Associazione San Paolo Apostolo: Informazioni, Storia e Attività

Le realtà ecclesiali e culturali legate alla figura di San Paolo Apostolo sono molteplici, abbracciando secoli di storia, teologia e impegno missionario. Dalle antiche congregazioni dedite alla propagazione della fede, agli istituti formativi moderni e alle associazioni laicali che ne proseguono lo spirito, l'eredità di Paolo continua a ispirare.

Il Ruolo di San Paolo Apostolo: Fondamento Spirituale

San Paolo attribuiva una grandissima importanza al fatto di essere un apostolo, e soprattutto di essere stato chiamato da Gesù Cristo a svolgere questo ufficio. Egli difendeva, con tenacia e zelo, il suo potere apostolico, specialmente contro i complotti dei Giudei, che vedevano in San Paolo un avversario assai temibile, soprattutto per la sua spiccata cultura e per essere stato un convertito che in precedenza perseguitava i cristiani.

All’inizio della lettera ai Romani (I,I), San Paolo ribadisce fermamente la sua diretta vocazione da parte di Gesù Cristo. Il Verbo incarnato ha scelto San Paolo per il Vangelo di Dio promesso ai profeti. L’Apostolo ha infatti visto Gesù Risorto, come lo avevano visto gli altri Apostoli, e quindi gli rende testimonianza. Paolo è divenuto apostolo in quanto Cristo gli ha donato lo Spirito vicino a Damasco. Quando Gesù Cristo rimprovera Saulo, non dice: “Saulo, perché perseguiti i miei discepoli?” bensì dice: “Saulo, perché mi perseguiti?”. Questo è un’ulteriore conferma della realtà del Corpo Mistico di Cristo, un corpo reale e tangibile.

Solo un apostolo è autorizzato a rendere testimonianza a Cristo in modo autoritativo e vincolante. Paolo ha quindi la stessa nomina apostolica di Pietro e degli altri apostoli. Il suo apostolato risale alla volontà di Cristo: «Perciò anche il suo apostolato è determinato dal legame al Cristo risorto ed alla sua volontà». Solo nell’ambito di questo vincolo Paolo è mosso dallo Spirito. Anche gli altri apostoli nell’ambito di questo legame a Cristo hanno ricevuto dallo Spirito Santo le doti e la spinta per i loro compiti.

Paolo incontra il Risorto un’unica volta, e in questa occasione Gesù Cristo gli lascia una vocazione e un incarico. Gli altri dodici, invece, avevano conosciuto Gesù nel corso della sua peregrinatio super terram. Gli Apostoli vennero preparati alla loro missione con un lungo lavoro di educazione, mentre Paolo fu trasformato improvvisamente in testimone nei pressi di Damasco. Paolo entra quindi in un contesto dove la Chiesa c’era già. La concordia di Paolo con gli Apostoli è simbolo di unione. Paolo vuole annunciare lo stesso Vangelo dei dodici; per questa ragione, sappiamo che è Paolo a recarsi dai primi Apostoli, per presentare il «suo» Vangelo e richiederne il riconoscimento.

«Paolo non fu dunque un apostolo del libero spirito che non si curava della predicazione degli apostoli tradizionali, ma un uomo della tradizione ecclesiastica. Egli predica ciò che gli è stato trasmesso (1 Cor.11,23-29; 15, 1-3; 11,23)». Quando nel testo relativo alla Cena egli dice di aver trasmesso ai Corinti ciò che ha ricevuto dal Signore, certamente non intende affermare che tutta la materia del suo Vangelo sia dovuta ad una diretta rivelazione di Cristo. Si soddisfa all’affermazione dell’apostolo ritenendo che l’insieme del suo Vangelo sia dovuto alla comunicazione di Cristo presso Damasco. I particolari egli li conobbe dai primi cristiani. Il suo legame alla tradizione ecclesiastica appare particolarmente chiaro nella prima lettera ai Corinti, dove al cap.

Raffigurazione iconografica di San Paolo Apostolo

La Congregazione di San Paolo Apostolo per le Missioni (XVII Secolo)

La Congregazione di San Paolo Apostolo per le missioni fu una congregazione religiosa nata agli inizi del XVII secolo nell'ambiente della Riforma carmelitana in Italia. Intorno al 1605, Pietro della Madre di Dio progettò di inviare Carmelitani Scalzi a evangelizzare il Congo. In questo progetto sarebbe dovuto partire anche Tommaso di Gesù. Tommaso di Gesù, con l'appoggio di Pietro della Madre di Dio, progettò di costituire un nuovo istituto religioso nell'ambito dei Carmelitani Scalzi che fosse dedito esclusivamente all'apostolato missionario.

Paolo V approvò il progetto con il breve Onus pastoralis officii, del 22 luglio 1608. Furono scelti alcuni religiosi delle due congregazioni di Spagna e d'Italia allo scopo di formarne una terza. Dalla congregazione spagnola vennero Tommaso di Gesù e Diego dell'Incarnazione; dalla congregazione italiana Filippo di San Giacomo, Redento della Croce, Bartolomeo Maria di San Francesco, Adriano di Santa Maria, Leandro dell'Incarnazione, Giacinto di Sant'Angelo, Giovanni Damasceno dell'Annunciazione, Ilario di Sant'Agostino, Fulgenzio della Concezione, Cassiano di Sant'Anselmo, assieme ai fratelli Simone del Monte Carmelo e Taddeo di Sant'Elia.

Essi vennero svincolati dai rispettivi superiori e riuniti nella congregazione di San Paolo, la quale aveva il compito di propagare la fede e la Chiesa in tutto il mondo, condurre alla conversione gli infedeli e coloro che avevano deviato dalla fede. I religiosi della nuova congregazione, oltre ai consueti tre voti, dovevano emetterne un quarto, che li impegnava a dedicarsi alle missioni, anche a costo della vita, e un quinto, secondo cui non dovevano ambire a cariche e dignità né dentro né fuori dall'Ordine. Tommaso di Gesù venne nominato commissario generale del nuovo istituto, con i relativi poteri per lui e per i successori. La durata del suo mandato sarebbe stata sessennale; i successori, invece, sarebbero durati in carica un triennio, eletti dal capitolo generale. Quanto prima, si sarebbero dovute redigere nuove costituzioni.

La Congregazione di San Paolo venne esentata dalla giurisdizione degli ordinari del luogo e dei due prepositi generali delle congregazioni italiana e spagnola, e fu sottoposta direttamente alla Sede Apostolica. Al preposito generale della Congregazione italiana fu riconosciuto un limitato diritto di visita sulla Congregazione di San Paolo, nel rispetto dei suoi statuti propri. Il commissario della nuova Congregazione con due soci eletti dal capitolo avrebbe potuto partecipare al capitolo generale della Congregazione italiana, godendovi di voce attiva e passiva.

Poco dopo aver ottenuto il breve, venne a mancare a Tommaso di Gesù il principale appoggio: Pietro della Madre di Dio, infatti, morì il 26 agosto 1608. Il progetto rimase fermo. Poco dopo, incoraggiato da Paolo V, Tommaso, assieme a Diego dell'Incarnazione, prese in affitto una casa a Roma, in via Giulia, presso il palazzo Farnese. Presto si unirono ai due alcuni sacerdoti secolari e religiosi di altri ordini, ma dei carmelitani scalzi non si mosse nessuno. Il pontefice, dopo una prima resistenza, sospese l'esecuzione del breve, stabilendo che la Congregazione di San Paolo si unisse alla Congregazione d'Italia, trasferendole le sue competenze in campo missionario, mentre padre Tommaso avrebbe dovuto continuare a occuparsi delle missioni, riservandogli la direzione dei seminari che sarebbero stati fondati per provvedere alla formazione dei missionari.

Documentario: Stanza di San Paolo della Croce: Fondatore della Congregazione Passionista

Pontificio Collegio Missionario Internazionale San Paolo Apostolo

Il Pontificio Collegio Missionario Internazionale San Paolo Apostolo è un istituto sotto la guida della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Il suo scopo è quello di formare i sacerdoti missionari, secondo le urgenti necessità della diocesi, organizzazioni o congregazioni per le quali sono stati inviati a Roma.

Il Collegio ospita circa 200 sacerdoti, provenienti dai territori sotto l'egida della Congregazione, per la specializzazione nelle varie facoltà di studio come Teologia, Missiologia, Diritto Canonico, Storia della Chiesa e altre discipline pertinenti alla missione evangelizzatrice.

Edificio del Pontificio Collegio Missionario Internazionale San Paolo Apostolo

L'Associazione SS. Pietro e Paolo: Eredità e Attualità

L’Associazione SS. Pietro e Paolo è nata per volontà di San Paolo VI l’anno seguente allo scioglimento della Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, avvenuto nel 1970, con l'intento di «raccogliere l’eredità di ideali» di tale corpo. L'Associazione si avvicina ora alla ricorrenza dei primi cinquant'anni di vita. Ne fanno parte volontari che desiderano «rendere una particolare testimonianza di vita cristiana, di apostolato e di fedeltà alla Sede Apostolica» mediante attività culturali, caritative e di servizio, principalmente nella Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e in occasione di celebrazioni liturgiche pontificie, offrendo un servizio di accoglienza e vigilanza per i fedeli.

Il sito internet dell’Associazione, sviluppato nel 2013, riceve più di 180.000 accessi annuali da parte di 15.000 utenti. Al primo posto per provenienza degli utenti si trova l'Italia, con oltre la metà, seguita da Russia e Germania. Sul portale sono raccolte le attività delle tre sezioni (Liturgia, Cultura e Carità), approfondimenti storici sulla Guardia Palatina e i numeri del periodico istituzionale «Incontro». Durante la pandemia, con la pubblicazione di meditazioni settimanali e proposte di esercizi spirituali, il portale web «ha rappresentato uno dei principali canali di comunicazione con tutti i membri dell’Associazione».

La Sinodalità nell'Associazione

Nell'ambito delle sue attività, l'Associazione SS. Pietro e Paolo promuove la sinodalità. La parola greca synodos, sinodo, è composta dalla preposizione syn, che significa "con", e dal sostantivo odos, che significa "via". La sinodalità si riferisce alla comunità ecclesiale nel suo insieme, e quindi significa «camminare insieme». È un principio fondamentale per la missione della Chiesa e la sua missione evangelizzatrice, che implica consultazione, cooperazione e discernimento.

Questa consapevolezza che ascoltare è «più che sentire» porta a una maggiore partecipazione in determinati ambiti, allineandosi alle direttive del Magistero e a ciò che la Chiesa si aspetta per il terzo millennio. L'Associazione scommette sui giovani e desidera ascoltarli senza paura di essere giudicati negativamente, poiché è proprio ai più giovani che il Signore rivela novità e migliori soluzioni (cfr. Regula Benedicti, III, 3). In questo modo, il giovane non è condizionato dai più grandi ed è più probabile che offra nuovi spunti. Quando qualcuno parla, gli altri devono ascoltare, in uno spirito sinodale che arricchisce la vita dell'Associazione e ne rafforza la fedeltà al Sommo Pontefice, come espresso nella "Promessa dei Soci".

Raffigurazione della Basilica di San Pietro in Vaticano

Mostra Iconografica su San Paolo

Una mostra dedicata a San Paolo Apostolo si propone di introdurre alla conoscenza della sua figura e della sua vita, attraverso le immagini che le hanno illustrate dalle origini della tradizione cristiana fino all'età barocca. Le immagini sono accompagnate da brevi commenti, tratti per lo più dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere.

L'esposizione apre con una gigantografia del volto di San Paolo ripreso dagli affreschi della Sancta Sanctorum, che documenta l'iconografia più tradizionale con cui l'Apostolo viene raffigurato fin dai tempi antichi. Un secondo pannello presenta, insieme ad una pagina miniata con storie di San Paolo, una breve biografia di riferimento.

Struttura della Mostra

La mostra è suddivisa in due parti principali:

Prima Parte: Vita e Miracoli di San Paolo

Questa sezione raccoglie testimonianze figurative (miniature, dipinti, rilievi) legate alla vita del Santo e ai miracoli da lui compiuti ed è ulteriormente suddivisa in tre sottosezioni:

  1. La prima prende l'avvio dal martirio di Santo Stefano e dagli altri episodi precedenti la conversione. Si chiude con diverse raffigurazioni, sia medievali che moderne, della Conversione, tra cui la nota "Conversione" di Caravaggio, conservata a Roma in S. Maria del Popolo.
  2. La seconda sezione riguarda prevalentemente i tre viaggi raccontati negli Atti degli Apostoli, con scene relative alla predicazione, ai miracoli e alle persecuzioni subite da San Paolo durante la sua missione. Tra le opere esposte, si ritrovano l'avorio con San Paolo preso a sassate, conservato al British Museum di Londra, e il dipinto di Rembrandt con San Paolo in carcere.
  3. La terza sezione riguarda l'ultimo periodo che San Paolo trascorre a Roma, il suo rapporto con San Pietro, come testimonia la visita a San Paolo in carcere raffigurata da Filippino Lippi.

La prima parte della mostra si conclude con la gigantografia dell'abbraccio tra Pietro e Paolo dei mosaici di Monreale.

Seconda Parte: Tradizione Iconografica e Variazioni

Una seconda parte è invece dedicata ad un "excursus" sulla tradizione iconografica del tipo umano utilizzato per raffigurare San Paolo, mettendo in luce l'ambito culturale e le fonti letterarie ed iconografiche che hanno influenzato il definirsi della figura del Santo e dei suoi attributi, e il loro variare nel corso dei secoli. Alcuni pannelli finali riprendono invece delle varianti iconografiche, come quella che vede San Paolo tra i dodici Apostoli in episodi come l'Ascensione e la Pentecoste nelle cupole a mosaico della basilica di S.

La Conversione di Saulo di Caravaggio

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