L'Arcangelo Gabriele: Messaggero Divino, Protettore e Simbolo nell'Arte

La figura dell’Angelo ha solleticato l’immaginazione di artisti, scrittori e mistici in diverse epoche e culture. Gli angeli, il cui nome deriva dal greco *Angelos*, “colui che annuncia, il messaggero”, sono portatori di rivelazioni, proclami, aiuto e guida soprannaturali. Essi si avvicinano all’uomo in sogni, visioni e stati di meditazione; si manifestano in voci o cori celesti, in forma umana o animale, di genere maschile, femminile oppure come figure androgine, sotto forma di stella, nuvola o fuoco.

Le loro grandi ali sono lo strumento per accedere a conoscenze e informazioni soprannaturali, inaccessibili all’uomo se non durante questi stupefacenti incontri. Le loro rappresentazioni artistiche sono ovunque: incisi in antichi muri di pietra, sulle finestre di vetro piombato delle chiese che ci rivolgono il loro sguardo sereno o combattivo, dipinti su antiche tombe o scolpiti su una lapide. L'angelo cristiano è una sintesi in forma antropomorfa degli animali sacri venerati nelle religioni orientali (l’aquila, il cigno e la fenice, simboli di purezza e spiritualità, di potenza e penetrazione intellettuale) e del Kerubim ebraico, avvolto da ali fiammeggianti di colore rosso vivo. Come motivo iconografico, la figura dell’angelo alato fa la sua comparsa solo nel IV secolo d.C.

rappresentazione stilizzata di un angelo con grandi ali

Cos'è un Arcangelo?

La parola arcangelo deriva dal greco: *arche* significa inizio e *angelo* significa messaggero. Un arcangelo è un angelo divino con una posizione di guida all'interno del gruppo. Mentre gli angeli normali si prendono cura dell'individuo, gli arcangeli come Gabriele portano decisioni di Dio di vasta portata per interi popoli o comunità. Secondo la Bibbia, ci sono sette arcangeli. Così dice nella rivelazione segreta di Giovanni (8,2): "E vidi che sette angeli stavano davanti a Dio; sette trombe furono date loro". Tuttavia, solo tre sono conosciuti per nome: Gabriele, Michele e Raffaele.

Nella gerarchia degli angeli, che risale all'autore cristiano Pseudo-Dionysius Areopagita, gli arcangeli sono nel terzo gruppo insieme a principi e angeli.

Il Significato del Nome e gli Attributi di Gabriele

Il nome Gabriel, tradotto dall'ebraico, significa "Dio è la mia forza" o "Dio è il mio eroe" (oppure, meglio, "uomo di Dio"). Era anche rappresentato come la mano sinistra di Dio. Secondo alcune ipotesi, nel nome Gabriele, *Kha-Vir-El* secondo l'antica pronuncia egiziana, la radice *Ga* (o *Ka*) indica desiderio, sentimento ed amore espresso, mentre *Bir* (o *Vir*) indica l'elemento acqua. Gabriele, infatti, governa l'acqua e i liquidi, che costituiscono i tre quarti del pianeta. A livello spirituale, ai sette arcangeli e ai sette chakra principali (centri energetici del corpo) vengono assegnati colori corrispondenti. L'Arcangelo Gabriele crea con il suo raggio bianco - il quarto dell'arco - un nuovo inizio, chiarezza e purezza, eliminando i pensieri oscuri dalla testa e dal cuore.

L'Arcangelo Gabriele nelle Sacre Scritture e nell'Islam

L'angelo Gabriele ("mia forza è Dio" oppure, meglio, "uomo di Dio") ricorre più volte nell'Antico Testamento ed è uno dei tre arcangeli menzionati nella Bibbia.

Nell'Antico Testamento

È il primo ad apparire nel Libro di Daniele della Bibbia, rialzando Daniele che era caduto e profetizzando la venuta del Messia (Daniel 8, 16 und 9, 20 ff). Il Talmud lo descrive come l'unico angelo che può parlare siriaco e caldeo. Nel Talmud Gabriele appare nel Sanhedrin 95b come il distruttore degli ospiti di Sennacherib, armato di affilata falce che era pronta già dalla Creazione. Si attribuisce all'arcangelo anche la figura di colui che mostra a Joseph la via, colui che evita alla Regina Vashti di apparire nuda davanti al Re Ahasverus e i suoi ospiti, e dell'angelo che seppellisce Mosè. Nella tradizione biblica è a volte rappresentato come l'angelo della morte, uno dei Messaggeri di Dio, o anche come angelo del fuoco.

Nel Nuovo Testamento: Il Messaggero dell'Incarnazione

Nel Nuovo Testamento appare due volte nel vangelo di Luca annunciando le nascite sia di Giovanni il Battista sia di Gesù. L'angelo Gabriele porta buone notizie all'anziano Zaccaria nel tempio di Gerusalemme, annunciando la nascita di un figlio, Giovanni Battista. Poiché Zaccaria espresse dubbi su questo annuncio, secondo la tradizione, avrebbe dovuto tacere fino alla nascita.

Lo stesso Gabriele dà l'annuncio a Maria, profetizza la grandezza divina del Figlio e risponde all'obiezione della Vergine, accogliendo alla fine la sua ubbidiente condiscendenza al piano di Dio. La visita di Gabriele a Maria nel Vangelo di Luca è detta Annunciazione (Lc 1, 26-38), un evento celebrato il 25 marzo dalla Chiesa cattolica romana.

Gabriele può anche essere l'angelo che visita Giuseppe. Dopo aver appreso della gravidanza di Maria, Giuseppe considera l'ipotesi di non sposarla più, ma un angelo del Signore appare a Giuseppe in sogno e gli dice che il concepimento è avvenuto mediante lo Spirito Santo. La leggenda narra che Gabriele svegliò di notte San Giuseppe e gli chiese di fuggire dall’Egitto con il bambino e sua madre, e alla fine ha radunato la Sacra Famiglia a casa a Nazareth.

Secondo la tarda leggenda, è anche l'angelo non identificato del Libro della Rivelazione (Apocalisse di Giovanni) che soffia il corno annunciando il Giorno del Giudizio. Nelle esperienze di quasi-morte, angelici “esseri di luce” abbracciano con fare amorevole il morente per riportarlo alla vita.

Nell'Islam: Jibrīl

Nell'Islam, l'angelo Gabriele, chiamato Jibrīl (جبريل) in arabo, gioca un ruolo centrale perché ha agito come mediatore del Corano presso il profeta Maometto. È menzionato, ad esempio, nella sura 2: 97-98: là dovrebbe essere espresso che Allah diventerà un nemico per tutti coloro che lo respingono e per i suoi angeli, incluso Gabriele. Secondo la tradizione, l´angelo Gabriele ha rivelato il Corano a Maometto e lo ha accompagnato nell'ascesa al Paradiso, dove Muḥammad si dice abbia incontrato i precedenti profeti di Dio, essendo informato riguardo alle modalità della preghiera islamica.

Gabriele è considerato con lo stesso aspetto dai musulmani e nel pronunciare il suo nome o nel riferirsi a lui i musulmani ripetono l'eulogia: *su di lui la salvezza [di Dio] (ʿalayhi l-salām)*. Il primo compito di Gabriele è di portare messaggi da Dio ai Suoi messaggeri. Gabriele è menzionato anche nelle scritture della fede dei Bahá'í, e appare nelle opere di Bahá'u'lláh, *Le Sette Valli* e *Le Quattro Valli*.

miniatura islamica raffigurante Jibrīl e Maometto

Iconografia e Ruoli dell'Arcangelo Gabriele

Secondo il libro di Daniele (capitolo 8), l'angelo Gabriele sembra "come un uomo". Nell'arte cristiana, Gabriel è raffigurato talvolta con caratteristiche e lineamenti maschili, a volte femminili, talvolta come un ibrido. Il suo aspetto rispecchia quello dell'angelo come giovane figura androgina alata, talvolta porta il diadema. Per questa ragione non è imprescindibile per Gabriele l'immagine dell'arcangelo in abiti di corte, con una tunica dalmatica bianca coperta dalla clamide.

Il suo ruolo di angelo annunciatore è caratteristico della sua rappresentazione. È caratterizzato dal giglio bianco, simbolo di spiritualità e purezza, con cui è raffigurato quando la nascita di Gesù viene annunciata a Maria, la madre di Gesù.

Gabriele come Protettore e Patrono

L'arcangelo Gabriele è l'angelo da Dio incaricato per preannunciare i tempi messianici. È il rivelatore dell'evento centrale della storia della salvezza, parte essenziale della celebrazione del mistero dell'Incarnazione. Come Michele, protegge gli ingressi delle chiese dal demonio. In quanto santo, Gabriele è anche il santo patrono. Per il suo ruolo di angelo dell'Annunciazione, che ha portato il messaggio della nascita di Gesù alla Madre di Dio, è il Santo patrono di tutti coloro che lavorano nel campo della comunicazione e delle telecomunicazioni. Molte professioni possono fare affidamento sul suo sostegno e protezione nella vita lavorativa quotidiana, inclusi impiegati postali, filatelisti, fattorini, netturbini, presentatori radiofonici e diplomatici. Per il suo ruolo di angelo della predicazione, l´arcangelo Gabriele è anche il patrono dei postini.

stemmi o simboli araldici legati a Gabriele, con giglio

L'Annunciazione: L'Arcangelo Gabriele nell'Arte

Il momento in cui la Vergine Maria vide apparire dinanzi a sé l'arcangelo Gabriele comunicandole che avrebbe concepito Gesù, figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo ("Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio"), è proprio il momento che molti artisti hanno raffigurato nel corso dei secoli. Si sono cimentati con il tema Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Sandro Botticelli, il Beato Angelico e molti altri ancora.

Simbologia dell'Annunciazione - Leonardo da Vinci - I SIMBOLI NELL'ARTE

Raffigurazioni Celebri dell'Annunciazione

  • Simone Martini e Lippo Memmi (1333): Questa tavola fondo oro fu realizzata per l’altare di Sant’Ansano del Duomo di Siena. Lo Spirito Santo in alto al centro del dipinto viene rappresentato nella forma di colomba circondato da angeli. In questo caso l’Arcangelo è inginocchiato e separato dalla Vergine intimorita da quella apparizione dagli elementi architettonici dello sfondo. La Vergine sfoglia un libro mentre l’Arcangelo Gabriele si inginocchia davanti a Lei, tenendo in mano un giglio bianco, simbolo della purezza.
  • Leonardo da Vinci: Di questo dipinto giovanile molto noto, tutt’oggi non si conoscono la collocazione originale né il committente.
  • Lorenzo Lotto (1527): L'Annunciazione di Lorenzo Lotto è un’opera affascinante. Mostra l’Arcangelo Gabriele che si avvicina con delicatezza alla Vergine Maria, portando il messaggio divino. Lotto, con la sua abilità artistica, è riuscito a trasmettere un senso di sacralità e meraviglia attraverso l’uso sapiente della luce e dei colori. Il gatto che scappa è uno dei dettagli più celebri del dipinto. È raffigurato nell’atto di scappare, con la schiena inarcata e la coda dritta. Alcuni pensano sia un simbolo del male che fugge all’arrivo dell’angelo Gabriele, mentre altri esperti sono propensi a credere sia semplicemente un animale domestico spaventato dal rumore.
  • Orazio Gentileschi (1623): L’Annunciazione di Orazio Gentileschi è un capolavoro del noto pittore barocco italiano. Questa opera mostra l’Arcangelo Gabriele mentre annuncia a Maria la sua futura maternità divina. Gentileschi cattura la meraviglia e la sacralità di questo momento con maestria, utilizzando luci e ombre per enfatizzare l’importanza della scena. La scena si svolge per le strade di una cittadina di Ascoli Piceno.
  • Altri artisti: Il Beato Angelico e Carlo Braccesco hanno anch'essi realizzato importanti opere sull'Annunciazione, contribuendo a diffondere l'iconografia dell'Arcangelo Gabriele.
confronto di Annunciazioni famose di diversi artisti

Feste e Tradizioni

Dopo la riforma del calendario seguita al Vaticano II nel 1969, Gabriele è venerato insieme a Michele e Raffaele il 29 settembre. Fino al 1970, i cattolici celebravano la festa dell'Arcangelo il 24 marzo.

Nella chiesa, la "Preghiera dell´Angelus", alla quale i fedeli sono invitati tre volte al giorno a suon di preghiere, ricorda la visita dell´Arcangelo Gabriele a Maria e l'annuncio della nascita del Salvatore. Papa Urbano II ha introdotto l'usanza nel 1095. Da allora la cosiddetta campana dell'Ave è stata suonata tre volte al giorno per recitare l' "Angelo del Signore" e il saluto dell'angelo "Ave Maria".

L'Arcangelo Gabriele non dovrebbe mancare in nessun presepe di Natale addobbato. Ha anche predicato la buona novella ai pastori di Betlemme nella notte santa (Lk 2, 8-20). Pertanto, in molte famiglie, l'angelo Gabriele (chiamato anche l'angelo della gloria o l'angelo dell'annuncio) è attaccato sopra il Presepe di Natale.

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