento cristiano.

Il Matrimonio nel Progetto Originario di Dio

Creazione e Unità

Nel libro della Genesi, si trovano due distinti racconti della creazione della prima coppia umana. Nella tradizione sacerdotale (Gen 1, 26-28), l'uomo e la donna sono creati simultaneamente, entrambi a immagine di Dio, come maschio e femmina. Il fine primario dell'unione tra l'uomo e la donna è l'essere fecondi e riempire la terra. L'aprirsi all'altro sesso è il primo passo per aprirsi al prossimo, fino all'Altro con la lettera maiuscola, che è Dio. Il matrimonio nasce nel segno dell'umiltà, un riconoscimento della dipendenza e della propria condizione di creatura. Innamorarsi di una donna o di un uomo è considerato l'atto di umiltà più radicale, un farsi mendicante che esprime il bisogno reciproco: "Io non basto a me stesso, ho bisogno del tuo essere".

illustrazione della creazione di Adamo ed Eva

La Caduta e le Sue Conseguenze

Il progetto originale di Dio è in contrasto con le conseguenze della caduta, narrate sempre nella Genesi. Alla donna viene detto: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà" (Gen 3,16). Questo passaggio predice come l'uomo peccatore dominerà le donne e le soggiogherà in posizioni di inferiorità.

Relazioni Proibite nell'Antico Testamento

Le Leggi del Levitico

Le relazioni che Dio proibì nella Legge dell’Antico Testamento sono elencate in Levitico 18:6-18. In questo passaggio agli israeliti venne comandato di non sposare un genitore, un patrigno o una matrigna, un nipote (e ovviamente un nonno), un fratello o una sorella, il fratello o la sorella di un genitore (zio o zia), un fratellastro o una sorellastra. Il matrimonio tra cugini non è vietato dalla Bibbia.

Passaggi Specifici dal Levitico (C.E.I., Nuova Riveduta, Nuova Diodati, Riveduta 2020)

  • Levitico 18:6: "Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per avere rapporti con lei. Io sono il Signore."
  • Levitico 18:7: "Non recherai oltraggio a tuo padre avendo rapporti con tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità."
  • Levitico 18:8: "Non scoprirai la nudità della tua matrigna; è la nudità di tuo padre."
  • Levitico 18:9: "Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre o figlia di tua madre, sia nata in casa o fuori."
  • Levitico 18:11: "Non scoprirai la nudità della figlia della tua matrigna, generata nella tua casa: è tua sorella."
  • Levitico 18:16: "Non scoprirai la nudità di tua cognata: è la nudità di tuo fratello."
  • Levitico 18:18: "E quanto alla moglie, non prenderai inoltre la sorella di lei, per farne una rivale, mentre tua moglie è in vita."

Evoluzione delle Norme sul Matrimonio tra Parenti

Agli albori dell’umanità, a causa del numero limitato di esseri umani, il matrimonio tra parenti stretti era spesso necessario. In quel periodo, il codice genetico umano non era corrotto come lo è oggi, rendendo sicuro per i parenti stretti sposarsi e avere bambini con poco rischio di anormalità genetiche nei figli. Una volta che la razza umana si è espansa, a causa del peccato, il codice genetico si è corrotto troppo, e pertanto Dio ha comandato che non ci si sposasse più tra parenti stretti. In sintesi, non c’è niente di essenzialmente malvagio nello sposare un parente stretto, ma la ragione per cui non lo si dovrebbe fare oggi è il rischio genetico.

Inoltre, molte nazioni oggi hanno delle leggi severe contro il matrimonio tra parenti stretti, e la Bibbia comanda di obbedire alle leggi della nazione in cui si vive (Romani 13:1-6). La maggior parte delle leggi permette il matrimonio tra cugini di secondo grado in quanto sono parenti sufficientemente lontani. Ogni coppia imparentata che sta considerando il matrimonio dovrebbe pregare affinché Dio le dia la saggezza e la discrezione di conoscere la Sua volontà (Giacomo 1:5) e consultare le proprie famiglie.

schematico albero genealogico con divieti matrimoniali

La Famiglia e il Matrimonio nella Storia d'Israele

Deviazioni dall'Ideale Monogamico

La Bibbia, essendo un libro divino-umano, descrive sia la fedeltà di Dio sia l'infedeltà dell'uomo. È utile registrare le deficienze e le aberrazioni umane per comprendere che matrimonio e famiglia sono istituzioni che evolvono nel tempo. Già nel libro della Genesi, Lamech, figlio di Caino, viola la legge della monogamia prendendo due mogli. Patriarchi come Abramo e Giacobbe hanno figli da più donne. Mosè sancisce la pratica del divorzio, e figure come David e Salomone mantengono degli harem. Le deviazioni sembrano più presenti ai vertici della società che a livello di popolo, dove l'ideale iniziale del matrimonio monogamico doveva essere la norma.

La Condizione della Donna e il Ruolo dei Profeti

Nella concezione di fondo del matrimonio in Israele, si osserva un oscuramento. Il matrimonio, da fine, diventa mezzo, considerato una struttura d'autorità di tipo patriarcale destinata principalmente alla perpetuazione del clan. Questo include le istituzioni del levirato (Dt 25, 5-10), del concubinaggio (Gen 16) e della poligamia provvisoria. Un grave oscuramento riguarda la condizione della donna, che da compagna dotata di pari dignità appare sempre più subordinata all'uomo e in funzione dell'uomo. L'elogio della donna nel libro dei Proverbi (Prov 31, 10 ss) è interamente fatto in funzione dell'uomo, celebrando la donna che tesse bei vestiti, onora la casa e permette al marito di camminare a testa alta.

I profeti, in particolare Osea, Isaia, Geremia e Malachia, svolsero un ruolo importante nel riportare alla luce il progetto iniziale di Dio sul matrimonio. Assumendo l'unione dell'uomo e della donna come simbolo dell'alleanza tra Dio e il suo popolo, essi rimettevano in primo piano i valori dell'amore mutuo, della fedeltà e dell'indissolubilità. Il Cantico dei Cantici, letto alla luce di questa tradizione profetica, riflette l'amore umano come metafora dell'alleanza tra Dio e il popolo.

La Sessualità e la Violenza nella Bibbia

La Bibbia non esclude argomenti come la prostituzione, presente nel vissuto di Israele e vista come una realtà abbastanza normale. Le legislazioni contro la violenza sessuale non intendevano tanto proteggere la donna, quanto gli interessi del marito o del padre, con prospettiva androcentrica e pene non sempre uguali per l'uomo e per la donna. Racconti biblici come quello dello stupro della concubina del levita (Gdc 19) sono stati definiti "testi del terrore" dalla biblista Phillys Trible, culminando in carneficine e rapimenti.

IL CORAGGIO E LA FEDE DELLE DONNE NELL'ANTICO TESTAMENTO

Il Matrimonio nel Nuovo Testamento e l'Insegnamento di Cristo

La Ricapitolazione di Cristo

Sant’Ireneo spiega la "ricapitolazione (anakephalaiosis) di tutte le cose" operata da Cristo (Ef 1,10) come un "riprendere le cose dal principio per condurle al loro compimento", implicando insieme continuità e novità. Nel capitolo 19 del Vangelo di Matteo, Gesù affronta il tema del divorzio, riprendendo il problema alla radice, dall'inizio della creazione: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina (Gen 1, 27) e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? (Gen 2, 24). Così che non sono più due, ma una carne sola." Gesù sottolinea l'aspetto di comunione delle persone e l'indissolubilità del matrimonio, affermando che "ciò che Dio ha congiunto, l'uomo non separi". Questo mostra una dimensione sacra del matrimonio che risale alla volontà divina, costituendo un'implicita fondazione sacramentale.

La Relativizzazione del Matrimonio e il Celibato

La novità nell'insegnamento di Cristo consiste nella relativizzazione del matrimonio attraverso l'istituzione di un secondo stato di vita: il celibato e la verginità per il regno dei cieli. Gesù afferma che "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso" (Mt 19,11). Questa possibilità non annulla il matrimonio, ma lo relativizza. Il celibato e la verginità significano rinuncia al matrimonio, non alla sessualità, che rimane con tutta la sua ricchezza di significato, anche se vissuta in forme diverse.

Gesù e i Vincoli Familiari

Alcune parole di Cristo nei Vangeli possono destare sconcerto, come "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo" (Lc 14, 26). Tuttavia, Matteo spiega che "odiare" in questo contesto significa non amare più di Gesù stesso. Gesù è più rigoroso di tutti circa l’indissolubilità del matrimonio e ribadisce con forza il comandamento di onorare il padre e la madre, condannando la pratica di sottrarsi al dovere di assisterli con pretesti religiosi (Mc 7, 11-13). Compie miracoli per venire incontro al dolore di padri, madri o congiunti (come le sorelle di Lazzaro), onorando i vincoli di parentela. Gesù è venuto per riportare il matrimonio alla sua bellezza originaria, per rafforzarlo, non per indebolirlo.

Gesù che compie un miracolo per una famiglia

La Famiglia nella Chiesa Apostolica

Insegnamenti di Paolo sul Matrimonio

Nella Chiesa apostolica, l'elemento di novità del celibato e della verginità per il regno fu accolto. Paolo, lui stesso non sposato, dedica parte della sua lettera ai Corinzi (1 Cor 7) a questo tema, riconoscendo che ognuno ha il proprio carisma da Dio. Il testo della lettera agli Efesini ha avuto un peso notevole nel riconoscimento della sacramentalità del matrimonio: "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero (in latino, sacramentum!) è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!" (Ef 5, 31-32).

Paolo raccomanda ai mariti di "amare le proprie mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei" (Efesini 5:25). Allo stesso tempo, raccomanda alle mogli di essere "sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore" (Colossesi 3:18; Efesini 5:22; 1 Pietro 3:1). Questa leadership del marito, tuttavia, deve essere di tipo servile, modellata sulla leadership di Cristo verso la Chiesa, non di dominio. I mariti devono vivere con le loro mogli con riguardo, come a un vaso più delicato, consapevoli delle differenze psicologiche ed emotive, e soddisfare i bisogni di amicizia, sicurezza e riconoscimento delle mogli. La responsabilità principale di un padre è di crescere i figli nell'educazione e nell'istruzione del Signore (Efesini 6:4).

Il Ruolo della Moglie

La donna è il complemento emotivo e fisico che rende un uomo più adatto ai Suoi obiettivi e al servizio in Dio. Non lo rende completo nel senso spirituale, emotivo e fisico, ma lo rende più completo di ciò che sarebbe da solo. La moglie è anche un supporto per il marito, conoscendo i suoi punti di forza e di debolezza, e lo edifica per il suo lavoro. La sottomissione al marito, caratteristica della donna devota a Dio come Sara, moglie di Abramo (1 Pietro 3:6), è una posizione piena di potere in fede, permettendo alla mano di Dio di muoversi nella vita del marito. Le Scritture presentano il modello di una moglie industriosa che lavora per il profitto del marito e della famiglia (Proverbi 31:10-31), temendo il Signore, servendo il marito, edificando la casa e contribuendo ad accrescere la reputazione e la fiducia del marito. Il ruolo centrale di una donna non si ferma all'amore verso il marito, ma include anche l'amore e la cura per i figli (Tito 2:4), specialmente i più piccoli, che richiedono enormi dosi di attenzione personale, supporto e amore.

I Figli

Ai figli viene comandato di obbedire ai genitori nel Signore, perché questo è giusto. "Onora tuo padre e tua madre" è il primo comandamento associato a una promessa: "perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra" (Es 20, 12; Efesini 6:1-2).

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