Il Comprensivo "Arcangelo Il Vento" di Grassano e la Figura dell'Igienista

Un'Esperienza Didattica: La Scuola dell'Infanzia "Don Bosco" in Visita ai Vigili del Fuoco

Nella mattinata del 30 aprile, un gruppo composto da 15 bambini, frequentanti l'ultimo anno della scuola dell'infanzia "Don Bosco" - parte dell'Istituto Comprensivo IC "Arcangelo Il Vento" di Grassano - ha avuto l'opportunità di visitare la Sede Centrale del Comando dei Vigili del Fuoco di Matera. Accolti dal personale della caserma e dai pensionati dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, i piccoli hanno potuto visionare gli spazi interni dei plessi di via Giglio, nonché i mezzi e le attrezzature utilizzate durante l'attività di soccorso.

I bambini si sono calati nella realtà operativa dei Vigili del Fuoco grazie a qualche simulazione, nelle quali sono stati proprio loro i protagonisti. Per gli alunni, curiosi ed attenti, è stato un vero e proprio giorno di festa. Per i Vigili del Fuoco, questa è stata un'ulteriore occasione per allargare il processo di divulgazione della "Cultura della sicurezza" anche alle scuole della provincia di Matera.

Foto di bambini della scuola dell'infanzia in visita ai Vigili del Fuoco mentre osservano un mezzo di soccorso

Arcangelo Il Vento: Il Medico e Igienista che Dà il Nome all'Istituto

L'Istituto Comprensivo di Grassano è intitolato ad Arcangelo Il Vento, una figura di spicco nel campo della medicina e dell'igiene pubblica italiana. Nato a Grassano, in Basilicata, il 14 novembre 1877 da Andrea e Felicetta Lerosa, la sua carriera è stata caratterizzata da un profondo impegno per la salute pubblica e la profilassi delle malattie.

Le Origini e la Formazione Accademica

Arcangelo Il Vento si iscrisse al corso di laurea in medicina e chirurgia presso l'Università di Napoli, dove fu allievo di E. De Renzi nella clinica medica e di N. Pane in batteriologia. Nonostante la prematura scomparsa del padre, riuscì a laurearsi nel 1900. Successivamente, superato il relativo concorso, prestò servizio come assistente nei nosocomi napoletani, dapprima agli Incurabili e poi in quello della Pace. Nel 1904, fu assistente volontario presso l'istituto di batteriologia dell'Università di Napoli, anno in cui entrò a far parte della Sanità pubblica.

Attività Professionale e Contributi alla Sanità Pubblica

Classificato primo al concorso per medico di porto nel 1905, fu destinato a Palermo, dove dal 1906 al 1911 diresse l'Ufficio di sanità marittima, avviando il piano costruttivo e l'ordinamento della stazione sanitaria del porto. Nel 1908, conseguì la libera docenza in igiene pubblica presso l'Università di Palermo, dove diede inizio a un corso libero di insegnamento della disciplina. In questo periodo, fu severamente impegnato in importanti missioni, tra cui la direzione dei provvedimenti igienico-sanitari per fronteggiare l'epidemia di vaiolo manifestatasi a Riesi, in provincia di Caltanissetta, e il controllo del servizio di emigrazione nel porto palermitano per la profilassi delle malattie tropicali, oltre all'ordinamento della stazione sanitaria portuale di Palermo.

Dal agosto 1910 all'aprile 1911, fu responsabile del servizio di profilassi anticolerica della provincia di Palermo, ricoprendo anche il ruolo di medico provinciale e direttore del servizio sanitario della provincia palermitana. Nel novembre del 1911, Arcangelo Il Vento fu inviato in missione a Tripoli, appena occupata dalle truppe italiane, dove svolse un'intensa attività. Organizzò il servizio di sanità marittima durante un'epidemia di colera, elaborò un piano per la realizzazione di una stazione sanitaria e quarantenaria nel porto, curò la disinfezione delle merci e istituì i bagni pubblici. Provvide inoltre alla riattivazione e al funzionamento dell'osservatorio meteorologico e all'organizzazione provvisoria di un ospedale contumaciale per colerosi, fu autore del piano tecnico per la riorganizzazione e il completamento dell'ospedale civile ed emanò il regolamento provvisorio del servizio sanitario della città.

Mappa storica o infografica sui territori dove Arcangelo Il Vento ha operato per la sanità pubblica

Allo scoppio del primo conflitto mondiale, fu chiamato a prestare la propria opera nell'esercito: dal 1915 al 1918 fu direttore del servizio antiepidemico del comando supremo, quindi nel 1919 fu posto a capo dei servizi sanitari della Croce Rossa Italiana. In questo ruolo, pianificò e diresse i servizi sanitari dell'istituzione, attuando una vasta opera di assistenza civile tesa a realizzare la bonifica umana per fronteggiare gli esiti di malattie infettive ancora di notevole incidenza, quali la malaria, la tubercolosi, il tracoma e la sifilide.

Interesse per la Medicina Sociale e la Lotta Antitubercolare

Nel frattempo, andava aumentando l'interesse di Arcangelo Il Vento per i problemi della medicina sociale, dell'igiene abitativa e scolastica e soprattutto della tubercolosi, che rappresentava un preoccupante aspetto del quadro sanitario per la popolazione italiana. Egli comprese che per condurre un'efficace lotta contro la malattia occorreva, da un lato, migliorare le condizioni di vita delle classi disagiate e dei lavoratori e, dall'altro, realizzare un piano sanitario di vigilanza, prevenzione e cura a carattere nazionale. Nel 1926, in collaborazione con G. Mendes, V. Benedetti, F. Bocchetti, G.B. Roatta ed E. Ronzani, presentò al capo del governo il progetto di legge per l'assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi. L'anno successivo, furono stabiliti l'obbligo per le province di istituire i consorzi antitubercolari destinati a funzioni assistenziali e profilattiche (legge n. 1276 del 23 giugno) e quello dell'assicurazione antitubercolare per i lavoratori (r. decreto legge).

Infografica sulla storia e i progressi nella lotta contro la tubercolosi in Italia

Pubblicazioni Scientifiche e Monografie

Nel primo periodo della sua attività, Arcangelo Il Vento si interessò prevalentemente di igiene applicata, conducendo ricerche anche di carattere sperimentale su argomenti di patologia infettiva e di profilassi, e osservazioni sulle abitudini alimentari di alcune popolazioni che furono oggetto di pubblicazione. Tra le sue opere figurano:

  • Due monografie:
    • Prodotto di fermentazione panaria per lievito comune e per lievito di birra (Palermo 1908)
    • I servizi sanitari dipendenti dal Comune di Tripoli… (Roma 1914, in collaborazione con P. Tria - G. Casapinta)
  • Numerosi lavori apparsi in periodici scientifici, tra cui:
    • Ueber die experimentellen Myelitiden (1905)
    • Caraktere der aus dem Trinkwasser einiger Schiffe isolierten Vibrionen (1911)
    • Hygienische Beobachtungen über Ratten und Pestprophylaxe im Hafen von Palermo (1906-1910) (1913)
    • Ricerche sul latte acido coagulato (yoghurt) consumato a Tripoli (1913)
    • Esistenza del bacillo pestoso nell'organismo senza sintomi clinici (1914, in collaborazione con M. Mazzitelli)
    • Importanza dietetica del vino di palma consumato a Tripoli (1914)
    • I casi di peste curati nell'Ospedale per malattie contagiose in Tripoli (1914, in collaborazione con M. Mazzitelli)
    • Contributo alla biologia ed ai metodi di distruzione del "Pediculus vestis" (1918)
    • La bonifica dei malarici e la berberina (1918)
    • L'insegnamento dell'igiene pubblica (1918)
    • La farina scura e il pane bigio (1919)
    • Il decorso epidemiologico e clinico dell'influenza (1919)
    • Il dermotifo o febbre petecchiale nelle epidemie del passato ed in quelle contemporanee (1920)
    • Due epidemie di guerra a Tripoli (colera e dermotifo 1911-12) (1920)
    • La campagna estiva antimalarica della Croce rossa italiana nel 1920 (1921)
    • La stazione sanitaria marittima di Tripoli (1921)
    • Si può vaccinare durante un'epidemia di vaiuolo (1921)
    • La peste. Osservazioni epidemiologiche, profilattiche, cliniche e terapeutiche (1924, in collaborazione con M. Mazzitelli)

Sui problemi di igiene e medicina sociali, in particolare quelli riguardanti la tubercolosi, nonché sugli aspetti patogenetici e clinici della malattia, Arcangelo Il Vento fu autore di varie pubblicazioni:

  • La tubercolosi è diminuita in Italia? (1926)
  • Malattie sociali e abitazione (1929)
  • L'infezione tubercolare latente negli animali da esperimento (1930, in collaborazione con R. Maggiora Vergano)
  • Indici di sanità nel popolo italiano (1930)
  • Il problema igienico della casa (1931, in collaborazione con M. Mazzitelli - C. Tommasi Crudeli)
  • Contributo di Roberto Koch alla dottrina della tubercolosi (1932)
  • La cute nella cura delle malattie tubercolari (1933)
  • Ricupero di virulenza da parte di bacilli tubercolari attenuati (1933, in collaborazione con R. Maggiora Vergano)
  • Le assicurazioni e l'igiene sociale (1933)
  • Il fardello della malattia (1933)
  • L'organizzazione della lotta contro il cancro (1933)
  • La lotta contro la tubercolosi nella seconda generazione (1933)
  • Reinfezioni tubercolari sperimentali (1933, in collaborazione con R. Maggiora Vergano - L. Vivaldi)
  • Le attitudini e la scelta dei medici ospedalieri (1933, in collaborazione con C. Tommasi Crudeli)
  • La tubercolosi nel tugurio (1935)
  • Il problema della casa rurale (1935)
  • Il valore sociale della diagnosi precoce (1937)

Fu anche autore di alcune apprezzate monografie:

  • La tubercolosi malattia sociale (Bologna 1922)
  • La difesa della salute e la scuola (Bologna 1922)
  • L'igiene nella casa del lavoratore (Roma 1922)
  • Orari di lavoro e prevenzione della fatica (Roma 1925)
  • Lo stato attuale della lotta antitubercolare in Italia (I-III, Roma 1923-25, in collaborazione con A. Campani - G. Mendes)
  • La casa nell'igiene sociale (Milano 1925)
  • L'assistenza igienico-scolastica nelle scuole per i contadini. Note ed osservazioni (Roma 1927)
  • La tubercolosi (Torino 1931)
  • Igiene sociale della tubercolosi (Torino 1932)
  • La tubercolosi a traverso i secoli. Storia di un'idea (Roma 1933)

Fu inoltre relatore al II congresso nazionale contro la tubercolosi svoltosi a Milano dal 23 al 26 ottobre 1927 sul tema Il finanziamento delle opere antitubercolari, che sviluppò con un esauriente resoconto delle fasi che avevano preceduto e accompagnato l'introduzione dell'assicurazione obbligatoria. Partecipò anche ai lavori del II Congresso internazionale di tecnica sanitaria e igiene urbanistica con il contributo Abitazioni collettive - Case operaie - Abitazioni economiche (Milano 1931, in collaborazione con M. Mazzitelli - G. Sanjust).

Igiene Scolastica e Studi Coloniali

Pur privilegiando i grandi temi dell'igiene sociale e della lotta antitubercolare, Arcangelo Il Vento non trascurò comunque altri interessanti problemi della sua specialità. Si ricordano alcuni studi di interesse coloniale:

  • Clima meteorico e clima sociale nell'Abissinia (1935)
  • Il mistero della febbre gialla (1936)
  • I servizi igienici e medici nelle colonie italiane dell'Africa orientale (1936)
  • Les services d'hygiène et de médecine dans les colonies italiennes de l'Afrique orientale (1936)
  • La diffusion actuelle de l'ankylostomiase en Italie dans ses colonies (1936, in collaborazione con A. Lutrario - M. Mazzitelli)

Fu anche autore delle Lezioni di igiene scolastica, raccolte ed ordinate da R. Liberti e C. Pignocco (Roma 1929), nonché di Igiene della scuola, ad uso degli insegnanti e delle scuole primarie e secondarie e delle scuole normali e di pedagogia, I-II, Milano 1928-29, in collaborazione con A. Lustig. Collaborò inoltre al Trattato italiano di igiene…, del quale redasse i volumi VI, parte 2, Eredità ed igiene (Torino 1927), e X, Igiene e malattie dello scolaro.

La Scomparsa

Arcangelo Il Vento morì prematuramente ad Anzio, presso Roma, il 3 agosto.

Riconoscimenti e Fonti

La sua figura è ricordata in diverse necrologie pubblicate in periodici scientifici del 1936, tra cui Annali d'igiene, Annali di medicina navale e coloniale, La Pediatria, Il Policlinico e La Riforma medica. Rievocazioni e contributi alla sua memoria sono stati pubblicati in Lotta contro la tubercolosi e da M. Mazzitelli in Lotta contro la tubercolosi (1950).

Ulteriori fonti includono: L. Agrifoglio, Igienisti italiani degli ultimi cento anni (Milano 1954); In onore di A. I., a cura della Federazione italiana contro la tubercolosi (Grassano 1958); C. Pogliano, I. A., in Diz. biogr. della storia della medicina e delle scienze naturali. Liber amicorum (Milano 1987). La pianificazione della lotta antitubercolare in Italia e il ruolo svolto da Il Vento nel promuoverne le leggi sono discussi in opere di A. Pazzini, D. Preti e G. Cosmacini.

tags: #arcangelo #il #vento #scuola #grassano