Scuola dell'Infanzia: Confronto tra Asili Pubblici e Gestiti da Suore

La scelta della scuola dell'infanzia è un momento cruciale per i genitori, che devono bilanciare aspetti educativi, valoriali e pratici. In Italia, le famiglie si trovano spesso a valutare diverse opzioni, tra cui gli asili pubblici (statali o comunali) e quelli gestiti da enti privati, come le scuole paritarie religiose, spesso affidate a ordini di suore. Queste diverse tipologie di istituzioni offrono approcci e caratteristiche specifiche che meritano un'analisi approfondita per fare una scelta informata e consapevole.

Il Panorama delle Scuole dell'Infanzia in Italia

In Italia, esistono diversi tipi di scuola dell'infanzia, ognuno con caratteristiche specifiche che rispondono a diverse esigenze e orientamenti educativi. Storicamente, la scuola d'infanzia statale nasce nel 1968 con la legge 444/68. L'istituzione, precedentemente nota come "materna", esisteva già da molto tempo, spesso gestita da soggetti privati, inclusi i religiosi.

  • Scuole dell'infanzia statali: Queste scuole sono gestite direttamente dallo Stato, tramite il Ministero dell’Istruzione (MIUR), e sono gratuite per le famiglie. Le scuole dell'infanzia statali seguono un curriculum standardizzato basato sulle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del Ministero dell'Istruzione. Le attività proposte sono progettate per favorire lo sviluppo globale dei bambini attraverso un approccio integrato che comprende gioco, apprendimento e socializzazione.
  • Scuole dell'infanzia comunali: Gestite dai Comuni, queste scuole possono essere gratuite o richiedere una retta, che varia in base al reddito familiare. Le scuole comunali seguono anch'esse le Indicazioni Nazionali per il Curricolo e offrono un ambiente educativo simile a quello delle scuole statali. Tuttavia, possono avere maggiore flessibilità nell'organizzazione delle attività e nella gestione delle risorse, con orari che possono essere più ampi, ad esempio fino alle 17:30 nelle città.
  • Scuole dell'infanzia paritarie: Queste scuole sono gestite da enti privati, come associazioni, cooperative o enti religiosi (spesso da suore), ma sono riconosciute dallo Stato e seguono le stesse Indicazioni Nazionali per il Curricolo delle scuole statali. Le scuole paritarie offrono un'educazione di qualità e possono avere un orientamento educativo specifico, come quello montessoriano, steineriano o religioso. Le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono, di fatto, assimilabili alle scuole statali.
  • Scuole dell'infanzia private (non paritarie): Gestite interamente da enti privati, queste scuole non ricevono finanziamenti pubblici e le rette sono a carico delle famiglie. Le scuole private hanno maggiore libertà nell'organizzazione del curriculum e delle attività, e possono offrire programmi educativi specifici o innovativi.

Esistono poi orientamenti pedagogici specifici, come le Scuole dell'infanzia internazionali, che offrono un curriculum multilingue e programmi educativi riconosciuti a livello globale. Le Scuole dell'infanzia a metodo montessoriano, basate sul metodo di Maria Montessori, pongono un forte accento sull'autonomia del bambino e sull'apprendimento attraverso l'esperienza diretta. Le Scuole dell'infanzia a metodo steineriano, ispirate alla pedagogia di Rudolf Steiner, si concentrano sullo sviluppo armonico del bambino attraverso un approccio olistico che integra attività artistiche, manuali e intellettuali.

Differenze nell'Approccio Educativo e Organizzativo

La scelta tra una scuola pubblica e una gestita da suore spesso si basa su percezioni e priorità differenti in merito all'educazione e all'ambiente scolastico.

Disciplina e Ambiente

Un aspetto frequentemente citato è la percezione della disciplina. In una scuola di suore, è comune trovare un ambiente che enfatizza la disciplina, l'armonia e la dolcezza, sia da parte dei bambini che delle insegnanti. Questa enfasi è talvolta vista come preferibile rispetto a un potenziale "caos della scuola statale", che alcuni genitori ritengono "molto cambiata (in peggio) negli ultimi 20 anni". L'idea che "può educare solo chi sa cosa significa amare" è un concetto che alcuni genitori associano più facilmente agli ambienti religiosi che mostrano "carisma, dolcezza, fede e umanità". Un "ambiente tranquillo e armonico è fondamentale affinché tutto questo possa accadere", ed è importante che la disciplina non sia fine a se stessa diventando autoritarismo. Esperienze passate raccontano di "un bellissimo ricordo" di asili dalle suore, con "quell'odore di pulizia, di cera, di incenso" e un senso di ordine.

Foto di bambini che giocano serenamente in un'aula luminosa, con insegnanti attente e un ambiente ordinato

Nelle scuole pubbliche, invece, si può notare una tendenza ad approcci pedagogici che favoriscono l'esplorazione senza limiti. Ad esempio, nel caso in cui non si vieti al bambino di entrare in qualsiasi stanza della casa o di aprire i mobili, per favorire l'esplorazione senza limiti, altrimenti "chissà quali danni". Tuttavia, ci si interroga su quanto questo possa essere educativo, domandandosi se "così il bambino impari un po’ più tardi il linguaggio degli adulti, come se fosse una gara a chi arriva prima".

Rapporto Insegnanti-Bambini e Dimensioni delle Classi

Le scuole non statali (incluse le paritarie e quelle gestite da suore) spesso rispondono al "sovraffollamento della scuola pubblica" con classi a numerosità ridotta, talvolta con una media di 10 allievi per docente. Questo contrasta con la scuola pubblica, dove il rapporto può variare da 1:20 a 1:30. Questa differenza permette agli insegnanti delle scuole private di seguire con maggiore attenzione tutti i bambini, garantendo un'elevata qualità didattica. La selezione degli insegnanti nelle scuole private si basa spesso sul curriculum e sulle capacità didattiche e sulla conoscenza delle materie che insegnano, a differenza delle cattedre pubbliche assegnate per concorso.

Curriculum e Attività

Le attività svolte nella scuola materna sono molteplici e variegate, tutte pensate per stimolare lo sviluppo globale del bambino. Tra queste rientrano: attività ludiche e motorie (giochi all'aperto, attività sportive), attività artistiche (disegno, pittura, modellazione), attività musicali (canto, ascolto di musica e utilizzo di strumenti semplici), attività linguistiche (racconti, lettura di storie e prime esperienze di scrittura) e attività scientifiche (esplorazione della natura, esperimenti semplici).

Tuttavia, emergono differenze in come tali attività vengono declinate o percepite. Ad esempio, nelle scuole pubbliche, si osserva talvolta l'introduzione di strumenti come i tablet già dall'infanzia (3-6 anni), presentati come "controllati e con finalità educative". Tuttavia, la Società italiana di pediatria ha sottolineato che secondo diversi studi i dispositivi elettronici possono causare seri problemi nella sfera alimentare, sessuale e fisica dei bambini e adolescenti.

L'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC)

Uno dei punti di maggiore dibattito tra asili pubblici e quelli gestiti da suore riguarda l'insegnamento della religione cattolica, un tema che solleva diverse preoccupazioni e prospettive.

Contenuti e Modalità

Alla scuola materna, l'insegnamento della religione cattolica (IRC) è generalmente proposto sotto forma di gioco. A 3 anni, la religione può essere intesa come "giochi, disegni, recite e balli (naturalmente a tema)". Spesso, "non viene utilizzato l'argomento religioso per le recite di Natale ma spesso sono recite sul tema dell'amore, dell'amicizia e della pace". Per chi sceglie di far partecipare i propri figli, vengono illustrate figure come Gesù e la Madonnina con schede da colorare e piccoli aneddoti, oltre a racconti come quelli dell'Arca di Noè e "schede a tema" per Pasqua e Natale, proponendo un approccio che viene descritto come "nulla di particolarmente traumatico".

Libertà di Scelta e Paura dell'Esclusione

I genitori hanno la possibilità di barrare la casella in cui si chiede che il proprio figlio non si avvalga dell'insegnamento della religione cattolica. La questione che spesso sorge è legata alla paura che il bambino, se esonerato, possa sentirsi escluso o discriminato, specialmente durante attività come le recite natalizie o la preparazione di lavoretti. Molti si chiedono: "Dove lo metterebbero? Cosa gli farebbero fare? Si sentirebbe discriminato? Si sentirebbe discriminato nel non poter fare la recita natalizia? Forse non capirebbe mai perchè tutti rimangono in classe e lui fuori?". Si teme che "non capirebbe perchè tutti fanno la recita e preparano disegni e quanto altro, mentre lui no".

Disegno rappresentante un gruppo di bambini che svolgono attività diverse in un'aula, con spazi per il gioco e il lavoro di gruppo

Tuttavia, le scuole, anche quelle pubbliche, sono spesso preparate a queste richieste. Gli esonerati svolgono "attività di laboratorio, giochi, e altre attività", spesso in un'altra stanza. Questo avviene gradualmente, con l'obiettivo che il bambino "non si accorga della differenza" o non si senta isolato, proponendogli "un gioco" specifico. A volte, scherzosamente, le maestre riportano che anche i bambini in classe "se ne fregano di colorare Gesù e la Madonna, e vogliono andare al laboratorio anche loro". Le attività alternative includono rimanere in classe con le maestre, continuare a giocare o uscire da scuola. In laboratorio possono esserci anche altri bambini, come quelli più grandi che stanno imparando l'inglese, trasformando l'esonero in un'opportunità di "guadagno" per il bambino.

Il Dibattito sull'Indottrinamento vs. Cultura

Un'altra prospettiva riguarda la natura dell'IRC. Alcuni genitori considerano l'insegnamento religioso a 3 anni un "subdolo indottrinamento" o un modo per "far proseliti", approfittando di una mente "incapace di fare ragionamenti logici e analisi critiche, per inculcargli una 'verità' del tutto opinabile". Si argomenta che concetti come amicizia, carità e amore non sono esclusive cattoliche e possono essere trasmesse in qualsiasi altro contesto che non sia l'IRC.

Altri, invece, vedono l'insegnamento delle Sacre Scritture come parte integrante della cultura italiana, al pari della Divina Commedia. Sostengono che "la Pasqua ed il Natale fanno parte della nostra tradizione", e che in un paese "disseminato di chiese con dipinti magnifici", l'esposizione a questi temi è un fatto culturale. Si crede che il bambino avrà poi "tutto il tempo e le capacità per decidere se crederci o meno", ricordando che "a una certa età, si inizia ad avere le proprie idee e a non condividere quelle della Chiesa senza che nessuno abbia mai irretito". In questo contesto, l'IRC è visto come un momento di aggregazione e un modo per far divertire i bambini, specialmente se proposto sotto forma di gioco e con un focus sulla gioia e l'amore tra gli uomini.

Un tempo, le scuole gestite da suore potevano dare "un'ottima preparazione di base", tanto che alcuni studenti si ritrovavano "avanti anni luce" rispetto ai coetanei della scuola statale, pur riconoscendo che ciò poteva derivare da un maggiore carico di studio. Invece, la scuola statale odierna è vista da alcuni genitori come un luogo in cui il Natale è diventato "Natale in Allegria", una "generica festa del rispetto" o "simbologie e leggende", lasciando i bambini nell'ignoranza del vero significato.

Fattori Decisivi nella Scelta dei Genitori

La decisione finale sulla scuola dell'infanzia è profondamente personale e influenzata da vari fattori. Genitori di formazione cattolica o coloro che apprezzano un ambiente più strutturato e orientato ai valori tradizionali possono propendere per le scuole gestite da suore. Al contrario, chi privilegia un approccio più laico, critico verso l'insegnamento religioso precoce, o chi è alla ricerca di maggiore flessibilità o metodologie educative specifiche (come Montessori o Steiner), potrebbe orientarsi verso scuole pubbliche o altre paritarie/private.

La percezione di un "odore di pulizia, di cera, di incenso" e i "momenti belli" associati a messe di Natale e canti possono influenzare positivamente la scelta verso un asilo di suore, mentre le "condizioni tragiche" percepite nella scuola statale, tra tagli e tempi pieni scomparsi, possono spingere a considerare alternative. Per fare una scelta informata, è fondamentale "visitare l’istituto durante le attività e parlare con i genitori dei bambini che già la frequentano". Questo permette di valutare l'armonia, la dolcezza delle insegnanti e l'ambiente generale, superando le paure iniziali legate a "atteggiamenti e prese di posizione" che potrebbero preoccupare.

tags: #asilo #pubblico #o #suore