Il cammino verso Gesù non è un semplice spostamento fisico, ma un’esperienza profonda che coinvolge l’intera esistenza. Spesso, dopo lunghi periodi di incertezza, giungiamo a una chiarezza inequivocabile: la necessità di seguire il Signore senza sconti né rimandi. Gesù stesso si mette in cammino verso Gerusalemme con una determinazione che dà forma e contenuto a tutta la sua vita.

Il verbo camminare: impegno e dedizione
Nel Vangelo, il verbo camminare ricorre frequentemente: esso indica il desiderio di spostarsi, ma richiede impegno, sudore e fatica. Chi cammina è esposto all'imprevisto, dalle bellezze del paesaggio alle difficoltà del percorso. La determinazione di Gesù si traduce in passi concreti verso Gerusalemme, e i passi di chi è disposto a seguirlo permettono di stare con Lui e imparare dal suo stile di vita.
A questo cammino vengono spesso posti dei freni: i "sì, però..." che gelano le articolazioni e bloccano il movimento. Quel "però" imbriglia la volontà e ci conduce dove non vorremmo. Al contrario, la metafora dell'aratro ci insegna l'atteggiamento corretto: chi ara non può voltarsi indietro, altrimenti traccia solchi storti e insignificanti. Il Regno di Dio ha bisogno di camminatori convinti e di aratori determinati che donano il tutto di sé.
La chiamata alla santità come esperienza quotidiana
Il Papa ci ricorda costantemente la chiamata alla santità: «Siate santi, perché io sono santo» (Lv 11,44). Questa chiamata non è un concetto astratto, ma un richiamo provvidenziale a fare esperienza di Dio nella vita di ogni giorno. Essere viandanti verso Dio significa:
- Accogliere la Sua presenza nella propria vita.
- Impegnarsi a rimanere in questa presenza.
- Cercare nuovamente Dio ogni volta che il cammino della vita ci allontana da Lui.

L'autostrada di santità: Speranza, Volontà e Amore
Chi incontra il Padre Misericordioso è chiamato a percorrere una grande "autostrada" a tre corsie:
- La corsia della Speranza: Fondare la propria fiducia non sulle capacità umane, ma sulla promessa di Dio. Senza speranza non c'è santità.
- La corsia della Volontà di Dio: Non si tratta di eseguire un programma prestabilito, ma di rispondere positivamente alla chiamata di Dio nella nostra esistenza, vivendo un rapporto d'amore fedele.
- La corsia del "Tutto per Amore": È la corsia dell'alta velocità. Se la nostra vita non manifesta l'amore di Dio, il sale diventa insipido. È una lingua che si parla con la vita stessa.
L'importanza dell'ascolto e dell'ospitalità
La vicenda di Marta e Maria a Betania ci insegna che esistono due modi di accogliere il Signore. Mentre Marta si affanna per i molti servizi, Maria sceglie la "parte migliore": l'ascolto. Ascoltare è più difficile che parlare, perché richiede di vuotarsi di se stessi, di tacere, affinché la Parola possa toccarci e penetrarci. Scegliere l'ascolto significa dare priorità al Mistero che illumina il cammino, rispondendo alle esigenze più profonde del cuore.
Lectio divina decanale con don Paolo Zago - 18 Aprile 2026 - 21:00
Affrontare le difficoltà con la fede
Le difficoltà - il vento contrario e le onde - sono parte inevitabile della vita. Spesso, come gli apostoli nella barca, ci spaventiamo dimenticando la presenza di Dio. La lotta per vivere di fede non ha come meta l'assenza di problemi, ma l'impegno a non dimenticare che il Signore non ci lascia mai. Quando Pietro cammina sulle acque e inizia ad affondare, è perché distoglie lo sguardo da Gesù per concentrarsi sulla propria insicurezza. La fede non elimina le onde, ma ci dà la luce per camminare in mezzo ad esse.