Coco: Un Ponte di Memoria e Amore Oltre la Vita

“Coco” è un film d'animazione del 2017 diretto da Lee Unkrich e co-diretto da Adrian Molina, 19º lungometraggio Pixar, uscito lo stesso anno di “Cars 3”. La pellicola, distribuita negli Stati Uniti il 23 novembre 2017 e in Italia dal 28 dicembre, è un inno alla gioia e una celebrazione della vita che non conosce tempo né età, elogiato per l'animazione, il doppiaggio, la musica, le immagini, la storia emotiva e il rispetto per la cultura messicana.

L'Ispirazione Messicana e il Giorno dei Morti

Il concetto di “Coco” si ispira alla festività messicana nota come il Día de los Muertos (o Día de Muertos), celebrata tra il 31 ottobre e il 2 novembre. Questa festa, una delle più antiche al mondo, celebra la vita e la morte nello stesso giorno e rappresenta un connubio perfetto di culti indigeni e rituali cristiani. Non è una novità: la Pixar ha quel tocco magico con cui riesce a far commuovere ed emozionare, e con “Coco” ha tentato l'impossibile: fare della morte la protagonista di un film d'animazione senza che questo lo rendesse meno accattivante per i bambini.

La Tradizione del Día de los Muertos

Durante il Día de los Muertos, i vivaci festeggiamenti includono musica, decorazioni sgargianti, fiori dai colori brillanti e cibo in offerta. È in occasione di questa festa che Miguel, aspirante musicista in una famiglia in cui la musica è bandita, finisce per sbaglio nell’Aldilà. La celebrazione ricade infatti durante il primo e il secondo giorno di novembre, mentre i festeggiamenti hanno inizio già dal 28 di ottobre, divisi in più parti.

L'usanza vuole che ogni anno le famiglie creino un'ofrenda, altari decorati con i fiori di cempasúchil (calendula messicana, conosciuta anche come Flor de Muerto per la sua associazione alla festa), candele, papel picado (festoni ritagliati con dei motivi al loro interno), piccoli teschi detti calaveras, il pan de muerto e dell'incenso. Si dice che l'odore caratteristico dei fiori riesca a guidare gli spiriti attraverso la terra dei viventi: i fiori sbocciano giusto in tempo per la celebrazione e vengono utilizzati per decorare gli altari. Durante la visita in Messico, i registi di Coco hanno visto petali di calendula sparsi in tutti i cimiteri dove vengono utilizzati anche per realizzare croci sugli altari. Anche le tombe devono essere decorate con gli stessi fiori, spargendo petali che servono a tracciare il cammino che ogni defunto dovrà percorrere per trovare la via verso casa.

L'Oltretomba azteco aveva una struttura complessa, tanto che il Mictlan era solo uno dei possibili “settori”. Tra questi si potevano riconoscere anche uno dedicato agli annegati, uno ai guerrieri e alle donne morte di parto (considerati alla pari), e uno ai bambini. Nell'antichità le ossa rappresentavano il seme della vita. La data della festività cambiò a causa dell'invasione dei conquistadores, che associarono tutte le celebrazioni della morte nei giorni del calendario cristiano dedicati ai Santi e ai defunti. Difatti, la festività messicana si estende oggi su due giorni: il primo novembre è dedicato ai bambini mentre il due ai Fieles defuntos, ossia agli adulti, ed è il canonico Día de los Muertos mostrato in Coco.

Il Contrasto con Halloween

È difficile per gli stranieri capire che questa festa non è soltanto musica, canto e ballo. Unkrich ha girato Coco per far scoprire al mondo i suoni, i colori, i sapori e gli odori del Día de los Muertos, anche per mettere in evidenza le differenze con Halloween, festa ben più impressa nell'immaginario collettivo. Nonostante le due celebrazioni sulla carta possano sembrare molto simili, è il significato ciò che le differenzia maggiormente. Il Día de los Muertos, infatti, non è una versione messicana di Halloween: mentre Halloween deriva dall’idea che gli spiriti siano tutti malevoli, durante il Día de los Muertos gli spiriti vengono accolti con gioia poiché rappresentano i membri della famiglia che per una notte ritornano in vita.

La Trama di "Coco" e i suoi Messaggi

Il Significato di COCO

Nella cittadina di Santa Cecilia, in Messico, vive Miguel Rivera, un ragazzino di 12 anni che sogna di diventare un musicista come il suo idolo Ernesto de la Cruz. La sua famiglia, soprattutto la nonna, è fortemente contraria a qualsiasi cosa che riguardi la musica, da quando Mamá Imelda, trisavola di Miguel, fu abbandonata con la piccola figlia Coco dal marito musicista.

La Disputa Familiare e la Scoperta

Durante la celebrazione del Día de los Muertos, Miguel intende partecipare a una gara di musica alla fiera di Santa Cecilia usando la chitarra che aveva sempre nascosto alla sua famiglia. Dopo aver accidentalmente rotto il ritratto di Imelda e del marito (il cui volto era stato strappato), Miguel nota un risvolto nella foto e scopre che su di esso è raffigurata la chitarra di Ernesto de la Cruz, e si convince di essere il suo pro-pronipote. Dopo aver annunciato la notizia alla sua famiglia, tuttavia, la nonna distrugge la sua chitarra per impedirgli di seguire le orme del trisavolo. Miguel urla alla sua famiglia di non voler più avere a che fare con loro e, ancora convinto di voler partecipare alla gara, corre verso il cimitero e si intrufola nel mausoleo di Ernesto de la Cruz per "prendere in prestito" la sua chitarra.

Il Viaggio nella Terra dei Morti

Nel cimitero Miguel incontra i suoi parenti defunti, sorpresi dal fatto che il ragazzo li possa vedere, e viene portato da loro per risolvere il problema nella Terra dei Morti, luogo abitato dagli spiriti dei morti che a ogni Día de los Muertos entra in comunicazione con il mondo dei vivi. Un impiegato dell'aldilà spiega che Miguel è maledetto per aver sottratto un oggetto a un morto e che rimarrà per sempre in quel luogo se non ritornerà nel mondo dei vivi entro l'alba. Miguel, che comincia a trasformarsi lentamente in uno scheletro, potrebbe però tornare immediatamente a casa grazie alla benedizione che un membro della famiglia gli può dare tramite un petalo del fiore tagete; la trisnonna Imelda, impossibilitata a recarsi nel mondo dei vivi poiché Miguel aveva rimosso la sua foto dall'ofrenda, si offre di dargli la benedizione, ma alla condizione che non suoni più per tutta la vita. Miguel dapprima accetta, ma poi, una volta a Santa Cecilia, viola il patto e così ritorna nell'aldilà, dove se la dà a gambe.

Nella sua fuga Miguel si imbatte in uno spirito, Héctor, il quale accetta di aiutarlo a rintracciare Ernesto in cambio della promessa di portare la sua foto sulla Terra, in modo che egli possa attraversare il ponte che collega l'aldilà con il mondo dei vivi. Héctor dipinge il viso di Miguel a forma di teschio in modo da farlo apparire un defunto per non dare nell'occhio, affinché possa esibirsi a una gara di musica il cui premio è l'ingresso alla festa di Ernesto. Nel frattempo, Imelda e il resto dei parenti tentano di rintracciare Miguel con una guida spirituale, l'alebrije Pepita, dall'aspetto di un grosso felino volante; la notizia della presenza di un umano vivente arriva tuttavia anche alla gara di musica.

La Verità su Héctor e Ernesto

Appresa la situazione, Héctor litiga duramente con Miguel, poiché ritiene che il ragazzo avrebbe già potuto tornare nel mondo dei vivi ed esporre la sua foto con la benedizione di uno dei parenti che lo stanno cercando, senza dover andare per forza da Ernesto; Miguel cerca di spiegare che i parenti non vogliono che suoni, ma Héctor lo trascina dai suoi con la forza, quindi Miguel, indignato e credendo che Héctor lo stia sfruttando solo per avere a tutti i costi la sua foto nel mondo dei vivi, gliela restituisce e lo abbandona intrufolandosi alla festa di Ernesto. All'ultimo, però, Héctor, travestito come Frida Kahlo, entra nel palazzo.

Héctor ed Ernesto iniziano una discussione, poiché, secondo Héctor, Ernesto sarebbe divenuto famoso rubando le sue canzoni. Qui viene rivelato che, prima di ottenere fama mondiale, Ernesto era amico e compagno di Héctor, anch'egli musicista, prima che questi morisse prematuramente. Il cantante cerca di spiegare a Héctor che, dopo la sua morte, ha suonato le sue canzoni in suo onore perché meritavano di essere conosciute, ma Héctor apprende grazie ai parallelismi con una scena di uno dei suoi film che in realtà Ernesto lo ha ucciso avvelenandolo per appropriarsene, poiché questi voleva abbandonarlo per tornare dalla sua famiglia. Il ragazzino chiede ugualmente a Ernesto la benedizione che stava per dargli ma il cantante capisce di essere stato scoperto e, dopo aver preso la foto di Héctor, decide di chiamare la sicurezza per far gettare il ragazzino in un cenote, una sorta di grotta carsica, dove viene raggiunto da Héctor.

Costui rivela a Miguel che ha sempre desiderato attraversare il ponte per il mondo dei vivi solo per rivedere sua figlia, l'unica che si ricordi ancora di lui, e che alla morte della figlia lui svanirà; mentre parla, Héctor rivela il nome di sua figlia: Coco. Miguel, incredulo, capisce quindi che il suo trisavolo non è Ernesto ma Héctor. Fortunatamente i due vengono ritrovati dalla famiglia Rivera, ma Héctor comincia a svanire davanti a tutti perché Coco lo sta dimenticando.

Il Ritorno al Mondo dei Vivi e la Memoria

Durante il concerto, gli antenati di Miguel lottano per la foto di Héctor. Dopo essere riusciti a recuperarla, Imelda sta per dare la sua benedizione a Miguel, quando Ernesto afferra il ragazzino e minaccia di ucciderlo. I parenti di Miguel, tuttavia, impostano le telecamere in modo tale che Ernesto venga visto dal pubblico mentre urla contro Miguel e lo scaraventa nel vuoto, dopo che il ragazzino lo aveva accusato di aver rubato le canzoni a Héctor. Miguel viene salvato da Pepita, mentre Ernesto deve affrontare la rabbia del pubblico che ora conosce la verità; infine la stessa Pepita lo afferra e lo scaraventa contro una pesante campana che cade e lo schiaccia nello stesso modo in cui nel mondo dei vivi era morto. Nella concitazione del momento la foto di Héctor finisce in fondo a un lago.

Tornato nel mondo dei vivi, Miguel, con la chitarra di Héctor ancora in mano, si precipita dalla bisnonna Coco, alla quale cerca di far tornare in mente suo padre. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, Miguel decide di cantarle la canzone Ricordami, composta da Héctor per lei; Coco si riprende e finalmente ricorda, condividendo con il resto dei suoi familiari alcuni cimeli di suo padre, oltre a donare a Miguel il pezzo restante della foto dei suoi genitori che ritrae il volto di Héctor. Un anno dopo, nel Día de los Muertos, Miguel presenta alla sorellina neonata Socorro l'ofrenda di famiglia, nella quale compaiono anche le foto di Héctor e di Coco, nel frattempo deceduta. Le lettere conservate da Coco contengono la prova che Ernesto ha plagiato la musica di Héctor per diventare famoso; di conseguenza Ernesto è screditato sia nell'aldilà che sulla Terra, mentre Héctor è acclamato in tutto il mondo.

Temi Principali e Riferimenti Culturali

Il film riesce quindi a parlare di morte, sconfiggendo un tabù ancora molto radicato, e a celebrare la vita attraverso balli e musiche che pongono l'attenzione sui festeggiamenti funebri latinoamericani. La pellicola vuole infatti spiegare come i morti svaniscono definitivamente solo nel momento in cui vengono dimenticati dai parenti in vita, facendo capire quanto la morte sia ovviamente inevitabile ma non definitiva, poiché la loro presenza continuerà a esistere finché il ricordo dei cari sarà mantenuto in vita. Il regista Lee Unkrich presenta costantemente il tema della morte senza mai farlo diventare troppo negativo o terrificante, ma rendendolo accessibile anche al pubblico dei più piccoli. Questo approccio è conosciuto con il nome di Death Education, un'attività rivolta a tutte le età sviluppatasi in alcune culture per accrescere la consapevolezza della morte, aiutando così a gestire la paura del lutto.

Personaggi Principali

  • Miguel Rivera: è il protagonista del film. È un ragazzino di 12 anni che sogna di diventare un musicista, ma la sua famiglia detesta la musica.
  • Héctor Rivera: è il deuteragonista del film. È il padre di Coco, un ex musicista e il trisavolo di Miguel. Avvelenato da Ernesto de la Cruz, vuole rivedere sua figlia nel mondo dei vivi.
  • Ernesto de la Cruz: è l'antagonista principale del film. Musicista ed attore famoso, si rivela un crudele ciarlatano che ha ucciso Héctor e gli ha rubato le canzoni.
  • Socorro (Mamá Coco): è la bisnonna di Miguel. Figlia di Héctor, a 99 anni è l'unica persona ancora in vita che si ricordi vagamente di lui.
  • Mamá Imelda: è la madre di Coco e la trisavola di Miguel, che ha rinnegato la musica ma alla fine aiuterà Miguel e perdonerà Héctor.
  • Pepita: è lo spirito guida di Mamá Imelda. Ha l'aspetto di un enorme giaguaro alato.
  • Dante: è un cane nudo messicano (xoloitzcuintle), amico di Miguel, il cui nome è un omaggio al poeta italiano e al dio azteco Xolotl, protettore dell'oltretomba.

Architettura e Ambientazione

Architetture colorate della città di Guanajuato, Messico

La cittadella dei morti che viene mostrata è ispirata a Guanajuato, capitale dell'omonimo Stato al centro del Messico, in cui è presente la statua di Jorge Negrete usata come riferimento per quella di de la Cruz. In queste ultime si possono ritrovare elementi di architettura sia preispanica che moderna, costruite sulle piramidi azteche e arricchite man mano di dettagli risalenti a diversi periodi storici. Il concetto è che nel mondo dei morti si costruisce sempre sull’era appena passata per far spazio alle anime in arrivo. La città dove abitano i Rivera, Santa Cecilia, è invece ispirata a Santa Fé de la Laguna, nello Stato di Michoacan, famosa per le sue ceramiche. Invece il cimitero dell’inizio del film è nato dalla fusione tra quello di Città del Messico e quelli delle regioni di Oaxaca e Michoacan. La Marigold Grand Central è la stazione dei tram del regno dei morti, ispirata a edifici storici come il Palacio de Correos, il Grand Hotel Ciudad De Mexico e il Mercado Hidalgo.

Miti e Leggende Messicane

  • La Llorona: L'unica autentica figura mitologica presente nel film. La leggenda narra di una donna indigena che annegò i suoi figli per rancore e poi si tolse la vita, e da allora il suo spirito vaga piangendo.
  • Alebrijes: Seppur in parte sovrapponibili ad alcune creature mitologiche precolombiane, nacquero nel 1936 dall’immaginazione dell’artista Pedro Linares Lòpez. Sono animali-guida che attingono dalla tradizione messicana.
  • El Coco: Questa creatura non è presente nel film, tuttavia la bisnonna del protagonista condivide il nome con la versione ispanica dell'uomo nero, protagonista di una filastrocca usata quando un bambino non vuole dormire.

Musica e Artisti

Il Significato di COCO

I mariachi sono gruppi musicali caratteristici del Messico. La loro musica è un elemento fondamentale della cultura messicana e del film. Il nome dei mariachi potrebbe derivare da una profonda venerazione della Vergine Maria, omaggiata anche dai ceti più umili con musiche e canti dal carattere molto coinvolgente. Il film chiama in causa dei nomi altisonanti della storia dell'arte e del cinema messicano, quasi tutti presenti nel palazzo di de la Cruz durante la sua festa. Quest'ultimo viene visto abbracciare Jorge Negrete e Pedro Infante, cantanti e attori della golden age del cinema messicano che sono stati la fonte d'ispirazione primaria per il rivale di Hector e Miguel. Frida Kahlo, una dei più famosi artisti messicani e una delle più importanti icone femministe della storia, è ritratta mentre è intenta a lavorare su un'opera per la festa nel distretto artistico della città.

“La magia della musica di Coco” fa vivere sul palco dello storico Hollywood Bowl la colonna sonora dello spettacolare film di animazione Disney-Pixar. Con l'apporto di un'orchestra di 60 elementi, questa magica celebrazione del Giorno dei Morti include l'interpretazione di Remember me, insignita dell'Oscar per la migliore canzone originale, Un Poco Loco, The World Es Mi Familia e Proud Corazón, oltre a grandi classici latinoamericani, come La Bikina, Bésame Mucho e Recuérdame.

tags: #benedizione #coco #disney