Il Beato Bartolo Longo sarà canonizzato il 19 ottobre 2025 da Papa Leone XIV. La sua storia di conversione radicale e amore per il Rosario continua a ispirare migliaia di pellegrini, ricordando che nessuno è mai troppo lontano dalla misericordia di Dio. Da satanista a santo: la vicenda di Bartolo Longo è tra le più sorprendenti e potenti storie di redenzione nella Chiesa cattolica. Papa Leone XIV ha annunciato che il beato diventerà così il primo cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro ad essere proclamato santo.
Nel mese di ottobre, tradizionalmente dedicato al Santo Rosario, i pellegrini affollano il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, da lui voluto e costruito. È qui che riposa il futuro santo, testimone vivente del potere trasformante della preghiera mariana.

Infanzia e formazione: da Latiano a Napoli
Bartolo Longo nacque a Latiano, in provincia di Brindisi e diocesi di Oria, il 10 febbraio 1841, secondo dei cinque figli di Bartolomeo Longo e Antonia Luparelli. Fu battezzato tre giorni dopo la nascita nella chiesa di Santa Maria della Neve con i nomi di Bartolomeo, Vincenzo, Romualdo, Maria. Della sua infanzia si sa che aveva un carattere vivace, creativo e incline allo scherzo. A sei anni fu mandato dai genitori al Real Collegio Ferdinandeo di Francavilla Fontana, retto dai padri Scolopi, dove consolidò la religiosità vissuta in famiglia.
Completati gli studi nell’estate 1857, convinse il secondo marito di sua madre, l’avvocato Giovanni Battista Campi, a instradarlo nella carriera forense. Per conseguire la laurea in giurisprudenza in un’università legalmente riconosciuta dal neonato Regno d’Italia, si trasferì a Napoli nella seconda metà del 1862. Qui trascorreva il tempo libero nei balli e negli incontri con gli amici, ma di lì a poco cadde preda di un pericolo più minaccioso.
Il tempo della crisi e l'abisso dello spiritismo
Era l’epoca della «Vita di Gesù» scritta da Ernest Renan, che negava la natura divina di Cristo. Il giovane studente la lesse e vide crollare i principi nei quali era stato educato. Bartolo cominciò a frequentare alcune riunioni dove si raccontava che si riuscisse a colloquiare con gli spiriti dei defunti. Per cinque anni fu un partecipante di questi circoli satanisti e spiritici, ma, nonostante la laurea conseguita il 12 dicembre 1864, non riusciva a sentirsi in pace, lottando contro ansia, depressione e visioni spaventose.
La svolta arrivò grazie al professor Vincenzo Pepe, suo compaesano, che lo rimproverò duramente avvertendolo che sarebbe finito in manicomio. Pepe lo indirizzò al domenicano padre Alberto Radente. A partire dal 29 maggio 1865, giorno del suo primo colloquio con il sacerdote, Bartolo iniziò a lasciarsi alle spalle le pratiche esoteriche. Il 23 giugno, festa del Sacro Cuore, si riaccostò all’Eucaristia dopo aver ricevuto l’assoluzione.
Fratel Ciro Vitiello racconta la storia del Beato Bartolo Longo
La missione a Valle di Pompei: «Chi propaga il Rosario è salvo»
Attraverso Santa Caterina Volpicelli, Bartolo conobbe la contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco. Nel 1872, giunse a Valle di Pompei per amministrare i beni della contessa. L’impatto fu desolante: le rovine dell’antica città erano circondate da una zona paludosa e malsana, abitata da contadini poveri, spesso dediti alla superstizione o vessati dai briganti.
Nell’ottobre 1872, mentre camminava in località Arpaja tormentato dai dubbi sul suo passato, sentì un’ispirazione interiore: «Se cerchi salvezza, propaga il Rosario. È promessa di Maria. Chi propaga il Rosario è salvo!». In quel momento, Bartolo fece voto di non lasciare Pompei senza aver diffuso la devozione mariana. Iniziò catechizzando i contadini e organizzando missioni popolari e lotterie religiose.
L'arrivo del Quadro prodigioso
Il 13 novembre 1875, un’immagine della Madonna del Rosario, logora e di modesta fattura, arrivò a Pompei caricata su un carro di letame. Nonostante lo stato pietoso, il quadro fu restaurato e divenne il cuore del futuro Santuario. Bartolo volle che l’immagine di santa Rosa da Lima fosse sostituita con quella di Caterina da Siena, santa alla quale era particolarmente devoto.
| Data cardine | Evento |
|---|---|
| 13 Novembre 1875 | Arrivo del quadro della Madonna a Pompei |
| 8 Maggio 1876 | Posa della prima pietra del nuovo Santuario |
| 14 Ottobre 1883 | Prima recita solenne della Supplica |
| 5 Ottobre 1926 | Morte di Bartolo Longo a Pompei |
Il "Miracolo Civile": fede e carità operosa
L’opera di Bartolo Longo non si limitò alla costruzione della Basilica. Egli realizzò un vero e proprio "miracolo civile" trasformando la valle isolata in una città moderna. Sorsero intorno al Santuario:
- Le case per gli operai (primi esempi di edilizia popolare);
- L'ufficio postale, il telegrafo e la stazione ferroviaria;
- Un piccolo ospedale e l'osservatorio meteorologico.
In controtendenza alle teorie di Lombroso, che considerava i figli dei criminali destinati a delinquere, Longo fondò l’Istituto per i Figli dei Carcerati (1892) e l’Orfanotrofio Femminile (1887). Egli credeva fermamente nel potere dell'educazione e della grazia per riscattare i minori emarginati. Il primo ragazzo accolto, Domenico Pullano, divenne in seguito sacerdote.

L'eredità spirituale e la canonizzazione
Bartolo Longo fu un comunicatore modernissimo. Nel 1884 fondò il periodico «Il Rosario e la Nuova Pompei», stampato nella tipografia da lui creata per dare lavoro ai suoi orfanelli. Scrisse la celebre Novena di Pompei e la Supplica, preghiera che oggi viene recitata in tutto il mondo l’8 maggio e la prima domenica di ottobre.
Dopo la morte della contessa Marianna nel 1924, Bartolo rese l’anima a Dio il 5 ottobre 1926. Fu beatificato il 26 ottobre 1980 da San Giovanni Paolo II. Il 24 febbraio 2025, Papa Francesco ha approvato i voti per la sua canonizzazione, decretata ufficialmente per il 19 ottobre 2025 da Papa Leone XIV. Oggi, il suo corpo riposa nella cappella a lui dedicata nel Santuario, meta incessante di fedeli che testimoniano miracoli e grazie ricevute.