Immaginate che sia esistita prima di noi un'umanità e che questa umanità si sia evoluta al punto da non aver più necessità di incarnarsi come Esseri umani, ma abbia invece conquistato il ruolo di Angeli. Ebbene, questo è accaduto più e più volte, al punto che, quando parliamo di Gerarchie celesti, intendiamo tutte quelle umanità che prima di noi si sono evolute e hanno acquisito sempre più valore spirituale.
Gli Arcangeli sono la seconda gerarchia più elevata rispetto a noi. E, come noi ci occupiamo delle forme di vita meno evolute della nostra - gli animali, i vegetali e i minerali - gli Angeli (a noi immediatamente vicini) e gli Arcangeli fanno lo stesso. Il compito delle gerarchie celesti è quello di guidarci e attrarci verso il Cielo. Ogni loro “gesto” nei nostri confronti ha questo specifico intento. Ogni Arcangelo ha un compito preciso e lo assolve anche attraverso la sfera planetaria verso la quale ha affinità.

L'Origine e la Riconoscenza dei Sette Arcangeli
Il più antico riferimento ai Sette Arcangeli compare nel libro di Enoch, un testo apocrifo di origine giudaica risalente al I secolo a.C., dove assumono i nomi di Michele, Gabriele, Raffaele, Uriel, Raguel, Zerachiel e Remiel. Nel quarto e quinto secolo, sia nel folclore giudaico che in quello cristiano, numerosi Arcangeli avevano un nome, fino a contarne a migliaia.
Papa Gregorio I (540-604) ascrisse loro i nomi di: Michele, Gabriele, Raffaele, Uriel, Simiel, Orifiel e Zachariel, mentre la Chiesa ortodossa aveva così definito i nomi degli Arcangeli: Michael, Gabriel, Raphael, Uriel, Barachiel, Jehudiel, Salathiel. Nel 1500 la Chiesa cattolica, con qualche variazione ortografica, scelse per gli Arcangeli gli stessi nomi adottati dalla Chiesa ortodossa. Verso la fine del 1600, nella Biblioteca Vaticana venne ritrovato un antichissimo codice ebraico in cui, oltre agli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, venivano nominati Uriele, Sealtiele, Gendiele e Barachiele. I rimanenti arcangeli vengono denominati "i Reggenti della Terra", in quanto governano i quattro elementi: Fuoco, Aria, Acqua e Terra. Il profeta Ezechiele li definisce "Globi alati e Ruote Ardenti".
Riferimenti Biblici agli Arcangeli Maggiori
La Sacra Scrittura menziona più volte i sette spiriti che stanno dinanzi a Dio (Tobia 12,15; Apocalisse 1,4) e menziona chiaramente tra di essi:
- Michele (Daniele 10,13-21; 12,1; Lettera di Giuda 1,9; Apocalisse 12,7)
- Gabriele (Daniele 8,16; 9,21; Luca 1,19; 1,26)
- Raffaele (Tobia 3,25; 12,15)
Iconografia Tradizionale degli Arcangeli
Nell’iconografia, gli Arcangeli, oltre che con i loro nomi che finiscono in “el” - che significa “Dio” - sono anche chiamati “Theophori” (portatori di Dio) e sono rappresentati con simboli specifici:
- S. Michele Arcangelo è raffigurato con la spada e Lucifero sotto i piedi.
- San Gabriele Arcangelo è rappresentato con lo specchio di diaspro e una fiaccola.
- San Raffaele Arcangelo appare con medicina e Tobia.
- San Uriele Arcangelo porta una spada e una fiamma.
- San Barachiele Arcangelo è descritto con rose da distribuire.
- San Geudiele Arcangelo tiene una corona e un flagello.
- San Sealtiele Arcangelo è raffigurato in preghiera.
Nella cupola della cappella Palatina di Palermo è rimasta una copia dell'antica icona che rappresenta i Sette Arcangeli con i loro nomi, secondo la tradizione bizantina e poi cattolica.

La Devozione ai Sette Arcangeli in Sicilia
La devozione per i Sette Arcangeli in Sicilia richiede l’invocazione giornaliera con sette Gloria. Inoltre, una volta all’anno una devota, portando sette fiori bianchi in loro onore, recita la seguente preghiera:
“O gloriosi Sette Arcangeli che siete come sette lampade che ardono dinanzi al Trono dell’Altissimo e a cui è affidata la nostra tutela, liberateci da ogni male, allontanate da noi l’azione di satana, implorate Dio misericordioso per noi e fate che possiamo un giorno contemplarlo eternamente insieme a voi.”
L'Arcangelo Associato al Giovedì: Sachiel (o Zadkiel/Hesediel)
Il Giovedì è tradizionalmente governato da Giove, e l'arcangelo associato a questo giorno e a questo pianeta è Sachiel (in ebraico זכיאל). Sachiel è considerato "l'Arcangelo di Giove" e appartiene all'ordine dei Cherubini. Il nome "Sachiel" compare per la prima volta all'interno dell'Heptameron, nel tardo 1500. Precedentemente, l'angelo era apparso nel Sefer Raziel HaMalakh, citandolo però con nomi diversi: "Satquel", "Satquiel", "Saquiel" e "Sachquiel", da quest'ultimo deriva il corrente "Sachiel".
Analogamente, Hesediel o Zadkiel (Heb. צדקיאל Tzadqiel, "Favore di Dio" e "Giustizia di Dio") è l'arcangelo della libertà, della benevolenza, della grazia e angelo patrono di coloro che perdonano. In alcuni scritti ebraici, Hesediel appartiene all'ordine Hashmallim, ovvero il Coro delle Dominazioni, e da alcune fonti viene considerato il capo di quest'ordine. Nel Maseket Azilut, Hesediel/Zadkiel viene definito come Capo assieme all'Arcangelo Michele dell'ordine di Shinanim. Come angelo della grazia, alcuni testi considerano Hesediel o Zadkiel come l'angelo senza nome che si rivela ad Abramo fermandolo dal sacrificare suo figlio Isacco. A causa di questo, viene spesso raffigurato impugnare un pugnale, mentre altre iconografie lo raffigurano impugnare uno scettro.

Simbolismo e Funzioni di Sachiel
Sachiel viene raffigurato con una cornucopia da cui riversa sul pianeta e i suoi abitanti petali di rose e monete d'oro. In effetti, è il dispensatore di fortuna, abbondanza e ricchezza in tutti i suoi aspetti: in denaro, in raccolti agricoli, nella maestà dei regnanti, nello sfarzo dei templi e delle dimore, e nel prestigio. Noi umani spesso non comprendiamo che esiste un disegno preciso anche nelle vincite delle lotterie miliardarie. Non è vero che il denaro sia collegato al demonio; è invece una forma solidificata di energia e come tale può essere usata in modo positivo o negativo. L'energia-denaro deve fluire liberamente fra tutti i popoli, e anche questo rientra nei propositi della Nuova Era in cui giusti e retti rapporti umani si dovranno estendere e consolidare fra tutti gli uomini. In quest'opera colossale, Sachiel, vestito d’oro e d’azzurro, ci assiste e ci mette alla prova.
Nel suo aspetto più elevato, la presenza di Sachiel suscita nel cuore degli uomini la solidarietà, la generosità e lo spirito altruistico. È il patrono della Guardia di Finanza, dei banchieri, degli amministratori, cambiavalute, operatori di Borsa, commercialisti, politici e tutti coloro che lavorano per migliorare il livello economico dell'umanità. Purtroppo non ha incontrato molta comprensione da parte degli umani che cercano di accaparrare senza dare nulla in cambio, ma con la nuova capacità di comprendere, c’è ancora molto spazio per collaborare. Simbolicamente, è portatore di fertilità a tutto il pianeta Terra e agisce coprendola di erbe, fiori e frutti. Tuttavia, se nel destino di un uomo la ricchezza è ritenuta dannosa per la sua evoluzione spirituale, o se la povertà è una prova che deve superare perché la ricchezza è vissuta male, non vi saranno suppliche né invocazioni che smuoveranno Sachiel o qualsiasi altro Angelo, poiché Sachiel e i suoi Angeli sono gli attenti dispensatori dell'energia-denaro, che, come il sangue, è una vera e propria linfa vitale.
Giove, il Giovedì e il Mito di Chirone
Giove è l’astro che governa il giovedì. Rappresenta l’ottimismo nell’affrontare la vita, il senso di coordinamento delle cose, la fusione organica di istinto e ragione, la passione e la riflessione. Nella mitologia greca, Chirone, il centauro, è spesso associato a Giove per le sue qualità. Mezzo uomo e mezzo cavallo, era un essere immortale che eccelleva nelle arti, tanto che insegnò ad Esculapio, figlio del dio Apollo, l'arte della medicina. Fu anche il tutore di Achille, l’eroe di Troia, oltre che di Giasone e di Ercole. Proprio quest’ultimo ne decretò la morte ferendolo per errore con una freccia durante lo scontro con l’Hydra. Chirone, gravemente ferito, supplicò allora Zeus (l'equivalente romano di Giove) affinché lo liberasse dalle sofferenze togliendogli il dono dell’immortalità.
