Benedetto Dio, Padre del Signore Nostro Gesù Cristo: Il Mistero della Salvezza

L'introduzione della Lettera agli Efesini, in particolare i versetti da 3 a 14, assume la forma di un solenne inno di ringraziamento, denso di profonda dottrina. Questo inno celebra il mistero della salvezza, sia nell'eternità di Dio (vv. 3-6) che nel tempo umano (vv. 7-14). È uno dei brani più profondi della Bibbia, che sonda profondità eterne, dall'eternità passata all'eternità futura. Esso ci parla della nostra salvezza: da quando essa costituiva solo un pensiero nella mente di Dio, al periodo presente in cui si sta realizzando, fino ad arrivare a quel giorno in cui la nostra salvezza sarà completa e staremo nella presenza di Dio, per adorarLo eternamente. Tutto questo sarà a lode della gloria della sua grazia.

Questo passo ci rivela l'opera di Dio nella salvezza, un'opera che inizia nell'eternità passata e che l'uomo non potrebbe mai concepire da solo se Dio non l'avesse rivelata. Le verità contenute in questo brano non riguardano ciò che noi possiamo vedere e sperimentare, ma sono le meraviglie di Dio. L'intero passo, dal versetto 3 al versetto 14, nell'originale, è composto da una sola frase, un unico periodo grammaticale, che esprime la densità della parola di Dio.

L'Apostolato di Paolo e i Destinatari della Lettera

Paolo, apostolo di Gesù Cristo per la volontà di Dio, si presenta come uno "mandato in senso ufficiale". Fu chiamato direttamente da Gesù Cristo e ricevette il suo insegnamento da Lui, non da uomini. Perciò, ciò che Paolo dichiara proviene da Gesù Cristo, non è il pensiero di Paolo o di un altro uomo. Questo ci permette di fidarci totalmente di quanto leggiamo. La sua missione consisteva nel portare il Vangelo ai Gentili e nello scrivere una parte consistente del Nuovo Testamento, rivelando verità divine che riguardano la nostra salvezza.

Paolo scrive "ai santi che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù". Erano santi non per merito proprio, ma perché giustificati in Cristo Gesù e rivestiti della sua giustizia. Anche se il passo è rivolto ai credenti, esso invita chi non è ancora salvato a comprendere il cuore di Dio e il suo amore per la salvezza del peccatore, riconoscendo la grazia divina e l'invito di Gesù alla salvezza.

Grazia e Pace: Doni Divini

Paolo esprime una preghiera per i destinatari, e per noi, con le parole: "Grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo". Egli chiede ciò che solo Dio può dare e che non esiste nel mondo se non in Gesù Cristo:

  • Grazia: il favore e la bontà di Dio, immeritati. Ogni dono ricevuto da Dio è dovuto alla Sua grazia, perché l'uomo merita tormento eterno. La grazia è quella qualità che spinge Dio a riversare benedizioni eterne su coloro che meritano solo tormento eterno. È ciò che porta il Dio onnipotente ad usare il suo potere per gestire gli avvenimenti del mondo per il nostro bene eterno.
  • Pace: lo stato di riposo del nostro cuore che ci rende soddisfatti e tranquilli. Avere pace nel cuore dipende dall'avere pace con Dio, resa possibile per mezzo di Gesù Cristo.

La grazia e la pace provengono da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo. I Giudei del Nuovo Testamento non chiamavano Dio “Padre”. L'Apostolo Paolo, prima della sua conversione, non avrebbe mai chiamato Dio “Padre”. Tuttavia, dopo essere stato salvato e adottato come figlio, Paolo, come ogni vero credente, poté chiamare Dio “Padre”. La meraviglia di questa benedizione e di questo privilegio è incomprensibile in questa vita, ma è resa possibile grazie all'opera di Gesù Cristo.

Cos'é la grazia?

Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo

Paolo inizia la sua esposizione benedicendo il nostro Dio, il Padre di Gesù Cristo, il nostro Signore. Dio ci ha creati affinché lo glorifichiamo. Per natura, l'uomo vede Dio come se Egli esistesse per aiutarlo, invece, è l'uomo ad esistere per glorificare Dio.

  • Dio ha creato l'universo affinché Lo glorificasse. La creazione proclama la gloria di Dio come un'immensa sinfonia, dove i vari aspetti della creazione glorificano Dio come strumenti senza parole.
  • È solo l'uomo che può dare delle parole alle lodi innalzate a Dio e benedirLo, usando la propria voce. L'uomo è il sacerdote e il poeta della creazione, con il più grande privilegio di benedire Dio.

Mentre nell'introduzione della sua lettera Paolo menziona Dio come “Padre nostro”, qui Lo presenta come “Padre del Signore nostro Gesù Cristo”. Dio è il Padre di Gesù Cristo fin dall'eternità. Per mezzo della salvezza per grazia, Dio è diventato anche il nostro Padre. Il nostro rapporto con Dio è totalmente ed eternamente collegato a Gesù Cristo. Il nostro accesso a Dio è per mezzo di Gesù, ora e per tutta l'eternità. Come dichiarato da Gesù stesso nel Vangelo di Giovanni, chi non onora il Figlio, non onora il Padre.

Benedizioni Spirituali nei Luoghi Celesti in Cristo

Paolo benedice Dio, dichiarando che Egli "ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo". Queste benedizioni sono favori divini e l'espressione "nei cieli" è tipica di questa lettera.

Natura delle Benedizioni Spirituali

Le benedizioni di Dio rappresentano un ponte tra la dimensione spirituale e quella umana, un canale attraverso il quale il divino si manifesta nella vita quotidiana dei credenti. Nel contesto biblico, una benedizione è un atto divino che racchiude molteplici dimensioni:

  • Doni spirituali: Con l'avvento di Gesù Cristo, le benedizioni diventano doni spirituali di una grazia salvifica che trasforma l'essenza stessa dell'essere umano.
  • Pace interiore: Un dono che supera ogni comprensione umana.
  • Perdono dei peccati: Rinnuova l'esistenza, permettendo una riconciliazione con il divino.
  • Comunione con lo Spirito Santo: Trasforma gradualmente il carattere, avvicinando il credente all'immagine divina.

A differenza delle benedizioni terrene che i Giudei potevano perdere, le benedizioni spirituali in Cristo Gesù non possono essere perse. Sono collegate ai luoghi celesti, che non sono soggetti a ciò che accade sulla terra. I luoghi celesti descrivono la dimora di Dio stesso, e le nostre benedizioni spirituali sono radicate nella presenza di Dio stesso, perciò dureranno per tutta l'eternità. Nulla può distruggere o diminuire la grandezza delle benedizioni spirituali che abbiamo in Cristo Gesù.

Ogni Benedizione in Cristo Gesù

Ogni credente ha "ogni benedizione spirituale in Cristo Gesù nei luoghi celesti". È fondamentale riconoscere e meditare sulla verità che ogni benedizione che abbiamo, e le abbiamo tutte, sono in Cristo Gesù. Non possiamo mai separare alcuna benedizione da Gesù Cristo. Egli è l'unico modo di arrivare a Dio e di continuare ad avere accesso a Lui. Cristo è sempre e sarà eternamente Colui che ci provvede ogni benedizione da Dio.

Siamo salvati per merito Suo e viviamo per Lui. Quando pensiamo alla nostra vita, alla nostra salvezza e alla nostra eternità, Gesù Cristo deve essere sempre al centro dei nostri pensieri. Noi viviamo in Cristo, e siamo salvati per mezzo di Gesù Cristo e per Gesù Cristo. Il "sì" di ogni promessa di Dio è in Cristo Gesù. Egli è il nostro tutto: il nostro rifugio, il nostro Salvatore, il nostro Avvocato, il nostro Buon Pastore, la nostra Guida, la nostra Rocca, la nostra Luce, la nostra Vita, la porta della salvezza.

Paolo stesso, nella Lettera ai Filippesi (3:7-14), afferma:

“7 Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. 8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede, 10 per conoscere lui, Cristo la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, 11 se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti. 12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch’io sono stato afferrato da Gesù Cristo. 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la méta verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù.”

Il Progetto Divino di Salvezza: Dall'Elezione alla Redenzione

Tavola illustrativa che mostra i concetti di elezione, predestinazione, adozione e redenzione come tappe di un processo divino.

Nel brano di Efesini 1:3-14, Dio, tramite Paolo, ci rivela il suo progetto di salvezza che inizia nell'eternità passata. Questo disegno è scandito da quattro verbi principali, tutti collegati dalla formula "in lui" (cioè in Cristo):

  1. Elezione (v. 4): "In lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore". L'idea che Dio ha della nostra esistenza è "antica", ci ha visti, scelti e amati da sempre. Questo ci fa stare bene, perché non ci lascerà in pace finché non avremo messo una seria ipoteca sulla nostra santità, prerogativa per entrare nel regno. La finalità di questa scelta è che vivessimo nell’amore, rispondendo a un progetto (predestinazione) in cui diventiamo come Cristo, uniti a Lui.
  2. Predestinazione (v. 5): "Avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio". Questo progetto divino rispetta la libertà con la quale siamo chiamati ad accogliere il dono, ma possiamo anche respingerlo. Il dono dell’adozione a figli di Dio precede ogni nostra presunzione di merito, concesso prima della creazione. La volontà del Padre vuole rispettare la libertà della creatura plasmata a propria immagine e somiglianza, affinché la risposta umana al dono di grazia non sia un cieco destino, ma il frutto di una libera e riconoscente adesione. Per quanto dipende da Dio, siamo da sempre suoi figli.
  3. Redenzione (v. 7): "In cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia". La nostra redenzione dal peccato e dalla schiavitù è orientata alla manifestazione piena della gloriosa grazia di Dio. La ricchezza della grazia di Dio e la profondità del suo amore si manifestano soprattutto nel fatto che l’umanità è carica di colpe. La salvezza non raggiunge il genere umano semplicemente in attesa del dono, ma diventa redenzione da una condizione disgraziata di peccato e di morte. Per questo è stato necessario il "sangue" di suo Figlio, segno della sua morte cruenta, seguita alla sua libera decisione di consegnarsi nelle mani dei peccatori, per sconfiggere il potere della morte.
  4. Eredità e Sigillo dello Spirito Santo (vv. 11, 13): "In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà, 12 affinché fossimo a lode della sua gloria, noi che prima abbiamo sperato in Cristo." "in lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa". Il dono dello Spirito Santo è una caparra della nostra eredità, un anticipo della pienezza che avremo.

Scopo ultimo del piano divino di salvezza è la gloria di Dio. La volontà di Dio è la conformazione di ogni cosa alla persona di suo Figlio incarnato; a lui deve essere conformata ogni libertà umana, perché la vita di ogni uomo diventi un membro del corpo di cui Gesù è il capo. Tutta la realtà e tutta la storia trovano in Cristo il proprio “capo”, cioè il punto di riferimento capace di dare a ogni cosa il suo giusto valore e il suo senso.

La Rivelazione del Mistero e la Lode della Grazia

Paolo ci fa "conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso, per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra". (vv. 9-10). Sembra un’espressione contraddittoria, "conoscere il mistero", eppure la volontà di Dio è così ricca di significato che non può mai essere esaurita dalla nostra conoscenza. Di fronte alla sapienza e all’intelligenza con le quali Dio riversa su di noi la sua sovrabbondante grazia, la nostra mente non deve chiudesi come di fronte a un enigma incomprensibile.

Il più grande privilegio che abbiamo è di benedire Dio! Benedetto sia Dio! La lode gratuita, lo stupore ammirato per la grandezza del Signore, per la sua meravigliosa misericordia, per il mirabile piano di salvezza da lui predisposto per il nostro bene, sono atteggiamenti che Paolo ci invita ad assumere. La benedizione viene dal cielo, non si produce per merito della creatura. Il progetto di Dio anticipa e previene la stessa creazione, costituendone il senso e la finalità. Da sempre il Padre ci ha pensato: e tutta la creazione è stata realizzata avendo come fine la pienezza della nostra vita, modellata sull’amore di Gesù, vero Dio e vero uomo, intorno al quale e in vista del quale ogni realtà prende senso e trova la propria verità.

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