L'arte di Guglielmo Borremans in Sicilia
Guglielmo Borremans, pittore fiammingo di grande fama nato ad Anversa nel 1670, rappresenta una figura centrale nella pittura del Settecento in Sicilia. Giovanissimo, entrò nella bottega di Peter van Lindt, per poi trasferirsi in Italia all'inizio del Settecento. Dopo una fondamentale esperienza a Napoli, dove acquisì successo e fama, nel 1714 giunse a Palermo.
Il segreto dell'apprezzamento riscosso dal Borremans presso i committenti dell'epoca risiede nel suo cromatismo festoso. Egli ebbe il merito di rinnovare la pittura, liberandola dai rigidi giochi chiaroscurali degli epigoni del Caravaggio, come Pietro Novelli e Mattia Preti, per abbracciare un pittoricismo gaio e luminoso, tipico di Luca Giordano. Le sue figure, dai santi agli angeli, sembrano levitare dolcemente nelle volte, in un dialogo ideale con la leggerezza degli stucchi di Giacomo Serpotta.

Il ciclo di affreschi: una catechesi dipinta
Tra le opere più significative si annoverano i cicli di affreschi che decorano le volte di diverse chiese siciliane. Questi dipinti non sono semplici decorazioni, ma vere e proprie catechesi dipinte, dove il numero delle scene non è casuale: sette a destra e sette a sinistra richiamano i giorni della Creazione. Il racconto si snoda in una narrazione continua, in cui i colori sembrano custodire voci e speranze.
Le storie di San Pietro e San Paolo
Nelle rappresentazioni dedicate ai due apostoli, il Borremans utilizza la luce come elemento di speranza e annuncio di vita.
- San Pietro: il ciclo parte dalla Vocazione sul lago, passando per la Consegna delle chiavi, la liberazione dal carcere, fino al martirio, dove la luce del mattino illumina la crocifissione a testa in giù.
- San Paolo: dalla folgorante Vocazione sulla via di Damasco, attraverso le peripezie della missione apostolica, fino alla decapitazione, che segna il passaggio dalla voce terrena alla luce eterna.

La produzione nelle chiese siciliane
La produzione di Borremans è estremamente copiosa e diffusa capillarmente in Sicilia. Oltre ai celebri cicli palermitani, si segnalano interventi significativi in diverse località:
| Località | Luogo |
|---|---|
| Piazza Armerina | Chiesa di S. Giovanni Evangelista |
| Enna | Duomo (ciclo di cinque quadri) |
| Palermo | Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa (Estasi di Santa Teresa) |
| Palermo | Oratorio del Rosario (Visitazione della Vergine) |
Questioni di attribuzione e conservazione
La ricerca storica, in particolare grazie agli studi del Russo, ha permesso di chiarire molti dubbi attributivi. Alcuni affreschi, erroneamente attribuiti in passato al Serenario o al Bellafiore, sono stati ricondotti con certezza alla mano del Borremans attraverso il ritrovamento dei documenti di commissione. Citti Siracusano ha confermato tali attribuzioni, sottolineando come l'artista fosse spesso chiamato a completare opere iniziate da altri maestri, come il Tancredi.
Purtroppo, molte opere sono state danneggiate dall'incuria e dall'umidità. Tuttavia, la ricchezza cromatica e la capacità di trasformare le volte in sontuosi drappeggi colorati rendono il Borremans un protagonista indiscusso del barocco siciliano, meritevole di un percorso di valorizzazione dedicato.