Nella tradizione cattolica, il sabato è un giorno particolarmente dedicato alla Vergine Maria. Questa consuetudine affonda le sue radici nella storia della Chiesa e nella devozione popolare, che ha sempre visto nella Madre di Dio un modello di fede e speranza. Dalla seconda metà del '700, in particolare, il sabato si è affermato come il giorno liturgico dedicato alla Madonna, una tradizione che è stata accolta con entusiasmo e che continua a essere vivamente sentita dai fedeli.

Le Origini Storiche della Dedicazione
La pratica di dedicare il sabato a Maria risale all’epoca medievale. Non fu certo immediata questa dedicazione a Maria, come del resto, non fu immediata neanche la nascita della liturgia come noi ora la conosciamo. Essa andò strutturandosi poco a poco attorno all'anno liturgico, che ripropone ciclicamente la storia della salvezza, dall'Avvento fino alla Pentecoste. È in questa luce che, progressivamente, all'interno del grande anno liturgico trovò posto Maria, con alcune feste a lei dedicate, e poi, nel tempo ordinario, con una giornata particolare: quella, appunto, del sabato.
Il passo decisivo avvenne quando Alcuino, un benedettino irlandese vissuto nella seconda metà del '700, completando la riforma con la quale Carlo Magno aveva esteso il rito romano tra le popolazioni francogermaniche, introdusse per il sabato una Messa dedicata a Maria. La novità fu subito accolta con entusiasmo e da quel momento il sabato si affermò solidamente come il giorno della Vergine, dando il via ad una tradizione che non conoscerà crisi. La dedicazione del sabato a Maria è stata promossa da diversi ordini religiosi e papi nel corso dei secoli. Tra i più attivi vi furono i Benedettini e i Francescani, che diffusero questa tradizione con preghiere e celebrazioni speciali.
Le Ragioni Teologiche del Sabato Mariano
Esistono più di una spiegazione teologica per la dedicazione del sabato a Maria. Alcuni sottolineano che invocare Maria il sabato, cioè il giorno che precede e introduce alla domenica (il giorno per eccellenza di Cristo), significa affidarsi alla Madre per raggiungere più facilmente il Figlio.
Altri, invece, preferiscono porre l'accento in modo più preciso sugli eventi della Settimana Santa e sul ruolo in essi avuto da Maria. Si narra che l’origine di questa tradizione sia legata al tempo tra la morte di Gesù il Venerdì Santo e la sua resurrezione la domenica di Pasqua. In quel Sabato Santo di paura, in cui Gesù sembrava definitivamente sconfitto e tutte le promesse da lui fatte ridotte al nulla, Maria certamente si mantenne salda nella fede, continuando a meditare nel suo cuore, come il Vangelo ci aveva già mostrato in altre occasioni, quello che era accaduto il giorno prima.

È il sabato in cui regna il silenzio assordante di quando, all'apparenza, sembra che sia finito tutto. Ai piedi della Croce, Maria non smette un solo momento di credere che suo Figlio sia veramente il Figlio di Dio, Dio stesso, vittorioso sul peccato e sulla morte. In questa sua eroica fede e nel suo sconfinato dolore, la Vergine Maria è sola nel giorno del sabato. Maria, proprio in quel giorno di sabato, ci insegna che quel silenzio non è rassegnazione, ma attesa: ci aiuta a capire che la cosa più importante è come si vive quella sofferenza. Anche di fronte alle tenebre della morte, mentre tutto è immerso nell’oscurità, Ella conferma la solidità della sua fede, attende con ansia i raggi della domenica di Pasqua.
Andando incontro a Gesù, vivo e risorto, la Madonna partecipa con tutto il suo essere alla gioia della Resurrezione. Accompagnati dalla sua materna presenza, impariamo che il venerdì della sofferenza diventa un sabato di speranza. E noi oggi sappiamo che quello non è il silenzio delle “cose che sono finite”, ma delle “cose che stanno iniziando”, perché la Pasqua di Resurrezione illumina in maniera retroattiva anche gli atroci giorni precedenti, di buio e dolore. Quello che accade il giorno di Pasqua cambia tutta la storia. Per arrivare fino a Pasqua, dobbiamo accettare di attraversare quella strada di silenzio del Sabato Santo, sapendo che proprio lì, dove noi sperimentiamo la rassegnazione, si scopre, invece, l’attesa di ciò che non finisce e di un Dio che ha vinto la morte ed il peccato.
Il sabato mariano rappresenta un tempo di preparazione e di attesa. Così come Maria attese con fiducia la risurrezione di Cristo, i fedeli sono invitati a vivere questo giorno con uno spirito di riflessione e preghiera. La dedicazione del sabato a Maria è un’occasione per rinnovare il proprio amore e la propria fiducia nella Vergine Maria, affidandole le proprie preoccupazioni e speranze. Nella solenne ora di Gesù, quando il figlio consegna sua Madre al discepolo amato, presente sotto la Croce, la Madonna diventa Mamma di ciascuno di noi; la Madre di Dio diventa, per volontà di Gesù morente, anche Madre di tutta la Chiesa.
Sabato Santo con Maria Teresa Abignente
La Devozione al Cuore Immacolato di Maria e i Primi Sabati del Mese
Il fatto che il sabato sia il giorno dedicato alla Vergine Santissima è sottolineato anche dal messaggio della Madonna ai Pastorelli di Fatima. Il 13 maggio 1917, la Vergine Maria parla per la prima volta a Fatima della devozione al suo Cuore Immacolato, dicendo: “Avete visto l’inferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno e vi sarà pace.”
Nelle apparizioni avvenute il 13 giugno e il 13 luglio 1917, la Santa Vergine chiede a Lucia di rivelare al mondo il desiderio del Cielo di diffondere, in particolare, la devozione al Suo Cuore Immacolato. Domanda anche che, soprattutto il primo sabato, si reciti il Rosario in riparazione dei peccati: “Gesù vuole stabilire nel mondo la devozione del mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che ti dico molte anime saranno salvate, ci sarà pace. Tornerò per chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la devozione riparatrice dei primi sabati”.
Il messaggio del 13 luglio è un’anticipazione di ciò che Maria Santissima viene a chiedere più tardi, come da lei stessa promesso: il 10 dicembre 1925, durante la permanenza di Lucia in convento a Pontevedra, in Spagna, mentre stava percorrendo i primi passi verso la consacrazione religiosa, la Vergine Maria le appare, mostrandole il Suo cuore coronato di spine per l’ingratitudine e le bestemmie degli uomini. La Santissima Vergine le disse: «Guarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini. Tu almeno cerca di consolarmi e di fare sapere che prometto di assistere nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza, tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno il Rosario e Mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i misteri del Rosario, con l’intenzione di farmi riparazione».
Le condizioni per praticare la devozione dei Cinque Primi Sabati sono le seguenti:
- Confessarsi, entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Suor Lucia spiega che se la confessione non può avvenire nel primo sabato del mese, è valida anche se fatta otto giorni prima o dopo, purché la Comunione sia ricevuta con l’intenzione di riparare.
- Ricevere la Santa Comunione in grazia di Dio.
- Recitare il Santo Rosario (cinque decine).
- Fare compagnia alla Madonna per un quarto d’ora, meditando sui misteri del Rosario. Questo può avvenire meditando un brano della Scrittura o i misteri del Santo Rosario.
In una successiva apparizione, Gesù spiegò a Lucia perché questa pratica dovesse avvenire proprio per cinque sabati, in riparazione di cinque tipologie di offese al Cuore Immacolato di Maria. Per le anime che coltivano questa devozione la Vergine Maria dice: “prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime”. Tuttavia, la ragione primaria di questa devozione deve essere il desiderio di consolare il Cuore Immacolato di Maria attraverso la riparazione e la crescita nella santità personale. Se davvero abbiamo compreso lo spirito di questa richiesta, non ci limiteremo a praticarla una sola volta nella vita, per garantirci l'assistenza della Madre di Dio nell'ora della morte, ma la praticheremo sempre con la volontà di riparazione e la fiducia che, passando le nostre richieste attraverso le Sue mani, Lei sicuramente le presenterà a Gesù.

Il Sabato Mariano nella Liturgia
Lungo i secoli nella Chiesa si è sviluppata la devozione di considerare il giorno di sabato un giorno mariano; infatti, nei giorni feriali, la sua memoria si fa costante nel ritmo settimanale che accompagna il tempo ordinario. Fin dal secolo VIII, a cominciare dai monasteri carolingi, si è man mano diffusa in tutta Europa l’usanza di consacrare il giorno di sabato, vigilia del giorno della Resurrezione, a Maria.
Quindi, quando il giorno del calendario è libero, si può fare la memoria di Santa Maria in sabato. La presenza di Maria nella vita della Chiesa è costante; infatti, tutto l’anno liturgico è costellato da solennità, feste e memorie varie che mettono in luce in primo luogo l’opera di Dio nel mistero pasquale di Cristo e in esso trova Maria intimamente congiunta con il Figlio (MBVM, n.10).
I Padri del Concilio Vaticano II chiarirono il significato di questa memoria e resero possibile un maggior numero di celebrazioni, accrescendo il numero dei formulari per le Messe come anche le letture bibliche (Messale per la vita cristiana, vol. IV, 7) e specificano: “Nei sabati del tempo Ordinario, si può fare la memoria facoltativa della Beata Vergine Maria, purché non coincida con una memoria obbligatoria” (Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico, n.15).
"De Maria Nunquam Satis": Di Maria Non Si Dirà Mai Abbastanza
Il motto “De Maria nunquam satis”, cioè “di Maria non si dirà mai abbastanza”, esprime un profondo significato teologico. Questa affermazione sottolinea l'inesauribile ricchezza del mistero di Maria e il suo ruolo insostituibile nella storia della salvezza. È una lunga storia che ancora continua, questa della partecipazione di Maria al mistero di salvezza; una storia che giustifica pienamente il motto.
Potremmo definire Maria il grande portale che ci introduce nel Mistero pasquale di Cristo, mistero della morte e resurrezione che celebriamo ogni domenica, e Maria, donna dell’attesa, ci accompagna come solo lei sa fare, a Cristo. Il suo Cuore racchiude tutte le prerogative di una madre nei confronti dei figli: dare la vita e alimentarla, occuparsi della loro crescita, proteggerli dai pericoli, donare gioia, pace e consolazione, correggendoli negli sbagli e guidandoli. È soprattutto con questa preghiera, invocando la Madre Celeste, che possiamo ritrovare sempre il Padre.