L’Abbazia di San Martino delle Scale si trova a circa 10 km da Palermo, immersa in un’ampia e verde vallata di boschi tra Monte Cuccio e Monte Caputo, a circa 550-589 metri s.l.m. Si tratta di un grandioso complesso architettonico risalente al periodo tra il XVI e il XVIII secolo, che rappresenta oggi la più grande istituzione della Congregazione cassinese nel Regno di Sicilia.

Storia e origini dell'Abbazia
Un’antica tradizione vuole l’abbazia fondata da Papa Gregorio Magno († 604) e in seguito distrutta dai Saraceni nel IX secolo. Tuttavia, l’inesistenza di fonti attendibili ha fatto dubitare molti studiosi sulla fondazione "gregoriana" del complesso. L’Abbazia fu certamente rifondata il 13 gennaio 1347 da un gruppo di sei monaci provenienti dal monastero di San Nicola, sito alle falde dell’Etna, che diedero vita ad un monastero nel feudo detto di San Martino, di pertinenza dell’Arcivescovo di Monreale.
Tra i fondatori spicca il nome del beato Angelo Sinisio, che nel 1352 ne divenne primo abate. Sotto la sua guida, i monaci benedettini curarono la ricostruzione dell’abbazia. Entrata nella Congregazione Cassinese nel 1506, l’Abbazia fu interessata da una profonda rielaborazione dell’antico complesso che durò fino alla fine del XVIII secolo. Questi tre secoli rappresentano il periodo di massimo fulgore del monastero, con importanti personalità nel campo degli studi umanistici, teologici, filosofici, del collezionismo e dell’arte.
Nonostante il declino del XIX secolo, culminato con la soppressione del monastero a seguito delle leggi di soppressione degli ordini religiosi, la comunità non scomparve del tutto. La lenta ripresa avvenne all’inizio del XX secolo grazie all'opera di don Ercole Tedeschi, monaco di grande spessore spirituale e culturale. Oggi la comunità martiniana, unita dal 2016 alla comunità del Monastero beato G.B. Dusmet di Nicolosi, consta di circa 13 monaci a San Martino delle Scale.
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Architettura e struttura monumentale
Il Monastero Benedettino e la Basilica Abbaziale costituiscono un complesso monumentale che copre un’area di circa 20.000 metri quadrati. La struttura ricorda un quadrilatero tagliato ortogonalmente da una croce, che lo divide in quattro quadranti, due chiostri e due cortili. Rimane ben poco delle strutture realizzate nel XIV secolo, in gran parte distrutte prima del rifacimento cinquecentesco.
L’Abbazia raggiunse il suo massimo sviluppo alla fine del XVIII secolo grazie all’opera di Venanzio Marvuglia, che nel 1772 venne incaricato del progetto del nuovo dormitorio e dell’ammodernamento della struttura. L’intervento previde:
- La realizzazione di una nuova ala con un dormitorio a settentrione;
- Uno scalone imperiale in marmo rosso decorato in stile pompeiano;
- La famosa biblioteca monumentale;
- Il monumentale prospetto, lungo circa 137 metri, che ancora oggi si innalza su tre ordini in direzione di Palermo.
Al 1778 risale la realizzazione della superba facciata caratterizzata dal vestibolo con la statua equestre di San Martino e il povero, opera di Ignazio Marabitti, a cui si deve anche la monumentale Fontana dell'Oreto addossata alla chiesa.

La Basilica Abbaziale e i suoi tesori
La Basilica abbaziale, consacrata nel 1602 e costruita sulla chiesa preesistente alla fine del XVI secolo, presenta una facciata su tre elevazioni. La chiesa è a pianta basilicale a croce latina con una sola navata, transetto, cupola e 10 cappelle laterali che ospitano altari in stile barocco. Di notevole pregio è il portale marmoreo recante 20 scene raffiguranti il Mistero Pasquale, ritenuto un reperto della vecchia chiesa del XII-XIII secolo.
Il Coro Ligneo e l'Organo
L’Abbazia ospita al suo interno uno dei cori lignei più belli d’Italia, prezioso esempio della fioritura manierista della fine del XVI secolo. L'immenso coro, lungo 20 metri, è ornato da 68 stalli in legno intagliato e fu commissionato ai napoletani Ferraro e Vigliante. Sopra la sede abbaziale sovrasta uno dei migliori organi d’Italia, con un magnifico prospetto laccato in oro e circa 4000 canne. Fu realizzato nel 1594 da Raffaele Lavalle e successivamente completato da Francesco La Grassa nel XIX secolo; è considerato tra i più armoniosi e potenti ancora funzionanti in Sicilia.

Opere d'arte e reliquie
Al suo interno si possono ammirare numerose opere d’arte, tra le quali tele di Pietro Novelli, Filippo Paladini, lo Zoppo di Gangi, Paolo de Matteis e Stomer. Il tesoro dell'abbazia vanta inoltre pezzi di inestimabile valore storico, come:
- Il ricco manto regale del sovrano musulmano, guadagnato dal monaco Giuliano Mayali († 1470);
- Le preziose reliquie della Santa Croce e della Sacra Spina;
- Reliquiari realizzati dall’argentiere Pietro di Spagna nella seconda metà del XV secolo.
Il Monastero: Chiostri e aree di clausura
Nel monastero sono presenti più chiostri, ma il più conosciuto è il Chiostro di San Benedetto, costruito intorno al 1612 proprio dietro la Basilica. Esso deve il suo nome alla fontana sormontata dalla statua di San Benedetto, realizzata nel 1728 dallo scultore Benedetto Pampillonia, che raffigura il santo con due angeli che mostrano il programma benedettino.
All’interno dell’edificio si trovano le aree di clausura, tra cui i dormitori e i due refettori: quello della Ricreazione e quello dell’Osservanza. In quest’ultimo, i monaci consumano i pasti in silenzio ascoltando la lettura quotidiana, sotto un pregevole affresco di Pietro Novelli del 1629 raffigurante "Daniele nella fossa dei leoni".
Attività contemporanee e la birra d'Abbazia
Oggi i monaci sono impegnati nell’attualizzare l’Ora et labora benedettino attraverso diverse iniziative culturali e spirituali. Gestiscono la Parrocchia "San Martino vescovo", organizzano concerti di canto gregoriano, corsi di lectio divina e hanno fondato un’Accademia di Belle Arti per la tutela del patrimonio culturale e il restauro.
Una particolarità moderna è l'attività di Hora Benedicta, che riprende l'antica vocazione dei monasteri di produrre le cosiddette "birre di Abbazia". Studiate con erbe officinali da amaro, queste sono le uniche birre d'Abbazia di tutto il Sud Italia, avendo ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale.