La Beata Arcangela Girlani, al secolo Eleonora Girlani, è una figura significativa nel consolidarsi delle monache Carmelitane in Italia. Vergine dell’Ordine delle Carmelitane, fu priora del convento di Parma e fondatrice del cenobio di Mantova, distinguendosi per la sua profonda spiritualità e i suoi carismi. Il Martirologio Romano la commemora a Mantova come vergine dell'Ordine delle Carmelitane, priora del convento di Parma e fondatrice del cenobio di Mantova.
| Attributo | Dettaglio |
|---|---|
| Nome | Beata Arcangela Girlani |
| Titolo | Vergine |
| Nome di battesimo | Eleonora Girlani |
| Nascita | 1460 circa, Trino di Monferrato, Vercelli |
| Morte | 25 gennaio 1495, Mantova |
| Martirologio | Edizione 2004, Commemorazione |
| Beatificazione | 1 ottobre 1864, Roma, papa Pio IX |
Le Origini e la Vocazione Giovanile
Eleonora Girlani nacque a Trino nel Vercellese, nel Monferrato, durante il marchesato di Guglielmo VIII. Sebbene l'anno esatto di nascita sia sconosciuto e sia ascrivibile alla seconda metà del XV secolo, molte fonti, basandosi su congetture storiografiche settecentesche, indicano il 1460 come anno di nascita. Proveniva da una famiglia illustre, benestante e distinta.
Fin da fanciulla Eleonora dimostrò una forte inclinazione alla vita religiosa e alle pratiche di pietà, dando presto prova di virtù singolari. Fu istruita ed educata nel Monastero di San Francesco, che sorgeva poco distante da casa, in località detta Rocca delle Donne. Manifestatasi la vocazione religiosa, il padre la fece tornare a casa per un periodo di riflessione. Il risultato fu che, vivendo a contatto con le sue sorelle Scolastica (chiamata anche Francesca) e Maria, anche in loro nacque il desiderio di consacrarsi a Cristo. I genitori, dopo un primo rifiuto, acconsentirono a patto che entrassero nel convento vicino casa. Eleonora, tuttavia, aveva scartato questa opportunità perché la vicinanza della famiglia avrebbe impedito il cammino di perfezione e santità che intendeva seguire. In un episodio significativo, durante un viaggio verso un convento benedettino, il suo cavallo si rifiutò di portarla lì, e lei lo interpretò come un segno.
L'Ingresso nell'Ordine Carmelitano a Parma

Provvidenziale fu la visita in famiglia di un amico carmelitano. Con il suo intervento, fu scelto il Convento di Santa Maria Maddalena a Parma, da poco fondato e appartenente alla importante Congregazione Carmelitana Mantovana. Nel 1477, o il 25 gennaio 1478, all'età di diciassette anni, Eleonora vestì l'abito carmelitano insieme alle sue due sorelle, Maria e Scolastica (Francesca), prendendo il nome di Arcangela. Scelse questo nome perché desiderava passare la sua vita nella lode di Dio, proprio come gli angeli in cielo.
Le doti e i carismi di Suor Arcangela non passarono inosservati, e non molto tempo dopo la sua professione venne eletta Priora del monastero di Parma. Le sue esortazioni, ma ancor più il suo stile di vita, erano di esempio alle consorelle. La sua santità fu presto conosciuta in tutta la zona, e l'intera città di Parma conosceva la perfezione con cui le Carmelitane vivevano la propria consacrazione, tanto che molti chiedevano loro aiuto sia spirituale che materiale per far fronte alle necessità di quei tempi difficili.
La Beata Arcangela rimase a Parma per quindici anni, vivendo profondamente il mistero della sua vita interiore in unione con Dio e nella percezione della sua presenza in purezza di cuore. Conduceva una vita fraterna semplice e austera, praticando la mortificazione, il distacco, l'umiltà e il nascondimento. Per amore della Regola, chiese ed ottenne che fosse tradotta in lingua italiana, perché lei e le consorelle non comprendevano il latino. Tutto il cammino della spiritualità dell’epoca è attraversato dal tema dell’amore e del dono di sé, che Arcangela trasmise alle sue consorelle, insegnando loro a custodire la cella interiore, dove l’intimo rapporto con Dio conduce alla perfezione, e a ricercare la cella esteriore come luogo d’incontro con lo Sposo, luogo di silenzio, di raccoglimento e di nascondimento per pregare, amare, correggere i propri errori e risalire dalle tante cadute causate dalla fragilità umana.
La Fondazione del Monastero a Mantova

A Mantova mancava un monastero femminile, e a questa mancanza fu rimediato nel 1492 per l'intervento del marchese Francesco II Gonzaga, di sua moglie Elisabetta d’Este e di suo fratello, il Vescovo Luigi Gonzaga. Il maestro generale dell'Ordine, Tommaso da Caravaggio, affidò l'incarico di occuparsi della nascita di un nuovo monastero nella città gonzaghesca. Si vide in Suor Arcangela la fondatrice ideale per questa nuova istituzione, e tale era il desiderio di Elisabetta d’Este con l’assenso del Vicario Generale dei Carmelitani, Padre Tommaso da Caravaggio.
Lasciare Parma per Madre Arcangela fu un momento doloroso, ne soffrirono le consorelle e tutta la città, che ormai la amava e la stimava. A Parma subentrò come priora sua sorella Scolastica. La storia dice che i cittadini di Parma erano dispiaciuti di perdere la loro santa, mentre quelli di Mantova ne gioivano per la nuova fondazione. Questo entusiasmo medievale indica come un monastero contemplativo non sia finalizzato esclusivamente alla santificazione delle monache, ma testimoni l’amore che Dio ha per tutti gli uomini e le donne.
Il 18 febbraio 1492 fu inaugurato il monastero di Santa Maria del Paradiso a Mantova, sotto la sua direzione. La Comunità fu reclutata da Parma, con la Beata Arcangela come priora. Nel nuovo cenobio, intitolato alla Madonna col titolo di S. Maria del Paradiso, Madre Arcangela improntò la vita della comunità in modo esemplare, e tutti pensarono che il titolo del monastero rispecchiasse appieno il modo in cui le monache trascorrevano la loro giornata. Questo era il desiderio e la raccomandazione della Madre. Le Costituzioni di Parma furono inizialmente seguite, ma nel 1494 Angelo di Clavaro (Chiavari?) di Genova elaborò nuove Costituzioni, più giuridiche e meno ascetiche. Vi si raccomandava la meditazione nel ringraziamento dopo la comunione ed era imposta una stretta clausura.
Come in tutte le nuove fondazioni, si viveva con molte ristrettezze; abbondava solo la fiducia nella Divina Provvidenza. La Madre, dal canto suo, per la buona riuscita dell’opera, offriva a Dio continue penitenze e digiuni. Nonostante l'appoggio aperto e sincero dei signori della città, il periodo mantovano si presentava piuttosto ricco di problemi organizzativi per la gestione amministrativa della nuova fondazione. Ancora l'anno successivo, il 6 settembre 1493, la stessa Arcangela indirizzava al Gonzaga una supplica per ottenere il denaro del dazio di un orto acquistato, acquisizione necessaria per l'edificazione di un ampliamento del monastero. Il documento è autografo: la Girlani si firma "Sore Arcanzola indigna priora del suprascritto monasterio, vestra fidele oratrice humelemente a la vestra illustrissima signoria scripsi".
Spiritualità e Carismi

Dio concesse alla Beata Arcangela il dono di meditare profondamente il mistero della Santissima Trinità, per la quale nutriva una speciale devozione, dando inizio ad ogni azione importante solo dopo averne chiesto l’assistenza. Amava anche meditare sul mistero del Santo Natale e sulla Passione di Cristo. Nella seconda lezione dell’Ufficio delle letture è riportato un brano della "Expositio parenetica" della Regola Carmelitana, scritta dal Beato Giovanni Soreth.
Raggiunse uno stato tale di perfezione nella preghiera e nelle pratiche di pietà che spesso andava in estasi. Le sono attribuiti anche doni di levitazione, profezia e la capacità di operare numerosi miracoli. Toccava il breviario solo dopo essersi lavate le mani, per rispetto alle verità ivi contenute.
Morte e Culto

La direzione del monastero di Mantova da parte di Arcangela durò circa tre anni. Sebbene ancora giovane, negli ultimi anni di vita soffrì di diverse infermità e di febbri frequenti. La malattia la colse almeno tre anni dopo il suo insediamento a Mantova.
La sua morte avvenne il 25 gennaio. Alcune fonti indicano il 1494, ma la data più ampiamente accettata e ufficiale è il 1495. Poco prima di spirare, si congedò dalle consorelle, che aveva radunate nella sua cella, raccomandando più di ogni altra virtù la santa umiltà. La considerava il bene più prezioso che dovevano trasmettere alle generazioni future, promettendo che lei avrebbe vegliato su di loro dal cielo. Rafforzata dai sacramenti e con gli occhi fissi su un’immagine del Cristo crocifisso, ripeté le parole che pronunciava frequentemente: "Gesù, amore mio!". Appena morta, apparve a Parma alla sorella Scolastica. In poco più di trent'anni di vita terrena, Suor Arcangela aveva raggiunto la vetta della santità.
Il suo corpo, da principio tumulato in un sepolcro comune, fu esumato poco dopo e riposto in un'arca nel coro, a seguito dei molti miracoli da lei operati. Un festeggiamento ufficiale in suo onore è attestato già nel 1499, il 25 maggio, su richiesta dei marchesi Francesco Gonzaga e Isabella d'Este e con il consenso del vescovo Ludovico Gonzaga.
Nel 1782, per ordine di Giuseppe II, il monastero di Mantova fu soppresso, e il corpo della Beata tornò nella natia Trino, presso il locale convento delle Carmelitane. Anche questo convento fu soppresso nel 1802, e l'urna con le sue reliquie fu traslata nella chiesa dell’Ospedale di San Lorenzo, dove tuttora è venerata.
Il culto immemorabile della Beata Arcangela Girlani fu approvato da Papa Pio IX il 1° ottobre 1864, e la sua memoria liturgica è fissata al 25 gennaio.