Il Santuario della Santa Casa, situato a Loreto (AN) nelle Marche, è un luogo di pellegrinaggio di primaria importanza per i cattolici, che venerano la Vergine Lauretana, patrona dell'aviazione. Definito da Giovanni Paolo II il "vero cuore mariano della cristianità", è il santuario mariano più importante e visitato d'Italia. Al suo interno è custodita quella che, secondo la tradizione devozionale, è la Santa Casa di Nazaret, luogo dove la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele.

Le Origini della Santa Casa: Nazaret e la Nascita dell'Incarnazione
Secondo un'antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la Santa Casa è proprio la casa di Nazaret in cui Maria nacque, fu educata e ricevette l'annuncio angelico. Nazaret è la località dove abitò per quasi trent'anni la Sacra famiglia, dal suo ritorno dall'Egitto all'inizio della vita pubblica di Gesù. All'interno del santuario di Loreto si trovano i muri della Santa Casa, ovvero il luogo dove probabilmente avvenne l'Immacolata Concezione e dove nove mesi dopo nacque Maria. Dopo altri 15 anni, fu la volta dell'Annunciazione. Per la Cristianità, la casa di Maria è quella in cui Dio si incarnò; da quella finestra l'Arcangelo Gabriele salutò Maria e Le annunciò che nel suo grembo sarebbe stato concepito Gesù.
Struttura Originale e Rilievi Archeologici
La dimora terrena di Maria a Nazaret era costituita da due parti: una Grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella Basilica dell'Annunciazione a Nazaret, e una camera in muratura antistante, composta da tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta. La casa originale come la vediamo oggi a Loreto, pur essendo stata completata nei suoi muri e nel soffitto, presenta tre pareti su quattro provenienti da Nazaret, fino a circa 2 metri di altezza. La parte orientale, ove sorge l'altare, era aperta verso la Grotta a Nazaret.
I muri della Santa Casa sono spessi 90 centimetri (cioè 2 cubiti amma, pari a 0,45 metri) e il perimetro interno, che delimita l’area calpestabile, corrisponde a una stanza di 4,05 x 7,20 metri, ovvero 9 x 16 cubiti amma. Si tratta di numeri interi e ben proporzionati in unità di misura ebraiche. Archeologicamente, è una classica casa galilea di 2000 anni fa. Le porte attualmente esistenti, per permettere il flusso dei visitatori, non sono quelle originali, mentre la porta originaria è oggi murata.
Oggi sappiamo che la parte inferiore della Casa all’interno del santuario di Loreto è costruita con tecniche inusuali in Italia. Essa è senza fondamenta, ma a Nazaret, all’interno della basilica dell’Annunciazione, ci sono le fondamenta corrispondenti per le misure. Le tre pareti originarie, senza fondamenta proprie e poggianti su un'antica via, si innalzano da terra per tre metri appena. Il materiale sovrastante, costituito da mattoni locali, è stato aggiunto in seguito, compresa la volta (1536), per rendere l'ambiente più adatto al culto.
I mattoni e la loro modalità di produzione, collocazione ed unione non corrispondono nella parte bassa (realizzata nella cosiddetta “finitura nabatea”) alle tecniche usate per la parte di muro soprastante. Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermano l'origine palestinese: esse sono lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, molto usata anche in Palestina. La Santa Casa, per la sua struttura e per il materiale in pietra non reperibile in zona, è un manufatto estraneo alla cultura e agli usi edilizi marchigiani. La sezione inferiore delle tre pareti originali è costituita da pietre, che esistono a Nazaret, ma non a Loreto.
L’orientamento della porta (a nord) e della finestra (ad ovest) nella disposizione della casa nel santuario di Loreto, per nulla logica e diversa da tutte le case della zona, si adatta invece alla luce e al freddo se si orienta la casa nella posizione che aveva a Nazaret (la porta a ovest e la finestra a sud). In circa 60 pietre sono stati individuati graffiti, con scritte e segni cristologici dei primi secoli, simili a quelli dei giudeo-cristiani che si trovano in Terra Santa, compresa Nazaret. Anche tra le pietre murate della Santa Casa sono state trovate cinque croci di stoffa rossa, probabilmente di crociati o di cavalieri di un ordine militare che difendevano i luoghi santi e le reliquie, e alcuni resti di un uovo di struzzo, che richiama la Palestina e una simbologia riferentesi al mistero dell'Incarnazione.
Un testo prezioso per chi volesse approfondire è quello dell’ingegner ed architetto Nanni Monelli, “La santa casa a Loreto, la santa casa a Nazareth”. Gli scavi effettuati nel 1955-1960 a Nazaret hanno rivelato che la Casa fu protetta fin dal II-III secolo da una chiesa sinagogale, poi nel V secolo da una basilica bizantina e, infine, nel XII secolo, da una maestosa basilica crociata. Gli scavi del 1962-1965 a Loreto hanno appurato che la Casa non ha fondamenta proprie e poggia su una pubblica via, ed è stata subito protetta con opere edilizie sofisticate e con un muro in mattoni all’intorno, detto dei recanatesi, a riprova di una volontà esplicita di conservazione delle tre pareti originali.
La Traslazione della Santa Casa: Fede e Storia
La tradizione vuole che la casa si trovi dove è oggi dal 10 dicembre del 1294, data del suo arrivo a Loreto. Questa tradizione la dice aver fatto tappa prima verso il mar Mediterraneo, presso la costa israeliana, poi in Illiria, a Tersatto, cioè Fiume (l’odierna Rijeka) nel 1291. Le mura, infatti, stazionarono a Tersatto per tre anni e mezzo (maggio 1291-dicembre 1294), scomparendo altrettanto stranamente di quando comparvero. Traslate nelle Marche, non si posizionarono subito dove sono oggi, ma cambiarono almeno altre due posizioni, sempre attorno a Recanati e Loreto.
Lo scettico fatica a credere agli angeli che trasportano in volo case dalla Terrasanta, e per lo scettico razionalista è difficile credere che una casa svolazzi tra Terrasanta, Dalmazia e Marche, senza risentire nemmeno degli atterraggi. Molti studi attestano che le tre mura che troviamo a Loreto sono state sradicate dalle fondazioni e dalla grotta di Nazaret. Secondo l’antica e devota tradizione, sono stati gli angeli del cielo a compiere questa traslazione. Tuttavia, un’ipotesi critico-storica, ampiamente accolta, suggerisce che siano stati i cristiani all’epoca delle crociate, con un'assistenza celeste significata dagli angeli, a portarla in salvo.
In realtà, alcuni studi e documenti ritrovati hanno confermato che il trasporto avvenne per mare su navi crociate. Dopo la cacciata dei cristiani dalla Terra Santa da parte dei musulmani, un esponente della nobile famiglia Angeli, regnante dell'Epiro, si interessò di salvare la Santa Casa dalla sicura rovina, trasportandola prima a Tersatto e poi a Loreto. L'operazione di smontaggio, trasporto per terra e per mare e ricostruzione di una casa al termine del 1200, con i mezzi dell'epoca, sarebbe risultata quasi impossibile e, se fosse avvenuta, sarebbe inspiegabile l'assenza di tracce documentali di un tale impegno di uomini e mezzi.
Testimonianze Storiche e Artistichee sulla Traslazione
I pellegrini dei primi tredici secoli descrivevano l’abitazione della Vergine come composta di due parti: la grotta nel monte e la camera in muratura. Dopo la partenza dei crociati, sul finire del XIII secolo, parlano soltanto della grotta "che non si poteva asportare senza asportare il monte", e della struttura in muratura non si parla già più, supportando l'idea di un suo trasferimento. Le testimonianze documentano, dopo la traslazione (1291), la scomparsa di uno dei due altari un tempo esistenti a Nazaret.
Il primo a segnalare un altare nella cripta della basilica crociata a Nazaret fu Daniele l'Igumeno, un abate russo che visitò Nazaret nel 1113-1115, annotando l'esistenza di un piccolo altare. Padre Santarelli, studioso di Loreto, sottolinea la fondamentale testimonianza di Ricoldo da Montecroce, che visitò Nazaret tra il 1288 e il 1289 e citò due altari. Dopo la traslazione, la prima testimonianza è quella del veneziano Marin Sanudo, in visita nel 1321, che segnalò un solo altare.
Documenti del 1300 parlano finalmente della Chiesa di Santa Maria di Loreto, meta di pellegrinaggi da tutta Europa, indicando come la Casa fosse già considerata un santuario venerato e famoso. Un affresco scoperto a Gubbio, risalente alla prima metà del XIV secolo, rappresenta la traslazione della Santa Casa da Tersatto a Loreto, dimostrando come, pochi anni dopo il supposto prodigio, la comparsa della Casa della Vergine fosse ritenuta un fatto certo.
All’interno della Santa Casa, sulla parete di fondo, si trova un affresco ben conservato, un ex voto che rappresenta San Luigi IX, re di Francia. Vestito con l'abito a strisce bianche e rosse della Casa Reale Francese, reca nella sinistra delle catene e nella destra il bordone del pellegrino. È proprio con questo abito che il re si recò a Nazaret il 24 marzo 1251, in ringraziamento per essere stato liberato dalla prigionia del sultano d’Egitto. L’affresco, dei primi del 1300, prova come, a pochi anni dalla data fissata dalla tradizione per la traslazione, si ritenesse che il re francese avesse visitato quelle stesse mura, che nel 1251 erano però in Terrasanta.
Gli studi di qualificati storici dell’arte, geologi, architetti ed ingegneri attestano che:
- Non esiste nessuna costruzione coeva nell’ambiente marchigiano che somigli alla Santa Casa.
- Non si trova nessuna autorizzazione alla costruzione risultante dagli atti catastali lauretani del tempo.
- Le pietre che si trovano nella Grotta dell'Annunciazione a Nazaret hanno la stessa origine geologica delle pietre dell'altare dei Santi Apostoli oggi all’interno della Santa Casa.
Il Rivestimento Marmoreo: Un Capolavoro del Rinascimento
Il rivestimento marmoreo, che avvolge le pareti della Santa Casa, fu voluto da Papa Giulio II nel 1507 per custodire la casa dell'Annuncio divino e sostituire l'antico muro costruito dagli abitanti di Recanati all’inizio del XIV secolo. Inizialmente il progetto fu affidato a Donato Bramante, ma alla morte di Giulio II nel 1513, il nuovo papa Leone X incaricò Andrea Contucci, detto il Sansovino. I lavori, iniziati nel 1511 sotto la direzione di Giovan Cristoforo Romano, videro succedersi alla guida Andrea Sansovino (1513-1527), Raniero Nerucci (dal 1531) e Antonio da Sangallo il Giovane, che concluse l’opera nel 1538 e ideò la balaustra per nascondere la volta a botte della Santa Casa.

Descrizione Artistica delle Scene
Il rivestimento, capolavoro di eleganza e di semplicità narrativa, poggia su un basamento ricco di intagli. Sulle cantonate e nel mezzo dei due lati maggiori presenta sei doppi risalti, ornati con colonne corinzie a scanalature, in mezzo alle quali sono ricavate due nicchie sovrapposte che contengono le sculture dei profeti e delle sibille. Nove sono le storie raccontate: sette grandi e due piccole.
Nascita della Vergine (Parete Nord)
La sezione destra rappresenta Sant’Anna, madre della Vergine Maria, stesa in un grande letto e circondata da donne. Nella sezione sinistra, una giovane donna tiene in braccio la neonata Maria, porgendola a un'altra giovane inginocchiata per lavarla. Sulla nicchia sinistra in alto è collocata la Sibilla Ellespontica (Giovan Battista della Porta, 1570-1572), al di sotto il Profeta Isaia (fratelli della Porta, 1577-1578).
Sposalizio della Vergine Maria e San Giuseppe (Parete Nord)
In questa scena, Andrea Sansovino scolpì il rito nuziale (1525-1526) con un modello fluido e sinuoso di matrice raffaellesca: sullo sfondo di un monumentale tempio di Gerusalemme, il sacerdote unisce le mani di Maria e San Giuseppe. A destra, Nicolò Tribolo, Raffaele da Montelupo e Francesco di Vincenzo da Sangallo raffigurano la delusione degli altri giovani pretendenti che spezzano i bastoni non fioriti, secondo un'antica tradizione.

L'Annunciazione (Parete Ovest)
Tra il 1518 e il 1522, Andrea Sansovino scolpì l’Annunciazione, che funge da pala d’altare ed è il più grande riquadro dell’intero rivestimento (185×362 cm). In alto a sinistra, l'Eterno Padre invia lo Spirito Santo sotto forma di colomba alla Vergine Maria, mentre quest'ultima ascolta timorosa l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele che reca il giglio, simbolo di purezza. L’arcangelo è seguito da altri due angeli, uno dei quali regge un vassoio pieno di frutti. A destra, la scena mostra la Vergine Maria seduta su uno scranno sotto un baldacchino, con il libro delle Sacre Scritture sulla mano sinistra. Nella nicchia superiore a sinistra è posta la Sibilla Libica (fratelli Della Porta, 1570-1572), al di sotto il Profeta Geremia (fratelli Aurelio e Girolamo Lombardo, 1540-1542), considerato un capolavoro scultoreo.

Nascita di Gesù e Adorazione dei Magi (Parete Sud)
Per questa parete, Andrea Sansovino scolpì la Nascita di Gesù (1518-1524), una scena in due sezioni: a destra la nascita e a sinistra l’annuncio degli angeli ai pastori. San Giuseppe si avvicina al Bambin Gesù in atteggiamento contemplativo. Nella nicchia superiore è collocata la Sibilla Persica (fratelli Della Porta, 1570-1572), in quella inferiore il Profeta Zaccaria (Girolamo Lombardo, 1588 circa). L’Adorazione dei Magi è opera di Raffaele da Montelupo (1533-1534), che rappresenta i pastori e gli angeli che annunciano la nascita di Gesù.

Transito della Vergine e Traslazione della Santa Casa (Parete Orientale)
Tra il 1518 e il 1525, Domenico D’Aima o Aimo scolpì il Transito della Vergine, ispirato alla Leggenda Aurea. La scena mostra gli apostoli accorsi alla casa di Maria per il suo imminente trapasso e un coro di angeli che ne cantano la gloria. Nel registro inferiore è rappresentata la Traslazione della Santa Casa da Nazaret a Loreto, realizzata da Niccolò Tribolo e Francesco di Vincenzo da Sangallo (1531-1533), raffigurando il volo della Casa sopra il mar Adriatico e la sua collocazione. La scena è affiancata dalla Sibilla Cumana (fratelli Della Porta, 1570-1572) e dal Profeta Mosè (Giovan Battista della Porta, 1577-1578).

La Madonna di Loreto: La Vergine Lauretana
All'interno della Santa Casa si trova la statua della Vergine Lauretana, detta anche Madonna di Loreto. Si tratta di una Madonna Nera, la cui particolarità è il volto scuro, comune alle icone più antiche, dovuto spesso al fumo delle lampade a olio e delle candele. La statua originaria, risalente al XIV secolo, fu distrutta in un incendio nel 1921. Quella attuale, opera di Leopoldo Celani, risale al 1922 ed è in legno di cedro del Libano.

Eventi Chiave e il Significato Teologico della Santa Casa
La Santa Casa di Nazaret venerata a Loreto ci ricorda l'evento centrale del mistero dell'Incarnazione: l'annuncio della Salvezza e l'incarnazione del Figlio di Dio. Qui l'inaudito disegno divino ha trovato accoglienza nel "sì" di Maria. Il Santuario Pontificio per la Santa Casa di Loreto comunica che l'8 aprile, Solennità dell'Annunciazione del Signore, si celebra questo mistero che si è compiuto tra le pareti della Santa Casa.
A questo evento si sono sommati anche altri straordinari eventi. La tradizione vuole che dopo l'Ascensione al cielo del Signore, proprio in questa casa a Nazaret, venne celebrata la prima Santa Messa da San Pietro, primo capo della chiesa, con gli apostoli e la presenza di Maria ancora vivente e abitante nella Casa stessa, che da allora fu trasformata in chiesa. In questa Casa dove Gesù fu concepito, Egli si incarnò "una seconda volta": la "prima" nel grembo di Maria, la "seconda" quando San Pietro avrebbe eretto un altare per fare la Frazione del Pane, conforme all’insegnamento di Gesù. Un cippo con mensa, conservato sotto l’attuale altare novecentesco e nascosto da una griglia metallica, secondo la tradizione è giunto a Loreto con le "sante pietre" della Santa Casa, e la sua lavorazione in stile nabateo ne conferma l'origine palestinese.
L'insigne reliquia della Santa Casa di Maria è per il pellegrino occasione e invito a meditare gli alti messaggi teologici e spirituali legati al mistero dell'Incarnazione e all'annuncio della Salvezza.
Un'ulteriore Testimonianza: L'Esorcismo del 2017
Nel 2017, durante un esorcismo avvenuto all'interno della Santa Casa per liberare due indemoniate, il diavolo fu costretto a rivelare la verità sulla Santa Casa di Loreto, affermando: "Maledetto prete, non posso io entrare nella Casa di quella donna, la tutta Santa, la purissima e vergine." Questo aneddoto sottolinea l'importanza spirituale della Santa Casa come luogo di protezione e santità.
Gestione e Status Giuridico del Santuario
La Santa Casa, con la Chiesa di Santa Maria di Loreto da cui trae origine il Santuario, ha goduto nel corso dei secoli di un particolare stato giuridico. Dal 1507 fu soggetta direttamente alla Sede Apostolica, retta fino al 1698 dal cardinale protettore e poi dalla Congregazione Lauretana. Con l'Unità d'Italia, la Santa Casa godette di una speciale posizione giuridica, amministrata da un Regio Governatore.
Dopo i Patti Lateranensi tra la Santa Sede e l'Italia, parte del patrimonio del Pio Istituto della Santa Casa di Loreto fu assegnato alla Santa Sede assieme alla Basilica e alle opere annesse. Il 24 giugno 1965, Papa Paolo VI diede un nuovo assetto giuridico al Santuario, sopprimendo la Pontificia Amministrazione della Basilica e istituendo la Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto, oltre alla Prelatura territoriale di Loreto.
L'amministrazione del Santuario, con le sue opere ed edifici annessi, è oggi affidata a un Consiglio di Amministrazione, composto dall'Arcivescovo Delegato Pontificio (Presidente), dal Vicario Generale, dal Segretario Generale e da tre laici, tutti nominati dalla Segreteria di Stato.
Le principali festività lauretane ricorrono l'8 settembre, in ricordo della Natività di Maria, e il 10 dicembre, in ricordo dell'arrivo della Santa Casa a Loreto, conosciuta come "La venuta".
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